lunedì 31 maggio 2010

Un piccolo viaggio nel tempo... + asparagi ed uova di quaglia sott'olio

Il week end è trascorso all'insegna del relax e del cibo, stile abbastanza ricorrente quando si va in campagna.
Questo è un luogo in cui tutto sembra essersi fermato a qualche anno addietro, dove i ritmi delle stagioni segnano ancora il tempo, dove si mangia ancora bene e in modo naturale e la televisione e il cellulare fanno fatica a funzionare.  
Non è un posto lontano, solo un'ora da Milano, ma quella valle nella provincia di Pavia, raccolta tra i monti, sembra davvero un'isola lontana nel tempo e nello spazio. 
Fermandosi un attimo, ci si può accorgere della magia in cui sono rimasti questi luoghi. In alcuni scorci si respira l'aria di un passato (e di un presente) fatto di semplicità, di contadini che lavoravano la terra e vivevano in funzione del proprio lavoro. 
Non solo la natura, ma anche le case celano una storia che è bella da scoprire attraverso i particolari rimasti lì da chissà quanto tempo. 












Quest'anno, solo ora mi sono resa conto che la primavera è arrivata davvero vivendo tra il verde dei campi, il rosso dei papaveri  e le ciliege ancora acerbe sugli alberi. 


Ma tornando al lato culinario, un week end in campagna, come dicevo, vuol dire anche abbuffate... Non so, sarà l'aria "diversa", un po' come quando si va al mare, ma appena si arriva lì inizia il languorino! 
Subito fuori un bel cacciatorino, e non sia mai che non si accompagni con un bicchiere di bonarda o barbera. 
Questa volta, però, ci siam concessi anche qualche bollicina.... :)


Ma bando alle ciance, passiamo alla ricetta di oggi... in tema di primavera ho voluto assaggiare finalmente questa conserva che avevo preparato con i primi asparagi. 
L'associazione asparagi-uova mi è sempre piaciuta molto e, in periodo di conserve, ho voluto provare a metterli insieme anche sotto questa forma. 



Ingredienti (per 1 barattolo alto 15cm)

1 mazzetto di asparagi abbastanza spessi
10 uova di quaglia
aceto di vino bianco (circa 350ml)
olio evo
aglio
pepe nero
sale
1 foglia di alloro
qualche foglia di santoreggia

Procedimento:
Preparare un cestino coperto da strofinacci puliti su cui adagiare le verdure.
Pulire gli asparagi, lavarli e sbollentarli per 3-4 minuti in acqua salata e aceto (io ho fatto 250ml di acqua e 250ml di aceto). Una volta pronti disporli sugli strofinacci ad asciugare per un'oretta.
Far bollire le uova intere in acqua per 5 minuti in modo da renderle sode. Una volta cotte, sbollentarle in acqua e aceto per 2-3 minuti e riporle ad asciugarsi.
Dopo un'oretta (se avete tempo anche dopo 12 ore) si può iniziare a preparare il vasetto. Sterilizzare il barattolo e iniziare a riempire con gli asparagi e le uova cercando di compattarle il più possibile. Unire l'alloro. Alternare con i grani di pepe nero e qualche pezzetto di aglio. Infine, una volta completato il vasetto, porre qualche fogliolina di santoreggia, o le spezie che preferite, e coprire di olio. Chiudere il vasetto e sterilizzare facendolo bollire, chiuso in uno strofinaccio per evitare che sbatta contro la pentola, e coperto di acqua per 25 minuti.
Aspettare un mesetto prima di consumare.



PS. Avete notato il camino acceso?? 

venerdì 28 maggio 2010

Bicchierini al limoncello e macedonia di fragole

Prendete la solita torta soffice che avete lì in casa per fare colazione... poi prendete una cena improvvisa o poco tempo per preparare un dessert... prendete anche quell'ideuccia lì nell'angolo della vostra mente....ecco che vien fuori proprio quel bel dolcetto lì!
Questo è ciò che è capitato a questo dolce qui, nato più o meno per caso...



Ingredienti:

una fetta di torta tipo pan di spagna per ogni persona
limoncello
macedonia di fragole (3-4 cucchiai a testa) fatta con zucchero e limone

Procedimento:
...Attenzione perchè è lungo e complesso!! :))))
Tagliare a cubetti le fette di torta e porle sul fondo di ogni ciotola (una per persona), bagnare con il limoncello e coprire con la macedonia di fragole.
Finito! Visto che complicato??

