mercoledì 28 novembre 2012

Tutti a Tavola....con Cesare Battisti e la spesa al mercato


Arrivata già alla seconda edizione, il week end dell'anno in cui i mercati comunali aprono le porte ai grandi chef lo attendo sempre con ansia. 
I mercati comunali di Milano sono delle realtà a mio avviso molto particolari: un servizio utile e di qualità che varia da zona a zona. Una piccola gioielleria dell'alimentazione se si va nelle zone centrali di Milano, un mercato simile a quelli rionali in zone più periferiche. Quello che però amo, dovunque si vada, è la presenza di una persona che ti serve con competenza e che diventa amico fidato se si è soliti tornare a fare la spesa lì. Un po' come avveniene con il macellaio di fiducia, il panettiere sotto casa e il fruttivendolo che sa sempre ciò che voglio. Queste abitudini, che erano normali per le nostre nonne, non sono sempre meno diffuse in una città come Milano. 

lunedì 26 novembre 2012

Le arancine all'arancia e le arancine shock

Questo mese sembra essere destino che io la Sicilia me la ritrovi ovunque, non che la cosa mi dispiaccia! 
Soprattutto quando si parla di buona tavola, la Sicilia fa venire l'acquolina in bocca a tutti tra cassate, cannoli, arancini, panelle, ecc. ecc. 
Novembre è iniziato con una serie di cene con tema Sicilia, cene della solita saga "Per tutti i gusti" e, tra i tavoli del Westin Palace di Milano, ho potuto assaporare una serie di sfizioserie tutte provenienti dall'isola che guarda la mia terra! :-) 
Pesce spada affumicato con capperi di Pantelleria e  arancia,  Zuppa di cicerchie con verdurine croccanti e bruschetta di formaggio ragusano, tournedos di maialino in veste di pistacchi di Bronte e cous cous con salsa al cioccolato di Modica, per poi arrivare a un biancomangiare di mandorle con crema al pistacchio. Vi è venuta l'acquolina in bocca?! 
Augusto Tombolato, chef di casa, insieme a Alessandro Orefice e a Giovanni Gerratana hanno fatto da apripista al mio mese all'insegna della Sicilia! 

Arancine

Poi, per continuare con il tema, l'MT Challenge ha pensato bene di proporre come ricetta del mese le arancine: e non chiamatele arancini! 
Roberta proviene dalla Sicilia Occidentale, luogo in cui l'arancino è fimmina e noi, da brave sfidanti dell'MTC, seguiamo pedissecuamente le maestre del mese! 
Roberta ha scritto un post da 10 e lode in cui spiega ogni trucco necessario per realizzare l'arancina perfetta. C'è la ricetta dell'arancina al ragù e quella con il prosciutto e formaggio, c'è la lega, la panatura e i consigli per la frittura. Se come me amate le arancine, vi consiglio di andare a leggere il suo post! 
Con me ha funzionato, a quanto pare, erano le arancine più buone che la cavia di casa avesse mai mangiato! 

Arancine
E ora arriviamo alla mia versione, anzi...le mie versioni! 
Questo mese, visto che a me le arancine non piacciono per niente  piacciono tanto :P, ho provato due versioni. 
Una è la versione più scontata e poco simpatica che si potesse trovare, ehmmm... l'arancina all'arancia! 
L'altra invece non è opera della mia testolina, bensì dei bravissimi Francesca e Pietro: è un'arancina shock, colorata dalla vivace barbabietola e insaporita da un erborinato.


Arancine alla barbabietola

Ingredienti per 18 arancine: (copio in parte il procedimento di Roberta)
Per il riso 
1 kg di riso originario
2,5 l circa di brodo vegetale (con carota, cipolla, sedano)
una bustina di zafferano
50 g di burro
50 g di parmigiano grattugiato
una cipolla medio-piccola
olio evo q.b.
sale q.b.


Per il ripieno all'arancia: 
300 g di carne macinata
mezza cipolla, una carota e una costa di sedano
buccia grattugiata di un'arancia
olio evo
vino bianco, mezzo bicchiere
sale e pepe

Per la variante shock: 
una barbabietola
Blu d'Aosta (18 bocconcini)

Per la lega (ne resterà molta, ma occorre poter immergere bene l'arancina)
800-900 ml d'acqua
la metà di farina
una manciata di sale

Per la panatura (ne resterà molto anche qui) 
700-800 g di pangrattato

Per la frittura 
3 l di olio di semi di mais (o comunque abbondante per poter friggere in olio profondo)


Procedimento: 

Il riso va preparato con qualche ora d'anticipo, perché al momento della preparazione delle arancine dev'essere ben freddo.

