giovedì 30 giugno 2011

Crema al limone leggera

Stato di grazia, ecco il modo per definire la mia serata di relax, musica, coccole e film. 
Iniziata con Cars guardato mentre cenavamo sul divano e con conseguente massaggino alle gambe. 
Proseguita con qualche chiacchiera virtuale tra amici, un po' di musica di sottofondo e il tutto è completo. 
Serve altro per essere felici? 
Sono così in uno stato di grazia che, abbandonati definitivamente i panni da stirare, ho deciso di prendere in mano la penna, no ehmmm... la tastiera, e dedicarmi ad un post non previsto. 

Non vorrei esagerare, ma sono già alla seconda serata di grazia e, quasi quasi, ho paura che possa rompersi questa magia da un momento all'altro! 

Ma iniziamo da ieri? 
Le mie serate di relax completo sono iniziate con un incontro al femminile, chiacchiere, cibo "commovente" e le coccole di Cesare Battisti del ristorante Ratanà
Barbara, Claudia & Claudia, Silvia, Alice e Ilaria, le mie compagne per la serata. Una serata di riposo dalla famigllia, dal blog, dal lavoro e anche dalla macchina fotografica. Solo pensieri, risate, chiacchiere e progetti per il futuro. 
Il tutto in un contesto perfetto, il Ratanà, rinomato ristorante milanese che ci ha lasciato a bocca aperta con i suoi risotti! O meglio, commossi.
E per rendere ancora più romantico il tutto siamo rimasti anche a lume di candela.... i black out di Milano in questo hanno aiutato! 
Black out o no, nulla avrebbe potuto distrarci dal nostro momento di pace! 

E il mio idillio è continuato... stasera! Con un accogliente divano, le coccole di casa, una cena tra i cuscini accompagnata da una bottiglia di vino, un buon film e qualche chiacchiera tra amici. 

E poi? Serve altro?
Ah si, manca il dolce!
Questa crema al limone probabilmente diventerà il must dell'estate. Fresca, leggera, semplice da realizzare e con ingredienti che in casa non mancano mai.
L'avevo già utilizzata per il paris-brest, ma la riporto in una versione ancora più leggera. Credo proprio valga la pena di modificare la ricetta di partenza!
Un dessert light e fresco per l'estate può sempre esser utile!



Ingredienti per 3 persone:
300 gr di acqua
1 uovo (in origine: + 1 tuorlo)
30 gr di maizena
100 gr di zucchero (in origine 200)
1 limone (scorza grattugiata e succo)
10 gr di addensante per gelati (si trova al supermercato nella zona per preparati per budini. Tranquilli, nulla di particolarmente chimico! ) oppure aumentate la dose di maizena di altri 15 gr o, ancora meglio, se avete della farina di semi di carrube.

Procedimento: 
In una casseruola porre l'acqua, lo zucchero, il succo e la scorza del limone. 
In una ciotola sbattere l'uovo con la maizena e l'addensante. Unire al composto di acqua e porre sul fuoco, cuocendo a fuoco lento finché non si addensa. 
Quando la crema ha raggiunto la consistenza desiderata spegnere e lasciar raffreddare (difficilmente si crea anche la patina dura in superficie, ma per evitarlo basta mescolare di tanto in tanto). 
Quando fredda l'ho divisa in ciotole da macedonia e ho aggiunto la frutta fresca e qualche fogliolina di menta per decorare.
Questa crema può essere tranquillamente usata per farcire torteo come crema per le tarte. 



mercoledì 29 giugno 2011

Tortillas-taragne con insalata di fagioli tondini e pomodori

Avete presente quei giorni in cui avete voglia di qualcosa, ma.... Volete cucinare, ma..... Cercate un'idea, ma.... 
Insomma, c'è sempre un "ma" di troppo che disturba e rende quei momenti insopportabili. 
L'unica possibilità è dedicarsi ad altro che distragga o trovare una soluzione all'arcano...sempre che ci si riesca! 
Ecco, ho iniziato così il pomeriggio in cui sono nate queste tortillas. Avevo voglia di qualcosa di estivo, ma.... avevo voglia di cucinare, ma...... allora, sapendo che non avrei trovato altri "ma", sono andata dritta da lei
Milena mi avrebbe dato sicuramente una risposta!
E difatti di idee ne ho trovate a non finire e, prendendo un po' di qua e un po' di là , sono arrivata a fare comporre questo piatto, diverso da entrambe le originali, ma ottimo per una cena estiva! 



Per i fagioli tondini devo invece ringraziare Saretta che mi ha fatto di dono di fantastici legumi della sua zona, il lago di Bolsena e la provincia di Viterbo. Tutti saporiti, sodi e polposi. Negli ultimi mesi, grazie a lei ho ritrovato il piacere di una buona minestra o insalata di legumi. Quando si dice la qualità! 



Ingredienti (per 3 tortillas rotonde di 16 cm)
100 gr farina bramata + farina grano saraceno (il classico preparato per polenta taragna)
50 gr semola di grano duro
60 gr acqua (eventualmente aggiungerne un po' per ottenere un impasto ben sodo)
2 cucchiai di olio evo
1 pizzico di sale

Procedimento:
Impastare tutti gli ingredienti e, quando avrete ottenuto un'impasto sodo e non troppo molliccio, dividere in 3 palline e lasciar riposare per 10 minuti.
Stendere le palline su carta forno e poi cuocere in una padella antiaderente per 1-2 minuti per lato.
Il risultato sono tortilla croccanti, come quelle triangolari (tortilla chips) servite insieme alla salsa piccante come aperitivo.

