martedì 25 dicembre 2012

Il Vin brulé per un Natale che profuma di buono



Un sereno e caldo Natale a tutti. Un Natale di affetto, di casa e di profumo di buono. 

Vin brulè


sabato 22 dicembre 2012

Il panettone con farina di segale

E' ora che mi sbrighi a pubblicare la ricetta del panettone!! E' già sabato!!! 
Scusate il ritardo ma la sfornata è avvenuta solo 3 giorni fa... poi il tempo di raffreddamento, fai le foto, assaggia e aspetta il giorno dopo per vedere se migliora il gusto come capita sempre.... insomma, il tempo passa in fretta! 
Il panettone di quest'anno l'ho realizzato con l'ausilio di un grande panificatore, Armando Salvetti, che ha fatto scatenare il mondo della rete con la sua iniziativa #iltuopanettone, di cui vi ho parlato qui

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mercoledì 19 dicembre 2012

Lasagne alla zucca gluten-free

Ultimamente mi trovo circondata da gluten-free. In ufficio mangio biscotti gluten-free, a casa mi ritrovo pasta e lasagne e anche nei discorsi entra spesso il senza glutine. Eppure in famiglia nessuno ha problemi di celiachia o intolleranze al glutine, strano no?! 
Un po' c'entra anche il fatto che la DS-Gluten Free ha deciso di farmi assaggiare i suoi prodotti dopo un corso tenutosi qualche mese fa (scrivo sgranocchiando i loro savoiardi, ehmm) ed era inevitabile che mi mettessi alla prova.

Lasagne gluten-free

lunedì 17 dicembre 2012

#IlTuoPanettone: un'iniziativa pensata per la nostra curiosità

Quante volte vi capita di voler realizzare una ricetta ma non siete sicuri del risultato? Quante volte rischiate per poi ottenere una schifezza? 
In questi momenti sarebbe bello avere il sostegno di una persona esperta, in grado di equilibrare la ricetta e di spiegarci quali errori commettiamo. La nostra curiosità di foodblogger, unita alla sapienza di un professionista, non male come prospettiva vero?
Quest'anno ad aiutarci con il dolce di Natale per eccellenza, il panettone, ci ha pensato Armando Salvetti, fornaio bravissimo di cui ho avuto il piacere di assaggiare le meraviglie e vederlo all'opera! 


In occasione della giornata trascorsa insieme in cucina, Armando mi ha regalato uno dei suoi stupendi panettoni alla segale: io non ho mai mangiato tanto rapidamente un panettone!
Un profumo di buono, di naturale, una consistenza soffice e una glassa........... non è che io voglia per forza cantare le lodi di questo prodotto, né di marchetta trattasi, il punto è che sono rimasta folgorata da quel panettone e, quando Armando mi ha parlato della sua iniziativa #iltuopanettone, ho pensato subito alla sua ricetta con la segale!
Il "mio panettone" è diventato un panettone alla segale... con la glassa ovviamente :-)

Volete vedere il risultato?


Armando ha iniziato il progetto con la mia ricetta, quella di Francesca e di Stefania, ma tutti possono prendere parte all'iniziativa e vedere realizzato il proprio panettone! 
Per poter partecipare e proporre il vostro panettone, scrivete sulla pagina Facebook o Twitter di Salvetti Bakery 

Buon divertimento! :-)

giovedì 13 dicembre 2012

Ravioloni di frolla con crema al cioccolato

Ci sono periodi in cui la voglia di scrivere sembra prendere vie diverse dalla mia vita, nonostante poi la penna o i tasti di un computer mi hanno accompagnato sin da quando ero bambina. 
Ho sempre amato scrivere, da piccola fino ai tempi dell'università - che a dirlo così sembra una cosa molto molto lontana - ho sempre avuto un mio diario segreto. 
I miei pensieri, accompagnati da un sottofondo musicale e le pagine bianche diventavano storie in pochi minuti. 
Dopo il diario, è arrivato il blog. Storie diverse, racconti meno intimi, ma sempre un luogo in cui raccontarsi. 
Oltre a questo, però il blog è anche un angolo in cui raccontare di cose che ci capitano, dei tanto dibattuti eventi, di prodotti che riteniamo più o meno buoni e poi di azioni che hanno un senso, come nel caso di progetti umanitari, da associazioni che vivono per aiutare il prossimo.

Ravioli di frolla ripieni di cioccolato

lunedì 10 dicembre 2012

Aspettando il Natale: Fagiano in umido

A volte sembra che gli eventi non capitino per caso. Dovevamo fare l'albero di Natale già da qualche giorno, ma il tempo era sempre troppo poco per dedicarsi. Poi anche un week end fuori saltato. Disdetta, avevo comprato il fagiano che non si trova mia, il gorgonzola cremoso, le mozzarelle finalmente buone, e i fagioli secchi da fare al camino per mangiarli in famiglia. 
Non ti aspetti che da un programma andato in fumo nasca la magia, eppure, neanche a dirlo, mi sono ritrovata seduta al pc e a raccontarvi di quanto i giorni appena trascorsi siano stati perfetti. 
Un pomeriggio trascorso a fare l'albero di Natale, con il solito entusiasmo, ma anche di più. Il primo Natale con Jab è un momento da ricordare. Le prime palline rubate, le foto con il cappello da Babbo Natale, il profumo del vin brulé e anche la neve che fiocca. 
Tutto sembrava essere fatto apposta per noi. 
Una passeggiata al parco e poi, a 2 metri dal portone di casa, i primi fiocchi di neve a salutarci, i primi conosciuti da Jab. :-) 
Per completare il pacchetto, il giorno prima ho avuto anche la fortuna di trovare il fagiano al supermercato, volatile che non mi era mai capitato di trovare prima tra i bancone. Da figlia di ex cacciatore, cuoca di casa e fidanzata di un carnivoro, quel fagiano non poteva che finire nel carrello. 

Fagiano in umido

giovedì 6 dicembre 2012

Filetto di stoccafisso al porro di Cervere

In questo periodo dell'anno essere blogger è ancora più bello del solito. Oltre al fatto che le ricette di Natale prendono il sopravvento, le aziende e le agenzie di comunicazione mandano a casa doni inaspettati, giusto per coccolarci un po'.  Ci sono anche aziende che di coccole ce ne fanno spesso, come ad esempio,  la Norge con il suo carinissimo lunch box per la pausa pranzo.
Certo, è sempre pubblicità, ma se il gesto viene fatto con estrema discrezione, senza fare la minima richiesta e senza neanche specificare dove si trovano i propri prodotti, ecco che un gesto fatto con scopi ben chiari, appare come un pensiero gentile.
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lunedì 3 dicembre 2012

Mousse di cioccolato all'acqua

Da tantissimo tempo volevo provare questo dessert. Un aspetto splendido, consistenza spumosa e due soli ingredienti a comporlo? Prima o poi doveva entrare in casa mia! 
Così, sabato scorso, in occasione di una cenetta in famiglia ho colto l'occasione e, dopo aver letto con attenzione il post di Dario Bressanini, mi sono messa all'opera. Risultato? 
Ho impiegato decisamente più tempo a leggere l'articolo che a prepararlo! 
10 minuti in totale e il dessert era pronto. 
Per i miei gusti che non sono proprio avvezzi a dessert troppo cioccolatosi,  questa mousse, servita da sola, risulta troppo pesante per il palato. Alleggerendola con biscotti o con un pan di spagna intriso con una bagna aromatica, dà sicuramente il meglio di sé. 
In ogni caso, vi consiglio di provarla.... troppo geniale per lasciarsela scappare! 