Preparare il brodo vegetale con gli aromi. Una volta pronto, rimuovere la carota, il sedano e la cipolla di cottura e sciogliere lo zafferano nel brodo. Regolare di sale.

In un tegame capiente, dare un giro abbondante di olio evo e fare appassire la cipolla tagliata finemente. Versare il riso e fare tostare un pochino. Versare nel tegame buona parte del brodo, non tutto in modo da poterne aggiungere all'occorrenza regolandosi in funzione del tipo di riso e della sua cottura. 
Fermare la cottura quando il riso sarà al dente e si presenterà piuttosto compatto (ovvero non dev'essere cremoso come un tipico buon risotto!). Immergere il tegame nel lavello riempito d'acqua fredda (evitando che l'acqua entri all'interno) e mantecare con il burro e il parmigiano grattugiato. Se serve, per abbattere la temperatura ed evitare che il riso continui a cuocere, rinnovare l'acqua fredda dentro il lavello.
Una volta tiepido, versare il riso dentro una teglia e lasciare da parte affinché raffreddi completamente. Poi coprire con carta d'alluminio e conservare in frigorifero per almeno 3-4 ore.



Anche il ragù è bene prepararlo in anticipo, sia per comodità sia perché anch'esso dovrà essere freddo al momento della preparazione delle arancine.

Per il ragù all'arancia:
Tritate le verdure e fatele rosolare in olio evo. Unite la carne e fatela colorire su ogni lato. Sfumate con il vino bianco. Unite qualche cucchiaio di acqua, fate cuocere per una decina di minuti, salate, pepate, unite la scorza grattugiata dell'arancia e spegnete.

Per il condimento alla barbabietola:
Sbollentate la barbabietola in acqua bollente finché diventa morbida. A questo punto scolatela e frullatela fino a ottenere una purea. Prendete un terzo del riso precedentemente preparato e amalgamatelo con la purea di barbabietola. Tenete da parte fino al completo raffreddamento. 
Tagliate il formaggio in bocconcini e tenete da parte anche questi. 

A questo punto, si parte con la preparazione delle arancine! 

Prima di tutto disporre a portata di mano tutti gli ingredienti necessari e attrezzarsi di vassoi, teglie, scodelle…. la preparazione delle arancine è una specie di catena di montaggio (bella in compagnia!) che diventa più piacevole, o comunque meno stressante, se preventivamente organizzata.

Cominciare dalla preparazione della "lega". Si tratta della pastella di acqua e farina che serve a sigillare l'arancina e a creare una base per la panatura con il pangrattato che aiuterà a conferire doratura, spessore e croccantezza al punto giusto. Versare l'acqua in una scodella profonda, aggiungere la farina, una bella manciata di sale e amalgamare bene con una frusta. Tenere da parte e passare alla creazione delle arancine.

Ci sono vari modi per formare e farcire le arancine, questo secondo me è il procedimento più semplice anche per chi le fa per la prima volta ed è anche quello che consente di organizzare e distribuire meglio il lavoro. Perché in pratica bisogna prima fare tutte le sfere o gli ovali, poi fare il buco, poi farcirle. 

Premesso che le arancine possono essere enormi (da noi c'è un Bar che fa anche l'arancina-bomba!), normali (che comunque sono grandi!) e mignon (di solito come antipasto… o per la colazione dei palermitani più virtuosi!), con una mano prendete un po' di riso in base alla grandezza dell'arancina che desiderate. Poi, girando con tutte e due le mani, formate una palla se volete farle alla carne, oppure date una forma ovale se volete farle al burro. Se volete farle miste, conviene comunque procedere facendole prima tutte in un modo e poi nell'altro.
Posate la "futura" arancina su un vassoio e ricominciate fino a terminare il riso. Lasciatele riposare per una mezz'ora, in modo che raffreddino (anche se il riso era freddo di frigo, col calore delle mani si saranno un po' scaldate) e che il riso si compatti rendendo poi più facile la farcitura.

