La
pitta è un pane tipico della Calabria di cui vi avevo già parlato tempo
fa. Un pane a forma di ciambella,
rustico, dall’aspetto quasi di un impasto per pizza lievitato e dall’aroma
particolare.
Classicamente la pitta viene gustata così:
semplicemente con affettati, ma soprattutto con un pomodoro
San Marzano ben schiacciato dentro, una punta di origano e un filo di olio
extravergine di oliva, del territorio crotonese ovviamente!
Questo pane dura diversi giorni, ma
tende a diventare gommoso dopo il primo giorno. Solitamente, però, è
difficile che veda la mattina successiva!
Oggi
ve lo propongo in un modo diverso, speciale sia negli ingredienti (oltre a
essermi servita del lievito madre al posto del solo lievito di birra) che per
il motivo per cui è stato realizzato.
Avete
mai sentito parlare di Panino d’Autore?
Sicuramente
sì, ma vi consiglio di andare a dare una spulciata sul sito, soprattutto se
siete degli amanti dei panini “di un certo livello”, di panini gourmet!
Fino
a poco tempo fa solo gli chef avevano l’arduo compito di realizzare il Panino
d’Autore, ma ora, tra le pagine dedicate al progetto, troverete anche le
proposte di bravissimi blogger.
Ecco
che oggi vi propongo la mia!
Questo
panino vuole racchiudere in un sol boccone le vacanze appena passate.
Un
panino-memoria dei momenti trascorsi tra il mare e il sole caldo della
Calabria.
Oltre
al pane, tipicissimo del territorio, anche la farcitura è frutto di questa
terra.
I
fichi d’india crescono da sempre tra le rocce di tutta la costa colorando i
campi incolti ormai bruciati dal sole
con tutte le tonalità del rosso.
Dove
finisce il dorato inizia la terra bruna con gli alberi più austeri e magici che
ci siano, gli ulivi. Il panorama di tutte le campagne è così, infiniti uliveti che
si alternano a campi bruciati dal sole.
Nelle
campagne più vicine al mare spesso si incontrano greggi di pecore che d’estate
bloccano le strade passando da un campo all’altro. Le pecore sono le protagoniste della nostra
produzione casearia fatta principalmente di ottime ricotte e pecorino.
Solo
uno è l’ingrediente che viene da lontano: il Prosciutto di San Daniele, un salume
che crea in me dipendenza!
In
casa non può mai mancare e, spesso, è lo spuntino notturno del fidanzato che, sapendo della mia passione per lui, il prosciutto, lo avvicina al mio naso ben conscio della mia
automatica reazione nonostante sia già in pieno sonno: apro la bocca e aspetto
che la fettina morbida e avvolgente arrivi alle mie papille gustative…. Dopo questo è meglio che passi alla ricetta,
altrimenti potreste iniziare a pensare strane cose di me!! J
Ingredienti:
Per
il pane:
350
gr di farina 0
100
gr di manitoba
2gr
di lievito di birra fresco
100
gr di pasta madre (oppure solo 10 gr di lievito di birra )
1 cucchiaino di sale
30gr di olio
1 cucchiaino di malto
250 ml di acqua
Per la farcitura:
1 fico d’india
1 cucchiaio di olive schiacciate
(realizzate con finocchietto selvatico, aglio, alloro e peperoncino)
1 fettina sottile di pecorino crotonese
dop
Prosciutto San Daniele Negroni
Procedimento:
Per la pitta:
Sciogliere il malto, il lievito di
birra e la pasta madre nell'acqua, impastare tutti gli ingredienti, tranne il
sale e lavorare fino a che non prenda consistenza. Aggiungere il sale,
far incorporare impastando ancora per qualche minuto. Lasciar lievitare in una
ciotola coperta fino al raddoppio.
Prima di informare, rovesciare
l'impasto sulla spianatoia infarinata e schiacciare con le mani delicatamente e
senza impastare formando un cerchio alto 1-2 centimetri e praticando un buco
nel mezzo per dare la tipica forma a ciambella.
Cuocere in forno ben caldo su pietra refrattaria
e grill acceso finché sarà ben colorito (più o meno 20 minuti).