Ingredienti per 2 persone:
100 gr di cioccolato fondente
100 gr di acqua (nel caso in cui il cioccolato fondente abbia il 34-36% di grassi, altrimenti va fatto il seguente calcolo: (tot gr di grasso presenti in 100 g di cioccolatox100)/34. Nel mio caso il cioccolato aveva il 34-36% di grasso, per cui la proporzione risulta perfettamente corrispondente.)

Procedimento:  
Fondere il cioccolato in una pentola dal fondo spesso a fuoco lento. Quando fuso, versate l'acqua tutta in una volta e amalgamate. Fate riposare qualche minuto per fare agire la lecitina del cioccolato e, a questo punto, ponete la pentola in una insalatiera piena di acqua e ghiaccio e montate con un frullatore a immersione per qualche minuto fino a ottenere un composto spumoso. 
Dividere nei bicchieri e tenere in frigorifero fino al momento di servire. Io ho servito con amaretti sbriciolati. A mio avviso l'aggiunta di un biscotto o di un altro elemento è fondamentale per alleggerire il sapore del cioccolato. 

English Version -  Chocolate mousse
Ingredients: 

100 grams of dark chocolate
100 grams of water (in the case where the chocolate has the 34-36% of fat, otherwise to be done the following calculation: (tot grams of fat present in 100 g of chocolate x 100) / 34. In my case the chocolate have the 34-36% of fat, the proportion is perfectly correspondent.)


Direction: 

Melt the chocolate in a thick-bottomed pan over low heat. When melted, pour the water all at once and mix. Let rest a few minutes to act th lecithin of chocolate. At this point, place the pot in a bowl full of ice and water and mounted with a hand blender for a few minutes until frothy.
Divide into glasses and keep in the refrigerator until ready to serve. I served with crumbled macaroons. I think the addition of a cookie or another element is essential to lighten the taste of chocolate.

mercoledì 28 novembre 2012

Tutti a Tavola....con Cesare Battisti e la spesa al mercato


Arrivata già alla seconda edizione, il week end dell'anno in cui i mercati comunali aprono le porte ai grandi chef lo attendo sempre con ansia. 
I mercati comunali di Milano sono delle realtà a mio avviso molto particolari: un servizio utile e di qualità che varia da zona a zona. Una piccola gioielleria dell'alimentazione se si va nelle zone centrali di Milano, un mercato simile a quelli rionali in zone più periferiche. Quello che però amo, dovunque si vada, è la presenza di una persona che ti serve con competenza e che diventa amico fidato se si è soliti tornare a fare la spesa lì. Un po' come avveniene con il macellaio di fiducia, il panettiere sotto casa e il fruttivendolo che sa sempre ciò che voglio. Queste abitudini, che erano normali per le nostre nonne, non sono sempre meno diffuse in una città come Milano. 

lunedì 26 novembre 2012

Le arancine all'arancia e le arancine shock

Questo mese sembra essere destino che io la Sicilia me la ritrovi ovunque, non che la cosa mi dispiaccia! 
Soprattutto quando si parla di buona tavola, la Sicilia fa venire l'acquolina in bocca a tutti tra cassate, cannoli, arancini, panelle, ecc. ecc. 
Novembre è iniziato con una serie di cene con tema Sicilia, cene della solita saga "Per tutti i gusti" e, tra i tavoli del Westin Palace di Milano, ho potuto assaporare una serie di sfizioserie tutte provenienti dall'isola che guarda la mia terra! :-) 
Pesce spada affumicato con capperi di Pantelleria e  arancia,  Zuppa di cicerchie con verdurine croccanti e bruschetta di formaggio ragusano, tournedos di maialino in veste di pistacchi di Bronte e cous cous con salsa al cioccolato di Modica, per poi arrivare a un biancomangiare di mandorle con crema al pistacchio. Vi è venuta l'acquolina in bocca?! 
Augusto Tombolato, chef di casa, insieme a Alessandro Orefice e a Giovanni Gerratana hanno fatto da apripista al mio mese all'insegna della Sicilia! 

Arancine

Poi, per continuare con il tema, l'MT Challenge ha pensato bene di proporre come ricetta del mese le arancine: e non chiamatele arancini! 
Roberta proviene dalla Sicilia Occidentale, luogo in cui l'arancino è fimmina e noi, da brave sfidanti dell'MTC, seguiamo pedissecuamente le maestre del mese! 
Roberta ha scritto un post da 10 e lode in cui spiega ogni trucco necessario per realizzare l'arancina perfetta. C'è la ricetta dell'arancina al ragù e quella con il prosciutto e formaggio, c'è la lega, la panatura e i consigli per la frittura. Se come me amate le arancine, vi consiglio di andare a leggere il suo post! 
Con me ha funzionato, a quanto pare, erano le arancine più buone che la cavia di casa avesse mai mangiato! 

Arancine
E ora arriviamo alla mia versione, anzi...le mie versioni! 
Questo mese, visto che a me le arancine non piacciono per niente  piacciono tanto :P, ho provato due versioni. 
Una è la versione più scontata e poco simpatica che si potesse trovare, ehmmm... l'arancina all'arancia! 
L'altra invece non è opera della mia testolina, bensì dei bravissimi Francesca e Pietro: è un'arancina shock, colorata dalla vivace barbabietola e insaporita da un erborinato.


Arancine alla barbabietola

Ingredienti per 18 arancine: (copio in parte il procedimento di Roberta)
Per il riso 
1 kg di riso originario
2,5 l circa di brodo vegetale (con carota, cipolla, sedano)
una bustina di zafferano
50 g di burro
50 g di parmigiano grattugiato
una cipolla medio-piccola
olio evo q.b.
sale q.b.


Per il ripieno all'arancia: 
300 g di carne macinata
mezza cipolla, una carota e una costa di sedano
buccia grattugiata di un'arancia
olio evo
vino bianco, mezzo bicchiere
sale e pepe

Per la variante shock: 
una barbabietola
Blu d'Aosta (18 bocconcini)

Per la lega (ne resterà molta, ma occorre poter immergere bene l'arancina)
800-900 ml d'acqua
la metà di farina
una manciata di sale

Per la panatura (ne resterà molto anche qui) 
700-800 g di pangrattato

Per la frittura 
3 l di olio di semi di mais (o comunque abbondante per poter friggere in olio profondo)


Procedimento: 

Il riso va preparato con qualche ora d'anticipo, perché al momento della preparazione delle arancine dev'essere ben freddo.

