lunedì 30 maggio 2011

Gelato alla tahina

Quando mi è frullata in testa l'idea di questo gelato, mi sono illuminata come se avessi pensato a chissà quale diavoleria/genialata. Come se mai prima d'ora avessi pensato a qualcosa di così buono. 
La sensazione di cotanta scoperta ovviamente è durata poco, ma l'entusiasmo comunque non è scemato: un gelato così non poteva che essere ottimo! 
Tra questi pensieri ho pazientemente svuotato il freezer per far spazio alla gelatiera, ho congelato il cestello e finalmente è arrivato il momento di farlo, il mio gelato. 
A sera, abbiamo cenato in soggiorno, una serie di pietanze molto estive, una tavola piena di verdure coloratissime e poi, sarebbe arrivato il momento del gelato, finalmente. 
Così mi rivolgo al mio fidanzato: "Amore, vuoi un po' di gelato?". Lui non è un goloso di gelati, si limita alla stracciatella (o alla straccianutella magari), la torta paesana scoperta di recente alla buonissima gelateria sotto casa e a qualche sorbetto dopo i pasti. 
La sua risposta, quindi, avrebbe potuto essere un semplice "no" e invece, con il muso imbronciato e gli occhietti da bimbo maltrattato mi ha detto: "Nu, tanto lo so che ci hai messo cose strane. Ecco, io non lo mangio!" 
Prima reazione di Tery rimasta inespressa: "D'ho, mi ha beccato!" 
Il passo successivo è stato "Caspita, il mio fantastico gelato una cosa strana? GRRRR!", anche questo rimasto inespresso. Ovviamente, l'entusiasmo è svanito nel nulla, con l'ammissione che, ebbene sì, anche questo era un altro dei miei esperimenti strani. 
La delusione? Svanita all'assaggio di una di queste coppette di gelato, affogate nel liquore al cioccolato!   



Ingredienti:
300 gr di latte
1 tuorlo d'uovo
60 gr di tahina
10 gr di maizena (se mettete lo stabilizzante può essere eliminata)
20 gr di glucosio
50 gr di zucchero
6 gr di stabilizzante, se l'avete in casa (corrisponde a farina di semi di carrube, altrimenti farina di tapioca)

Procedimento:
Unire in un pentolino il latte, la tahina e il tuorlo. Emulsionare con un frullatore ad immersione e porre sul fuoco.
Aggiungere il glucosio e far sciogliere.  A parte mescolare insieme lo zucchero e l'amido e unire al composto di latte.
Quando il tutto inizia a bollire, spegnere ed emulsionare ancora con il mixer. Far raffreddare rapidamente il composto ponendo la pendola in acqua fredda.
Porre in frigo per qualche ora. Quando è ben freddo si può versare nella gelatiera e dopo circa 20 minuti il gelato sarà pronto. Porre nel congelatore e mescolare ogni 2 ore circa per mantenerlo soffice fino al momento di servire.


Prima di concludere, vorrei scusarmi per i problemi degli ultimi giorni. Non si aggiornano i feed o comunque si aggiornano dopo diverse ore e oggi era venuto fuori anche il problema dei commenti, adesso risolto. 
Mi scuso per i disagi e spero che presto torni tutto alla normalità! 

giovedì 26 maggio 2011

Crema di peperoni, un finger food easy chic

Ho assaggiato una fantastica crema di peperoni ad Identità golose e da lì mi sono ripromessa che l'avrei rifatta ma, visto che per i peperoni bisognava aspettare almeno la tarda primavera, eccomi arrivata a maggio. 
Alla fine, mi sono chiesta perché non avessi scorte di peperoni nel congelatore o perché faccia parte della categoria di persone che compra frutta e verdura solo se di stagione! Ovviamente l'ultimo pensiero non meritava nemmeno risposta, perché è chiaro il motivo della scelta ed è ancora più chiaro che non sono disposta a cambiare abitudine. Diciamo che la domanda era pura retorica già mentre si formulava nella mia testa!  Va bè, pensieri filosofici a parte, questa crema di peperoni è golosa, semplice da fare, versatile, piace a tutti ed è utilissima anche per preparare un rapido finger food, semplice ed elegante. 