Tra poche ore si parte per il week end... 2 giorni di sana campagna! Un giorno dovrò parlare anche della meraviglia che sono le campagne vicino Pavia... Poco conosciute come zone, ma davvero splendide! 
Luoghi in cui esistono ancora i ritmi dati dalla natura, in cui si vede più verde che cemento. Uno di quei posti che scalda il cuore! 
Sicuramente tanti approfitteranno del ponte del 2 giugno, per cui vi lascio un salutino e...buon divertimento! 

giovedì 27 maggio 2010

Il gateau di patate: ad ognuno il suo

L'ultima volta che ho fatto il gateau di patate, ho pensato ai vissuti legati a questo piatto.
Primo tra tutti... quante versioni differenti esisteranno al mondo? Probabilmente ne esiste una per ogni famiglia! 
Un po' come la torta di mele o la pasta e fagioli, ne esistono una infinità di tipi diversi, ma tutti che rimandano ad emozioni ben precise. 
Nella mia famiglia, tra gli ingredienti previsti ci sono sempre stati la provola e la salsiccia (quella con il peperoncino rosso e il finocchietto).... chissà poi da che parte d'Italia provengo! ;)
Probabilmente un emiliano lo farà con il parmigiano e il prosciutto crudo, un sardo con il pecorino e un toscano con la finocchiona! Insomma...ad ognuno il suo!
Secondo pensiero, oltre ad essere versatile,  il gateau ha la caratteristica di riuscire a mettere d'accordo sempre tutti, grandi e piccini.  Avete mai sentito qualcuno dire di no ad un gateau di patate??? Io mai!
Ricette di questo tipo le sento un po' come un porto sicuro. Non solo perchè il risultato è sempre garantito, ma anche perchè, in momenti particolari diventa una vera e propria coccola...
Delicato, soffice, profumato, caldo... che ne pensate?


Ingredienti per 3 persone:

1,5kg di patate
2 uova + 1 sodo
sale
pepe nero
abbondante parmigiano
2 fette di provola tagliate a cubetti
salsiccia a pezzetti (o prosciutto cotto o quello che preferite)
pangrattato
burro

Procedimento:
Lessare le patate. Nel frattempo preparare gli altri ingredienti in modo da averli pronti per la composizione (quindi tagliare la provola, grattugiare il parmigiano, fare l'uovo sodo...).
Una volta pronte le patate, passarle, salare, pepare e unire la provola, la salsiccia, l'uovo sodo a pezzetti, le 2 uova e il parmigiano. Mescolare bene il tutto e versare in una teglia ottenendo uno strato abbastanza consistente (+ o - 10 cm). Livellare e coprire con uno stratino di pan grattato. Spargere tanti fiocchetti di burro e porre in forno a 190° per 45 minuti circa. 
Questa volta ho fatto delle simpatiche monoporzioni. E' bello vedere la felicità del mio ragazzo quando ha davanti delle cocottine simpatiche! E poi... è più bello mangiare quando anche la vista è appagata! :) 

mercoledì 26 maggio 2010

L'insalata di pomodori


L'insalata di pomodori, lei, solo questa versione, è stata compagna praticamente di tutta la mia vita. In casa mia si mangiava almeno una volta a settimana e soprattutto d'estate. 

Le sere d'estate, magari insieme alle polpettine fritte o semplicemente una mozzarella oppure alla domenica in barca, quando un'insalata bella fresca era apprezzata da tutti.
E' sempre stata una costante della cucina di famiglia e non ha mai stancato nessuno. Anzi, ogni tanto viene proprio la voglia di gustarla nella sua freschezza e nei suoi sapori mediterranei. 
Per me non è solo un piatto, è un ricordo di tante esperienze, è la certezza di qualcosa di buono, sano e appagante. 