Tenendo la palla di riso con una mano, con il pollice dell'altra mano create un buco in alto e al centro e cominciate ad allargarlo spingendo sia verso il basso che sui lati. Posate nuovamente la palla di riso sul vassoio e passate alle altre, fino a completarle tutte. 
Se prevedete di fare anche quelle ovali, procedete con queste prima di passare al ripieno delle precedenti. In questo caso, con il pollice occorre fare una pressione al centro per lungo, spingendo anche in questo caso verso il basso e sui lati.

A questo punto passare alla farcitura. Procedere prima con tutte le arancine di un tipo, poi con tutte quelle dell'altro tipo.
Con la punta delle dita prendere un po' di ragù e inserirle all'interno del buco precedentemente creato. 
Poi chiudere l'arancina: un po' spingendo "la conza" - il condimento - verso il basso, e un po' cercando di portare in avanti il riso per chiudere l'arancina. Girare l'arancina tra le mani per darle la forma e per rendere la superficie liscia e compatta, senza buchi o piccole fessure. Posare l'arancina con il ripieno sul vassoio e passare ad un'altra, fino a completarle tutte.

Al termine, lavare le mani e ripetere l'operazione con un eventuale secondo ripieno.
Con le arancine alla barbabietola fate lo stesso, ma nell'incavo inserite il formaggio erborinato. 

Quando tutte le arancine saranno pronte sul vassoio, passare alla "lega". Dare qualche colpo di frusta alla pastella per riprendere l'amalgama di acqua e farina e a questo punto immergere singolarmente le arancine dentro la lega, poggiandole poi sul vassoio, fino al completamento dell'operazione per tutte le arancine. Io preferisco separare lega e panatura per fare in modo che la lega scoli un pochino dall'arancina al vassoio e non finisca a fiotti dentro il pangrattato creando un mezzo pappone che poi finisce sulla superficie delle arancine. Scolando, tra l'altro, la lega resta uno strato sottile, sottile sarà la panatura e sottile e croccante sarà la crosticina finale. Naturalmente la lega non deve asciugare troppo, quindi se si devono fare 4658479857858569 arancine magari è il caso di prevedere più step di lega-panatura.
E ora la panatura.
Versare il pangrattato dentro una teglia e, ad una ad una, passare ogni singola arancina dentro il pangrattato, pressandole bene con le mani per "saldare" bene lega e pangrattato, per rendere compatta la superficie delle arancine e, all'occorrenza, per riprenderne un pochino la forma.
E finalmente la frittura!
Versare l'olio in una friggitrice o in un tegame piuttosto alto. Quando l'olio sarà ben-ben-ben caldo, immergere le arancine per 2-3 minuti o comunque fino a quando non risulteranno dorate in superficie.
Servire subito ben calde!

venerdì 23 novembre 2012

Di quanto la scuola è scadente e corrotta - Vol.1

Tornare a scuola in età adulta fa vedere le cose da un punto di vista diverso. 
No, ricapitoliamo: essere una mente pensante, qualunque età si abbia, consente di riconoscere la realtà per quella che è. Nuda e cruda. 
Vedere la realtà con gli occhi più esperti, porta ancora ulteriori effetti quali ad esempio, diversamente dai 16 anni l'impossibilità di mandar giù bocconi amari senza dire la propria e senza cercare in ogni modo di cambiare le cose.

La scuola a 28 anni si è mostrata con la sua faccia più brutta. Quella del menefreghismo, della non curanza, della scarsa qualità. Ancora quella dell'ignoranza, della frustrazione, dell'arroganza e della corruzione.
Per descrivere in poche parole: paradossale, sopra ogni immaginazione.

Già al momento dell'iscrizione, avevo notato il tono canzonatorio nei confronti di una "laureata che torna alle superiori". Ma visto il caso unico, se non raro, ho preso la mia considerazione e l'ho messa da parte.

Fino a quando mi sono resa conto che il tono irriverente non riguardava solo me, ma tutti indistintamente. La parola dello studente non conta, se poi si tratta di adulti del serale, vale ancora meno di quella dei quindicenni del diurno (con tutto il rispetto per i ragazzi del diurno!): si sa, la gente studia e lavora solamente per piacere, non certo per raggiungere un obiettivo e poter crescere professionalmente.