Per l'insalata di fagioli:
100 gr fagioli tondini (io tondini gradolesi)
2 pomodori perini
1 cipollotto
Olio evo
Qualche cucchiaio di aceto bianco
Sale e pepe

Procedimento:
Cuocere i fagioli lasciandoli ben sodi (io 13 minuti in pentola a pressione) e, quando cotti scolarli bene. 
Tagliare i pomodori a quadretti di circa 1 cm e il cipollotto a fettine sottili. Unire i fagioli ai pomodori e cipollotti e condire con olio, aceto, sale e pepe. Servire in accompagnamento alle tortillas. 

PS. Le tortillas sono buonissime anche insieme a questo gazpacho

lunedì 27 giugno 2011

Brownies ai frutti di bosco

Brownies, come è possibile non amarli?
Cioccolatosi, profumati, versatili, ma soprattutto, fondenti. La cosa che più adoro dei brownies è la loro consistenza in bocca. Scioglievole, è come una coccola per il palato, riempiono la bocca e la avvolgono sprigionando il sapore intenso di cioccolato. 
E' questo il pensiero che, una domenica mattina,  mi ha portato verso questo dolce, proprio quando mi aspettava un pomeriggio tra amici. Non amici qualsiasi, ma un pomeriggio al cospetto di un'amica golosa, golosissima di cioccolato, lei
Il brownies si è piazzato con forza nella mia testa e mi sono messa alla ricerca di una ricetta che mi convincesse per quel giorno. 
Per questo brownies-afternoon, mi era subito balzata in mente la versione cheesecake, ma ahimè, non avevo il formaggio. Così, mi sono catapultata dal cavoletto, ricordando una ricetta di poco tempo fa.... ah sì, ma non era un brownies, ma un blondies!! 


Il passaggio dal cioccolato bianco al fondente è stato un attimo e da ciliegie a frutti di bosco di cui ne ho sempre una scorta nel congelatore, ancora più immediato. 
Risultato? Questa torta si realizza in un attimo, con uno sforzo minuscolo e si adatta facilmente alle vostre voglie estemporanee. Meglio di così! 
L'unico problema... mi sono dimenticata che lei, non ama i semini! Quali semini? Quelli della frutta di bosco! 
D'ho!



Ingredienti:


Farina 180g
Cioccolato fondente 180g
Zucchero 120g
Burro 100g
2 uova
Lievito per dolci, una punta
1 tazza di frutti di bosco misti

Procedimento
Far sciogliere il burro e il cioccolato in microonde. Versare la farina in una ciotola, aggiungere lo zucchero, il lievito, un pizzico di sale e mescolare. Unire il cioccolato fuso con il burro e le uova e mescolare con un cucchiaio fino a ottenere un composto uniforme. Versare il tutto in una teglia quadrata o rettangolare (Sigrid una teglia quadrata da 24 cm, io rettagolare un po' più lunga e stretta). Disporre i frutti di bosco sul dolce e farli affondare nell'impasto. Cuocere in forno caldo a 180°C per circa 30 minuti o finché la superficie non sarà dorata. Lasciar raffreddare completamente e tagliare a quadrettini prima di servire.

venerdì 24 giugno 2011

Pane comune

Era da tanto che non tornavo con una ricetta di pane e mi sembrava proprio il caso di pubblicarne una. 
Il motivo non è solo questo in realtà, ma la scelta è dovuta anche alla frequenza con cui questo pane finisce in forno in casa mia. 
E' semplice da fare, non necessita di troppo impegno e dà tanta soddisfazione.
Fare il pane in casa mi ha fatto ritrovare il piacere anche di mangiarlo (cosa di cui in realtà non ce n'è affatto bisogno) come facevo in Calabria, con la mia amata pagnotta di grano duro. 
A Milano, nonostante i forni sono una cosa eccezionale, ci ho messo un po' ad abituarmi al consumo del pane. Panini di tutti i tipi, ogni tanto qualche pagnotta, pane di Altamura, ma nulla, davvero nulla, che somigliasse al "mio" pane di Cutro
So che penserete "Maddai è solo pane", ma quando ci si abitua ad un pane con determinate caratteristiche, con una farina eccellente, una crosta perfetta e la mollica bella consistente, insomma, quando ci si abitua al pane di Cutro, nulla può reggere il confronto. 
E qui possiamo partire con l'esaltazione delle baguette, del pane pugliese, di quello biscottato siciliano, ma io sono cresciuta a pane di Cutro e per me, meglio di questo non ce n'è. E lo so che anche se fa parte dei pani migliori d'Italia, sono soprattutto le mie emozioni a parlare! Checivoletefa'?? Sono sentimentale! :)
A Crotone e provincia, questo pane è praticamente una istituzione: non esiste un crotonese che non sia pane-di-Cutro-dipendente e che non ne senti la mancanza lontano da casa.
E difatti, per non perdere la fama di mangioni-affezionati-a-casa, questo pane viene anche esportato in diverse "colonie calabresi" sparse per l'Italia. Anche io ogni tanto riesco a trovarlo al mercato vicino casa! 

Il pane di Cutro è una delle tante cose che noi calabresi abbiamo elevato a perfezione e di cui non potremmo farne a meno. 
Ad esempio, provate a parlare di Brasilena ad un mio conterraneo, me compresa.
E tra l'altro, al momento sono letteralmente in fase di estasi per una scoperta appena fatto: per inserire il link alla parola Brasilena udite udite (ovviamente mi rivolgo soprattutto ai calabresi espatriati) : La Brasilena vende online!!!!!!!!! Bella notizia eh? 
Va bè, dopo questo approccio alla notizia immagino che abbiate già capito quanto morboso sia il legame verso questa bibita... Non credo ci sia bisogno di altre parole!