Ingredienti: 

Pomodori
cipolla
peperoncino
basilico
origano
sale
abbondante olio evo

Procedimento: 
Tagliare i pomodori a pezzi, la cipolla a spicchi e unirli in una insalatiera. Tagliare a pezzetti un peperoncino, aggiungere qualche foglia di basilico e un po' di origano. Salare e bagnare con abbondante olio evo. Mescolare e servire... con tanto pane, magari saporito e croccante come quello di grano duro.

martedì 25 maggio 2010

Insalata di pasta alla calabrese

Cosa fare con il meraviglioso pacco da giù se non unire tutto in una ricca insalata di pasta alla calabrese?! 
Da poco è arrivato un pacco della mamma con dentro tanti prodotti gustosi e assolutamente immancabili nella mia cucina. L'arrivo del pacco è un po' una festa: profumi, colori e tanto che sa di casa.
Le uova fresche del contadino, la farina del forno, le arance raccolte poco prima di partire, le verdure selvatiche, i limoni non trattati, l'origano profumatissimo, la provola della Sila, le cipolle di Tropea.... potrei continuare ancora a lungo, ogni stagione ha i suoi profumi e i suoi prodotti e ogni volta è una sorpresa. 

lunedì 24 maggio 2010

Il ragù di seppie

Ricomincia la settimana lasciando indietro giorni bellissimi e i primi sentori di un'estate in arrivo, ecco perché prima di raccontarvi del ragù di seppie, ho un mondo di pensieri da mettere nero su bianco. 
Sono indietro con i racconti sul corso con Paoletta ed Adriano. In realtà ho pensato tanto a cosa scrivere, ma non è così semplice. Si potrebbe fare un racconto delle preparazioni fatte, delle tecniche apprese, oppure dell'aspetto "umano" di questo corso ma in ogni caso sarebbe molto, troppo limitativo. 
Per me è stato il primo corso di  cucina ed ora che è passato non vedo l'ora che ce ne siano altri. Oltre ad apprendere tante cose, l'aspetto emozionante è stata la condivisione, il trovarsi lì tutti accomunati da una sola passione. Per una volta, finalmente, ero circondata da gente che parlava la mia stessa lingua, persone che non ti guardano con occhi perplessi perché "addirittura il pane lo fai in casa". Ecco, questo è stato già un motivo di gioia!
L'altra cosa meravigliosa è stata la disponibilità di Primavera, la signora che ci ha accolto nella sua cucina da sconosciuti rendendo possibile la realizzazione di questo corso. Ci ha fatto davvero sentire a casa! 
E ancora i nostri maestri, Adriano e Paoletta che con tanta pazienza hanno risposto alle nostre domande e ci hanno seguito passo passo nella realizzazione di tutte le ricette. 
E' stata una gioia conoscerli e poterli vedere al lavoro.  Bravura e umiltà, 2 doti che pochi riescono ad avere contemporaneamente!! Ci hanno insegnato tanto e ci hanno fatto divertire! 
Il primo giorno è stato all'insegna del lavoro, poche distrazioni e tutti orientati al risultato, dalle 16 fino alle 22.30 con le mani in pasta senza tregua... stancante? Naaaaaa, troppa eccitazione per sentire le gambe cedere! ;) 
Il secondo giorno, invece, ci siamo goduti i nostri frutti tra un impasto e un altro. Che soddisfazione! 
I lievitati hanno questa particolare caratteristica di farmi meravigliare ogni volta nel vederli mutare, crescere, cambiare forma e consistenza fino al risultato finale. Come può un po' di acqua e farina tramutarsi in una tale bontà??? 
Giocando abbiamo appreso tanti trucchi, tante tecniche nuove di cui non avrei mai nemmeno immaginato l'esistenza, e man mano ho notato cosa non andava nel modo in cui solitamente facevo alcune cose...ad esempio i croissant! Tanti piccoli particolari che alla fine fanno davvero la differenza. 
Insomma, credo che questa esperienza mi rimarrà a lungo nel cuore e spero di poter avere altre opportunità per incontrare Adriano e Paoletta in altri corsi e magari, un giorno, diventare brava come lo sono loro! 

Spaghetti con ragù di seppie

giovedì 20 maggio 2010

Salvia fritta in pastella

Primo giorno di corso andato: come festeggiare se non con qualcosa di fritto come questa salvia fritta in pastella?
Al corso abbiamo fatto un sacco di cose e inevitabilmente è scattato il desiderio di mettersi in  cucina, sperimentare all'infinito per provare, prima o poi, ad avere quella manualità data solamente dall'esperienza. 
Vado rapida visto che anche oggi si prevede una giornata impegnativa, ma ci tenevo a lasciare un breve cenno sulla giornata di ieri. 
La cosa più importante da dire è sicuramente legata ai nostri maestri che con grande pazienza e attenzione ci hanno spiegato e mostrato tutto instancabilmente! 