Più volte mi sono sentita dire "Ma è un serale, la gente lavora, non puoi aspettarti più di tanto". Partendo dal fatto che lo studio è un diritto, sottolineando che le ore tra serale e diurno sono le medesime, come anche i programmi di studio, non capisco veramente quale sia la vera differenza: i professori che non hanno voglia di lavorare o gli studenti che non desiderano apprendere?
L'unica cosa che so per certo è che, questi ragazzi, già maggiorenni e già lavoratori, sono tra i banchi di scuola per conoscere una professione e, una volta arrivati al diploma, entreranno definitivamente nel mondo del lavoro. Se non saranno adeguatamente preparati, non sarà solo colpa di quanto impegno ci hanno messo, ma anche della qualità che i professori hanno dato alle loro lezioni.
Professori impreparati, diversi in una sola classe. E' lecito e normale chiedere agli studenti se è il caso di approfondire i termini di indirizzo di una lingua straniera? No, non sono gli studenti a doverli approfondire meglio, è il prof a dover studiare.
Professori che leggono dai libri e argomentano con frasi identiche ai libri. Va bè.
Interrogazioni così serie da esser fatte con la proiezione delle slide sulle esatte domande richieste agli studenti: al liceo sarei stata sicuramente molto felice di questa modalità di interrogazione, a 28 anni no.

Qualità e tempo: ore da 50 minuti. 20 minuti in ogni singola ora persi per fare l'appello e preparare il materiale da presentare agli studenti. 30 minuti rimanenti per le spiegazioni, anche 25, visto che poco prima del suono della campana la frase standard è "visto che mancano 5 minuti continuiamo la prossima volta".

Qualità e tempo. Poi c'è il Rispetto.
Episodi continui, uno dietro l'altro, in cui il rispetto e l'educazione sono venuti meno.
Arrivare a scuola per fare niente, avere verifica e trovarsi in un'aula con 2 classi e neanche sufficienti sedie per sedersi. Il tutto mentre altri professori vagano vagano per la scuola senza alcun impegno.
Entrare in cucina e non trovare gli ingredienti per poter realizzare il menù: sei ore di cucina non passano tanto rapidamente senza aver nulla da fare.
Spesa non fatta, ingredienti spariti e accuse a noi studenti e anche ai colleghi professori.
Il razzismo esiste: nella mia scuola tra diurno e serale.

Paradossi. Da dove inizio?
Dalla tassa obbligatoria che in realtà è volontaria o dal fatto che le iscrizioni senza tale tassa non vengono accettate?
Dal fatto che i professori ricevano minacce....da altri professori o dal fatto che i verbali delle assemblee spariscano da anni misteriosamente?

A quanto pare alcuni Prof. hanno tanti santi in paradiso.
E anche gli assistent. Perché quando si incontrano persone che si permettono di passare sopra Professori e studenti, calpestando la voce degli altri, passando sopra le gerarchie e andando a toccare aspetti personali di un altro, pretendendo di aver ragione e ricevendo anche la ragione da chi queste cose non le ha vissute, mi fa pensare che la corruzione e i favoritismi esistono.
E' la scuola, è il sistema italiano, è la vita che deve essere per forza fatta di ingiustizie?
Io, tutti i miei compagni, siamo lì per imparare, non per subire.
Trascuro la mia famiglia, la mia vita, i miei impegni per scelta, una scelta forte visto che i titoli di studi non mi mancano, tuttavia, proprio per questo posso decidere di mollare in ogni momento. I miei compagni no.
Ci sono ragazzi che si alzano alle 5 ogni mattina per andare al lavoro,correre dopo qualche ora verso la scuola per non arrivare in ritardo e tornare a casa a sera inoltrata. C'è chi di lavori ne ha 2.  Queste persone non meritano più di questo?


....E poi c'è l'infinità di cibo buttato, perché non si può neanche regalare alle mense dei poveri, ma qui non c'entra la scuola. Qui entra in campo un sistema molto più grande e il triste, esagerato consumismo che caratterizza la nostra era. 

mercoledì 21 novembre 2012

Pastificio Gentile e Senatore Cappelli. Un'unione che fa la forza.

