giovedì 19 marzo 2015

Aspettando l'Expo: anteprima del #PadiglioneCH direttamente dalla Svizzera

Da Sion a Monthey la strada è poca. Giusto il tempo di iniziare a godersi il panorama e sentirsi accolti da luoghi diversi dai soliti a cui si è abituati.



Il nostro viaggio per conoscere in anteprima il Padiglione Svizzero Expo 2015 inizia qui, accolti dallo chef Mauro Capelli e il suo accogliente Café du Théâtre, a Monthey nel Canton Vallese.


La valle, da cui deriva il nome del cantone, ha un clima mediterraneo. Qui gli occhi si perdono tra i frutteti e le vigne. Una valle lunga e unica che arriva fino a Marsiglia, in Francia.

Le sue albicocche estremamente dolci e gustose le conosceremo grazie alla marmellata dello chef Mauro che, all'uscita dal suo ristorante, ci consegna un box con la merenda e un vasetto della sua conserva.

Al Café du Théâtre abbiamo assaggiato alcune delle materie prime del Canton Vallese.

Il salmerino del Lago Lemano, il filetto di manzo di Fleur d'Herens, l'assenzio ritornato nella legalità dal 2005.

Nel raccontarci i piatti lo chef ci ha fatto viaggiare nei suoi luoghi: sapevate che le mucche d'Herens combattono per definire chi comanda? Nessuna violenza, ma un normale testa a testa tra femmine per decidere la gerarchia nel branco. Una particolarità tanto unica da crearne un evento dedicato.
Lo chef Mauro, bergamasco di origini, ma nato e cresciuto in Svizzera sceglie ogni giorno le sue materie prime dai mercati limitrofi, rispettando ogni prodotto nella sua naturalità.
Tra le delizie assaggiate non mancano anche i vini del territorio. Calici pregiati e anche bottiglie rare nascoste nella sua collezione.
Johannisberg e Cornalin per i piatti salati, un bianco e un rosso del 2010 dai profumi fruttati e intensi acquisti nei 4 anni di affinamento.
Per finire tira fuori le meraviglie regalandoci un assaggio del Marsenne Blanche Grain Noble del 1995 di Marie-Thérèse Chappaz Fully, precursore del biodinamico in Svizzera nel 1990, metodo rimasto ancora raro tra i produttori vinicoli locali.
Un percorso di gusto che troverete anche a Expo 2015, assolutamente da non perdere.


Ci rimettiamo in viaggio e partiamo alla volta di Bex dove le saline e la nostra guida Adriana ci attendono.
Le saline di Bex hanno una storia lunga che ha inizio nel 1500. Ancora oggi in funzione parliamo di una salina delle Alpi, nata tra i monti lì dove milioni di anni fa c'era il mare.
Un tempo i minatori scavavano a suon di scalpello e martello per costruire cunicoli che potevano appena contenerli. 70cm di larghezza per 1,60 mt di altezza scavati a fatica in secoli di lavoro.
Quando il lavoro non era supportato dalla tecnologia i minatori riuscivano a scavare solo 5 metri di gallerie al mese, portando in spalla ogni giorno chili e chili di roccia e rischiando la vita con esalazioni ed esplosioni causate dal metano.
Oggi le Saline di Bex hanno cunicoli per 50 km e scende fino a 800 metri di profondità.
Aperte al pubblico da diversi anni, entrare nelle gallerie da turista - e arrivarci con un trenino che viaggia nei cunicoli scavati a mano - dove molti uomini lavoravano duramente e hanno perso la vita fa un certo effetto. Sapere di trovarsi a 450 metri sotto terra non è da meno.
Oggi le saline sono ancora in funzione, il Sel des Alpes è sufficiente per il fabbisogno di tutta la Svizzera e, oggi è un simbolo di sostenibilità, esempio di responsabilità alimentare e impegno in termini di solidarietà. Questi i motivi per cui sarà parte integrante del Padiglione CH.