Preparare il brodo vegetale con gli aromi. Una volta pronto, rimuovere la carota, il sedano e la cipolla di cottura e sciogliere lo zafferano nel brodo. Regolare di sale.

In un tegame capiente, dare un giro abbondante di olio evo e fare appassire la cipolla tagliata finemente. Versare il riso e fare tostare un pochino. Versare nel tegame buona parte del brodo, non tutto in modo da poterne aggiungere all'occorrenza regolandosi in funzione del tipo di riso e della sua cottura. 
Fermare la cottura quando il riso sarà al dente e si presenterà piuttosto compatto (ovvero non dev'essere cremoso come un tipico buon risotto!). Immergere il tegame nel lavello riempito d'acqua fredda (evitando che l'acqua entri all'interno) e mantecare con il burro e il parmigiano grattugiato. Se serve, per abbattere la temperatura ed evitare che il riso continui a cuocere, rinnovare l'acqua fredda dentro il lavello.
Una volta tiepido, versare il riso dentro una teglia e lasciare da parte affinché raffreddi completamente. Poi coprire con carta d'alluminio e conservare in frigorifero per almeno 3-4 ore.



Anche il ragù è bene prepararlo in anticipo, sia per comodità sia perché anch'esso dovrà essere freddo al momento della preparazione delle arancine.

Per il ragù all'arancia:
Tritate le verdure e fatele rosolare in olio evo. Unite la carne e fatela colorire su ogni lato. Sfumate con il vino bianco. Unite qualche cucchiaio di acqua, fate cuocere per una decina di minuti, salate, pepate, unite la scorza grattugiata dell'arancia e spegnete.

Per il condimento alla barbabietola:
Sbollentate la barbabietola in acqua bollente finché diventa morbida. A questo punto scolatela e frullatela fino a ottenere una purea. Prendete un terzo del riso precedentemente preparato e amalgamatelo con la purea di barbabietola. Tenete da parte fino al completo raffreddamento. 
Tagliate il formaggio in bocconcini e tenete da parte anche questi. 

A questo punto, si parte con la preparazione delle arancine! 

Prima di tutto disporre a portata di mano tutti gli ingredienti necessari e attrezzarsi di vassoi, teglie, scodelle…. la preparazione delle arancine è una specie di catena di montaggio (bella in compagnia!) che diventa più piacevole, o comunque meno stressante, se preventivamente organizzata.

Cominciare dalla preparazione della "lega". Si tratta della pastella di acqua e farina che serve a sigillare l'arancina e a creare una base per la panatura con il pangrattato che aiuterà a conferire doratura, spessore e croccantezza al punto giusto. Versare l'acqua in una scodella profonda, aggiungere la farina, una bella manciata di sale e amalgamare bene con una frusta. Tenere da parte e passare alla creazione delle arancine.

Ci sono vari modi per formare e farcire le arancine, questo secondo me è il procedimento più semplice anche per chi le fa per la prima volta ed è anche quello che consente di organizzare e distribuire meglio il lavoro. Perché in pratica bisogna prima fare tutte le sfere o gli ovali, poi fare il buco, poi farcirle. 

Premesso che le arancine possono essere enormi (da noi c'è un Bar che fa anche l'arancina-bomba!), normali (che comunque sono grandi!) e mignon (di solito come antipasto… o per la colazione dei palermitani più virtuosi!), con una mano prendete un po' di riso in base alla grandezza dell'arancina che desiderate. Poi, girando con tutte e due le mani, formate una palla se volete farle alla carne, oppure date una forma ovale se volete farle al burro. Se volete farle miste, conviene comunque procedere facendole prima tutte in un modo e poi nell'altro.
Posate la "futura" arancina su un vassoio e ricominciate fino a terminare il riso. Lasciatele riposare per una mezz'ora, in modo che raffreddino (anche se il riso era freddo di frigo, col calore delle mani si saranno un po' scaldate) e che il riso si compatti rendendo poi più facile la farcitura.

Tenendo la palla di riso con una mano, con il pollice dell'altra mano create un buco in alto e al centro e cominciate ad allargarlo spingendo sia verso il basso che sui lati. Posate nuovamente la palla di riso sul vassoio e passate alle altre, fino a completarle tutte. 
Se prevedete di fare anche quelle ovali, procedete con queste prima di passare al ripieno delle precedenti. In questo caso, con il pollice occorre fare una pressione al centro per lungo, spingendo anche in questo caso verso il basso e sui lati.

A questo punto passare alla farcitura. Procedere prima con tutte le arancine di un tipo, poi con tutte quelle dell'altro tipo.
Con la punta delle dita prendere un po' di ragù e inserirle all'interno del buco precedentemente creato. 
Poi chiudere l'arancina: un po' spingendo "la conza" - il condimento - verso il basso, e un po' cercando di portare in avanti il riso per chiudere l'arancina. Girare l'arancina tra le mani per darle la forma e per rendere la superficie liscia e compatta, senza buchi o piccole fessure. Posare l'arancina con il ripieno sul vassoio e passare ad un'altra, fino a completarle tutte.

Al termine, lavare le mani e ripetere l'operazione con un eventuale secondo ripieno.
Con le arancine alla barbabietola fate lo stesso, ma nell'incavo inserite il formaggio erborinato. 

Quando tutte le arancine saranno pronte sul vassoio, passare alla "lega". Dare qualche colpo di frusta alla pastella per riprendere l'amalgama di acqua e farina e a questo punto immergere singolarmente le arancine dentro la lega, poggiandole poi sul vassoio, fino al completamento dell'operazione per tutte le arancine. Io preferisco separare lega e panatura per fare in modo che la lega scoli un pochino dall'arancina al vassoio e non finisca a fiotti dentro il pangrattato creando un mezzo pappone che poi finisce sulla superficie delle arancine. Scolando, tra l'altro, la lega resta uno strato sottile, sottile sarà la panatura e sottile e croccante sarà la crosticina finale. Naturalmente la lega non deve asciugare troppo, quindi se si devono fare 4658479857858569 arancine magari è il caso di prevedere più step di lega-panatura.
E ora la panatura.
Versare il pangrattato dentro una teglia e, ad una ad una, passare ogni singola arancina dentro il pangrattato, pressandole bene con le mani per "saldare" bene lega e pangrattato, per rendere compatta la superficie delle arancine e, all'occorrenza, per riprenderne un pochino la forma.
E finalmente la frittura!
Versare l'olio in una friggitrice o in un tegame piuttosto alto. Quando l'olio sarà ben-ben-ben caldo, immergere le arancine per 2-3 minuti o comunque fino a quando non risulteranno dorate in superficie.
Servire subito ben calde!

venerdì 23 novembre 2012

Di quanto la scuola è scadente e corrotta - Vol.1

Tornare a scuola in età adulta fa vedere le cose da un punto di vista diverso. 
No, ricapitoliamo: essere una mente pensante, qualunque età si abbia, consente di riconoscere la realtà per quella che è. Nuda e cruda. 
Vedere la realtà con gli occhi più esperti, porta ancora ulteriori effetti quali ad esempio, diversamente dai 16 anni l'impossibilità di mandar giù bocconi amari senza dire la propria e senza cercare in ogni modo di cambiare le cose.