C'è sempre un buon motivo per festeggiare. Uno di questi è l'unione di 2 prodotti di eccellenza: la pasta Gentile e il grano Senatore Cappelli, unione - lasciatemi dire - che farà festeggiare anche il nostro palato. 
Io, che di semola di grano duro ne faccio scorte in Calabria per non rimanere a secco in Lombardia, solo per sentire quel profumo di grano che difficilmente ha la farina commerciale, sono entusiasta all'idea di una pasta, che già di per sé è squisita, realizzata con il Grano duro per eccellenza, il Senatore Cappelli. 

lunedì 19 novembre 2012

Crostata...dal cuore morbido


In questo ultimo periodo il mio tempo è sempre troppo poco, sono sempre di corsa, con lunghe file di arretrati di impegni più o meno superflui e con impegni che si incastrano uno dentro l'altro. 
Con questi ritmi incalzanti e tempo tiranno, pure le torte sono riuscita a incastrare ;-) 

mercoledì 14 novembre 2012

Due giorni da Gente del Fud

Ci sono eventi a cui non si può mancare e uno di questi è il Salone del Gusto di Torino, evento che raccoglie produttori d'eccellenza provenienti da tutta Italia, da tutto il mondo. 
Quest'anno c'era un motivo in più per esserci: Gente del Fud
Eravamo tanti, una miriade di blogger in giro per il Salone del Gusto e tutti eravamo lì per un motivo: cucinare, presentare, scoprire, conoscersi, tutto nello stand della Pasta Garofalo e di Gente del Fud. 

Arrivo con 2 settimane di ritardo a scrivere questo post, ma non potevo esimermi dal raccontarvi il mio salone, come l'ho vissuto e come lo ricordo. 
Eventi di questo tipo mi fanno tornare a casa sempre carica e piena di entusiasmo dopo ore vissute circondata da ciò che amo, prodotti gourmet, persone che amano la cucina, mangiare, viverla e conoscere sempre di più. Solo l'assenza della famiglia fa desiderare di tornare a casa.
Che la passione è una grande spinta si sa, ma che questi momenti la animano e la rinvigoriscono ogni giorno, questa è un'altra storia, nient'affatto scontata.


lunedì 12 novembre 2012

Tortino al cioccolato dal cuore morbido

Questo lunedì arrivo con una ricetta che non è per niente una novità. Di tortini dal cuore morbido è invasa la rete, sono l'emblema del dessert goloso, tanto da essere usati anche nelle pubblicità o quando c'è da invogliare i consumatori. Tortini al cioccolato ovunque.
Per questo motivo è bene avere la ricetta di questa delizia nel ricettario di casa, sempre a portata di mano. Poteva mancare nel mio "e-ricettario"??
Quindi oggi beccatevelo per la milionesima volta!


venerdì 9 novembre 2012

Un week end all'Hotel Milano

Ci sono volte in cui essere blogger porta tante cose belle: tipo avere una amica - e questo fa già parte delle cose belle, anzi, tra le più belle - che ti manda un invito per un week end per 2 persone da trascorrere in un hotel splendido, con attività di ogni tipo, posizionato in un contesto che rianima il cuore.
Questo è l'Hotel Milano, Alpen Resort completo di Spa e area meeting sito nel cuore del bergamasco, a Bratto, località meta di gite, week end e settimane bianche per tutti i lombardi e non solo!
Arrivando lì e vivendo per 24 ore dentro e intorno all'Hotel ho avuto la sensazione di trovarmi nel cuore del paese. Locale per il brunch domenicale, spa in cui le amiche trascorrono il pomeriggio. L'hotel Milano, oltre a essere un luogo ospitale per tutti i turisti, sembra voler fare una coccola anche a coloro che ogni giorno passano di là.
Normalmente sono abituata a pensare all'Hotel come un luogo estraneo a chiunque ci viva intorno. Come se vivesse di vita propria, in maniera avulsa dal contesto.
Con gli eventi organizzati da Carlo Vischi, ho imparato che l'hotel può essere una risorsa per i cittadini, ma purtroppo tali potenzialità non sono ancora riconosciute nel pensiero comune, ma non per gli abitanti di Bratto a quanto pare!

Arrivati in Hotel abbiamo subito fatto un tour con macchina fotografica alla mano dopo essere stati accolti calorosamente dallo staff dell'hotel.
Prima tappa al Lounge Bar, con un angolo Champagnerie interamente dedicato allo Champagne Philipponnat. Già dopo 5 minuti eravamo arrivati all prima chicca dell'hotel :-)


