lunedì 28 ottobre 2013

Pane (con farina di tipo1 e lievitazione naturale), amore e...

Potrebbe essere una di quelle storie del passato, dei nonni o del prestinaio del paese.
“Aveva una sassola enorme che usava per prendere la farina dai grossi sacchi di cartone. La versava in grandi vasche, dove già vi era disciolto uno strano impasto bianco in una buona quantità di acqua. Poi impastava, fino ad avere un composto ancora bianco, sodo. Lo riponeva con cura e, di tanto in tanto, ne prendeva un pezzo per unirla ad altra acqua e farina.
Dopo diverse ore si sentiva il profumo del pane invadere le strade della città, e gli abitanti si affrettavano per andare da lui. Il prestinaio era una figura importante. Il pane, la base dell’alimentazione.”
Sembra magico vero?   


Pane a lievitazione naturale

martedì 22 ottobre 2013

Fettuccine di porro con crema alle noci

So che non oserete dire di no. Il forno, uno di quelli seri, con mille funzioni e temperature altissimi, è il sogno di ognuno di noi (Foodies, sto parlando a voi).
Ogni volta in cui mi accingo a cuocere una pizza rotonda, il mio pensiero va a lui, il forno dei miei sogni.  Con una temperatura che va oltre i soliti, tristi, 250°. Con la cottura a vapore, il controllo dell'umidità e l'inserimento del vapore. Uno di quelli con la pietra refrattaria inclusa, in cui puoi cuocersi 10 cose insieme che tanto niente prende il sapore dell'altro e che, quando si tratta di lievitati, mi lascia fare tutto ciò che voglio. 

Fettuccine di porro con crema alle noci

lunedì 14 ottobre 2013

Futuro da proteggere, passato da ricordare

Terremoti,  siccità, alluvioni, tempeste e potrei andare avanti ancora a lungo a elencare i disastri naturali che mettono a repentaglio il nostro mondo, la nostra vita. 
Ricordo ancora quel 14 ottobre di 17 anni fa. Di lì a breve avrei compiuto 12 anni, frequentavo le scuole medie e, quel giorno, qualche ora prima che suonasse la campanella per tornare a casa, a uno a uno venivano a chiamarci perché i nostri genitori volevano portarci a casa. 
Uno, due, tre... e poi è arrivato anche mio padre. Fuori pioveva, ma dalla mia scuola tutto sembrava normale. 
Entrata in macchina sentivo l'angoscia di mio padre. Era andato a prendere mio fratello prima di me perché il liceo era proprio accanto a quel fiume. Gli aveva intimato di fregarsene dei professori e di portare quanti più compagni poteva.
Era stato previdente mio padre: di lì a poco la scuola sarebbe stata invasa dall'acqua diventando un enorme lago. Gli studenti rimasti - accampati al primo piano per una giornata intera - hanno osservato dall'alto la furia dell'acqua.
La mia casa è stata fortunata. Lontana dai fiumi, ha solo sopportato tanta pioggia. Diverso è stato per l'altra metà della città e per la zona industriale.
Il capannone di mio padre, con tutte le sue macchine per lavorare il legno e tutto il legname, è diventato un cumulo di fango.
Io sono rimasta a casa, quel giorno e i successivi necessari per la ripresa, ma sentire l'ansia della mia famiglia era sufficiente a farmi capire l'entità del disastro. Non riuscivo a dormire, la notte pensavo a quella ragazza scomparsa.

Ho visto il capannone solo dopo, quando l'acqua non c'era più ed era rimasto solo il fango sui muri e su tutto il resto.
Tuttavia, siamo stati fortunati. Tre persone hanno perso la vita in quel 14 ottobre 1996. Una non è stata mai trovata e 17 anni dopo, la speranza che ricompaia è ancora viva. 

Ieri, 13 ottobre si è celebrato come ogni anno la Giornata Internazionale per la Riduzione dei Disastri Naturali e, per tale occasione, AGIRE ha lanciato una campagna di sensibilizzazione per promuovere progetti di prevenzione. 
"Un’iniziativa promossa dalle Nazioni Unite con l’obiettivo  di valorizzare la capacità delle persone e delle comunità di ridurre i rischi di disastri naturali e diffondere conoscenze e consapevolezza sull’importanza delle pratiche di prevenzione e mitigazione." questo è ciò che riporta AGIRE e che ha aperto in me un moto di rabbia per quanto già accaduto a causa di noi stessi.
Casualmente la campagna capita in concomitanza con l'anniversario - che non riesco mai a dimenticare - dell'alluvione che vi ho appena descritto. Ogni 14 ottobre ritorna, anche 17 anni dopo, anche se allora ero una bambina. 


