lunedì 13 gennaio 2014

Stufato di verza e maiale alla calabrese

Rientrata alla base e da questa mattina ufficialmente anche alla scrivania dell'ufficio, mi sento ancora con la mente frastornata. Vacanze, casa, spiaggia, caminetto, mamma, poi 12 infinite ore di auto, una deserta domenica milanese e poi di nuovo la normalità, quella delle corse frenetiche, delle ore attaccata a un pc e delle passeggiate con Jab al parchetto dietro casa.

Stufato calabrese di maiale e verza

Questo 2014 mi ha regalato una routine ritardata e, per qualche motivo, questo mi sembra un buon augurio per l'anno nuovo.  
Più tempo per me, la speranza di un lavoro che mi consenta di muovermi e gestire ogni cosa da qualunque luogo, più tempo con la mia famiglia e per le cose che amo. 
Pensieri positivi affollano la mia mente nonostante il sonno causato dalla prima sveglia puntata dopo tanti giorni di silenzio annebbia l'inizio di questa giornata. 

Così oggi rimango in vacanza almeno con la ricetta. Vi porto con me nei pranzi in giardino sotto il caldo sole della Calabria e vi faccio gustare un piatto di cui non conosco il nome. 
Lo preparava mia nonna quando io ancora non ero nata. Mia madre non ne conosce le origini e il nome, mentre il macellaio di fiducia dice si tratti di "frissurata". 
Una diatriba aperta visto che per molti la frissurata - tradotto, soffritto - è un piatto tipico fatto con solo carne di maiale e peperoncino. 
Nel dubbio, io ve lo presento come stufato di verza e maiale. Un piatto molto simile alla cassoeula lombarda, ma con ingredienti tipici che si differenziano da regione a regione.

Finocchietto selvatico

Ingredienti per 4 persone:
una verza
800 gr di carne di maiale mista (polpa, costine, polpa con osso)
Cotenne e se ne avete a disposizione anche piedino, orecchie, codino
2 salsicce piccanti calabrese (con finocchietto)
un filo di olio evo
sale

Procedimento: 
Tagliate la verza a strisce e lavatela. 
Strinate le cotenne, piedino, orecchie e codino, servedovi di un cannello o della fiamma dei fornelli. Tagliate le cotenne a pezzi e poi fate cuocere in una pentola piena d'acqua finché, infilzando con una forchetta, tutte le parti risulteranno tenere. Scolate e tenete da parte. 
In un'altra pentola alta versate le verze, coprite d'acqua a filo e fate cuocere finché diminuiranno di volume. Unite tutta la carne tagliata a pezzi tranne la salsiccia, unitevi un filo d'olio e fate cuocere a fiamma medio-bassa per almeno un'ora e mezzo. Verificate la tenerezza della carne con una forchetta. 
Salate.  
Quando tutta la carne sarà tenera e si sarà ristretta gran parte dell'acqua unitevi la salsiccia tagliata in 3-4 pezzi.  Fate cuocere ancora per 15 minuti, giusto il tempo che la salsiccia si cuocia bene e si amalgami al resto e spegnete. 
Servite caldo accompagnando con tanto pane. 

English Version -  Calabrian Stewed pork and cabbage 

Ingredients: 
a cabbage
800 gr of mixed pork (meat, ribs, meat with the bone)
Rind and if you have them available even leg, ears, tail
2 spicy Calabrian sausage (with fennel)
a drizzle of extra virgin olive oil
salt

Direction: 
Cut the cabbage into strips and wash.
Singed rind, feet, ears and tail, helping with a torch or flame of the stove. Cut the rind into pieces and cook in a pot of water until, stabbing with a fork, all parts will be tender. Drain and set aside.
In another deep pan put the cabbage, cover with water and cook until flush volume will decrease. Add all the meat cut into pieces except the sausage, add a little olive oil and cook over medium-low heat for at least an hour and a half. Check the tenderness of the meat with a fork.
Season with salt.
When all the meat is tender and most of the water will be restricted add the sausage cutted into 3-4 pieces. Cook for 15 minutes, just long enough that the sausage is cooked well and turn off the heat.

Serve hot accompanied with so much bread.

7 commenti:

  1. più che stufato da noi (Cs) questo piatto si fa in occasione della macellazione del maiale, quando cicoli, carne di maiale e salsicce la fanno da padrona. Noi lo chiamiamo "minestra di frittuli" e che goduria....

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    1. Ciao Ivana, grazie mille per aver portato un po' di tradizioni di Cosenza! Pensa che da noi i frittuli sono tutt'altro!

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  2. In effetti dagli ingredienti assomiglia molto alla casseula bergamasca. Non pensavo che in calabria si cucinassero piatti di questo tipo, avevo idea che fossero più adatti ai luoghi "montani"

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    1. In realtà la nostra Sila è montana montana, ma già dalle colline a metà tra la Sila e il mare è forte la tradizione del maiale :)

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  3. Un buon inizio allora, non potrà che migliorare con il passare dei giorni questo anno!

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  4. Questo sì che è un piatto completo!!
    Eh, purtroppo il mio rientro c'è già stato da un po' e non ho questa onda di pensieri positivi come i tuoi, ma ci si prova lo stesso!

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  5. Innanzitutto bentornata ufficialmente :-D Avevo intravisto la ricetta ieri, ma non sono poi riuscito a passare. In effetti, visto così, piatto robusto, dai sapori decisei, sembrerebbe più un piatto nordico. Ed invece è bello scoprire essere un piatto tipico delle tue parti. Profumi d'inverno in tavola.

    Fabio

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