martedì 6 novembre 2012

La Svizzera nel piatto: il vincitore


Dopo i ringraziamenti per tutta la passione e l’impegno che ci avete mostrato in questo mese di contest, ora non rimane che proclamare il vincitore!
Prima però, una premessa è d’obbligo: abbiamo ricevuto una valanga di ricetta, una più bella dell’altra.
Grazie a questo contest ho scoperto ricette della tradizione italiana di cui non conoscevo neanche il nome. Altre mi sono tornate alla mente (e allo stomaco, lasciatemelo dire! ;-) ) con il desiderio di farle rientrare nella mia cucina.
Ne abbiamo viste di tutti i colori, comprese ricette che con la tradizione italiana c’entrano poco: si sa che noi italiani siamo anarchici e molto creativi, e sono convinta sia proprio questo a renderci interessanti!
D’altro canto però,  io sono una italiana atipica e la precisione svizzera mi ha sempre ammaliato. Amo che i tempi dei mezzi siano sincronizzati l’uno con l’altro, amo che nulla sia lasciato al caso e amo la cura con cui viene gestita ogni cosa. Sarà questo che ha fatto entrare nella mia vita la Svizzera più e più volte?

Ora però è il momento di lasciare spazio al vincitore e di esultare con lui!
La scelta è stata ardua, ma sono felice di dire che noi giudici ci siamo trovati in accordo su ogni singola votazione. Questo mi fa credere che abbiamo preso la giusta decisione!
…............E voi cosa ne pensate???





Libera ci ha conquistato all’unanimità con i suoi gnocchi di pane pensati in ogni dettaglio e realizzati con ingredienti d’eccezione, offerti dai nostri boschi durante l’autunno.
Ingredienti stagionali, del territorio, spontanei e anche poco conosciuti nel caso dell’Achillea.
Inutile dire che l’interpretazione ha soddisfatto al meglio tutti i criteri di valutazione:
Libera ha realizzato un piatto che lascia cogliere subito la sua originalità, tuttavia rispetta la tradizione e non la sconvolge. : un piatto nuovo, perfettamente integrato con il suo territorio.

Ora non rimane che correre tutti da Libera per festeggiare con lei e poi, seguiteci il 14 novembre per il suo cooking show finale nella Città del Gusto del Gambero Rosso!
Intaserò i vostri social di Tweet e Instagrammate!

Prima di chiudere solo un ultimo ringraziamento d’obbligo ai Formaggi della Svizzera che hanno pensato questo contest in ogni dettaglio e con cui ho lavorato fianco a fianco per tutto questo tempo supportandoci in ogni momento. Grazie per averci fatto giocare con voi! :-)

lunedì 5 novembre 2012

La torta di Maria: ciambella con bagna all'uva fragola

Ho conosciuto Maria quest'estate per un evento speciale, un incontro con altri foodblogger e appassionati di cucina da Piero, nella sua bellissima Fattoria San Sebastiano. Quel giorno l'atmosfera è stata allegra, sana, gioiosa. Eravamo lì come se ci conoscessimo da sempre. 



Oltre ai food blogger, c'era anche Maria, una appassionatissima di cucina che delizia me e tutti i suoi amici anche a distanza, riempiendoci di foto e pensieri dolcissimi. 
Una dolcezza che la caratterizza e che si percepisce subito quella di Maria, una persona solare e generosa che rimane per forza nel cuore :-) 
Tra le tante ricette che ci ha mostrato su facebook, c'era anche questa ciambella,  una ciambella con bagna ai mirtilli che vi presento oggi in una versione leggermente rivisitata.
Dopo aver visto questa ricetta, ho ricevuto in dono un cestello di uva fragola che ha messo in moto subito la mia testolina, alla ricerca della ricetta perfetta che potesse permettermi di sfruttarla al meglio.
Il lavoro mentale mi ha condotto senza troppe difficoltà alla ciambella di Maria che aveva svegliato la mia gola già al primo sguardo. 

Maria, che ne dici di aprire un blog anche tu?? 
Almeno non sarei costretta a chiederti la ricetta per ogni foto che pubblichi! :-)



Ingredienti per una tortiera da 20 cm:
200 g di farina
70 g burro
3 uova
mezza bustina di lievito
3 cucchiai di zucchero
latte qb
una presa di sale

Per la bagna:
300 g di uva fragola
100 g di zucchero
 2-3 cucchiai di acqua
qualche goccia di limone

Procedimento: 
Ammorbidire il burro morbido con lo zucchero, unire le uova e montare con una frusta elettrica. Unire la farina, il sale e amalgamare. Unire il lievito sciolto in un dito di latte. 
Se l'impasto risulta troppo denso, aggiungete un filo di latte fino a raggiungere una consistenza cremosa. Tagliate in 2 qualche acino di uva fragola, eliminate i noccioli e tenete da parte. 
Versate il composto in uno stampo da ciambella e, sulla superficie disponete gli acini, schiacciandoli leggermente nell'impasto. Fate cuocere in forno a 180°C per circa 30 minuti, fino a doratura. 
Lasciate raffreddare su una gratella. 