Easy-chic? Easy perché è semplice in tutti i sensi: sbollentare i peperoni-passarli, ma anche semplice come ingredienti, peperoni-brodo. Per completare il piatto basta un tocchetto di fomaggio e non ci saremmo proprio fatti mancare nulla. 
Chic, perché - guardatelo - non ha tutta l'aria di un appetizer da buffet all'ultima moda? 
Solo 2 foglioline di menta e il tutto è davvero completo! 
Così eccolo qui, il mio finger food easy chic, semplice, senza accessori, senza fronzoli, ma che fa comunque leccare i baffi!

Oltre a questo, però, la crema di peperoni in questione può essere usata per una infinità di altre ricette: un arrosto, un piatto di pasta o un risotto, anche con del pesce dal sapore deciso o per un pinzimonio. In ogni caso, risulta sempre golosissima. 



Ingredienti:
2 peperoni
3 dl di brodo vegetale
Sale

Procedimento:
Tagliare in 4 pezzi i peperoni e sbollentarli nel brodo. Dopo qualche minuti toglierli dal brodo (lasciare il brodo sul fuoco) e levare la pelle ai peperoni. Una volta puliti, rimetterli nel brodo e continuare la cottura finché questi non diventano teneri e non si sia asciugato un po' di brodo (non tutto).
Frullare il tutto in modo da ottenere una crema fluida e, se troppo liquido, continuare la cottura in modo da ottenere una consistenza fluida, ma densa. Se si vuole velocizzare il tutto e ottenere una crema, aggiungere mezzo cucchiaino di maizena. 
Se ci sono residui, passare la crema al colino. 
Dividere la crema in ciotoline e servire con un pezzo di formaggio. In questo caso ho usato il pecorino,  ma anche del brie, leggermente cremoso, non lo vedo affatto male! 

mercoledì 25 maggio 2011

And the winner is....

Finalmente ci siamo, siamo arrivati alla fine del nostro contest, mio e di Saretta, e ora si può dire che di alternative per la pausa pranzo ne abbiamo a non finire! 
Per questo voglio dire grazie a tutti coloro che si sono impegnati per partecipare al nostro contest....e sostenere la nostra causa! Basta panini tristi che accompagnano le nostre giornate in ufficio! :-)



Fare un contest è una cosa che mi ha sempre spaventato e a cui ho detto "no" per tanto tempo, ma, quando ho incontrato Saretta e ci siamo trovate con uno stesso motivo per festeggiare, è stato tutto più semplice. Che grande cosa avere una spalla, eh?  
Insieme abbiamo festeggiato il nostro primo anno insieme, abbiamo fatto il nostro contest e ora, nel momento in cui dobbiamo dare i nomi dei vincitori, eccoci anche a festeggiare i nostri nuovi domini! Un brindisi al ".com"! 

Ma torniamo alle cose serie? 
Visto che noi siamo 2, i vincitori sono 2 e i premi altrettanto 2...... abbiamo deciso che ci divideremo anche questo compito! 
Un vincitore lo troverete qui di seguito................. e per l'altro, dovrete andare da Saretta! Dite che siamo un po' sadiche con tanta suspance???? 

Dai, va bene, lo dico........
AND THE WINNER IS..................... Greta con i suoi spring roll!!! 


Questi spring roll mi hanno colpito immediatamente.... comodi da portare in ufficio, pratici da mangiare, ricchi di ogni cosa: frutta, verdura, carne e anche una piccola dose di carboidrati che non fa mai male! 
Anche freschi e profumati con la presenza di yogurt e menta. 
I colori, la presentazione, la leggerezza, mi ha colpito tutto di questi involtini, in ogni particolare. 
Quindi, grazie mille Greta! Ci hai lasciato a bocca aperta!! 