Nel caso della mia città, sarebbe stato sufficiente pulire come necessario il letto del fiume; non costruire case a 2 metri dall'acqua. L'alluvione, inconsapevolmente, l'abbiamo voluta noi. 
Questa è la dura realtà dei fatti. La nostra incoscienza, noncuranza, ignoranza rende il mondo un posto meno sicuro per noi e per i nostri cari. 
Cosa fare quindi? Impariamo a conoscere, acquisiamo consapevolezza e capiamo come prevenire e mettersi al sicuro dai disastri naturali. 
La natura ci gioca degli scherzi che non possiamo evitare, ma noi possiamo fare in modo di mitigare i danni da essi causati. 
Quel 14 ottobre non lo voglio più per me e per nessun altro. 

martedì 8 ottobre 2013

La Fattoria San Sebastiano, il Gal Kroton e il grano ritrovato

Un mese (facciamo anche 2) è volato. 
In un battito di ciglia, mi sono trovata dall'essere abbronzata e con le ciocche di capelli dorati dal sole al color bianco-inverno, con i calzini ai piedi e i collant sotto le gonne. 
L'autunno come al solito arriva troppo in fretta e, a distanza di pochi giorni, gli alberi mutano i loro colori, fino a spogliarsi. 
Eppure mi sembra ieri, il giorno in cui sono arrivata a casa e, dopo poche ore dall'arrivo, mi sono ritrovata immersa negli uliveti della Fattoria San Sebastiano.
Come lo scorso anno ci siamo ritrovati per chiacchierare, gustare prodotti del territorio, conoscere la nostra terra.
Piero, il Gal Kroton, in particolare il bravissimo Martino che ci ha seguito durante tutta la giornata, e alcuni produttori locali, ci hanno accompagnato in un percorso enogastronomico legato al territorio del Marchesato Crotonese, una terra ricca di storia e di tradizioni che uniscono il mare, la montagna e la collina.
La giornata ha avuto inizio con un'accoglienza dolce all'ombra di un gazebo tra il casolare e gli uliveti della Fattoria San Sebastiano.
Lì dove Piero e il Gal Kroton organizzano serate a tema per promuovere il territorio, noi abbiamo gustato dolci locali, frutta fresca e delizie che non pensavamo di poter mai provare.

Fattoria San Sebastiano e Gal KR

mercoledì 2 ottobre 2013

Crema di melanzane arrostite: natural food come da Lattughino

Metti una sera alcune blogger, una simpaticissima pr e un locale fresco, giovanile, nel tipico stile misto-vintage dei Navigli milanesi.  
Gestito da due ragazzi, Marco e Stefano, giovani e con un'idea vincente. Metti anche qualche piattino sfizioso a base di tofu, dei deliziosi falafel e un polpo alla griglia da fare invidia. Sapete cosa viene fuori?

Crema di melanzane arrostite

martedì 1 ottobre 2013

Apre LARTE

Milano è una città che ha tanto da offrire. E' la metropoli italiana per eccellenza, ma soprattutto è una città che ogni giorno ha voglia di creare nuove opportunità per chi ci vive. 
Oggi, 1 ottobre 2013, in Via Manzoni 5 apre LARTE, un luogo che nasce con l'obiettivo di unire tutto il buono dell'Italia e valorizzarlo. 
Mentre all'estero il Made in Italy di alta gamma va a gonfie vele, in Italia spesso ci dimentichiamo quanto speciali siano le menti e i prodotti che appartengono a questo angolo di mondo. 
Larte, senza apostrofo, è un luogo in cui convivialità e ospitalità sono al centro di una esperienza polisensoriale: arte, design, moda, enogastronomia raccolti in un solo luogo.


Come possiamo definire Larte in poche parole? 
Ristorante, caffè, cioccolateria, hosteria, galleria e anche negozio, tutto per entrare in contatto con lo stile di vita italiano e le eccellenze artistiche e della tradizione artigiana del nostro paese. 
In un tempo in cui si parla più spe
sso di disgregazione che di unione, troviamo uniti insieme la mozzarella di bufala campagna e la 'nduja calabrese abbinati alle Cantine Ferrari e al Ca' del Bosco - parlando unicamente in termini enogastronomici.
Ogni momento della giornata è pensato per far vivere una esperienza secondo lo stile di vita italiano. Dalla colazione, all'aperitivo fino alla cena e al dopocena. 

Ho avuto modo di vivere un attimo di quello che significa Larte, prima ancora dell'apertura ufficiale.
Tra volti più o meno noti durante l'inaugurazione, ma tra tutti, i protagonisti sono stati i prodotti. 
La splendida mozzarella di bufala di Battipaglia, i salumi di ogni parte d'Italia, la degustazione di prosciutti San Daniele, la pasta del Pastificio Gentile, i calici delle Cantine Ferrari e così tutto il resto.  

Impossibile intanto non guardarsi intorno. Ambiente elegante, sobrio, in  cui arte e design fanno alzare gli occhi dalle portate. 

Via Manzoni, 5 - Milano
Aperto dal lunedì al sabato dalle 8.00 alle 23.00
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