giovedì 23 febbraio 2012

Un paté tutto calabrese

L'MTC di febbraio mi ha messo in serie difficoltà. Un paté, apparentemente semplice, si è rivelato alquanto complesso nella parte creativa. Momenti in cui ho pensato "Che cavolo mi invento?" sono stati piuttosto frequenti, finché, per caso, ho visto nel frigorifero un vasetto di "Frisulimiti". 
Di certo se non siete calabresi e non avete passato neanche qualche giorno in inverno tra le montagne silane, è difficile che sappiate cosa siano le frisulimiti. 


Come è ben noto, il rito del maiale dalle nostre parti è una cosa che esiste ancora e tante sono le famiglie che, tra dicembre e gennaio, "ammazzano il maiale" per fare le conserve per l'anno. 
Salsicce, soppressate, capicollo, pancetta, gusciularo (guanciale), prosciutti.... ma anche saponette con la cenere e il grasso, spazzole con le setole...e le frisulimiti con il grasso e i pezzetti di carne con grasso o cotiche che andrebbero altrimenti buttati. 
Questi rimasugli di carne vengono cotti per ore e ore nel grasso del maiale. Quando fredde si conservano in barattoli o tipicamente in contenitori di terracotta, coperti da uno strato di sugna per conservarlo. Queste frisulimiti così ottenute, si utilizzano per fare una deliziosa pitta o, più semplicemente, spalmato su una fetta di pane di Cutro grigliato al camino, calore che farà sciogliere il grasso e renderà il crostino molto molto succulento!  E ora che ci penso, credo sia il caso di realizzare almeno la pitta e farvela conoscere! 

Intanto vi lascio questo paté realizzato con ingredienti tipicamente calabresi: le frisulimiti, la carne del maiale, i pomodori secchi, il pepe rosso ovviamente piccante, l'origano profumatissimo e i capperi che crescono in qualunque roccia guardi il sole. 
Per accompagnare ho scelto degli gnocchi fritti (conoscete un calabrese a  dieta? :P) e la ricotta di pecora, anch'essa tipica della mia città. 
Se passate da Crotone, non lasciatevi scappare l'occasione di andare in un caseificio tra le campagne della città e assaggiare la ricotta appena fatta, ancora calda: un'esperienza mistica!



Prima della ricetta una piccola comunicazione di servizio per chi sarà a Milano domani. 
Da Eat's, splendido store dedicato al food in pieno centro città, ci sarà un ospite d'eccezione domani, il Pastificio Gentile, da oltre un secolo impegnato ad offrire un prodotto di massima qualità, utilizzando solo semole pregiate di origine italiana e un accurato procedimento di essicazione a bassa temperatura. 

Ai maccheroni Gentile saranno abbinati il vino Aglianico del Vulture e l’olio extravergine d'oliva da agricoltura biologica dell’Azienda Agricola lucana Radino,  da sempre ispirata a nobili principi come il rispetto per l’ambiente e la tutela del benessere dei consumatori.

Gli incontri presso l'Eat's Store si terranno in tarda mattinata (indicativamente dalle 11.00 alle 14.00) e serata (17.30 – 20.30).



Ingredienti per 2 persone:
2-3 cucchiai di frisulimiti (grasso di maiale con pezzi di carne, cotiche e piccoli scarti con carne attaccata, cotti insieme per diverse ore)
200 g polpa di maiale
5-6 pomodori secchi
Peperoncino piccante in polvere, 1 cucchiaino
1 manciata di origano
1 cucchiaio di capperi

Per accompagnare:
Ricotta di pecora

Per lo gnocco fritto:
Pasta madre 200gr
Sale
Farina qb
Olio per friggere
Procedimento: 


Tagliare la polpa di maiale in cubetti. In una padella far sciogliere 2 cucchiai di frisulimiti o strutto, poi aggiungere la polpa di maiale e farla rosolare. Unire, i pomodori secchi in pezzetti, il peperoncino e i capperi.
Quando la carne è cotta, versare tutto in un frullatore e frullare fino ad ottenere un composto omogeneo. Se troppo denso, aggiungere un po' di grasso delle frisulimiti sciolto sul fuoco.

Per lo gnocco fritto:

In una ciotola porre la pasta madre, aggiungere il sale e qualche cucchiaio di farina (l'impasto deve comunque rimanere morbido. la farina serve solo per aggiungere il sale e ottenere un composto più lavorabile), impastare in modo da fare amalgamare il sale e stendere l'impasto in un rettangolo stretto e lungo di 5 mm circa. Tagliare la pasta in tanti triangoli.
Scaldare l'olio e, quando pronto, aggiungere i triangolini. Questi si gonfieranno e si coloriranno in pochissimo tempo. Un paio di minuti e saranno pronti. Asciugare su carta assorbente e servire subito.
Sono ottimi accompagnati da formaggi e salumi.
Farcire  gli gnocchi fritti con la ricotta di pecora e il patè.


English Version -  Fried dough with pig, oregano and dried tomatos paté


Ingredients: 
2 tablespoons of lard
200 g lean pork
5-6 dried tomatoes
Chili powder, 1 teaspoon
1 handful of oregano
1 tablespoon capers


For  fried dough : 
Sourdough 200g
Salt
Flour as needed
Oil for frying


Direction: 
Cut the pork meat into cubesIn a skillet, melt 2 tablespoons of lardthen add the chopped pork and brown itCombine the dried tomatoes into small pieces, chili and capers.
When the meat is cooked, pour everything into a blender and blend until mixture is smoothIf too thickadd a little 'of lard melted in the fire.