La giornata non è ancora finita e il viaggio continua verso il Canton Uri, uno dei "cantoni primitivi" ovvero i più antichi di tutta la Svizzera. 
Il Canton Uri con i suoi 1000 km quadrati è un angolo piccolo piccolo di Svizzera, ma estremamente ricco di bellezza e materie prime. 
Arriviamo nel cantone accolti dalla neve di Andermatt, polo sciistico in cui posso confermare: la neve decisamente non manca! 
In questo meraviglioso contesto di montagna sorge The Chedi Andermatt, un luxury hotel cinque stelle nato nel 2013 dagli ambiente eleganti, ma caldi, a ricordare che siamo in montagna, lì dove caminetti, legno e campane delle mucche non possono mancare. 
In cucina troviamo lo chef Mansour Memarian che ci fa assaggiare una selezione dei prodotti locali. Sconvolgente: tutti i prodotti utilizzati nella cucina vengono recuperati 30 minuti di auto dall'hotel stesso. 
Da invidia la stanza dedicata alla degustazione dei formaggi: posta nel cuore del ristorante è una stanza  interamente a vetri rivestita da formaggi di diverse stagionature. 
Niente male anche la cantina che raccoglie in un unico luogo i migliori vini di tutto il mondo.


Dopo cena si riparte, direzione Bürglen, città natale di Guglielmo Tell, eroe nazionale svizzero. Realmente esistito o pura fantasia questo è un mistero, ma l'idea del suo coraggio lo rende estremamente reale e importante per tutti gli svizzeri. 

La giornata successiva inizia con il panorama delle montagne innevate e la colazione a base di dolci tipici del Cantone preparati dalla storica pasticceria cittadina, la Pasticceria Schillig.
Tra cioccolatini e dolci locali, Schillig sarà presente anche a Expo2015. Non perdetevi gli zingerkrapfen, gli ofenkrapfen o gli uristierli, questi ultimi bellissimi biscotti con inciso il simbolo del Canton Uri, il toro. 




Dalla pasticceria ci spostiamo ad Altdorf, la città più grande del cantone con ben 9000 abitanti. E' chiaro il concetto? :-)
Tra le case basse e perfette della città, posta in una valle e circondata dalle montagne, sorge il Türmli, una torre da cui si può guardare la città dall'alto, eretta in onore di Guglielmo Tell, proprio dove lui ha scoccato la famosa freccia verso la mela sulla testa del figlio.  
Una passeggiata in città prima di approdare al ristorante Zum Schwarzen Löwen, dove lo chef ci ha ingolosito con una zuppa di pesce tipica del Canton Uri, ovviamente con i pesci del vicino lago, con il Bütler, uno spezzatino di agnello e cavoli che si gusta a fine estate, per salutare con grandi mangiate la ricchezza della stagione calda e accogliere l'inverno.
Non può mancare anche il dessert, sempre con prodotti locali e questa volta conosciamo le pere secche. Brischtner nytlä questo il nome tedesco delle pere secche cotte nel vino, tipica preparazione della zona. 




Non manca neanche una degustazione di vini locali. Neanche a dirlo anche qui troviamo dei vigneti. Appezzamenti di terra a metà tra la città e le montagne, pochi ettari che consentono di produrre un ottimo vino solo per la zona. Volete assaggiarlo? Allora venite in visita nel Canton Uri....o fate una capatina nello SwissPavillion a Expo2015! 

Il Canton Uri sarà protagonista di Expo. Potrete assaggiare le sue specialità ed entrare nei sapori e nei profumi di questa regione antica della Svizzera.  



Rimane un'ultima emozionante tappa prima della partenza. Si va a Basilea in occasione del Carnevale. 
La città si spegne completamente per qualche minuto prima di dare il via ai festeggiamenti che partono alle 4.00 del lunedì mattina successivo al mercoledì delle Ceneri, per continuare fino alle 4.00 del giovedì. 
72 ore non stop di pifferi che intonano una stessa musichetta dolce, ma allo stesso tempo stridula, di enormi lanterne simili ai nostri carri che illuminano la notte e ravvivano le strade anche di giorno. 
Le Clique, ovvero i gruppi di partecipanti coinvolti (una sorta delle nostre contrade), sfilano con i loro abiti e i pifferi per la città. 
Dai più piccoli ai più grandi nessuno osa perdersi la festa, qualunque sia l'ora del giorno o della notte, qualunque sia l'età. 






