lunedì 14 ottobre 2013

Futuro da proteggere, passato da ricordare

Terremoti,  siccità, alluvioni, tempeste e potrei andare avanti ancora a lungo a elencare i disastri naturali che mettono a repentaglio il nostro mondo, la nostra vita. 
Ricordo ancora quel 14 ottobre di 17 anni fa. Di lì a breve avrei compiuto 12 anni, frequentavo le scuole medie e, quel giorno, qualche ora prima che suonasse la campanella per tornare a casa, a uno a uno venivano a chiamarci perché i nostri genitori volevano portarci a casa. 
Uno, due, tre... e poi è arrivato anche mio padre. Fuori pioveva, ma dalla mia scuola tutto sembrava normale. 
Entrata in macchina sentivo l'angoscia di mio padre. Era andato a prendere mio fratello prima di me perché il liceo era proprio accanto a quel fiume. Gli aveva intimato di fregarsene dei professori e di portare quanti più compagni poteva.
Era stato previdente mio padre: di lì a poco la scuola sarebbe stata invasa dall'acqua diventando un enorme lago. Gli studenti rimasti - accampati al primo piano per una giornata intera - hanno osservato dall'alto la furia dell'acqua.
La mia casa è stata fortunata. Lontana dai fiumi, ha solo sopportato tanta pioggia. Diverso è stato per l'altra metà della città e per la zona industriale.
Il capannone di mio padre, con tutte le sue macchine per lavorare il legno e tutto il legname, è diventato un cumulo di fango.
Io sono rimasta a casa, quel giorno e i successivi necessari per la ripresa, ma sentire l'ansia della mia famiglia era sufficiente a farmi capire l'entità del disastro. Non riuscivo a dormire, la notte pensavo a quella ragazza scomparsa.

Ho visto il capannone solo dopo, quando l'acqua non c'era più ed era rimasto solo il fango sui muri e su tutto il resto.
Tuttavia, siamo stati fortunati. Tre persone hanno perso la vita in quel 14 ottobre 1996. Una non è stata mai trovata e 17 anni dopo, la speranza che ricompaia è ancora viva. 

Ieri, 13 ottobre si è celebrato come ogni anno la Giornata Internazionale per la Riduzione dei Disastri Naturali e, per tale occasione, AGIRE ha lanciato una campagna di sensibilizzazione per promuovere progetti di prevenzione. 
"Un’iniziativa promossa dalle Nazioni Unite con l’obiettivo  di valorizzare la capacità delle persone e delle comunità di ridurre i rischi di disastri naturali e diffondere conoscenze e consapevolezza sull’importanza delle pratiche di prevenzione e mitigazione." questo è ciò che riporta AGIRE e che ha aperto in me un moto di rabbia per quanto già accaduto a causa di noi stessi.
Casualmente la campagna capita in concomitanza con l'anniversario - che non riesco mai a dimenticare - dell'alluvione che vi ho appena descritto. Ogni 14 ottobre ritorna, anche 17 anni dopo, anche se allora ero una bambina. 


Nel caso della mia città, sarebbe stato sufficiente pulire come necessario il letto del fiume; non costruire case a 2 metri dall'acqua. L'alluvione, inconsapevolmente, l'abbiamo voluta noi. 
Questa è la dura realtà dei fatti. La nostra incoscienza, noncuranza, ignoranza rende il mondo un posto meno sicuro per noi e per i nostri cari. 
Cosa fare quindi? Impariamo a conoscere, acquisiamo consapevolezza e capiamo come prevenire e mettersi al sicuro dai disastri naturali. 
La natura ci gioca degli scherzi che non possiamo evitare, ma noi possiamo fare in modo di mitigare i danni da essi causati. 
Quel 14 ottobre non lo voglio più per me e per nessun altro. 

12 commenti:

  1. Acquisire consapevolezza è la prima mossa.. la seconda è però agire, e si sa che è quella più difficile, ahimè.
    Non oso immaginare cosa abbia voluto dire essere coinvolta da una cosa del genere... qui abbiamo visto e vissuto tante, troppe alluvioni, e tanti i danni li portano ancora con sè...e c'è chi non si è ripreso più, purtroppo..