For fried dough
In a bowl place the dough, add salt and a tablespoon of flour (the dough should still be soft. Serves only to add the flour and salt mixture is more workable), mix to blend together so that the salt and roll out the dough into a long narrow rectangle of about5 mm. Cut the dough into triangles.
Heat oil and when ready, add the triangles. Fry until colored. A couple of minutes and will be ready. Dry on paper towels and serve immediately.

Stuffed the fried dough with ricotta cheese and paté.

25 commenti:

  1. L'aggettivo "calabrese" mi faceva presagire qualcosa di piccantoso e stuzzicante ^_^ Un bacione, buona giornata

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    1. In effetti piccantoso come piace a te ;) un bacione!

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  2. Che bellissima idea questo paté regionale !!!!!

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  3. Mi piace! Anche la foto è molto bella!

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  4. Alla fine hai trovato un'ottima soluzione mia cara! Complimenti come sempre :)

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  5. Buoni! li conosco bene.Dalle mie parti si chiamano "frittuli". Che ricordi!!! Complimenti!

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  6. Che meraviglia, perché non è già ora di pranzo?!
    E complimenti per il blog, l'ho scoperto da poco e l'ho già inserito tra le mie letture fisse!
    Ho anche io un blog di cucina, e ho iniziato un nuovo progetto: recensioni di libri di cucina! Spero possa interessarvi! Venite curiosi! :-)

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  7. Che bel viaggio tra i sapori e le usanze della tua terra mi hai fatto fare con questo post.
    Prima o poi un viaggio gastronomico in Calabria non me lo toglie nessuno :)!
    Questo patè piccante dev'essere divino anche se agli antipodi delle diete(giustamente come un buon calabrese che si rispetti ;)) e lo gnocco fritto con la pasta madre veramente da provare!
    Un bacione

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  8. Ciao bella!Mi piace tanto tanto questo patè che profuma di tradizione, anche da noi c’è il rito del maiale e guarda caso ne parlo proprio nel post di oggi!Un ottimo risultato per una sfida mensile non così semplice, bravissima!Mille baci

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  9. accidenti.....devo venire a fare un giro in Calabria!!!! Complimenti per tutto!!

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  10. Gli zii di fab ammazzano ancora il maiale a gennaio ma tra le tante prelibatezze questo patè non mi è mai arrivato, dovrò fargli la ramanzina mi sa =D

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  11. Ho conosciuto un ingrediente nuovo, grazie!

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  12. Bellissimo e gustosissimo veramente questo paté! Io me lo spalmerei su una bella fetta di pane paesano! Gnam!

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  13. Ciao Tery, io ultimamente sono combattuta tra la "tradizione" e la mia solita frase: "povere bestie"..ello mi dice sempre: ma le scatolette di Perla? Già..però la tradizione è qualcosa di diverso e questo post ne è testimone :-)
    Bacione grande Tery :-)

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  14. Sul patè passo ma mi pappo tutte le crescentine e la ricotta di pecora...che se poi fosse fresca fresca di caseificio mi manderebbe in brodo di giuggiole :)

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  15. Spero di riuscire prima o poi ad avere l'esperienza mistica della ricotta appena fatta....:-) : ne sono assolutamente golosa. Eccellente piatto, così legato alla tua terra e ricco.
    Grazie come sempre
    DAni

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  16. Cappero, questo sì che è un patè! O__O

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  17. Ma che bel viaggio nella tua terra che mi hai fatto fare! Non sono mai stata in Calabria e mi hai fatto sognare ad occhi aperti con le usanze ancora vive della conservazione della carne, con i capperi che crescono in qualunque roccia guardi il sole e la ricotta appena fatta… Queste sono cose che mi scaldano l’anima, per me che non le ho mai vissute, perché non ho mai vissuto in campagna, ed ora appena posso mi ci rifugio, e un giorno spero di poterci andare a vivere.
    Ovviamente le frisulimiti non sapevo cosa fossero… E il modo il cui le hai usate per farne un paté tutto calabrese mi piace moltissimo! Gli gnocchi fritti sono una goduria. Complimenti!
    Bacio, Bucci

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    1. Grazie mille Bucci e ti auguro di realizzare il tuo sogno... vivere a contatto con la natura e i suoi ritmi credo che sia una esperienza magica :)

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  18. Originale e delizioso!!!!! Magari avessi passato qualche giorno sulle montagne calabresi...
    Baci

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  19. Grazie mille e un abbraccio a tutte!

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  20. Ma che meraviglia! Questo pate' mi sembra una delizia!

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  21. i Frisulimiti non li conosco ma si conosco benisimo la "matanza del porc" e ne ho un ricordo al quanto impattante, a parte che si faceva davanti a casa! Ma vedendo e leggendo la tua ricetta mi sembra delizioso!

    Eat's lo conosco, ci lavoro di fianco e ci vado quasi ogni giorno! E un posto dove potrei perdermi senza probblemi!

    besos

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