giovedì 10 marzo 2016

Identità Golose 2016: dalla lotta agli sprechi alla libertà di creare

Dopo 2 anni e 5 minuti di spaesamento ritorno al Congresso più atteso dell'anno con la carica e la curiosità di sempre.
Ovviamente parlo di Identità Golose, giunto alla sua XII edizione con un tema caldo: La Forza della Libertà


Expo e le sue domande su come nutrire il pianeta sono ormai passate, ma dopo aver tanto parlato di controllo degli sprechi, di cibo in eusarimento, di consumismo, dobbiamo ricominciare a parlare dell'importanza della convivialità e di libertà creativa. La cucina non è solo cibarsi, nutrire il proprio corpo: il cibo e la cucina sono cultura, socialità, contaminazione, storia e molto altro ancora. 
E' questo lo spunto con cui apre Identità Golose 2016, un anno che ha tutte le carte in regola per lasciare il segno. 
Sono successe tante cose in queste 3 giornate a partire proprio dall'inizio: Davide Scabin ha dato il via al Congresso togliendosi la giacca da chef. Una critica e un monito per ricordare ai cuochi che la loro vita è in cucina prima che sul palcoscenico. 
Si è parlato anche di Stelle per le pizzerie: quanto ha senso? Pizzaioli, ma voi la volete la stella? 
E in tutto ciò pare che emerga l'animo del pizzaiolo che - va bene la fama - ma in pizzeria conta il contatto con il cliente, la visceralità, prima ancora che la Stella Michelin. 

Per quanto riguarda la mia Identità Golose di quest'anno posso racchiuderla in 2 momenti: 
1. Le parole sempre ammalianti ed emozionanti di Massimo Bottura;
2. Gli incontri che mai come quest'anno sono stati interessanti e arricchenti. 

Massimo Bottura è l'unico chef che ogni anno arriva sul palco dell'auditorium con tutta la sua brigata. Quest'anno, inoltre, è stata proprio la sua squadra a essere protagonista, mentre lui, da dietro le quinte, spiegava la sua idea di Forza della Libertà.
Sotto le sue parole intanto il piatto "A volte germano, a volte pernice, con bollito misto", simbolo del suo pensiero, prendeva vita. 
Lo chef ha snocciolato temi fondamentali, uno dietro l'altro e poi ha racchiuso il suo pensiero in pochi semplici concetti: Tradizione, Contaminazione, Territorialità. 
3 elementi che guidano lui e la sua brigata e che rispondono alle esigenze del loro "Palato Mentale". Perché tutti noi ne abbiamo uno. Il palato ha una memoria storica, si contamina nel tempo, muta. 
Questi 3 concetti sono anche ciò che guidano nella creatività di un piatto perché vuoi o non vuoi la Tradizione ti offre gli input di base, il Territorio ti guida nella scelta delle materie prime, la Contaminazione è ciò che permettere di ampliare i propri confini e aprirsi alla curiosità. 

Infine Bottura presenta la Fondazione Food For Soul creata in occasione di Expo negli spazi dei refettori per fare cultura del cibo, insegnare a utilizzare gli scarti per creare dei piatti e nutrire così molte persone. 
Concluso Expo, il Refettorio Ambrosiano è ancora aperto dando speranza ai tanti che hanno trovato un senso in questo spazio. Questo però è solo il primo passo: la Fondazione vuole arrivare lontano e creare nuovi Refettori lì dove c'è più bisogno. 

Uscita dalle Conferenze ho vissuto la "piazza" con tanti incontri positivi e tante novità.


La curiosità è donna e non potevo esimermi dal passare dal Pastificio Felicetti per scoprire quale fosse il grano utilizzato nella nuova linea Monograno
Una ricerca di 4 anni ha condotto a creare questa pasta che unisce 2 territori: Matera da cui proviene "Il Cappelli" e le Dolomiti in cui vive il pastificio. 
Il risultato è eccellente ed è facile accorgersene al primo assaggio: il sapore unico del Senatore Cappelli e la consistenza perfetta. 

Prime Uve mi ha conquistato con le praline di Distillato, Prime Lune, opera del bravissimo Gianluca Fusto.
Una gelatina di Prime Uve, Bianche, Oro o Nere, racchiuse in un guscio di cioccolato e altri selezionati ingredienti a dir poco unici. 
Oltre a invitarvi ad assaggiarle - sono davvero uniche - vi dico solo una cosa: polvere di porcini della Val di Taro. 
Pensate non possano abbinarsi al cioccolato? Rimarreste stupiti. E devo dirvi che proprio la Prima Luna con sentori di bosco ha conquistato il mio palato!
La sfida non era semplice, ma come al solito dalle mani di Gianluca Fusto e dalla passione di Anna e Andrea Maschio è venuto fuori il meglio. 


In questo Identità Golose era impossibile non notare la presenza di Autogrill. Inevitabile pensare: Che ci fa Autogrill quando si parla di cucina gourmet? 
Da viaggiatrice cronica sempre alla ricerca di cibo Buono per le mie pause, sono stata molto contenta di scoprire che Bistrot, i locali "gourmet" del gruppo Autogrill e attualmente presenti solo a Milano, prenderanno piede anche in altre località.
Bistrot nasce e vive secondo una filosofia ben precisa: selezione di produttori locali, scelta degli ingredienti nell'ottica della stagionalità, regionalità e filiera corta, rispetto del ciclo di vita dei prodotti, naturalità.
Avevo già provato le loro pizze, pani e focacce al Bistrot Milano Centrale e Mercato del Duomo, ma anche a Identità Golose non ho rinunciato a un pezzettino, insieme a uno dei buonissimi estratti di stagione realizzati sul momento!
Io pregusto già le soste in autostrada, ma intanto Bistrot è vicina all'apertura nell'Aeroporto di Helsinki e Ginevra e nella stazione ferroviaria di Utrecht. In ognuno di questi Bistrot potrete gustare prodotti locali, come ad esempio un ottimo prosciutto di renna a Helsinki.

Identità Golose di quest'anno mi è sembrato ancora più affollato degli altri anni, ma soprattutto ancora più ricco. Non solo per i temi trattati nelle sale, ma anche per ciò che accadeva fuori. 
Le aziende espositrici hanno saputo allinearsi allo stile di Identità Golose e offrire spunti e iniziative interessanti. Tante, a ogni ora, di diversa natura. 
Anche la bella novità della Scuola di Identità Golose è sicuramente da menzionare. Un altro luogo in cui apprendere e fare cultura. L'unico rammarico è non essere riuscita a partecipare ad almeno un corso. 
Identità Golose 2016 è ancora più ricco di contenuti, formativo per tanti aspetti. E' passato da 2 giorni, ma servirebbero mesi per poter conoscere ed entrare in tutti i dibattiti, le informazioni, le parole di soli 3 intensissimi giorni. 

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