Breve digressione per dire, questo pane si avvicina al pane di Cutro e quindi, per la mia felicità, continuo a farlo e rifarlo, sperando che, prima o poi, insieme al pane compaia magari anche una spiaggia e il giardino di casa :-)



Ingredienti:

600 gr di farina (200 gr manitoba, 400 gr semola)
50 gr di lievito madre
1 cucchiaino di malto
2 cucchiaini di sale
350- 400 gr di acqua

Procedimento:
Sciogliere il lievito madre e il malto in acqua. Quando sciolto unire la farina e, infine, quando questa sarà assorbita, il sale sciolto in poca acqua.
Impastare fino ad ottenere una palla omogenea (10 minuti circa) e mettere a lievitare per tutta la notte o finché non triplica.
Al mattino prendere l'impasto, formare un rettangolo semplicemente stendendolo leggermente con le mani e dare un giro di pieghe del primo tipo.
A questo punto avete 2 strade:
1. Formare un filone
2. Formare una pagnotta

1. Dopo aver dato le pieghe, arrotolare 2 lembi presi dal lato opposto a sé e iniziare ad avvolgerlo, avvicinandovi verso di voi, fino ad ottenere un salsicciotto. Porre in uno strofinaccio con la chiusura in alto e porre a lievitare per 2/3 ore in una teglia da plumcake. 

2. Dopo aver dato le pieghe, chiudere l'impasto a libro, prendendo i 2 lati corti e piegandoli verso il centro. Cercate di dare una forma tonda facendolo roteare leggermente con le mani. Porre in uno strofinaccio con la chiusura in alto e far lievitare per 2/3 ore in una teglia da torta. 

Trascorso il tempo di lievitazione, scaldare il forno al massimo con pietra refrattaria e, quando caldo, rovesciarvi sopra l'impasto in modo che la chiusura vada sul fondo. Formare un taglio a croce sulla pagnotta o 2-3 tagli obliqui per il filone e far cuocere per circa 45 minuti. 

Far raffreddare su una gratella prima di servire. 

Io per spolverare il piano, quando do le pieghe e formo il pane, utilizzo una farina grezza  come farina di mais bramata, farina di grano saraceno o semplicemente semola di grano duro. Questo darà un risultato ancora più rustico. 

mercoledì 22 giugno 2011

Trofie fatte in casa ai frutti di mare

Qualche giorno fa ho avuto un pomeriggio in cui l'unica cosa che avrei fatto era tenere le mani in pasta. 
Impastare a mano, sentire la farina sotto le unghie, giocare con la palla di acqua e farina fino a che non diventasse una palla bella liscia ed elastica. 
Così ho impastato a mano il pane, ma non era ancora sufficiente. 
Allora ho deciso di fare anche la pasta. Almeno lì oltre all'impasto c'era anche la formatura e quindi qualche ora di pace nella mia cucina, magari un film di sottofondo e la serenità che solo fare la pasta in casa può dare. 
L'idea delle trofie nasce dall'amore del mio ragazzo per questo formato... o semplicemente dalla sua capacità di vivere di pasta e pesto senza mai stancarsi! 
Così ho impastato, tirato, arrotolato l'impasto.... e soprattutto tentato disperatamente di formare trofie senza alcun risultato per circa mezz'ora! Giuro, stavo per cambiare formato, quando finalmente eccole... le prime trofie iniziano a prender forma e da lì è stato un percorso in discesa! In poco tempo avevo riempito tutti i vassoi di pasta e non avevo più imprecato dietro a pezzetti di impasto che non volevano proprio decidersi a diventare trofie!! 



Una parte di queste trofie è ovviamente finita con del pesto, mentre un'altra parte è andata ad accogliere un buon sugo di pesce con una crema di zucchine che lo rende ancora più gustoso e avvolgente. 
L'idea di questa crema di zucchine nasce da un piatto che mangiavo ogni estate da ragazzina a Santa Maria di Leuca, in Puglia, ogni volta che dalla Calabria ci dirigevamo in barca verso la Grecia. 
La sosta lì era d'obbligo, non solo perché è un punto a metà verso tra le due, ma anche perché in un hotel della zona si potevano mangiare i buonissimi "spaghetti alla Ramirez"... un piatto di spaghettoni accompagnato da un delicato, quanto saporito sugo ai frutti di mare con appunto una crema di zucchine. Se ci penso, mi viene ancora l'acquolina in bocca! :-)

Ingredienti:

Per la pasta:
100 gr di farina integrale
400 gr di semola di grano duro
250 gr di acqua (circa)
1 pizzico di sale

Per il sugo:
Un misto di calamari, cozze, vongole e gamberetti (circa 2 pugni)
Olio evo
2 pomodorini pizzutelli
1 spicchio d'aglio
1 peperoncino
2 zucchine baby
1 bicchiere di vino bianco
1 cucchiaio di prezzemolo tritato

Procedimento: 

Per la pasta: 
Impastare tutti gli ingredienti fino ad ottenere una palla omogenea e liscia. 
Per la formatura mi è stato molto utile questo video. In pratica staccare un pezzetto di pasta, diciamo all'incirca grande quanto un'unghia. Formare un serpentello ponendo il pezzetto di pasta sotto il palmo della mano e spingendolo in avanti (lontano da voi). Da questa posizione porre un lembo della pasta sotto l'attaccatura del pollice e tirarlo verso di voi con un movimento obliquo. 
A parole è difficile, ma il video sarà sicuramente più escplicativo. Io ci ho messo mezz'ora per imparare il movimento, ma una volta appreso è semplicissimo farli! 

Per il sugo:
Soffriggere l'aglio e il peperoncino nell'olio. Tagliare a pezzetti piccoli piccoli i pomodorini e unirli all'olio. Unire i pesci e sfumare con il vino bianco. Appena il tutto è pronto spegnere.
A parte bollire le zucchine e, quando cotte, frullarle fino ad ottenere una crema. Eventualmente unire un po' di acqua di cottura se necessario.
Unire la crema al sugo e, quando sarà il momento, unire la pasta, far saltare aggiungendo un filo di olio crudo, spolverare di prezzemolo tritato e servire.