La scuola a 28 anni si è mostrata con la sua faccia più brutta. Quella del menefreghismo, della non curanza, della scarsa qualità. Ancora quella dell'ignoranza, della frustrazione, dell'arroganza e della corruzione.
Per descrivere in poche parole: paradossale, sopra ogni immaginazione.

Già al momento dell'iscrizione, avevo notato il tono canzonatorio nei confronti di una "laureata che torna alle superiori". Ma visto il caso unico, se non raro, ho preso la mia considerazione e l'ho messa da parte.

Fino a quando mi sono resa conto che il tono irriverente non riguardava solo me, ma tutti indistintamente. La parola dello studente non conta, se poi si tratta di adulti del serale, vale ancora meno di quella dei quindicenni del diurno (con tutto il rispetto per i ragazzi del diurno!): si sa, la gente studia e lavora solamente per piacere, non certo per raggiungere un obiettivo e poter crescere professionalmente.

Più volte mi sono sentita dire "Ma è un serale, la gente lavora, non puoi aspettarti più di tanto". Partendo dal fatto che lo studio è un diritto, sottolineando che le ore tra serale e diurno sono le medesime, come anche i programmi di studio, non capisco veramente quale sia la vera differenza: i professori che non hanno voglia di lavorare o gli studenti che non desiderano apprendere?
L'unica cosa che so per certo è che, questi ragazzi, già maggiorenni e già lavoratori, sono tra i banchi di scuola per conoscere una professione e, una volta arrivati al diploma, entreranno definitivamente nel mondo del lavoro. Se non saranno adeguatamente preparati, non sarà solo colpa di quanto impegno ci hanno messo, ma anche della qualità che i professori hanno dato alle loro lezioni.
Professori impreparati, diversi in una sola classe. E' lecito e normale chiedere agli studenti se è il caso di approfondire i termini di indirizzo di una lingua straniera? No, non sono gli studenti a doverli approfondire meglio, è il prof a dover studiare.
Professori che leggono dai libri e argomentano con frasi identiche ai libri. Va bè.
Interrogazioni così serie da esser fatte con la proiezione delle slide sulle esatte domande richieste agli studenti: al liceo sarei stata sicuramente molto felice di questa modalità di interrogazione, a 28 anni no.

Qualità e tempo: ore da 50 minuti. 20 minuti in ogni singola ora persi per fare l'appello e preparare il materiale da presentare agli studenti. 30 minuti rimanenti per le spiegazioni, anche 25, visto che poco prima del suono della campana la frase standard è "visto che mancano 5 minuti continuiamo la prossima volta".

Qualità e tempo. Poi c'è il Rispetto.
Episodi continui, uno dietro l'altro, in cui il rispetto e l'educazione sono venuti meno.
Arrivare a scuola per fare niente, avere verifica e trovarsi in un'aula con 2 classi e neanche sufficienti sedie per sedersi. Il tutto mentre altri professori vagano vagano per la scuola senza alcun impegno.
Entrare in cucina e non trovare gli ingredienti per poter realizzare il menù: sei ore di cucina non passano tanto rapidamente senza aver nulla da fare.
Spesa non fatta, ingredienti spariti e accuse a noi studenti e anche ai colleghi professori.
Il razzismo esiste: nella mia scuola tra diurno e serale.

Paradossi. Da dove inizio?
Dalla tassa obbligatoria che in realtà è volontaria o dal fatto che le iscrizioni senza tale tassa non vengono accettate?
Dal fatto che i professori ricevano minacce....da altri professori o dal fatto che i verbali delle assemblee spariscano da anni misteriosamente?

A quanto pare alcuni Prof. hanno tanti santi in paradiso.
E anche gli assistent. Perché quando si incontrano persone che si permettono di passare sopra Professori e studenti, calpestando la voce degli altri, passando sopra le gerarchie e andando a toccare aspetti personali di un altro, pretendendo di aver ragione e ricevendo anche la ragione da chi queste cose non le ha vissute, mi fa pensare che la corruzione e i favoritismi esistono.
E' la scuola, è il sistema italiano, è la vita che deve essere per forza fatta di ingiustizie?
Io, tutti i miei compagni, siamo lì per imparare, non per subire.
Trascuro la mia famiglia, la mia vita, i miei impegni per scelta, una scelta forte visto che i titoli di studi non mi mancano, tuttavia, proprio per questo posso decidere di mollare in ogni momento. I miei compagni no.
Ci sono ragazzi che si alzano alle 5 ogni mattina per andare al lavoro,correre dopo qualche ora verso la scuola per non arrivare in ritardo e tornare a casa a sera inoltrata. C'è chi di lavori ne ha 2.  Queste persone non meritano più di questo?


....E poi c'è l'infinità di cibo buttato, perché non si può neanche regalare alle mense dei poveri, ma qui non c'entra la scuola. Qui entra in campo un sistema molto più grande e il triste, esagerato consumismo che caratterizza la nostra era. 

mercoledì 21 novembre 2012

Pastificio Gentile e Senatore Cappelli. Un'unione che fa la forza.

C'è sempre un buon motivo per festeggiare. Uno di questi è l'unione di 2 prodotti di eccellenza: la pasta Gentile e il grano Senatore Cappelli, unione - lasciatemi dire - che farà festeggiare anche il nostro palato. 
Io, che di semola di grano duro ne faccio scorte in Calabria per non rimanere a secco in Lombardia, solo per sentire quel profumo di grano che difficilmente ha la farina commerciale, sono entusiasta all'idea di una pasta, che già di per sé è squisita, realizzata con il Grano duro per eccellenza, il Senatore Cappelli. 

lunedì 19 novembre 2012

Crostata...dal cuore morbido


In questo ultimo periodo il mio tempo è sempre troppo poco, sono sempre di corsa, con lunghe file di arretrati di impegni più o meno superflui e con impegni che si incastrano uno dentro l'altro. 
Con questi ritmi incalzanti e tempo tiranno, pure le torte sono riuscita a incastrare ;-) 

mercoledì 14 novembre 2012

Due giorni da Gente del Fud

Ci sono eventi a cui non si può mancare e uno di questi è il Salone del Gusto di Torino, evento che raccoglie produttori d'eccellenza provenienti da tutta Italia, da tutto il mondo. 
Quest'anno c'era un motivo in più per esserci: Gente del Fud
Eravamo tanti, una miriade di blogger in giro per il Salone del Gusto e tutti eravamo lì per un motivo: cucinare, presentare, scoprire, conoscersi, tutto nello stand della Pasta Garofalo e di Gente del Fud. 

