giovedì 8 marzo 2018

#MangiareaMilano: l'Osteria dei Malnat

La cucina lombarda a Milano non è una chimera e in locali come l'Osteria dei Malnat in zona De Angeli trova spazio anche per diventare protagonista. 
A Milano si può mangiare di tutto e a volte ci dimentichiamo che tra sushi e dim sum, il risotto giallo con l'ossobuco è una delle cose più buone, calde e soddisfacenti per godersi una perfetta cena in città. 
Perché per quanto ami sperimentare, assaggiare di tutto e di più, in fin dei conti non c'è niente che possa reggere il confronto con il calore della tradizione. 

Osteria dei Malnat - Risotto alla milanese e riso al salto


All'Osteria del Malnat l'ambiente è caldo e accogliente creato da uno stile che è un misto tra industrial e rurale. Legno, metallo, luci calde e la vista sulla cucina che lavora alacremente, sempre un bel vedere quando si entra in un ristorante. 

Diciamo però che l'ambiente non è tutto e so che qui dobbiamo passare alla sostanza: come si mangia all'Osteria dei Malnat? 

La risposta è semplicemente Bene. 

La cucina è tradizionale lombarda, ma non senza un minimo di contaminazioni sia di ingredienti che di tecniche grazie alla mano dello chef Marco Poncia.
Un esempio? 
Veniamo accolti con un entrée di crostini di pane nero con burro aromatizzato al pepe nero affumicato con legno di melo e alici siciliane marinate alla maniera milanese. 
Qui la contaminazione è perfetta e io avrei potuto tranquillamente cenare con questi deliziosi crostini e una buona bottiglia di vino. 

Osteria dei Malnat - Crostini di polenta


Anche l'antipasto ci fa viaggiare per la Lombardia con dei golosi crostini di polenta conditi rispettivamente con ragù di selvaggina, fonduta di Parmigiano, lardo e luganega. 

Per il primo piatto torniamo a Milano gustando il risotto alla milanese e il riso al salto
Il primo è preparato nella maniera tradizionale, ma molto molto cremoso, servito con una crema di midollo brasato e arricchito con un fondo ristretto di vitello; il riso al salto è croccante al punto giusto, gustoso e completato da una fonduta di parmigiano che la arricchisce e la completa al gusto, ma anche nelle sensazioni al palato. 

Pensate che sia finita qui?



Arriviamo ai secondi e qui sfondiamo nella tradizione più profonda della Lombardia: cassoeula e ossobuco alla milanese con polenta taragna
Qui i nostri stomaci iniziano a vacillare perché le porzioni sono davvero abbondanti (io arrivo da 2 giorni di pranzi piemontesi, che va bè! :P) e l'ossobuco in particolar modo andrebbe bene come piatto unico.

Osteria dei Malnat - Ossobuco e casseoula

In ogni caso le carni sono tenere e gustose, rimangono giusto un pelino stoppacciose nonostante la tenerezza data dalla lunga cottura. 
La cassoeula è diversa da quella tradizionale, ma al palato la ricorda perfettamente. Le verze sono stufate e sono accompagnate da cotiche, verzini e costine insieme al delizioso fondo di cottura. 

In tutto ciò beviamo anche un ottimo nebbiolo delle Langhe di Domenico Clerico, che riesce benissimo a colmare la mia aspettativa di bere lombardo, oltre che mangiare.

Al dolce, per ovvi motivi, non arriviamo. :-)  

I prezzi rimangono nella media milanese e mangiando il giusto e bevendo un buon vino non si superano i 40-50 € a testa.  

Se cercate la cucina lombarda, qui troverete sicuramente quello di cui avete voglia, dai tortelli mantovani agli sciatt della Valtellina, dalla cotoletta alla milanese ai quasi dimenticati rustin negàa. 

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