Per la farcia:
Pelare il fico d’india e affettarlo
sottilmente.
Tritare le olive schiacciate in modo da
ottenere un patè, eventualmente aggiungendo olio per ottenere un risultato
cremoso.
Preparate una fettina sottile di
pecorino e 2-3 fette di San Daniele e a questo punto potete procedere alla
farcitura posizionando tutti gli ingredienti nella pitta: il prosciutto, il
pecorino, il paté di olive e per finire 3-4 fettine di fico d’india.
Il paté di olive dovrà essere appena un
accenno, altrimenti il rischio è che prenda il sopravvento sugli altri sapori.
Et voilà, pronto per essere servito!


Un matrimonio sud-nord assai ben riuscito in questo orignale e succulento panino :) Dopo una dscrizione così, sono io adesso qui con la bocca aperta pronta ad addentarlo :D! Mi sa però che se non metto le mani in pasta aspetto invano...sigh!
RispondiEliminaUn bacione, buona giornata
:-)))))))
EliminaMmmhh... buono! Bella la foto con i colori tipici della Calabria con un tocco di...Nord! :-D brava come sempre!
RispondiEliminaBuona giornata,
Marinella
Grazie mille Marinella!!
Eliminaadoro questo panino! Bravissima!
RispondiEliminaStuzzicoso...non avrei mai pensato di mettere il fico d'india come condimento di un panino eppure sento già che mi piace ;)
RispondiEliminacon i fichi d'india!?!?wow devo assolutamente provare :D
RispondiEliminaecco dove si nascondevano i fichi d'India di cui parlavi nell'ultimo post!!!
RispondiEliminanon ci si può far nulla: quando si cucina usando gli ingredienti del proprio territorio vengono fuori risultati pieni di bellezza e amore, come questo panino!
Esatto, sono usciti fuori! ;)
EliminaMa dai: il fico d'india nella pitta, idea bizzarra; brava!
RispondiEliminanooo la pitta no...mi manca troppo...io sono originaria della zona di Catanzaro dove si mangia con il morzeddhu!!!! troppo buona... :)
RispondiEliminasi.....troppo buona! Per fortuna è facilissima da fare in casa!! Prova, te lo consiglio!! ;)
Eliminapanino....sempre pronta...un vero spettacolo!
RispondiEliminaBuona la pitta....Ciao silvana
RispondiEliminaEro già sull'orlo di una crisi alla terza riga quando parlavi di farcia con San Marzano, olio e origano...arrivata alla fine del post ero quasi in uno stato di delirio da voragine allo stomaco.
RispondiEliminaMa che meraviglia!!! Sarei davvero curiosissima di assaggiarlo :)! Deve essere un'esplosione di sapori!!!
RispondiEliminaUn bacino
Sul mio blog c'è una sorpresa per ... spero gradita!
RispondiEliminaGrazie mille Terry! Molto gradito!! :-))
Eliminacomplimentissimi per ieri sera! bravissima!
RispondiEliminaOhh grazie mille Giulia!!!! :-)))
EliminaMa buona questo pitta! Devo cimentarmi
RispondiEliminaPola è semplice da fare e ottima nel gusto, te la consiglio!
Eliminache spettacolo Tery! mi piac eil contrasto dolce - salato, e il pecorino è il mio formaggio preferito, poi quel pane, favoloso!
RispondiEliminaGrazie mille Giulia!! :-)))
EliminaWow non avrei mai pensato di trovare la ricetta della pitta calabrese, che scorpacciate che mi sono fatta da piccola con la sorpressata!!! Sono arrivata al tuo blog proprio dal nome familiare che aveva e ho scoperto tante ricette delle mie origini, che ancora si preparano a casa dei miei!!! Ho aperto anch'io recentemente un piccolo blog e mi farebbe molto piacere una tua visitina, per poi citarti ovviamente se sperimento qualche tua prelibatezza! Grazie ciao luisa
RispondiEliminaCiao Luisa, sono contenta di averti "attirato" con le ricette calabresi!!! La pitta tra l'altro è una ricetta semplicissima, ma che dà un sacco di soddisfazioni!Passerò presto a trovarti!! In bocca al lupo per questa nuova avventura!!
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