Per godere dello spettacolo la nostra sveglia suona alle 2.30, ci muoviamo verso il centro città e attendiamo che la lancetta raggiunga le 4. Le luci si spengono, cala il silenzio. Poi alle 4.00 inizia il "Morgestraich": i tamburi iniziano a rimbombare per le strade, seguiti dalla cantilena dei flauti e dalle lanterne che invadono le strade. In un attimo il silenzio e il buio si trasformano in festa ed è bellissimo come tutti vogliano godersi lo spettacolo.
Ogni clique trascina grandi lanterne di legno e tela in giro per la città. Ogni lanterna ha un suo tema - tipicamente di satira politica come i nostri carri - e tutti i partecipanti vestiti in maschera, suonano tamburi o pifferi seguendo la propria lanterna. Ogni partecipante, inoltre, porta con se una piccola lanterna sulla testa.
La sfilata dura per tutti e 3 i giorni e noi, come da tradizione, ci accodiamo alle clique che più ci aggradano.
Le seguiamo per qualche metro prima di vederne un'altra e farci trascinare dal ritmo e dai costumi di quest'altra "banda".
Durante la notte i partecipanti al Carnevale si fermano per qualche pausa, magari gustando un bicchiere di vino bianco per le donne e una birra per gli uomini.
Per tutta la notte i bar e i locali rimangono aperti per accogliere i passanti e servire loro la Mhelsuppe ovvero la zuppa di farina oppure la torta di cipolle.
Vi assicuro che anche alle 5 del mattino queste pietanze vanno giù alla grande!
Durante la nostra sosta incontriamo una piccola clique decisamente allegra! Sono adulti ben oltre la mezza età, li conosciamo e, con il sorriso sulle labbra, ci dicono che stanno festeggiando i 50 anni di clique insieme!
Il Carnevale di Basilea è la festa più importante della Svizzera che attira turisti da tutta la nazione.
E' l'ultimo Carnevale importante prima delle feste in maschera profane.
La particolarità di questo Carnevale è che il pubblico è solo uno spettatore. Gli unici ad avere il diritto di vestirsi sono le clique, mentre gli altri amano semplicemente ascoltare e osservare l'operato di questi gruppi.
Per 3 giorni la città si riempie di vita e coinvolgente euforia. Noi ci lasciamo trascinare e, nonostante la stanchezza e la notte insonne, tutto procede con il sorriso, con la voglia di entrare nella festa - anche se a tratti spinti dall'energia della nostra guida Ivana. :-)


Nel PadiglioneCH potrete scoprire di più su Basilea e assaggiare le pietanze tipiche come la Tarte flambée, ma per le emozioni del Carnevale dovrete essere lì, in quelle strade della città storica, nel buio della notte acceso solo dalle lanterne e dalla musica dei pifferi.

Maggio è ormai vicino e potrete approfittare di questi 6 mesi per conoscere da vicino la cucina svizzera, farvi un'idea che sicuramente vi convincerà a fare le valigie e partire per qualche giorno alla volta della vicina Svizzera.
Intanto per avere qualche informazione in più entrate a scoprire le eccellenze della cucina svizzera e altri dettagli su ciò che accadrà nello Swiss Pavillion sul sito dedicato.

1 commento:

  1. Ao passar pela net encontrei seu blog, demorei algum tempo a ver o conteúdo, gostei e é um daqueles
    blogs que gostamos de visitar.
    Eu ficaria alegre se me desse a honra da sua visita e se poder ler um pouco do que escrevi.
    Tenha muita paz e saúde.
    Sou António Batalha.
    http://peregrinoeservoantoniobatalha.blogspot.pt/

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