Arrivo con 2 settimane di ritardo a scrivere questo post, ma non potevo esimermi dal raccontarvi il mio salone, come l'ho vissuto e come lo ricordo. 
Eventi di questo tipo mi fanno tornare a casa sempre carica e piena di entusiasmo dopo ore vissute circondata da ciò che amo, prodotti gourmet, persone che amano la cucina, mangiare, viverla e conoscere sempre di più. Solo l'assenza della famiglia fa desiderare di tornare a casa.
Che la passione è una grande spinta si sa, ma che questi momenti la animano e la rinvigoriscono ogni giorno, questa è un'altra storia, nient'affatto scontata.


lunedì 12 novembre 2012

Tortino al cioccolato dal cuore morbido

Questo lunedì arrivo con una ricetta che non è per niente una novità. Di tortini dal cuore morbido è invasa la rete, sono l'emblema del dessert goloso, tanto da essere usati anche nelle pubblicità o quando c'è da invogliare i consumatori. Tortini al cioccolato ovunque.
Per questo motivo è bene avere la ricetta di questa delizia nel ricettario di casa, sempre a portata di mano. Poteva mancare nel mio "e-ricettario"??
Quindi oggi beccatevelo per la milionesima volta!


venerdì 9 novembre 2012

Un week end all'Hotel Milano

Ci sono volte in cui essere blogger porta tante cose belle: tipo avere una amica - e questo fa già parte delle cose belle, anzi, tra le più belle - che ti manda un invito per un week end per 2 persone da trascorrere in un hotel splendido, con attività di ogni tipo, posizionato in un contesto che rianima il cuore.
Questo è l'Hotel Milano, Alpen Resort completo di Spa e area meeting sito nel cuore del bergamasco, a Bratto, località meta di gite, week end e settimane bianche per tutti i lombardi e non solo!
Arrivando lì e vivendo per 24 ore dentro e intorno all'Hotel ho avuto la sensazione di trovarmi nel cuore del paese. Locale per il brunch domenicale, spa in cui le amiche trascorrono il pomeriggio. L'hotel Milano, oltre a essere un luogo ospitale per tutti i turisti, sembra voler fare una coccola anche a coloro che ogni giorno passano di là.
Normalmente sono abituata a pensare all'Hotel come un luogo estraneo a chiunque ci viva intorno. Come se vivesse di vita propria, in maniera avulsa dal contesto.
Con gli eventi organizzati da Carlo Vischi, ho imparato che l'hotel può essere una risorsa per i cittadini, ma purtroppo tali potenzialità non sono ancora riconosciute nel pensiero comune, ma non per gli abitanti di Bratto a quanto pare!

Arrivati in Hotel abbiamo subito fatto un tour con macchina fotografica alla mano dopo essere stati accolti calorosamente dallo staff dell'hotel.
Prima tappa al Lounge Bar, con un angolo Champagnerie interamente dedicato allo Champagne Philipponnat. Già dopo 5 minuti eravamo arrivati all prima chicca dell'hotel :-)


martedì 6 novembre 2012

La Svizzera nel piatto: il vincitore


Dopo i ringraziamenti per tutta la passione e l’impegno che ci avete mostrato in questo mese di contest, ora non rimane che proclamare il vincitore!
Prima però, una premessa è d’obbligo: abbiamo ricevuto una valanga di ricetta, una più bella dell’altra.
Grazie a questo contest ho scoperto ricette della tradizione italiana di cui non conoscevo neanche il nome. Altre mi sono tornate alla mente (e allo stomaco, lasciatemelo dire! ;-) ) con il desiderio di farle rientrare nella mia cucina.
Ne abbiamo viste di tutti i colori, comprese ricette che con la tradizione italiana c’entrano poco: si sa che noi italiani siamo anarchici e molto creativi, e sono convinta sia proprio questo a renderci interessanti!
D’altro canto però,  io sono una italiana atipica e la precisione svizzera mi ha sempre ammaliato. Amo che i tempi dei mezzi siano sincronizzati l’uno con l’altro, amo che nulla sia lasciato al caso e amo la cura con cui viene gestita ogni cosa. Sarà questo che ha fatto entrare nella mia vita la Svizzera più e più volte?

Ora però è il momento di lasciare spazio al vincitore e di esultare con lui!
La scelta è stata ardua, ma sono felice di dire che noi giudici ci siamo trovati in accordo su ogni singola votazione. Questo mi fa credere che abbiamo preso la giusta decisione!
…............E voi cosa ne pensate???





Libera ci ha conquistato all’unanimità con i suoi gnocchi di pane pensati in ogni dettaglio e realizzati con ingredienti d’eccezione, offerti dai nostri boschi durante l’autunno.
Ingredienti stagionali, del territorio, spontanei e anche poco conosciuti nel caso dell’Achillea.
Inutile dire che l’interpretazione ha soddisfatto al meglio tutti i criteri di valutazione:
Libera ha realizzato un piatto che lascia cogliere subito la sua originalità, tuttavia rispetta la tradizione e non la sconvolge. : un piatto nuovo, perfettamente integrato con il suo territorio.

Ora non rimane che correre tutti da Libera per festeggiare con lei e poi, seguiteci il 14 novembre per il suo cooking show finale nella Città del Gusto del Gambero Rosso!
Intaserò i vostri social di Tweet e Instagrammate!

Prima di chiudere solo un ultimo ringraziamento d’obbligo ai Formaggi della Svizzera che hanno pensato questo contest in ogni dettaglio e con cui ho lavorato fianco a fianco per tutto questo tempo supportandoci in ogni momento. Grazie per averci fatto giocare con voi! :-)

lunedì 5 novembre 2012

La torta di Maria: ciambella con bagna all'uva fragola

Ho conosciuto Maria quest'estate per un evento speciale, un incontro con altri foodblogger e appassionati di cucina da Piero, nella sua bellissima Fattoria San Sebastiano. Quel giorno l'atmosfera è stata allegra, sana, gioiosa. Eravamo lì come se ci conoscessimo da sempre. 



Oltre ai food blogger, c'era anche Maria, una appassionatissima di cucina che delizia me e tutti i suoi amici anche a distanza, riempiendoci di foto e pensieri dolcissimi. 
Una dolcezza che la caratterizza e che si percepisce subito quella di Maria, una persona solare e generosa che rimane per forza nel cuore :-) 
Tra le tante ricette che ci ha mostrato su facebook, c'era anche questa ciambella,  una ciambella con bagna ai mirtilli che vi presento oggi in una versione leggermente rivisitata.
Dopo aver visto questa ricetta, ho ricevuto in dono un cestello di uva fragola che ha messo in moto subito la mia testolina, alla ricerca della ricetta perfetta che potesse permettermi di sfruttarla al meglio.
Il lavoro mentale mi ha condotto senza troppe difficoltà alla ciambella di Maria che aveva svegliato la mia gola già al primo sguardo. 