E oggi non posso proprio non parlare della cena di ieri sera al Radisson Blu Hotel di Milano organizzata in collaborazione alla casa editrice Gribaudo - Il Gusto .
Una serata a base di pasta Gerardo Di Nola, pastificio di Gragnano, lo chef Antonio Pisaniello e lo chef di casa Dario Abbate.

Mi sono innamorata di tutti  i piatti della serata:

Terrina di reginette (o mafaldine) con verdure e coulis di pomodoro (Dario Abbate)

Linguine cacio e pepe con piselli e menta selvatica (Antonio Pisaniello)

Mezzi paccheri con patate, totani e limone di Sorrento (Antonio Pisaniello)

Foto di MariaElena Assante

Cassata siciliana su lumacone e granita al caffè (Dario Abbate)

Per quanto riguarda la pasta, io mi sono sciolta per le linguine. La pasta Gerardo di Nola è trafilata al bronzo, lavorata a basse temperature e con una lenta essiccazione. Il tutto per una pasta rustica, ruvida, che si lega con il sugo.
Io, non ho mai amato particolarmente le linguine, ma queste.... sono davvero ottime! Si legano al sugo, sono rustiche come piace a me e "spesse", che si sentono in bocca e danno consistenza al piatto. Con il condimeno, cacio e pepe con la dolcezza dei piselli e la freschezza dei piselli hanno creato un piatto perfetto, equilibrato e che dà completa soddisfazione al palato. In più una nota croccante di piselli fritti insieme al formaggio dava una nota croccante e saporita al piatto.

Foto di MariaElena Assante 

E poi, altro piatto che ha lasciato il piatto è stato il dolce: la stucchevolezza della cassata smorzata e alleggerita dal lumacone di pasta. E chi l'avrebbe mai detto? Un dolce perfetto!

Sapete poi cosa mi ha colpito? 
Lo chef, Antonio Pisaniello. La sua passione e l'amore per la sua terra è coinvolgente. Sentirlo parlare per un paio di minuti al massimo è servito per desiderare di vedere i luoghi in cui vive, conoscere i prodotti del territorio e i piatti tipici. 
Sarà che il "patriottismo" e l'amore per la propria terra caratterizza anche il mio modo di essere, ma a me, Antonio Pisaniello è piaciuto tantissimo. 
Sentirlo anche emozionato come se parlasse di fronte ad un pubblico enorme, sentire l'amore per casa sua...come si può non sentirtsi coinvolti? 



lunedì 20 giugno 2011

Cookies allergy-free

Mi sembra di non esserci da una vita, in realtà è sono passati solo 4 giorni... quanto è strana la concezione del tempo a volte!
Approfittando dell'arrivo di un'amica in città mi sono presa qualche giorno di vacanza e, come se fossi partita per qualche mese, rimettermi al computer richiede un po' di sforzo.
Questi giorni me li sono goduti appieno, ho fatto pochissimo e ho approfittato per recuperare un po' di tempo perso con un'amica speciale. A volte questi momenti sembrano quasi regalarti un viaggio fuori dallo spazio e dal tempo, come se null'altro conta al di fuori di quello che accade nelle 4 mura in cui ci si trova e alla fine è come risvegliarsi nuovi e più vitali. Sarà che per me fermarsi è sempre una cosa strana? E sarà soprattutto che l'amicizia - quella vera - riempie la vita?

Parlando di amicizia non potevo non mostrarvi questi cookies. Pensati - appunto - per un'amica che si è trovata a non poter mangiare una infinità di prodotti! Con il salato è facile trovare delle alternative, ma un dolce che non contenga uova, farina di grano, lievito, cioccolato, caffè, latte e burro....beh, l'impresa non è semplice!
La prima cosa a cui ho pensato è stato un crumble realizzzato con la margarina, ma mi piaceva l'idea di trovare  qualcosa che rendesse più semplice anche fare colazione. Pensa e ripensa, sono comparsi magicamente  i cookies nella mia testa. Ho preso la ricetta originale e l'ho modificata per renderla allergy-free ed ecco a cosa sono arrivata.... cosa ne dite?



Cookies anti-intolleranze

Ingredienti:
210gr di farina di farro
75 gr di zucchero
80 gr di zucchero di canna
1 pizzico di bicarbonato
135 gr di margarina
Mezza bacca di vaniglia
30 gr di fiocchi d'avena
Mirtilli essiccati

Procedimento:

In una ciotola mescolare la margarina a temperatura ambiente e lo zucchero normale e di canna con le fruste elettriche. Unire la vaniglia e di seguito aggiungere, con un cucchiaio, la farina, il bicarbonato. Se l'impasto vi risulta troppo asciutto unire 1-2 cucchiai di acqua. Infine mescolare all'impasto i mirtilli essiccati e i fiocchi d'avena.
Formare delle palline di impasto, aiutandosi con un cucchiaio (può essere utile quello per formare le palline di gelato).
Porre le palline nel congelatore per mezz'oretta (questo passaggio rende i biscotti più morbidi e migliora anche la forma che prenderanno in forno) e poi disporre su una teglia ad una buona distanza l'una dall'altra (cuocendo si allargano e appiattiscono) e cuocere in forno a 180° per una decina di minuti. I biscotti dovranno sembrarvi ancora crudini quando li sfornate, altrimenti diventano molto duri e non più friabili come dovrebbero essere. 
Rispetto ai cookies classici questi non "si abbassano", ma rimangono a palletta, per questo a metà cottura li ho leggermente appiattiti con una paletta. 