Greta, mandami il tuo indirizzo a tery@peperoniepatate.com per procedere alla spedizione! 
Ehmmm.. per le eventuali lamentele.... rivolgersi a Sara! :PPPPPPPP

PPS. Il cambio del dominio provoca alcuni problemucci sull'aggiornamento della blogroll. Per evitare problemi e vedere tutti gli aggiornamenti, dovreste cambiare il link da peperoniepatate.blogspot.com a www.peperoniepatate.com.... I'm sorry! 

lunedì 23 maggio 2011

Risi e bisi

Quando ho visto la ricetta dell'MT Challange di questo mese, ho pensato che ne avremmo viste davvero delle belle con la versatilità e le enormi possibilità che lasciava alla fantasia la ricetta di maggio, risi e bisi. 
Oltre a questo, per me è stata l'occasione per assaggiare finalmente questi famosissimi risi e bisi... come è possibile che ancora non li avessi mai mangiati???
Tra l'altro, prima di questa sfida, non mi ero mai neanche accorta di quanto questo piatto fosse diffuso e visto e rivisto in molte parti d'Italia. Per me c'è sempre stata la pasta e piselli, i piselli come contorno o nel minestrone, ma mai insieme al riso. 

Visto la mia ignoranza circa il tema in questione, e sapendo di far felice Daniela e Alessandra, ho deciso di realizzare proprio com'era la ricetta originale dei risi e bisi.
Solo un tocco finale per completare il tutto.... invece che mantecare il riso con burro e parmigiano, ho aggiungo un ciuffo di panna ai piselli, montata direttamente nel piatto con il sifone. Niente male come mantecatura!



Ricopio completamente la ricetta di Annamaria, colei che ci ha consentito di dilettarci con i risi e bisi, e alla fine troverete il processo per realizzare la spuma di panna e piselli.


"Risi e bisi (ricetta tradizionale di Pino Agostini e Alvise Zorzi)

Ingredienti (4 persone)
800 gr di piselli teneri e dolci con bacello mangiatutto, in modo da ottenere 250-300 gr di piselli stranati, 250 gr di vialone nano (io carnaroli), 60 gr di burro chiarificato, 50 gr di pancetta, 1 cipolla bianca piccola (e novella), 1 ciuffo di prezzemolo, parmigiano reggiano, sale e pepe nero macinato al momento. 
Un segreto: i piselli sgranati devono essere della medesima quantità del riso (o il triplo se con baccello).

Procedimento
Sgranare i piselli separando i semi dai bacelli, conservare entrami e lavarli.
Versare i bacelli in 2 litri di acqua leggermente salata e farli bollire per circa un'ora. Passare quindi brodo e bacelli al passaverdura oppure al mixer e poi al setaccio. Si otterrà un liquido un po' verde e un po' denso che sarà il brodo per preparare il risotto, da tenere al caldo con un fuoco basso.
Tritare la cipolla e la pancetta e rosolarli insieme con 30 gr di burro in una casseruola di rame (il risotto viene meglio, non c'è storia!) per qualche minuto, unire i piselli, versare un paio di mestoli di brodo e cucinare per 5' per pisellini fini e almeno 15' per quelli un po' più grossi.
Aggiungere il riso, mescolare con un cucchiaio di legno, unire il brodo bollente e mescolare per circa 14'. Unire il prezzemolo e cucinare per altri 2'. Togliere dal fuoco, regolare di sale, unire il pepe macinato fresco, il burro rimasto e il parmigiano a gusto. Mantecare, far riposare coperto per 2 ' e servire."

Per la spuma di panna e piselli: 

Ingredienti: 
Panna
1 pugno di piselli già sgranati
Sale

Procedimento: 
Cuocere i piselli in acqua salata fino a farli diventare teneri. Quando cotti frullarli finemente, fino ad ottenere una crema omonegea e, se come me li andrete a mettere nel sifone, allora passateli con il colino a maglie strette. 
Mescolare la panna e la crema di piselli insieme e versare tutto nel sifone (oppure montate a neve manualmente), caricare con 2-3 bombolette (oppure ne basta una se poi fate raffreddare in frigo per un paio d'ore) e montare direttamente sul piatto. La spuma inizierà subito a scaldarsi e sciogliersi con il calore, lasciano una crema leggera sopra il risotto. 
Servire subito. 

Dopo aver provato questo piatto.... credo che lo riproporrò ancora e ancora! Ora capisco il perché della sua fama!! 

