lunedì 7 luglio 2014

Taranto e le 100 Masserie di Crispiano

E’ passato un mese dal mio viaggio in Puglia, eppure mi sembra ancora ieri. A Taranto mi sono sentita a casa per il mare, per la sua storia e le colonne doriche, per il ricordo dell’Antica Grecia e il porto. Per il tufo e i fiori di cappero arroccati tra le rocce.
La decadenza mi ha fatto sentire a casa, perché anche la Calabria è esattamente così: bella, profondamente bella e decadente.


Le strade di Taranto vecchia sono magiche. Si vedono scorci d’altri tempi, si sente il profumo delle case e si trova un’arte giovane che vive sui muri.
Il castello, a picco sul mare, sembra essere stato messo lì per rendere perfetto il paesaggio: soprattutto al tramonto, quando noi ci siamo fermati lì sulle panchine e non volevamo più muoverci.
Il porto dei pescatori si affaccia sul Mar Piccolo da un lato, lì dove i famosi mitili crescono e su un quartiere diroccato, con palazzine basse e attaccate. Davanti ai pescherecci un largo lungomare e poi qualche trattoria di pesce.
Noi ci siamo fermati a cenare qui per godere di tutto il buono del mare e delle verdure che caratterizzano la cucina pugliese.


Usciti dalla città, il sabato mattina lo abbiamo dedicato alle campagne che, ancora, mi fanno sentire in Calabria.
Ulivi, agrumi, campi già bruciati dal sole e natura selvaggia. Nel mezzo ben 100 masserie riempiono il solo territorio di Crispiano.
Noi ne abbiamo visitato solo 4, ma sono bastate per capire la varietà e bellezza di ognuna. 
La Masserie, risultato dei latifondi romani, erano centri di socializzazione e di erogazioni di servizi. Ogni masseria aveva la propria specializzazione e, insieme, garantivano la tutela della biodiversità del territorio.
Noi iniziamo la visita dal “Quis utDeus”, letteralmente “Chi è come Dio?”, è Il luogo perfetto. In mezzo agli ulivi, sorge questa masseria “per 2” - sì, pensata proprio per le coppie - a metà tra il terreno e il divino.
Il panorama è mistico e, tra gli ulivi e le rocce si crea un’atmosera unica, divina.



La visita prosegue alla Masseria Amastuola attualmente in fase di recupero e ristrutturazione. E’ una masseria che dedica il proprio lavoro ai vigneti e agli ulivi. Arrivati lì, da un lato ci si sente accarezzati dalla terra, dall’altro ci si perde nel golfo di Taranto.

Finalmente, oltre alla visita in Masseria, arriva il momento del pranzo.
La Masseria Del Duca  produce formaggi e yogurt nel totale rispetto del territorio grazie all'impianto biogas che sostiene l'intera produzione.
Stracciatella, trecce di mozzarella, yogurt galattico e il Don Carlo, un formaggio a pasta dura perfetto da gustare con miele e confetture.

Prima di rientrare al Nova Yardinia per le coccole nella Spa, ci feriamo alla Masseria Francesca, sede dell'Accademia Italiana d'Arte Equestre, per conoscere gli imponenti cavalli di razza murgese estremamente coccoloni e soprattutto, campioni nazionali grazie alle cure e agli allenamenti costanti insieme agli esperti cavallerizzi.

Finito in fretta anche il tempo delle coccole torniamo in hotel, con gli occhi carichi di bellezza e calore e la gioia per un pomeriggio e una serata di Nova Yardinia.
Poi la sveglia è all’alba e si torna a Milano. Troppo grigia dopo 2 giorni di paradiso. 

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