Vado al volo con la ricetta del giorno... la salvia fritta
Come si può notare dalla foto, questa salvia ha foglie davvero enormi! Niente di transgenico, sono solo le cure di mio suocero che l'hanno fatta diventare così! Un mago, eh?! 

Salvia fritta in pastella

martedì 18 maggio 2010

Pizzette di pasta sfoglia: facili e buonissime

Le pizzette di pasta sfoglia rappresentano appieno un momento di relax e di coccole della mia vita familiare. 
L'aperitivo è un appuntamento abbastanza ricorrente in casa nostra, soprattutto in estate, quando il balcone si ricolora con le nostre piantine e la menta cresce rigogliosa.

Pizzette di pasta sfoglia

venerdì 14 maggio 2010

La focaccia ligure

La ricetta della Focaccia Ligure l'ho presa da qui, il blog di Vittorio, bravissimo con l'arte bianca, di cui sperimento la sua seconda ricetta.
La prima è stata la focaccia di Recco: un vero successo!
Prima di trovare questa ricetta, utilizzavo una versione trovata sul forum di Gennarino che era buona, ma assolutamente lontana da questa.
Ecco qui una foto della focaccia di Recco fatta qualche tempo fa....

Trancio focaccia ligure

giovedì 13 maggio 2010

Il gelato al bacio

Sarà per scongiurare questo freddo e mal tempo che imperterrita questo infinito inverno, ma il periodo dei gelati è arrivato nella mia casa con questo delizioso gelato al bacio.
Dopo un primo sorbetto alla fragola (non avendo fatto foto non l'ho pubblicato, ma recupererò :) ), è stato il turno del gelato al bacio trovato qui.
Avevo proprio della pasta di nocciola preparata qualche tempo fa da smaltire e quando ho visto questa ricetta non ho potuto resistere.
E la curiosità che mi ha scatenato leggere la ricetta è stata ripagata pienamente da un gelato gustoso e cremoso. Ovviamente la pasta di nocciole non sarà mai liscia come quella dei gelati acquistati, ma quella "sabbiolina" leggera non dà fastidio al risultato finale. 


Gelato al bacio


mercoledì 12 maggio 2010

Strudel integrale di asparagini

Tirato fuori dal congelatore il secondo pacchetto di sfoglia integrale (qui la ricetta), ecco che si è trasformata in una torta salata a base di asparagi....insomma, tanto per cambiare!! :))
Il giorno dopo averla mangiata il mio ragazzo mi addita con una minaccia: "Adesso basta asparagi!"
Ma uffi, io adoro gli asparagi! Li mangerei tutti i giorni in questo periodo e, come tanti altri ingredienti primaverili-estivi, sono sicura che potrei mangiarne tanti fino ad arrivare ad essere satura per qualche anno! Mi è capitato con le fragole, con le ciliegie e con i pomodorini pachino. No no, con gli asparagi non voglio!! :)



Ingredienti:

Un rotolo di sfoglia (se non volete farla in casa,  si può usare anche quella già pronta)
un mazzetto di asparagini
olio
sale
pepe
2 uova
4-5 cucchiai di parmigiano grattugiato

Procedimento:
Stendere la sfoglia in un rettangolo in modo da formare uno strudel. Una volta puliti gli asparagi, farli saltare in un po' d'olio. Aggiungere qualche cucchiaio di acqua, salare e pepare e lasciarli andare per 5 minuti. A parte sbattere le uova e il parmigiano.
Dopodichè porre gli asparagi al centro della sfoglia. Versarvi su le uova e chiudere lo strudel.
Cuocere in forno a 180° per 30 minuti. Una volta pronto tagliare a fette e servire. Ottimo accompagnato da qualche goccia di aceto balsamico.

martedì 11 maggio 2010

Marmellata di mele e kumquat

Il mio alberello di kumquat, arrivato pieno zeppo di frutti, man mano è stato ripulito, non solo perchè la voglia di mangiarseli era tanta, ma anche perchè volevamo dare un po' di forza alla pianta. Alla fine ne è avanzata una ciotolina che nessuno mangiava più, visto il pieno fatto con le prime scorpacciate, così ho deciso di utilizzarli per fare qualcosa.
L'idea dell'unione con le mele mi è venuta da qui, un post del Cavoletto in cui, tra le ricette da realizzare con l'agar agar, c'era anche questa ricettina fatta con mele e yuzu. Lo yuzu è un agrume giapponese, non so che sapore abbia, ma tra agrumi non è che ci si discosti troppo, così ho pensato di sostituirlo con i mandarini cinesi.