Prima di salutarvi, vi lascio un piccolo avviso-novità! 
D'ora in poi Peperoni e Patate ha anche il dominio www.peperoniepatate.com . 
Spero che non causi disagi, ma finché blogger non completerà il redirect probabilmente qualche gadget apparirà/sparirà a piacimento! Un po' di pazienza e presto tornerà tutto nella norma! 

venerdì 20 maggio 2011

Pane di grano saraceno

In questi giorni sono completamente fuori fase. Ho sonno in arretrato, mille cose da fare e la settimana è volata via tra giornate di lavoro in ufficio e serate di lavoro a casa. Questo vuol dire che ogni sera arrivo a mezzanotte tra una faccenda e un'altra e poi mi catapulto nel letto guardando il computer solo di sfuggita. Ovviamente anche il blog è entrato in questo tunnel e trascurato anche lui, insieme al mio ragazzo che sì, mi ha visto, ma solo perchè ero davanti a lui a stirare o perchè gli coprivo la visuale del televisore - stranamente acceso nell'ultimo periodo (cosa fa un divano nuovo!!) - con il panno con cui spolveravo.
Tutto ritornerà nella norma nel week end, almeno spero, quando finalmente ci chiuderemo in casa e penseremo a finire tutti i lavori arretrati e, (altro) finalmente, non avremo più tapparelle nuove e vecchie sparse in giro per casa.
La nostra casina è un cantiere da ormai quasi 2 anni, ma, anche se mi lamento del disordine o dell'impossibilità di fare le pulizie di primavera, ogni volta che un piccolo pezzo prende forma è sempre una enorme soddisfazione.
Dovreste vederci quando, aggiunto un pezzetto, passiamo una settimana, con la testa per aria a guardare il lampadario nuovo, oppure a fare su e giù con le tapparelle con la faccia stupita per la serie "Caspita salgono e scendono da sole!".
E qui ci starebbe bene un bel gocciolone sul viso, in stile manga giapponese...

Ricetta di oggi! Ritorno con un pane, ovviamente la panificazione non finisce mai in casa, anche se, anche lui è stato preso dal vortice. Perchè?
E' già la seconda volta che panifico in una decina di giorni dimenticandomi il sale....
Poi potrei inventarmi la scusa che il sale provoca ritenzione idrica e fa male alla cellulite, ma  vi assicuro che non sarebbe affatto credibile!

Ingredienti:
250 gr di farina di grano saraceno
350gr di farina (metà 00, metà manitoba)
350 gr acqua tiepida
100 gr lievito madre
1 cucchiaino di miele
10 gr di sale 

Procedimento: 

Sciogliere il lievito e il miele nell'acqua. Aggiungere la farina ed impastare. Unire il sale e continuare ad impastare finco ad ottenere un impasto liscio ed elastico. 
Lasciarlo lievitare a temperatura ambiente per tutta la notte. 
Al mattino, prendere l'impasto, porlo su una spianatoia (io l'ho spolverata con farina di mais per avere un maggiore effetto rustico) e, avvolgendo i lembi su se stessi, formare, arrotolando e schiacciando con le dita per sigillare, un salsicciotto. Mettere in una teglia da plum cake, avvolto in uno strofinaccio e farlo lievitare fino al raddoppio. 
Cuocere in forno caldo a 250° per 20 minuti, abbassare a 200° e continuare per altri 15 minuti. 
Far raffreddare su una graticola. 

mercoledì 18 maggio 2011

Di incontri, ricette e scadenze...

Oggi arrivo con un po' di cose da raccontare....
La prima riguarda proprio gli incontri, quelli di cui hanno scritto già in tanti. Di cosa parlo?
Del Foodblogger Day organizzato dalle Sorelline Maci, le Sorelle in Pentola, per il loro blog compleanno!
Chiara e Angela hanno messo a disposizione il loro spazio eventi, lo Spazio Castiglione, per incontrarci tutte insieme in una giornata fatta di food, ovviamente, ma anche di chiacchiere, incontri nuovi e consolidati e tanti sorrisi. E pensate: le festeggiate erano loro, e il regalo lo hanno fatto a noi!
Prima di andar via, infatti, hanno preparato tanti pacchettini infiocchettati con un regalo tutto da blogger, deliziose cocottine, ognuna diversa dall'altra!