Maria, che ne dici di aprire un blog anche tu?? 
Almeno non sarei costretta a chiederti la ricetta per ogni foto che pubblichi! :-)



Ingredienti per una tortiera da 20 cm:
200 g di farina
70 g burro
3 uova
mezza bustina di lievito
3 cucchiai di zucchero
latte qb
una presa di sale

Per la bagna:
300 g di uva fragola
100 g di zucchero
 2-3 cucchiai di acqua
qualche goccia di limone

Procedimento: 
Ammorbidire il burro morbido con lo zucchero, unire le uova e montare con una frusta elettrica. Unire la farina, il sale e amalgamare. Unire il lievito sciolto in un dito di latte. 
Se l'impasto risulta troppo denso, aggiungete un filo di latte fino a raggiungere una consistenza cremosa. Tagliate in 2 qualche acino di uva fragola, eliminate i noccioli e tenete da parte. 
Versate il composto in uno stampo da ciambella e, sulla superficie disponete gli acini, schiacciandoli leggermente nell'impasto. Fate cuocere in forno a 180°C per circa 30 minuti, fino a doratura. 
Lasciate raffreddare su una gratella. 

Lavate l'uva fragola e mettetela in una pentola insieme allo zucchero, il limone e l'acqua. Fate cuocere finché la frutta si spappolerà e si ridurra in marmellata. A questo punto passate con un passaverdura manuale il tutto, in modo da ottenere una crema liscia. 
Quando la torta sarà completamente fredda, versarvi sopra la marmellata di uva fragola prima di servire. 

English Version -  Ring Shaped Cake with sweet grape cream

Ingredients: 

200 g of flour
70 g butter
3 eggs
half a bag of yeast
2 tablespoons sugar
milk as needed
a pinch of salt

For the syrup:
300 g of strawberry grapes
100 g of sugar
2-3 tablespoons of water
a few drops of lemon

Direction: 

Soften the butter with the sugar, add the eggs and whip with an electric mixer. Combine flour, salt and mix. Combine the yeast dissolved in a drop of milk.
If the mixture is too thick, add milk until they reach a creamy consistency. Cut in two a few grapes grape, remove the kernels and set aside.
Pour the mixture into a loaf cake and, on the surface you have the grapes, crushing them lightly into the dough. Bake at 180 ° C for about 30 minutes, until golden brown.
Let cool on a wire rack.

Wash grapes and place in a saucepan with the sugar, lemon and water. Cook until the fruit is mashed and it will reduce jam. At this point passes with a manual mill the whole, to obtain a smooth cream.
When the cake is completely cool, pour the strawberry grape jam before serving.

giovedì 1 novembre 2012

Finisce il contest La Svizzera nel piatto!


L'ultimo appena trascorso è stato un mese intenso e superformaggioso. Un mese all'insegna di Formaggi dalla Svizzera e di mucchine rosse che hanno invaso la rete! 
Più di 100 partecipanti e tante richieste di iscrizione ricevute oltre la scadenza: non so se è record, ma sicuramente ci siamo vicini! 
In questo mese ci avete fatto divertire, viaggiare per le tavole d'Italia e conoscere tante nuove ricette nostrane, nonostante il re del piatto fosse un formaggio della vicina Svizzera. 
Una pioggia di lasagne, ravioli e parmigiane, ognuna interpretata in modo originale e diversa! Siete stati grandiosi, lasciatemelo dire! :-)




Non solo ricette, ma anche foto stupende piene di bianco e rosso. Siete riusciti a usare i gadget in modo creativo, originale e...delizioso! 
Ci avete fatto ridere, ridere e ancora ridere con quella simpatica mucchina! 
Commenti di ogni tipo, amore incondizionato e scatti di qualunque genere per la nostra mascotte rossa e bianca. :-)  Fabio e Annaluisa, ne sapete qualcosa vero??? 

Bando al romanticismo, oggi sono qui per dire che "IL CONTEST E' FINITO", le ricette sono state pubblicate, i form compilati e i voti sono già in lavorazione. 
Ci dispiace tanto per chi non è riuscito a unirsi e non ha potuto pubblicare la ricetta per tempo! Speriamo di ricevere comunque un vostro feedback sulla bontà dei formaggi! 

In questi giorni, approfittando del ponte, avremmo tempo di valutare le vostre ricette al meglio, per poi proclamare la madrina dell'edizione 2012!

Il 6 novembre sveleremo il nome del vincitore e, a quel punto, saremo pronti a festeggiare e a gioire con la/il foodblogger premiato! 

Il blogger vincitore sarà protagonista di uno showcooking a Napoli il 14 novembre, in occasione di un grande evento organizzato dai Formaggi dalla Svizzera e potrà preparare in diretta la propria ricetta per il pubblico della Città del Gusto del Gambero Rosso.
Il premio comprende anche il soggiorno a Napoli e le spese di viaggio.

Ma prima di salutarvi vi lascio i riferimenti per vedere e rivedere ciò che è accaduto in questo mese attraverso le immagini:
- Su Pinterest trovate tutte le foto delle ricette in gara!
- Sulla mia pagina di Facebook trovate la raccolta di tutte le foto passate su Instagram pubblicate dai partecipanti. 
Speriamo vi facciano divertire, come hanno fatto con noi! 

martedì 30 ottobre 2012

Circondata da risotti: risotto al parmigiano e broccolo piccante

In questi giorni mi sono trovata diverse volte a stretto contatto con il risotto, in particolar modo grazie all'Acquerello Risotto World Summit, un evento nato per celebrare uno dei piatti più famosi della cucina italiana, il risotto. 
L'evento ha rappresentato la tappa conclusiva di una gara che si è mossa in diverse città del mondo: Hong Kong, New York e Mosca. Milano e il Grand Hotel Villa Torretta è stata la sede perfetta per concludere la gara: una sfida all'ultimo chicco, in cui 8 chef hanno portato in tavola 8 splendidi risotti che univano alla perfezione tradizione e creatività.  
Fabio Baldassarre (Unico, Milano), Andrea Gabin (La Mondina, Lodi), Sergio Vineis (Il Patio, Biella), Carmine Calò (Il Salviatino, Firenze), Paolo Trippini (Trippini, Terni), Athos Migliari (Locanda La Chiocciola, Ferrara) e gli internazionali Olivia Bonomi Todorov (New York), Bruno Marino (Mosca) e Eyck Zimmer (Hong Kong), questi gli chef in gara e per concludere, anche una risottata fuori gara preparata dal presidente Marco Sacco.