Ingredienti (per un vasetto medio di marmellata)
4 mele
2 pugni di kumquat
2 cucchiai di zucchero
1 bicchiere di acqua

Procedimento:

Sbucciare e tagliare a pezzetti le mele. Lavare i mandarini cinesi e tagliarli a fettine, facendo attenzione ad eliminare i noccioli. In una pentola unire le mele, i kumquat, aggiungere 2 cucchiai di zucchero e un bicchiere di acqua. Far sobbollire per 25 minuti. Passare con un frullino (io ho usato quello ad immersione) ed invasare in barattoli sterilizzati quando la marmellata è ancora calda. Chiudere e capovolgere il vasetto fino al raffreddamento.

lunedì 10 maggio 2010

Bicchierini di zuppa inglese atipica e fragoline di bosco

Questo lunedì ho deciso che inizierò la settimana con un post luuungooo, ma solo perché negli ultimi giorni pensavo a quante storie possono esserci dietro ad un piatto.
Scrivendo i post qui sul blog, mi sono resa conto che ogni giorno, anche per la ricetta più semplice e comune, ho sempre qualcosa da scrivere. 
Che sia un sugo, un'insalata, il pranzo frugale di una giornata lavorativa, ognuna di esse ha una storia, qualcosa da raccontare. 
Mi meraviglio sempre di queste piccole scoperte. Siamo sempre così di fretta che non ci accorgiamo neanche delle cose che tutti i giorni ci passano sotto il naso. E invece, se mettessimo un pezzetto di testa e un pezzetto di cuore, ci accorgeremo che tutto ha una sua vita, anche quel pezzo di pane e salame mangiato la sera prima. 
Altra cosa per cui provo sempre una certa sorpresa è legata a quante sensazioni ed esperienze ci possono essere dietro al cibo.
Il cibo per unire le persone, per prendersi cura, il cibo fatto di divertimento e quello fatto di ricordi, il cibo della famiglia e quello degli amici, quello delle feste e quello dei giorni normali, il cibo per la persona speciale e quello per colmare un vuoto. E ancora il cibo dei profumi e quello dei colori, quello che ti fa arrabbiare se non riesce e quell'altro che ti fa felice nel portarlo in tavola. Si potrebbe andare avanti ad infinito perché, nella propria vita, quante cose si fanno "mangiando"?
La ricetta di oggi, per esempio, ha almeno 3 storie da raccontare...
La prima è quella di una torta un po' troppo asciutta, la seconda è per le fragoline di bosco e la terza riguarda una mattinata in cucina. Ma alla fine ecco che tutte e 3 si fondono per formare la storia di questi bicchierini di zuppa inglese.


La torta nasce dal desiderio di riutilizzare alcuni albumi avanzati da un'altra preparazione (quindi forse ci starebbe anche il quarto di racconto)e il tentativo di mantenere questa torta "light" sostituendo una parte di burro con lo yogurt. Il primo giorno era ottima, soffice, ma già al secondo giorno era diventata abbastanza asciutta, adatta più all'inzuppo che non ad una merenda. Così ho pensato di utilizzarla per fare qualche dolce al cucchiaio.
Messa da parte la torta, un venerdì mattina a casa dal lavoro approfitto per andare al mercato. Cercavo i carciofini da mettere sott'olio (che non ho trovato) e un mazzetto di asparagini. Alla fine mi fermo al banchetto di una signora un po' anziana, la stessa da cui avevo comprato i rositi, un fungo tipico della Sila, per la prima volta a Milano. Presi gli asparagi, la signora gentile e sorridente, mi dice: "Prova le fragole, sono quelle di Verona, buoonee!" e come si può dire di no a quella vocina dolce? E io: "Va bene, allora mi dia le fragole, e sa che le dico? Anche le fragoline di bosco!"
Contenta torno a casa con tutti i miei sacchettini. Quella mattina il mio ragazzo lavorava e io con calma inizio a preparare, ma più vado avanti e più mi rendo conto che stava diventando proprio un pranzetto speciale. E quindi non poteva mancare una coccola finale.
Ritiro fuori la mia idea del dolce al cucchiaio da riciclo, penso alle mie fragoline che profumavano tutta la cucina, quanto ci starebbero bene... a questo punto mi mancava solo la crema. Uhmmm, da parte ho l'alchermes, ci sta una bella crema inglese!
E così ecco il dolce completato, un fondo di torta allo yogurt profumata all'alchermes, uno strato di crema inglese (più morbida della crema pasticcera) e infine una pioggia di fragoline di bosco.