mercoledì 15 giugno 2011

Frittelle di paccheri alla sorrentina

Forse è un vizio. Forse sono troppo italiana. Forse ho una fantasia limitata.
Intanto anche questo mese, come per le polpette svedesi, ho tradotto un piatto straniero proposto per l'MT Challange in chiave tricolore. Dite che è una patologia? Probabilmente sì, o eccesso di nazionalismo, in ogni caso queste "frittelle di paccheri" ce le siamo divorate in ben poco tempo e alla fine mi sono resa conto di averne fatte troppo poche per soddisfare completamente palato e golosità.
Per consolarci, diciamo pure che si avvicina la prova costume e facciamo finta che ce ne freghi qualcosa.... il fatto che ogni anno arrivi impreparata, avendo fatto 2 giorni di sport con la convinzione che "questa volta sarò costante" e poi ritrovarmi a buttare la spugna perché capisco che "no, lo sport non è affatto per me", potrebbe  tranquillamente far capire la mia posizione a riguardo. I sensi di colpa ci provano a farmi impegnare, ma poi sono troppo poltrona (in realtà troppo impegnata a fare altro - tipo impastare il pane o stendere la sfoglia) per arrivare davvero pronta alla prova costume. 
Conclusione:  niente scuse, ho solo sbagliato dose! Di paccheri ne dovevo friggere di più! 
E sì, chi sarà con me al mare, troverà ancora quei bei cuscinetti piazzati lì! Sono morbidi e io ci sono affezionata! :P 




Ingredienti:

Paccheri (io ho fatto 4 a testa, ma è stato uno stuzzichino eh!)
1 pomodoro ben sodo
1 mozzarella

Per la pastella (Quella di Acquaviva, come previsto):
125 gr. di farina 00 a basso contenuto di glutine + qualche cucchiaio per infarinare
circa 200 ml. di acqua ghiacciatissima (ideale è lasciarla in frigo con qualche cubetto di ghiaccio fino a che si è sciolto)
1 tuorlo d'uovo



Per il sugo:
Salsa di pomodoro
Olio evo
1 spicchio d'aglio
Qualche foglia di basilico

Procedimento:
Iniziate a cuocere i paccheri, scolandoli un paio di minuti prima del termine della cottura. 
Mentre la pasta cuoce preparare il sugo facendo soffriggere l'aglio nell'olio. Aggiungere la salsa e far cuocere per una quindicina di minuti (o a seconda di quanto vi piace cotto, per me potrebbe star lì per ore!). Un attimo prima di spegnere il fuoco aggiungete il basilico e date una mescolata.
Tagliare il pomodoro e la mozzarella a cubetti piccoli e riempire i paccheri.

A questo punto preparare la pastella:
(Copio il processo di Acquaviva)Per la pastella di solito si usa acqua in quantità doppia della farina, ma il segreto sta nel setacciare un paio di volte con cura la farina e versarla in un contenitore trasparente, quindi disporre il tuorlo in un uguale recipiente e versarvi sopra tanta acqua ghiacciata quanta ne serve per raggiungere lo stesso livello della farina. La vera dose dell'acqua dipende dalla dimensione del tuorlo, nel mio caso per 125 gr. di farina ho usato 180 ml. di acqua ghiacciata.
(Attenzione: gli eventuali cubetti di ghiaccio vanno levati dall'acqua prima di usarla perché non devono entrare in contatto con l'uovo.)


Sbattere l'uovo con l'acqua (usando un paio di bacchette di bambù) e quando è ben amalgamato unirvi  in un solo colpo la farina setacciata.
Mescolare lentamente e per poco tempo, per evitare che la pastella diventi collosa, non importa se restano dei grumi.



Passare i paccheri nella pastella e friggere in olio di semi ben caldo. Quando dorata asciugare su carta assorbente e servire caldi accompagnati dalla salsa di pomodoro. 


lunedì 13 giugno 2011

Plum cake romantici e serata reale





Oggi un attacco di romanticismo! Il perché siano romantici si spiega da solo, vero? 
Rossi, cuoriciosi, con le ciliegie che rendono ancora più magico il tutto.... non so, questi plum cake mi sanno di pic nic sull'erba, su una coperta di lana e una tovaglia a quadretti. Magari un cestino di vimini, piatti della nonna e posate con il manico in madreperla. I commensali? Due innamorati che nonostante gli anni che passano si ritrovano sempre lì a guardarsi con gli occhi persi l'uno nell'altro e il desiderio di stupire ogni giorno. Ok, forse il mio sogno sta andando troppo oltre, ma spero tanto di ritrovarmi tra 60 anni così, con il mio ragazzo, magari marito per allora, con le rughe intorno agli occhi a guardarci come se fossimo ancora ventenni, in piena fase di innamoramento. 
E con questo, chiudo il mio momento di idillio, per passare a questi pirottini che hanno una storia, non sono solo carini e romantici :-)
Sapete da dove arrivano???? Ben da Zurigo! 
Il week end tra blogger di marzo realizzato grazie alla Zurigo Turismo, ci ha regalato non solo momenti da sogno, ma anche momenti di ricerca culinaria (ovviamente!), in cui 5 foodblogger sono state sguinzagliate in giro per la città per negozi di casalinghi, cibarie e supermercati! 
Non potete immaginare con quanta roba siamo tornate a casa........ In tutto il bottino c'erano anche loro, gli "stampini fighi" come dice Saretta, che sono stati agguantati e divisi tra me, Saretta e...... una terza foodblogger bravissssssssssima!!! Vi dico solo che le sue fotografie fanno innamorare tutti, anche i cuori più duri! 
Insomma, diviso il bottino, ci siamo ripromesse di fare un post comune per ricordare questi momenti... e allora eccomi qui, con i miei stampini fighissimi e i ricordi del momento in cui abbiamo avvistato e immediatamente infilato nel carrello con l'aria di chi ha vinto un grosso premio al lotto! :P   



La ricetta di questi plum cake l'ho trovata qui, ed erano così carini che ho deciso di farli subito!!