    RispondiElimina
  2. Speriamo veramente di vedere iniziative sulla prevenzione ma soprattutto di come affrontare questo tipo di disastri che secondo me sono più forte dalla capacità dell'uomo.

    RispondiElimina
  3. Cavolo non sapevo fossi stata vittima di quell'alluvione...Io per fortuna non è mai vissuta una sulla pelle, però i mei ad Ancona sì e lì ci sono stati parecchi morti e disastri all'epoca...Ancona è particolarmente bersagliata da questo punto di vista. Tra alluvioni, terremoti e frane è sempre stata martoriata....Hai fatto bene a ricordare con un post queste tragedie....Grazie...

    RispondiElimina
  4. Quando una di queste esperienze drammatiche ti tocca da vicino, è impossibile non imprimere in maniera indelebile quella data nella mente. E' un po' come per noi il terremoto del 23 Novembre di ormai più di trent'anni fa. Ogni anno il ricordo di quel giorno e di quei giorni è ancora ben vivido nonostante avessi pochi anni. E come dici tu, spesso è colpa "nostra", per imprudenza, per mancanza di memoria storica, per incuranza, negligenza o superficialità. E tante tragedie potrebbero essere evitate con po' di buon senso.

    RispondiElimina
  5. parole sante! ricordavo questa storia..ed è terribile!! purtroppo l'uomo spesso è artefice dei suoi stessi mali! In natura e non solo! Purtroppo però nn impara mai dai suoi errori!

    Un abbraccio Tery e grazie di averci informati di questo importante progetto :)!

    RispondiElimina
  6. ti capisco e hai ragione, basterebbe a volte prevenire. Un post bellissimo.

    RispondiElimina
  7. Già basterebbe prevenire. E non costruire in luoghi pericolosi. Ma nessuno controlla, lo stato asseconda o intasca mazzette, e tutto viene consentito. E prima o poi arriva il disastro. A proposito: a Metaponto sono stata evacuata dall'hotel. Il fiume, accanto al quale era stato costruito, è venuto fuori allagando e raggiungendo un metro e mezzo di acqua sporca. Alla mia camera non è successo nulla, ma qualcuno -più di uno - ci ha rimesso la macchina. Noi, siamo stati protati fuori su un trattore dai vigili del fuoco. Sempre ottobre, diciassette anni dopo e stessa storia. Perché noi siamo stati fortunati: a pochi km 5 morti. E la sola idea di questo resta terribile.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Teresa, caspita, che esperienza.... mi dispiace tantissimo che tu fossi proprio lì! Sul resto hai perfettamente ragione, nessuno controlla, nessuno lavora... poi però, alle persone la vita non la ridà nessuno.

      Elimina
  8. Ciao Tery, anche la mia regione è stata dilaniata dalle tragedie causate dall'incuria dell'uomo, Vajont, del quale il triste anniversario pochi giorni fa, poi l'alluvione di 10 anni a Camporosso/Valbruna nella quale ci sono state vittime. Purtroppo sono pessimista, non vedo miglioramenti né maggiore sensibilità, è l'uomo che si è perso, che ha perso il rispetto per la natura. Un tempo era diverso perchè era la natura che aiutava a vivere, oggi, anche se non è cambiato, l'uomo non lo percepisce più.Troppa tecnologia, si deve uscire all'aperto, andare nei campi, toccare la terra, alzare gli occhi al cielo.. Ciao Tery, un bacio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Hai ragione, l'uomo oggi si sente onnipotente. La natura però ha più forza di noi. Ciao Libera, un bacio anche a te!

      Elimina
  9. Era tanto che non passavo a trovarti e mi trovo questo tuo post molto sentito e drammatico. Hai ragione le catastrofi, il più delle volte siamo noi uomini che ce li cerchiamo e fortuna che tu puoi raccontarlo. Ti abbraccio e ti auguro una buona serata

    RispondiElimina
  10. Grazie mille per aver portato tutti le vostre esperienze. E' un dolore sentire che ognuno di noi ha vissuto un tale disastro, portato dalla forza della natura, ma soprattutto dalla noncuranza della gente. Speriamo che le nostre piccole parole possano essere d'esampio per qualcuno...

    RispondiElimina

Related Posts with Thumbnails