domenica 28 ottobre 2012

Un altro anno

Un altro anno è passato e man mano mi avvicino sempre di più ai 30...età fatidica! 
Intanto, quello che vorrei per questa giornata, per trascorrere il mio passaggio ai 28 anni, è solo una giornata semplice, in famiglia, con i miei amori, fidanzato e cagnolino. 
Un po' di coccole, un film da domenica pomeriggio e la possibilità di alzarmi con calma...cosa che il peloso di casa ha reso un po' più complicata :-)


mercoledì 24 ottobre 2012

Grandi Cuochi all'Opera

Ci sono posti nel mondo in cui la povertà è ovunque, è la normalità. Ci sono posti in cui la povertà spesso non è visibile, ma esiste, si muove senza farsi notare e poi ci sono luoghi come Milano, in cui la povertà ci passa accanto ogni giorno e, come se niente fosse, noi andiamo avanti con le nostre vite. 
A Crotone non esistono i "clochard" e le uniche persone che si trovano a chiedere l'elemosina in strada sono "gli zingari", cosiddetti "nomadi" che vivono in simpatiche villette costruite accanto al liceo che frequentavo. Una finta povertà dettata dalla cultura. 
Arrivare a Milano a 18 anni mi ha fatto vedere quello che fino ad allora avevo guardato in tv o durante qualche week end di passaggio in qualche grande città. Viverlo ogni giorno cambia la prospettiva.
Dopo quasi 10 anni di vita nella città meneghina mi meraviglio ancora nel vedere i senzatetto per strada, ragazzi giovanissimi a chiedere l'elemosina e le prostitute nel freddo della notte.
Tutto a Crotone accade più nascosto, meno evidente o semplicemente meno presente.


lunedì 22 ottobre 2012

Lo strudel a 6 mani

L'unione fa la forza. Questo motto è spesso sulla bocca della gente, ma a volte viene utilizzato in accezione negativa... nel senso dell'opposto "chi fa da sè fa per tre". 
Invece questo è il caso in cui l'unione ha dato ottimi risultati (guardate la foto)... non vi pare? 

sabato 20 ottobre 2012

Torino da turista per Aperitò

Sono stata a Torino diverse volte nella mia vita, ma mai mi sono soffermata a guardarla con gli occhi da turista. A dir la verità, per come l'avevo vista non l'avevo mai neanche amata.
Mi sembrava una città grigia, un po' cupa. Tutto il contrario di quello che ho rivisto ora.
CIMG6018
La vista dalla Mole Antonelliana

venerdì 19 ottobre 2012

Parmigiano Reggiano night

Mentre il mio blog in questo periodo pullula di formaggi svizzeri, oggi sono qui a parlarvi di un evento legato al formaggio italiano per eccellenza,  il Parmigiano Reggiano, protagonista di una serata tutta particolare: una cena 2.0!
Chiunque si muove nella rete e ama il Parmigiano potrà realizzare una ricetta con il Parmigiano Reggiano oppure il Risotto Cacio e Pepe che Massimo Bottura ha creato appositamente per questo evento e pubblicare la foto della ricetta il 27 ottobre, ora di cena, sulla pagina Facebook
Sarà una degustazione tutta virtuale e soprattutto, la prima cena web 2.0 della storia! 

martedì 16 ottobre 2012

Giornata mondiale dell'alimentazione

Oggi è la giornata mondiale dell'alimentazione e, dopo aver vissuto una esperienza con Action Aid che mi ha messo all'opera per la realizzazione di un menù sano e etico, mi sento particolarmente coinvolta nel ricordare questo giorno. Io che già normalmente ci tengo a seguire un regime alimentare che sia etico, ho avuto modo di approfondire ulteriormente il problema legato all'alimentazione, a una alimentazione consapevole soprattutto. 
Nella campagna promossa da Action Aid, sono rimasta ferma a leggere una frase presente in questa locandina che vedete sotto che mi ha lasciato attonita: "925 milioni di persone nel mondo vanno a letto con la pancia vuota"... mentre una famiglia "benestante" normalmente butta nella pattumiera cibo ogni giorno, alimenti che garantiscono la vita. 
Rabbia è l'unica parola che mi viene in mente quando penso a questo tale controsenso. 


lunedì 15 ottobre 2012

Il pane dolce del sabato

Questo mese l'MT Challange è andato a toccare proprio uno dei miei temi preferiti, i lievitati, ma non uno a caso, bensì una ricetta che ha un significato molto particolare. La ricetta in questione è il pane dolce dello Shabbat, tipica ricetta Kosher che riempie le case per la colazione o la merenda del sabato. 
Nella versione originale, quella presentata da Eleonora, il ripieno di questa treccia è fatto di uvetta o uvetta e mela, mentre la copertura è data dai semi di sesamo o di papavero.

venerdì 12 ottobre 2012

Lagane e ceci

La pasta e ceci è un piatto che ho sempre amato,  già da quando ero bambina. 
Probabilmente ero una bambina un po' atipica: mangiavo con piacere il minestrone, le lenticchie e i ceci. L'unico piatto che non riuscivo a mandar giù era la pasta e fagioli. 

Lagane e ceci

mercoledì 10 ottobre 2012

Il Trentino Per Tutti i Gusti

Mentre ormai Per tutti i gusti è approdato in Alto Adige, io sono qui a parlarvi di ciò che è accaduto il mese scorso in occasione dell'incontro con la cucina del Trentino. Tutto sempre organizzato dall'impegnatissimo Carlo Vischi nel contesto dello Sheraton Hotel di Malpensa, nelle cucine del ristorante Il Canneto. 

Quello che vi aspetta? 
- Grandi Chef
- Piatti da leccarvi i baffi
- Prodotti d'eccellenza
- Tante foto :-)



L'appuntamento pomeridiano inizia con lo chef Stefano Bertoni del ristorante Castel Toblino che ci colpisce subito con 2 piatti realizzati con i pesce di lago dell'azienda ittica Trota Oro.
Lo chef nelle sue ricette utilizza il pesce di lago a evidenziare il legame della sua cucina con il territorio, ma mostra anche una spiccata creatività e ricercatezza. 
Come prima ricetta ci ha presentato il Tonno di lago con un accompagnamento di ceci, presentandoci la trota come un pesce dalle grandi caratteristiche, proprio come il tonno di mare. 
Io, che adoro i pesci di acqua dolce, sono completamente d'accordo con lo chef! 



La seconda ricetta è stata dedicata ad un secondo pesce di lago, il Luccio con verdure saltate in padella e salsa gardesana.... in realtà nel suo ristorante lo chef è solito accompagnare il luccio con porcini e patate. Non male vero? 
A completare il piatto in maniera divina, qualche listarella di limone candito: un accostamento perfetto!





Alfio Gezzi, chef della Locanda Margon di Trento, è stato uno dei motivi per cui ci tenevo particolarmente a essere presente. 



Il suo nome è conosciuto e di lui se ne parla come un grandissimo chef. Durante lo showcooking ci siamo resi conto perché: mentre lavorava a ritmi inarrivabili per qualunque comune normale, ci ha descritto nel dettaglio i procedimenti e ci ha dato tanti consigli per ottenere dei piatti perfetti.  Per l'occasione ha realizzato un fantastico piatto di "Gnocchi al Trentingrana stravecchio, cannella e miele di melo dell’Azienda Agricola Thun.