Ingredienti: (le tazzine intendono quelle da caffè)
2 uova
2 tazzine di zucchero
2 tazzine di olio (però per il gusto sicuramente molto meglio il burro!)
2 tazzine di latte
6 tazzine di farina
1 cucchiaino di lievito
Scorza di limone
1 pizzico di sale 
1 pugno di ciliegie snocciolate

Procedimento: 
Fondere il burro e aggiungere la scorza di limone e, quando freddo togliere la scorza di limone. 
Montare le uova con lo zucchero, poi aggiungere il burro, il latte e la farina setacciata con il lievito. Snocciolare le ciliegie e alcune tagliarle a metà da mettere sulla superficie dei plum cake per decorare.
Riempire gli stampini o uno stampo da plum cake imburrato e far cuocere in forno a 180° per 20 minuti.


Passando anche ad altro.... ricordate che vi avevo parlato dell'evento a cui partecipato alla Venaria reale di Torino con chef stellati tra cui Massimo Bottura???
Ecco, il 10 giugno è stato il grande giorno e, a distanza di qualche giorno, sono ancora emozionata a pensare alla bellezza e l'eleganza della Venaria. La parole non possono essere abbastanza per descrivere la sensazione di trovarsi lì. Una volta entrata lì ed essermi riempita gli occhi di tutto questo, avrebbero potuto servire anche una pizza congelata e io sarei tornata a casa in ogni caso felice come una pasqua!
Invece, per completare l'opera, non solo il contesto era da favola, ma anche il cibo, il vino e l'organizzazione.



La serata, a cui ho partecipato con Manuela e Stefano Fornaro (Fornaro Casalinghi vi dice nulla?),  si è tenuta nella Galleria Grande della Venaria Reale, con 60 tavoli pronti ad ospitare un totale di ben 600 persone!! Avete presente 600 persone tutte insieme? Tutte da servire ai tavoli senza far raffreddare le portate e senza troppa attesa?  Per me è un'impresa titanica!
Lo staff di sala era diretto alla perfezione, schiere pronte in file perfette di camerieri pronti a ricevere i piatti per portarli in tavola e un direttore li orientava verso un tavolo piuttosto che un altro. Mai vista prima una organizzazione del genere!

Dopo un aperitivo a buffet con ottimo vino e soprattutto ottimo culatello, mortadella, salame e parmigiano con aceto balsamico tradizionale di Modena, ecc. ecc... accompagnato da cantanti lirici che riempivano la sala, si è arrivati nella Galleria grande dove è stata servita la cena.

Anolini del dito mignolo in crema densa di parmigiano reggiano di bianca Modenese (Chef Massimo Bottura)



Maccheroni al torchio ripieni di anguilla affumicata delle Valli di Comacchio, ostriche selezione Consorzio Pescatori di Goro, crema di spinaci (Chef Aurora Mazzuccchelli... che ci ha concesso anche un'intervista!)


Punta di vitellone bianco dell'Appennino Centrale I.G.P. glassata alla riduzione di Malvasia di Parma, erbette fondenti (Chef Ugo Romani)



Yo-yo di zuppa inglese (Chef Matteo Berti)


Un grazie speciale va a Francesca Martinengo e alla sua collaboratrice Clio, ufficio stampa che si occupa dell'evento, che ci ha supportato e aiutato per la partecipazione a questo evento.

giovedì 9 giugno 2011

Il tempo delle ciliegie

Sì, lo so. Era “Il tempo delle mele”, ma per me è arrivato proprio il tempo delle ciliegie, una montagna di ciliegie!
Lo scorso week end, approfittando del ponte, ho passato 4 giorni in campagna. Nonostante il mal tempo – eufemismo per dire il “diluvio” – il mio ragazzo ed io, armati di stivaloni da pioggia, scala e cestini di vimini, siamo riusciti a darci alla raccolta di ciliegie.


martedì 7 giugno 2011

Pinzimonio di gazpacho

Finalmente torno all'opera dopo 4 giorni fuori dal mondo e un primo giorno di ritorno al lavoro in cui, ancora, non avevo le sufficienti "energie" per riprendere i contatti con tutto il resto. Quando vado nella casa di campagna del mio ragazzo mi sembra di essere catapultata in un'altra dimensione e poi, il ritorno, ha bisogno di calma, di andare un passetto per volta per riprendere possesso di tutta la tecnologia di cui vivo. 

Riconnessa con il mondo, arrivo finalmente con una nuova ricetta. Qualcosa però di semplicissimo, in linea con il mio mood ancora vacanziero e ozioso, e anche fresco, colorato ed estivo, per colmare il mio desiderio di estate che è ormai alle porte. 
Non so voi, ma io dell'estate adoro anche i colori che arrivano sulla nostra tavola. Rosso, verde brillante, giallo, arancione... mi piace solo l'idea di mangiare quando la tavola diventa un quadro di Kandinsky! 
Questo gazpacho mi ha portato proprio nel vivo della bella stagione, mancava il mare fuori dalla finestra e avrei realmente creduto di essere in vacanza! Cosa fa la fantasia, eh??

Prima di passare alla ricetta, presa da Sale&Pepe di questo mese e realizzata con dosi un po' ad occhio e "a gusto", approfitto anche per parlarvi di una novità!
Da 2 settimane ormai, è partita la mia rubrica riguardante ricette per bambini in fase di svezzamento per il blog del Baby Club dell'Iper. Io sono felicissima di fare quest'esperienza, anche perché ho tantissimo da imparare   e per me è una nuova opportunità per crescere anche come "food writer", posso definirmi così?
Per arrivare ad essere una reale definizione la strada è lunga, ma sono contenta di partire da Petronilla, rubrica che seguo per Voiello, e da qui, una nuova e stimolante avventura. E poi si parla di bambini... c'è qualcosa di più positivo in questo?
Proprio per gli argomenti trattati, mi ritengo fortunata: scrivo di cose belle! Di valori, di bambini... Come amica di Petronilla ho lo scopo di far riscoprire i prodotti del nostro territorio e ora, scrivo per creare ricette che piacciano e magari strappino un sorriso ai più piccoli. Sì, sono proprio fortunata :-)



Ingredienti:
250 gr polpa di pomodoro (oppure 3 pomodori san marzano sbollentati, pelati e tagliati a tocchetti)
1 cipollotto
1 fetta di pancarrè
4-5 cucchiai di aceto bianco
5-6 foglie di menta
Sale, pepe
un filo di olio evo

Verdure a piacimento tagliate a striscioline (peperoni, carote, sedano, lattuga, finocchi, ravanello...)