Prima ancora di arrivare lì, l'entusiasmo non mancava: il viaggio è iniziato con tante chiacchiere con Silvia e Katia, proseguito con abbracci in stazione con Saretta e Sabri... e il pensiero che impossibile evitare è: ma quanto è bello rivedersi?
E quanto è ancora più bello scoprire che nonostante ci si veda poco, si creino legami tanto forti?
Io, sono stata così presa da tutto, che ammetto, ho trascurato anche la mia Nikky, ovvero, la mia macchina fotografica! E' già un anno che è qui e non l'avevo mai neanche presentata... che maleducata! :-) 


Vi lascio giusto questo piccolo stralcio del buffet dolce.... niente male eh?
Non potete immaginare quante cose c'erano lì pronte.... dal dolce al salato, non ci siamo davvero fatti mancare nulla! Primi, secondi, focacce (Silvia, Katia e io siamo riuscite a iniziare a mangiare focaccia già sul treno!), muffins, crackers, sfiziosi finger food.... e poi il dolce: torte da pasticceria, il famosissimo Kugelhupf di Nanni, la torta di Saretta con il pangrattato, muffins dolci, biscotti (Questi di Sabri erano buonissimi!), una ciotola di crema al mascarpone fatta da Chiara con ben 32 uova (!!) e anche torta di compleanno con scritto "1° Foodblogger Day"!!

La giornata è stata intensissima e, nonostante Bologna stesse quasi per diventare Venezia dalla quantità di acqua che è scesa in un giorno, non ci siamo fatte fermare!
Siamo riuscite anche a sommergere di parole un povero tassista! :-)

Grazie mille Sorelline!

Secondo argomento della giornata.... la ricetta! Era una settimana che non lasciavo una ricetta e la cosa non mi piace affatto, per cui oggi spazio al cibo! Non che negli altri post si parli di argomenti diversi.....
In realtà oggi è una ricetta-non-ricetta, nel senso che ci sono milioni di possibilità e questa è più un'idea che non una guida effettiva.
Vi è mai capitato di avanzare del sushi? In casa mia capita difficilmente visto che al mio divoratore di tartare di 65kg si apre uno stomaco pari a quello di una balena davanti al sushi (parlando di pesce crudo forse la balena non era il riferimento più felice! ehmmm...), ma quelle rare volte che succede.... cosa farne?!
Buttare il cibo è una cosa che mi irrita fortemente, così, davanti ai maki avanzati, ho pensato bene di cuocerli abbinandoli con sapori che non rovinassero il gusto degli ingredienti.
Così sono finita a fare una specie di timballo di maki con uno strato di formaggio fuso aromatizzato con erba cipollina sulla superficie che ho lasciato diventare dorato in forno.
In questo caso, però, non vi consiglio di mangiarlo con le bacchette (diversamente dalla foto)!


Ingredienti:
Avanzi di sushi (maki, sashimi, nighiri, ecc. ecc.)
Formaggio cremoso
Erba cipollina
Oppure... tutto quello che vi passa per la testa!

Procedimento:

Disporre in una teglia leggermente i vostri avanzi di sushi, cospargere di formaggio mescolato con l'erba cipollina e porre in forno fino a doratura. Io ho cotto a 180° per circa 20 minuti.
Alla fine ho decorato con erba cipollina fresca.
Per servire potete decidere di utilizzare comunque la salsa di soya, oppure sostituirla con il sale o con qualche cremina gustosa. Altrimenti, da soli, risultano insipidi.


In conclusione, siamo arrivati alla scadenza, ultima notizia della giornata.  Stasera a mezzanotte termina il nostro contest, mio e di Saretta, Schiscetta Time.
Correteeeeeeeee! Siete ancora in tempo per partecipare! :)))
Dopodichè ci chiuderemo per deliberare e solo lunedì o martedì riemergeremo con i risultati!