E qui lo chef fa una menzione speciale per la patata di montagna, l'unica che utilizza per ottenere gli gnocchi e io, da buona calabrese, dico che Alfio Ghezzi ha profondamente ragione. Io sono abituata ad usare le patate della Sila, "patata d'alta quota", un tipo di patate che rende in maniera eccezionale negli gnocchi, fritte e in molte altre preparazioni. Provare per credere ;) 
Altra cosa assolutamente da provare è l'accostamento degli gnocchi con il miele di melo e la cannella: sono rimasta estasiata, colpita dal connubio di sapori e dalla bontà del miele di melo. Da provare!! 

Prima di salutarci, Alfio Ghezzi prepara un secondo piatto conosciutissimo: “Riso e bollicine”, un piatto creato ad hoc per il ristorante delle Cantine Ferrari, la Locanda Margon, caratterizzato da un  risotto arricchito da un formaggio erborinato, il verde di Montegalda, e dal Ferrari Perlé Rosé.

Da notare il piatto: realizzato appositamente per questo piatto, in modo da ricreare una sorta di bicchiere.



Dopo Alfio Ghezzi è stato il turno del giovanissimo Diego Rigotti, chef del Maso Franch, che è una promessa nel panorama dei grandi chef. 



I suoi piatti mostrano una sapiente cura e raffinatezza e non si può che mostrare ammirazione di fronte al suo Muscolo di agnello con millefoglie di zucca e gelatina grappa o ai suoi Spaghetti Monograno Felicetti cotti in maniera atipica, lasciandoli a mollo in brodo per diverse ore. 




E dopo una new entry nel panorama degli chef, passiamo a uno chef con 2 stelle michelin già da anni, Alfredo Chiocchetti dello Scrigno del Duomo



Da subito chiarisce che non è abituato a parlare, ma a lavorare e a noi questo è più che sufficiente visto che il suo lavoro lo fa con precisione e maestria. 
Per noi ha preparato Gnocchi con ragù di mortandella e miele di rododendro e........ non posso dirvi il secondo perché purtroppo son dovuta scappar via!  Di certo so di essermi persa un grante piatto....e anche una grande cena subito dopo! 



In un solo pomeriggio ho scoperto l'esistenza della mortandela, ho visto all'opera Alfio Ghezzi, mi sono innamorata del miele di melo e ancora di più del suo accostamento con il Trentingrana. Avrei anche gustato un'ottima cena secondo le voci di chi è rimasto... a volte c'è altro da fare, però, per non lasciarvi con un racconto a metà, vi rimando al resoconto di Maria Cristina ;)

lunedì 8 ottobre 2012

Torta senza glutine al cioccolato e mandorle

Prima delle vacanze estive un'amica mi ha regalato un libro che, quando aveva letto, l'aveva riportata con il pensiero a me. "La cucina del buon gusto" effettivamente mi ha fatto ritrovare spesso in pensieri del tipo "Fa proprio come me", "Sembro io", ecc. ecc. Francesca non poteva sbagliare!

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giovedì 4 ottobre 2012

Tartare di manzo, una lunga disquisizione

Per fare bene i compitini, questo mese mi sono messa a studiare! In questo caso la scuola di cui parlavo lunedì non c'entra nulla, ma sto parlando della collaborazione con Fernando, collaborazione che potrebbe essere banalmente chiamata "E mo' che ti inventi con questo vino?" :-)))
Grazie a Groupon, famoso sito di deal che offre promozioni e offerte molto vantaggiose basate sugli "acquisti di gruppo", ho avuto modo di seguire un corso di degustazione di avvicinamento al vino che quantomeno ha chiarito le tante informazioni sommarie e poco chiare che vagavano nella mia testa. Se trovate ancora qualche coupon in giro vi consiglio di buttarvi!
Groupon ha seguito alla perfezione l'acquisto e nel giro di 10 giorni ero già tra i banchi per seguire il corso.



mercoledì 3 ottobre 2012

La Svizzera nel piatto - Fase 2

Dunque, ieri sera è scaduto il tempo per le iscrizioni e siamo arrivati a quota 106 iscrizioni!!
Siamo felicissimi di essere così tanti e soprattutto sentirvi così partecipi!
E siamo molto contenti anche perché, oltre al formaggio, la mucchina ha avuto molto successo! Lei si sente un po’ una star e ora che farà anche la modella nelle vostre foto si sentirà ancora più vip! Però attenzione a non farle montare troppo la testa… :-)

Oggi quindi, oltre che per ricordarvi tutte le regole per procedere nella realizzazione della ricetta,  sono qui anche per ringraziarvi a nome mio e del Consorzio dei Formaggi dalla Svizzera per l’interesse mostrato verso il concorso La Svizzera nel piatto.
Siamo sicuri che le vostre ricette ci lasceranno a bocca aperta!!

 

Ma ricapitoliamo. Ora avete i formaggi (o vi arriveranno a breve), quindi cosa fare?
Innanzitutto create, pensate alla vostra/e ricetta/e e pubblicatela/e sul vostro blog.

Nella realizzazione della ricetta vi ricordo di tener conto di questi criteri:
la ricetta o le ricette, che potranno essere al massimo 2, dovranno essere inedite;
- la ricetta deve appartenere alla tradizione italiana e va reinterpretata con un formaggio svizzero;
- ogni ricetta potrà essere realizzata con un solo formaggio o con entrambi. Se decidete di partecipare con due ricette, potete utilizzare lo stesso formaggio per entrambe o un formaggio diverso per ogni ricetta.

La ricetta che creerete dovrà essere pubblicata sul vostro blog entro il 31 ottobre inserendo:
testo e foto della ricetta stessa, ricordandovi di inserire la simpatica mucchina o le bandierine nella foto;
- il logo del contest nel vostro post e nella barra laterale del blog;
- i link a questo post e al sito Formaggi dalla Svizzera.

A questo punto, se realizzate una sola ricetta, inviateci il link al vostro post, utilizzando il nuovo form che trovate a questo link: www.switzerland-cheese.it/lasvizzeranelpiatto/ e segnalate la vostra ricetta anche con un commento sotto questo o questo.
ATTENZIONE: se realizzate 2 ricette, attendete di pubblicare entrambe le ricette prima di inviare il form!

Il contest terminerà a mezzanotte del giorno 31 ottobre. Le ricette inviate oltre questa data non saranno accettate.

Le ricette partecipanti verranno valutate secondo alcuni criteri di valutazione:
attinenza al tema del contest,
appetibilità della ricetta,
creatività e particolarità della ricetta,
appeal fotografico e del piatto.

Per tutti gli altri dettagli sui premi e su ciò che è accaduto fino a ora vi rimando qui.
Mentre trovate il regolamento completo a questa pagina.  

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