Ingredienti: 
Torta allo yogurt (o comunque qualsiasi torta dalla consistenza simile al pan di spagna)
fragoline di bosco
alchermes

Per la crema inglese (x 2 coppette):
2 tuorli
125 gr dilatte
70 gr di zucchero
una punta di vaniglia

Preparazione:

Preparare la crema (io seguo sempre il processo di Montersino) sbattendo i tuorli con lo zucchero. A parte portare ad ebollizione il latte con la vaniglia. Una volta raggiunto il bollore, unire i tuorli montati con lo zucchero e non toccare finché il latte non riesca a passare attraverso le uova. A questo punto sbattere rapidamente e spegnere il fuoco. Far raffreddare rapidamente ponendo la pentola in un acqua fredda.
Tagliare 2 fette di torta a cubetti. Passare i cubetti nell'alchermes allungato con l'acqua e porli sul fondo delle coppette. Coprire con la crema e infine decorare con le fragoline di bosco.



E ora, per chiudere in simpatia,  una storiella carina carina passatami da Chiara (andate a vedere il suo sito, è bravissima!):

C'era una volta un fungo porcino
che per nomea faceva il malandrino.
Lui ci sta proprio con tutte,
che sian scaloppe, vitelle o prosciutte.

Un giorno finì in guazzetto,
con un petto di pollo tagliato a tocchetto.
Nella pizza lui si sente un re,
e se la mangi fa felice anche te!

Non dirmi che sono terroso,
voglilo fare solo un pò il tenebroso.
Se mi tagli fine-fine e mi metti sul carpaccio,
stai sicuro che tu rimedi un abbraccio.
Ora ti auguro buon appetito

che con queste rime ti ho garantito.



:)))

Con questo post partecipo alla raccolta "Fresche dolcezze d'estate" di Maria Luisa. Un contest proprio adatto a questo periodo di caluria! :D


venerdì 7 maggio 2010

La bresaola di pollo

Prima di attaccare con la ricetta vorrei ringraziarvi per i primi supporti ricevuti per il miglioramento della sezione dedicata agli "introvabili". Grazie, grazie, grazie!! :))) 

E ora passiamo alla ricetta di oggi...  
La mania dei salumi è nata un po' più di un annetto fa quando il Cavoletto ha pubblicato la ricetta del "Lonzino speziato".
Da lì ho fatto molto spesso il lonzino ed è sempre sparito in un batter d'occhio (uno è già in frigo in preparazione!), ma dopo qualche tempo ho pensato di provare con altri tagli di carne.
Così, un paio di settimane fa, ho deciso di iniziare provando con il pollo. Come, per la lonza di maiale, anche questa versione è sparita in pochissimo tempo!
Un amico "di casa" ha gradito tanto tanto, ma tanto! :)) 


Ingredienti:
500 gr di sale e 700gr di zucchero
1 petto di pollo

Spezie varie, io ho fatto 2 versioni:
Versione 1:
pepe nero
rosmarino

Versione 2:
grani di senape tritati
sesamo
coriandolo
cumino

Procedimento:

Pulire bene il petto di pollo da eventuali filamenti e dall'ossocentrale. Preparare la miscela di sale e zucchero e ricoprirne il petto su ogni lato. Far riposare per 2 giorni in frigorifero. 
Trascorsi questi giorni, il petto avrà eliminato tutta l'acqua. Lavare la carne, asciugarla. 
Preparare il misto di spezie che preferite e passate il petto nelle spezie massaggiandolo per bene. 
Chiudere la carne dentro della carta assorbente e conservare in frigo per 7 giorni (se il petto è piccolo vanno bene anche 4-5 giorni). Dopo questi giorni di riposo la bresaola è pronta per essere consumata. 
E' ottima da mangiare con un filo di olio di oliva extravergine.