lunedì 16 maggio 2011

Una giornata di Tutto food

Avevo scritto e pubblicato questo post giovedì scorso, peccato che blogger ha deciso di eliminarlo e anche di cancellare tutto ciò che avevo scritto.... Arghhhhhhh!
Qualcuno mi ha chiesto dove fosse finito il mio post.... ed ecco la spiegazione, anche Google ogni tanto fa le bizze! 
Tornando all'evento.....
Tutto food, la fiera agroalimentare che si svolge in questi giorni a Milano, mi ha visto coinvolta in uno showcooking a 4 mani, in cui io ed Irene del blog Cucina senza senza, avevamo il compito di studiare e fare domande al giovanissimo chef stellato Fabrizio Ferrari del Porticciolo di Lecco.
Tutto questo possibile grazie alla Fipe, il cui stand è stato lo sfondo di una serie di importanti eventi.
Appena arrivata allo stand, subito mi incanto a seguire le dimostrazioni di Gennaro Esposito e ovviamente l'assaggio non poteva mancare.... una delizia!

Dopo di lui tocca a noi, o meglio, a Fabrizio!
30 anni, una laurea in giurisprudenza e una passione scoperta da poco che lo ha portato ad esprimere tutta la sua creatività. Fabrizio Ferrari, è un giovanissimo grande chef che è riuscito a stupire tutti con le sue ricette.


I suoi piatti erano espressione di una particolare cura e riflessione. Nulla è lasciato al caso, tutto è pensato e ragionato. Non solo la presentazione, ma ancor prima la realizzazione, dimostra quanto il genio dello chef sia riuscito a tirar fuori alcuni piatti eccezionali ed unici.
I piatti all'ordine del giorno mostrano subito il loro carattere ricco di profumi e colori del mondo orientale. Ricetta ragionate, costruite, con un notevole lavoro di pensiero e di sperimentazione. Tutto è curato nei minimi dettagli. 
Per gli ospiti Fipe, lo chef ha realizzato due portate. 

La prima è stata un crostino di pane di segale realizzato con pasta madre, salmone leggermente cotto con il cannello, olio agrumato, fiori essiccati di ibiscus, sale speziato al curry e chips di pelle di salmone essiccata.


Per quanto Il porticciolo, il ristorante di Fabrizio Ferrari si trovi proprio sul lago, le sue ricette sono realizzate unicamente con pesce di mare. I profumi spesso sono orientali e le preparazioni uniche nel loro genere.
Da subito si può notare l'impegno nella realizzazione dei suoi piatti: il pane è realizzato nella cucina del ristorante con il lievito madre, i fiori e la pella di salmone vengono essiccati personalmente, la cottura leggermente accennata del salmone è realizzata con il cannello direttamente al momento dell'impiattamento.

La portata principale, invece è composta da "Bocconcini di rana pescatrice con carciofi saltati e corallo di capasanta in salsa di siero di yogurt".

Per descrivere questa ricetta non so davvero da dove iniziare, tutto merita di essere descritto nei minimi particolari! Ma andiamo per step....
La rana pescatrice viene fritta in olio di sesamo per avere una crosticina leggermente croccante e leggera.
I carciofi vengono puliti e tagliati in 4 parti, lasciando il gambo piuttosto lungo. Poi, per farli diventare bianchissimi, lo chef li fa riposare in acqua acidulata.... sapete con cosa?? Vitamina C! In pratica il classico succo di limone usato in casa, ma all'ennesima potenza!
Mentre, una cosa che mi è piaciuta tantissimo, per arricciare il gambo, i carciofi sono messi a riposare in acqua freddissima, praticamente lo stesso procedimento usato per arricciare le puntarelle.

Quei filamenti violacei che vedete in foto, invece, sono dei germoglia di soia essiccati. Per ottenere quel colore e un sapore particolare, i germogli sono messi sottovuoto insieme al succo di barbabietola. Quando questi hanno assorbito il succo, vengono fatti essiccare.

Ma vogliamo parlare anche del corallo di capasanta?Un processo di cottura assolutamente interessantissimo.
La capasanta viene essiccata e poi posta su un paraschizzi e appesa per 24 ore nella cappa del caminetto.
In questo modo, il corallo di capasanta assume la consistenza di una caramella mou, così come la descrive lo chef Fabrizio Ferrari.

Infine, la salsa di siero di yogurt. Questo siero si ottiene lasciando lo yogurt in sospensione su una garza o tessuto finchè il siero non si separa e cola sul fondo.
Questo siero viene poi montato con maizena e burro salato fino ad ottenere la crema finale che completerà il piatto.