Procedimento:
Frullare tutti gli ingedienti, tranne l'olio evo, fino ad ottenere una crema. Aggiustare di sale e pepe e poi mettere in frigo fino al momento di servire. Completare con un filo d'olio evo e servire con le verdure tagliate a strisce o in un formato comodo da mangiare con il gazpacho. 

mercoledì 1 giugno 2011

L'importanza di essere italiani...

Pensate mai a quanto siamo fortunati, "culinariamente parlando", ad essere italiani? 
Siamo abituati a cercare molto spesso ingredienti esotici, prodotti introvabili e capita che non badiamo ai meravigliosi prodotti che ci troviamo a portata di mano. 
Se pensiamo alle ricchezza di materie prime, ma anche ai semilavorati, per finire con i prodotti finiti, non possiamo che ammetterlo, l'Italia è davvero un'oasi felice.... sempre culinariamente parlando, eh! ;)

La scorsa settimana ho avuto la possibilità di partecipare ad una serata in cui i prodotti italiani appunto, sono stati i principi della serata, mentre il re è stato certamente lo chef stellato Igles Corelli, chef e patron del ristorante Atman, che ha scritto un intero libro dedicato alla "cucina garibaldina", così come lui la definisce. 
La serata è stata l'occasione per presentare il nuovo libro di Igles Corelli, "La mia cucina garibaldina", edizione Gribaudo, organizzatori della serata.
Il libro raccoglie ed esalta una serie di prodotti tipici e di elevata qualità, appartenenti al territorio italiano: ogni ricetta è realizzata con almeno uno di questi prodotti di eccellenza, dalle cozze pelose tarantine, al pomodoro fiaschetto di Torre Guaceto, alla liquirizia calabrese.

Durante la serata, tenutasi nel contesto del ristorante Filini del Radisson Blu Hotel sono stati serviti piatti realizzati completamente a base di pasta, non genericamente una pasta, ma la nuova "collezione" di formati quadrati del pastificio Verrigni

Ad accompagnare in cucina Igles Corelli, lo chef di casa Dario Abbate che ha creato due piatti in occasione della serata; da tener in memoria, certamente il suo semifreddo con conchiglia al cioccolato.

Ma andiamo con ordine con tutte le portate:

Insalata di pasta fredda con fiore di zucca in tempura ripieno: Rigatoni (ovviamente quadrati), risottati con brodo vegetale, pomodorini in filetti, olive taggiasche, fiori di capperi, gamberetti e fiore di zucca ripieno di mozzarella e acciuga.  (Realizzato da Dario Abbate)



Penne quadrate giganti ferrigni tutto pomodoro, pachino, datterino, Torre Guaceto e Piennolo: uno splendido piatto realizzato con una selezione di 4 tipi di pomodori, lavorati ognuno in modo differente.
Per l'intingolo il pomodoro è cotto a 80-90° in modo da " aprire le molecole del pomodoro" - così come dice Corelli - con il brodo vegetale. Il pomodoro di Torre Guaceto è affumicato, il Pachino è confit, Polvere di pomodoro e, per conferire una nota acidula,  gelato al pomodoro realizzato con un mix di pomodori. (Ricetta di Igles Corelli).



Fusillone trafilato in oro con saraghina di Adler, cipolla Giarratana, aglio di Nubia, capperi di Salina e pinoli di San Rossore:  Il piatto era completato con una nota croccante data da briciole di pane tostato e una crema di pinoli e capperi. (Ricetta di Igles Corelli).



Infine, eccoci al dolce
Semifreddo alle ciliegie, gelsomino e bomboniera di conchiglie: oltre al semifreddo, che era delizioso, ma in sé un semplice semifreddo, l'aspetto certamente particolare del piatto era la "bomboniera di conchiglia", una conchiglia di pasta ripiena di una crema gelato alla ciliegia e ricoperta di cioccolato.




Rimanendo in tema Italia, approfitto per segnalarvi anche altri eventi che si stanno tenendo in questo periodo alla Venaria Reale di Torino: le Cene dell'Unità d'Italia, una serie di cene dedicate ai prodotti tipici e alle eccellenze d'Italia, svolte in occasione dei 150 anni dell'Unità d'Italia, in cui vengono trattate, di volta in volta, ogni singola regione d'Italia. 
Il 10 giugno sarà la volta dell'Emilia Romagna e indovinate chi ci sarà tra gli chef della serata? Massimo Bottura! 
Io avrò la possibilità di esserci (e per questo un grazie enorme va a Carlo Vischi, della Gribaudo editore) e sono emozionatissima all'idea!!! 

Per lasciarvi un po' di informazioni, nel caso siate interessati a partecipare, copio e incollo "brutalmente" tutto ciò che riguarda l'evento!  

"L’iniziativa nasce per rendere omaggio alla cucina italiana, elemento fondamentale dell’identità sociale e culturale del nostro Paese e oggi uno dei simboli più noti del made in Italy nel mondo.

Il calendario prevede, a partire da aprile fino a novembre 2011, nella maestosa cornice della Galleria Grande, diverse serate, ciascuna dedicata ad una regione italiana, in cui i grandi chef interpreti della cucina tradizionale inviteranno i visitatori a corte per compiere un imperdibile viaggio attraverso il gusto del Belpaese, con piatti e prodotti tipici dei nostri territori, tra tradizione e innovazione.