Lavate l'uva fragola e mettetela in una pentola insieme allo zucchero, il limone e l'acqua. Fate cuocere finché la frutta si spappolerà e si ridurra in marmellata. A questo punto passate con un passaverdura manuale il tutto, in modo da ottenere una crema liscia. 
Quando la torta sarà completamente fredda, versarvi sopra la marmellata di uva fragola prima di servire. 

English Version -  Ring Shaped Cake with sweet grape cream

Ingredients: 

200 g of flour
70 g butter
3 eggs
half a bag of yeast
2 tablespoons sugar
milk as needed
a pinch of salt

For the syrup:
300 g of strawberry grapes
100 g of sugar
2-3 tablespoons of water
a few drops of lemon

Direction: 

Soften the butter with the sugar, add the eggs and whip with an electric mixer. Combine flour, salt and mix. Combine the yeast dissolved in a drop of milk.
If the mixture is too thick, add milk until they reach a creamy consistency. Cut in two a few grapes grape, remove the kernels and set aside.
Pour the mixture into a loaf cake and, on the surface you have the grapes, crushing them lightly into the dough. Bake at 180 ° C for about 30 minutes, until golden brown.
Let cool on a wire rack.

Wash grapes and place in a saucepan with the sugar, lemon and water. Cook until the fruit is mashed and it will reduce jam. At this point passes with a manual mill the whole, to obtain a smooth cream.
When the cake is completely cool, pour the strawberry grape jam before serving.

giovedì 1 novembre 2012

Finisce il contest La Svizzera nel piatto!


L'ultimo appena trascorso è stato un mese intenso e superformaggioso. Un mese all'insegna di Formaggi dalla Svizzera e di mucchine rosse che hanno invaso la rete! 
Più di 100 partecipanti e tante richieste di iscrizione ricevute oltre la scadenza: non so se è record, ma sicuramente ci siamo vicini! 
In questo mese ci avete fatto divertire, viaggiare per le tavole d'Italia e conoscere tante nuove ricette nostrane, nonostante il re del piatto fosse un formaggio della vicina Svizzera. 
Una pioggia di lasagne, ravioli e parmigiane, ognuna interpretata in modo originale e diversa! Siete stati grandiosi, lasciatemelo dire! :-)




Non solo ricette, ma anche foto stupende piene di bianco e rosso. Siete riusciti a usare i gadget in modo creativo, originale e...delizioso! 
Ci avete fatto ridere, ridere e ancora ridere con quella simpatica mucchina! 
Commenti di ogni tipo, amore incondizionato e scatti di qualunque genere per la nostra mascotte rossa e bianca. :-)  Fabio e Annaluisa, ne sapete qualcosa vero??? 

Bando al romanticismo, oggi sono qui per dire che "IL CONTEST E' FINITO", le ricette sono state pubblicate, i form compilati e i voti sono già in lavorazione. 
Ci dispiace tanto per chi non è riuscito a unirsi e non ha potuto pubblicare la ricetta per tempo! Speriamo di ricevere comunque un vostro feedback sulla bontà dei formaggi! 

In questi giorni, approfittando del ponte, avremmo tempo di valutare le vostre ricette al meglio, per poi proclamare la madrina dell'edizione 2012!

Il 6 novembre sveleremo il nome del vincitore e, a quel punto, saremo pronti a festeggiare e a gioire con la/il foodblogger premiato! 

Il blogger vincitore sarà protagonista di uno showcooking a Napoli il 14 novembre, in occasione di un grande evento organizzato dai Formaggi dalla Svizzera e potrà preparare in diretta la propria ricetta per il pubblico della Città del Gusto del Gambero Rosso.
Il premio comprende anche il soggiorno a Napoli e le spese di viaggio.

Ma prima di salutarvi vi lascio i riferimenti per vedere e rivedere ciò che è accaduto in questo mese attraverso le immagini:
- Su Pinterest trovate tutte le foto delle ricette in gara!
- Sulla mia pagina di Facebook trovate la raccolta di tutte le foto passate su Instagram pubblicate dai partecipanti. 
Speriamo vi facciano divertire, come hanno fatto con noi! 
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