giovedì 6 maggio 2010

6 ricette con gli asparagi

Finalmente ce l'ho fatta, ci ho messo un mese per preparare questa raccolta di ricette con gli asparagi per tanti motivi: perché dovevo fare tutte le ricette prima di postarlo, perché il post richiedeva un po' di tempo in più la costruzione del tutto, ma anche perché il mio ragazzo non ce la faceva più di mangiare asparagi. :-) 

Asparagi

mercoledì 5 maggio 2010

Pesto di fave e noci con julienne di pomodori secchi

Fino a poco tempo fa, le fave non mi piacevano proprio, ma prova di qua, prova di là, alla fine ho riscoperto il gusto delle fave fresche (per quelle secche sono ancora titubante).
Il  desiderio di riprovarle mi è venuto dopo un post del Cavoletto, e visto che i mercatini della frutta ne sono pieni, ho approfittato per riportare questo ingrediente nella mia cucina.
Ne è venuta fuori questa ricettina qui, un pesto rapido e, meraviglia delle meraviglie, mi è piaciuto tanto!
Saranno i miei gusti ad esser cambiati o semplicemente il desiderio di sperimentare avrà allargato i miei confini gustativi?? La risposta non la so, però intanto non disdegno più le fave.


Ingredienti (pesto per 3 persone):

300gr di fave fresche
100gr di pecorino (ovviamente, da brava crotonese, ho utilizzato il pecorino di Crotone)
4 noci
abbondante olio evo
acqua
aglio (io non l'ho messo, visto che ho usato un pecorino stagionatissimo e quindi già molto saporito)

Procedimento:
Sgusciare le fave e sbollentarle per 15 minuti.  Una volta pronte tritare le fave con le noci, aggiungere il pecorino, se gradito uno spicchio di aglio, abbondante olio e 1-2 mestoli di acqua tiepida. Tritare fino ad ottenere una crema ed utilizzare per condire la pasta. Se piace, tagliare a julienne 3-4 pomodori secchi e porre sopra la pasta una volta cotta.

martedì 4 maggio 2010

Torta integrale calabrese

In una tranquilla domenica di ozio casalingo, non avendo di meglio da fare che stare tra i fornelli, ho deciso di fare i croissant. Presa dall'entusiasmo, però, mi sono lanciata anche sulla sfoglia salata... Quella tranquilla domenica, si è trasformata in una giornata dai ritmi serrati fatta di pieghe e mattarello...e arrivata a sera, anche di male alle braccia e ai palmi delle mani! Avete presente il tipico male da mattarello??? ;))
A fine serata, vista la stanchezza la sfoglia salata, senza neanche un test immediato,  è stata divisa in pezzi e congelata. Solo dopo un paio di settimane finalmente ho tirato fuori il primo pezzo e utilizzato per questa torta salata davvero golosa!
Torta salata calabrese per via degli ingredienti utilizzati, tutti prodotti tipici della mia terra: le cipolle di tropea, le olive schiacciate e la provola. 

La ricetta di questa sfoglia è nata dai croissant di Pierre Hermé, ma si è trasformata prima in croissant integrali, e dopo in sfoglia integrale salata. La ricetta originale l'avevo presa dal Cavoletto, qui.


Sfoglia salata integrale:
farina manitoba 260gr
farina integrale 250gr
fior di sale 15gr
burro 35 gr
zucchero 1 cucchiaino
lievito fresco 12gr
latte in polvere 15gr
acqua 220gr

burro per il tournage 80gr + 80gr 

Ripieno:

2 cipolle di tropea
4 cucchiai di olive schiacciate
300 gr di provola

Procedimento:
Sciogliere il lievito nell'acqua tiepida e mescolare tutti gli ingredienti, tranne il burro per il tournage, fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo. 
Stendere la pasta in un rettangolo da porre in una teglia da forno, coprire con pellicola e mettere in frigo per 2 ore. Trascorso questo tempo prendere i primi 80gr di burro per il tournage ed effettuare la prima piega.
Per la piega: stendere l'impasto in un rettangolo lungo il doppio di quanto è largo con 1 centimetro di spessore. Ricoprire due terzi della pasta con pezzetti di burro freddissimo (i primi 80gr del tournage). Ripiegare la parte senza burro verso il centro, poi chiudere con l'altro lato. Girare l'impasto di 90° e stendere ancora (sempre la lunghezza doppia della larghezza), ripiegare (senza burro) e ristendere. Riporre l'impasto nuovamente in frigo coperto da pellicola e lasciar riposare per 10 minuti nel congelatore e 2 ore in frigo.
Trascorse le due ore, effettuare un'altra piega come la precedente con gli altri 80gr di burro. 
A questo punto far riposare la pasta per mezz'ora in frigo e dopodiché è pronta per essere usata. 