Le Cene Regali, a cadenza mensile, il venerdì, prenderanno avvio l’8 aprile con la Sardegna e si chiuderanno a novembre 2011, con una serata dedicata agli chef piemontesi, eredi di Giovanni Vialardi, capocuoco di Carlo Alberto e Vittorio Emanuele II, che diede alle stampe nel 1854 il suo "Trattato di cucina, Pasticceria moderna,
Credenza e relativa Confettureria”, libro di ricette che ebbe straordinario successo ed eccezionale diffusione, dando così inizio all’Unità d’Italia… in cucina.

A completare questo eccezionale viaggio nell’enogastronomia italiana, ogni sabato e domenica successivi alla cena, sarà possibile acquistare i prodotti tipici della regione ospite al mercato delle eccellenze enogastronomiche allestito lungo l’asse di via A. Mensa, nel Centro Storico del borgo cittadino, a pochi passi dalla Reggia.

Le eccellenze artistiche e gastronomiche s’incontrano alla Reggia di Venaria. Tutte le cene, prevista per le 20.30, offrono, a partire dalle ore 19, la possibilità di visitare liberamente e gratuitamente la Reggia usufruendo, qualora lo si desiderasse, delle audioguide.

Le Cene Regali rientrano nel programma di Esperienza Italia promosso dal Comitato Italia 150 e sono organizzate dal Consorzio La Venaria Reale in collaborazione con la Camera di commercio di Torino, Ascom Confcommercio Torino e FIPE - Federazione Italiana Pubblici Esercizi.
Le iniziative di Italia 150 godono dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica."

Calendario: 

QUANDO: da aprile a novembre 2011, questo il calendario delle serate:

8 aprile 2011: cena dedicata alla regione SARDEGNA
13 maggio 2011: cena dedicata alla regione TOSCANA
10 giugno 2011: cena dedicata alla regione EMILIA ROMAGNA
15 luglio 2011: cena dedicata alla regione SICILIA
30 settembre 2011: cena dedicata alla regione MARCHE
7 ottobre 2011: cene dedicata alle regione PUGLIA
18 novembre 2011: cena dedicata alla regione PIEMONTE

COME: 8 cene – evento per rendere omaggio all’alta cucina italiana e ai suoi protagonisti; la rassegna si aprirà con una serata dedicata all’enogastronomia e all’alta ristorazione sarda.

PERCHE’: per presentare da nord a sud il meglio dell’Italia del gusto: le eccellenze enogastronomiche e i loro più grandi interpreti, a sottolineare l’importanza che hanno avuto e che continuano ad avere il cibo e la convivialità come fattori culturali della nostra identità nazionale e come simbolo del prestigio dell’Italia.

PER CHI: per tutti i visitatori della Reggia, per gli appassionati gourmet, per i cittadini e per i turisti che verranno a Torino in occasione delle celebrazioni.

COME: le cene sono acquistabili al prezzo di Euro 60 a persona, oppure si possono scegliere i pacchetti da 3 cene a 150 Euro e pacchetti da 5 cene a 250 Euro.

ORARI: Ogni cena inizierà alle ore 20,30 e sarà preceduta dalle ore 19 dalla visita alla Reggia, facoltativa e libera. Mercato delle eccellenze enogastronomiche in via A. Mensa: gni sabato e domenica successivi alla cena, dalle 10 alle 19.

Prenotazioni: dalle ore 10 alle 17 dal lunedì al sabato tel. +39 011 4992326 - 011 4992305 - 011 4322674 - ceneregali@lavenariareale.it Info: www.lavenariareale.it.

Tutte le informazioni sul programma della Reggia di Venaria in occasione delle celebrazione del 150° anniversario dell’Unita’ d’Italia su: www.italia150.it e www.lavenariareale.it

Prenotazioni: tel. +39 011 4992333

Per quanto riguarda la serata del 10 giugno gli chef saranno (con rispettivi piatti): 

- Massimo Bottura  (Anolini del dito mignolo in crema densa di parmigiano reggiano di Bianca Modenese)
- Aurora Mazzucchelli (Maccheroni al torchio ripieni di anguilla affumicata delle Valli di Comacchio, Ostriche selezione Consorzio Pescatori di Goro, crema di spinaci
-  Ugo Romani (Punta di petto di vitello Vitellone bianco dell'Appennino Centrale I.G.P. glassata alla riduzione di Malvasia di Parma, erbe fondenti)
- Matteo Berti (Yo - Yo di zuppa inglese)

E dopo tutte queste parole posso concludere con un semplicissimo- quanto-goloso piatto di pasta? 
E' un piatto di pesce, con ingredienti si potrebbe dire banali, ma che rendono un pasto completo e più che soddisfacente! 




P- Quadro ai filetti di triglia

Ingredienti (x 2 persone):

160 gr di pasta (io P-Quadro, ma vanno bene dei paccheri o rigatoni, o magari dei classicissimi ma sempre più che graditi - spaghetti)
4 triglie da pulire e ricavare dei filetti
Un pugno di pomodori pachino (un vasetto di pelati-pachino)
1 cucchiaio di prezzemolo tritato
Olio evo
Mezzo spicchio d'aglio
Mezza cipolla
1 peperoncino
Sale

Procedimento:
Innanzitutto pulire le triglie, spinarli e ricavarne dei filettini ben squamati e puliti. 
In una padella far soffriggere delicatamente l'aglio e la cipolla tritati finemente e il peperoncino. Aggiungere i pomodori tagliati a metà e lasciar cuocere per circa 15 minuti o finché appassiti. Unire i filetti di triglia , farli cuocere rapidamente e spegnere. 
Cuocere la pasta e quando pronta unirla al sugo. Aggiungere il prezzemolo tritato e servire, eventualmente finire con un giro d'olio crudo per rendere la pasta più "umida" e legata. 



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