Per il ripieno: tagliare 2 cipolle a fettine e farle rosolare in un goccio di olio, aggiungere le olive e mezzo bicchierino di acqua. Lasciare andare una decina di minuti. Tagliare la provola in fettine sottili e tenere da parte. 
Trascorso il tempo di riposo in frigo stendere la sfoglia fino ad ottenere uno spessore di 3-4 millimetri in modo da ricoprire la teglia desiderata, quindi rivestirla. Versare le cipolle e le olive sulla pasta e livellarla per bene. Coprire con le fettine di provola. Se desiderate, potete decorarla a piacere (io ho usato qualche fettina di cipolla e una treccia di sfoglia). Quindi cuocere in forno a 180° per 30-40 minuti. 

lunedì 3 maggio 2010

Il risotto con le creste


Questo post sicuramente farà rabbrividire qualcuno, ma vi assicuro che quello di cui vi sto per parlare è tutto ottimo e commestibilissimo. 
Sin da quando ero bambina, non sono mai stata abituata a mangiare tanta carne, quindi la mia cultura culinaria sui diversi tagli di carne e le altre parti commestibili oltre ai "muscoli" è sempre stata abbastanza carente.
Il mio ragazzo, invece, esattamente al contrario di me, ama la carne in tutte le sue forme. Con lui ho imparato a conoscere quali sono i tagli adatti per le diverse preparazioni e anche le parti che nel 90% delle famiglie italiane solitamente si scartano.
L'esempio della giornata sono le creste del gallo. Il nonno del mio ragazzo aveva un bel pollaio fino a qualche anno fa e, quando si preparava il pollo per pranzo, non si buttava proprio nulla, anzi, i commensali si contendevano proprio quelle parti che solitamente si buttano, quindi la cresta, le zampe...
Dopo questi racconti, la curiosità di assaggiarle e di poterle riportare in tavola senza far sparire la tradizione era tanta e, dopo anni di ricerche, finalmente ho trovato una polleria che conserva le creste. 
La prima volta che le ho comperate, ho preso anche un pollo intero e ho fatto tenere le zampe... le altre clienti,  signore con un'età compresa tra i 65 e gli 80 anni, mi hanno guardato con aria sconvolta e quasi nauseata. Allora una domanda sorge spontanea: ma i famosi tempi di guerra in cui si mangiava di tutto?? 
I tempi neanche tanto remoti in cui non c'era il benessere di oggi e appunto, non si buttava nulla? 
Insomma, mi ha lasciato un po' sorpresa vedere la nausea di persone anziane di fronte a delle zampe di gallina! 

Ma passiamo alla ricetta..... 

Ingredienti per 2 persone: 
Per il brodo: 
1 cipolla, 1 carota e una costa di sedano
creste

Per il risotto:
160gr di riso
Mezza cipolla
vino bianco
1 bustina di zafferano
olio evo
burro
sale
brodo
pepe nero
parmigiano

Procedimento: 
Strinare le creste (io uso il cannello, è fenomenale per strinare!!). Preparare il brodo aggiungendo le verdure e le creste. Lasciar cuocere per un'oretta. 
Una volta pronto il brodo procedere con il risotto. Tritare la cipolla e farla rosolare, aggiungere il riso e farlo tostare. Sfumare con mezzo bicchiere di vino bianco e, una volta evaporato aggiungere le creste e un mestolo di brodo, far restringere e aggiungere un altro mestolo evitando che si attacchi il riso. Procedere così fino al termine della cottura. Alla fine aggiungere lo zafferano precedentemente diluito in un bicchierino di acqua. Amalgamare bene e mantecare con un po' di burro e parmigiano.  Servire. 
Sono andata abbastanza rapida...sicuramente non avete bisogno di spiegazioni su come si fa un brodo ed un risotto... per cui se avete voglia di rischiare...buon appetito! ;)




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