Come potete notare tutti i processi di preparazione sono estremamente lunghi e curati. Nulla è scontato e ogni aspetto lascia davvero a bocca aperta.
Dopo questa giornata non vedo l'ora di andare a Lecco per assaggiare e scoprire, direttamente nel suo ristorante, cosa ancora ha in serbo questo geniale chef!

  


Tra gli ospiti della Fipe, ad ammirare ed esprimere il suo consenso davanti alle proposte dello chef, anche Paolo Marchi, affascinato dalla particolarità delle ricette e dalla capacità di questo giovanissimo chef di creare piatti unici da ogni punto di vista.
 

 
Dopo il Tutto Food, la serata è proseguita al The Hub, hotel di design che ha fatto da sfondo ad un evento dedicato alla birra artigianale.

La protagonista della serata è stata la birra del birrificio Baladin. 
Io, che non sono una degustatrice di birra, sono rimasta davvero sorpresa e estasiata nel testare il gusto e l'aroma delle proposte.


La serata, però, non è stata fatta solo di birra.... 
Ad ogni prodotto del birrificio è stato associato un piatto, creato ad hoc con la birra e da abbinare alla birra.
Proposte originali ed interessanti per soddisfare i palati più esigenti.

E anche atmosfera.... ottimo cibo, ottima birra, un contesto perfetto e anche la giusta musica di sottofondo. Cosa chiedere di più?

mercoledì 11 maggio 2011

Radiatori con fave e gamberetti

Oggi sarei voluta arrivare con il racconto su ciò che è accaduto al Tutto food (ancora in corso, quindi siete ancora in tempo per andare!), ma in questi giorni mi sono dedicata di più al fare che non allo scrivere e rielaborare.
Così oggi, giusto per non lasciarvi a secco, vi faccio vedere questo piatto di pasta semplicissimo, ma che può essere un modo goloso per far digerire le fave anche a chi non le adora (leggasi tra le righe: il ragazzo di Tery, piccola donna disperata che cerca in tutti i modi di far ingerire verdure,legumi, becchime, ecc. ecc. all'uomo di casa ;-) ).
Detto questo, vi lascio alla difficilisssssima ricetta che entra nel blog più perchè la foto mi mette allegria e mi fa pensare alla primavera, il momento in cui io esco dal letargo invernale per godermi i colori e i profumi della natura in rinascita. Ecco, rinasco con lei.  


Ingredienti x 2 persone:
150 gr di radiatori
Un pugno di fave
1 pugno di gamberi
Prezzemolo tritato
Sale e pepe
Olio evo
1 spicchio d'aglio

Procedimento:
In un'ampia padella far soffriggere l'aglio nell'olio. Aggiungere le fave e far cuocere per qualche minuto, eventualmente aggiungendo un goccio d'acqua per non farle friggere o bruciare. Intanto cuocere la pasta.  Quando pronte aggiungere i gamberetti, far cuocere. Salare, pepare e completare con prezzemolo tritato. Amalgamare con la pasta. Per rendere tutto più legato, unire un filo d'olio a crudo e servire.

Io ho fatto così per questione di tempi, ma secondo me l'ideale sarebbe frullare una parte di fave in modo da ottenere una crema e creare quindi un fondo goloso che avvolge la pasta. 

lunedì 9 maggio 2011

Cous cous di primavera asparagi, piselli e mela verde


Come già dicevo venerdì, questo week end a Milano sono iniziati grandi eventi. Milano Food Week e Tutto Food gli eventi culinari, ma anche Orticola, una fiera delle piante che tutti gli anni invade il parco Indro Montanelli nel cuore di Milano.



Gente carica di vasi fioriti, carriole verdi per portare gli acquisti verdi a casa, Porta Venezia in questi giorni sembrava essere un grosso vivaio!
Prima di perdermi nelle campagne pavesi e perdere i contatti con il mondo per qualche giorno, non potevo perdermi l’evento che inseguo da qualche anno.
Entrare lì vuol dire perdersi in un’altra dimensione: sommersi dal verde, tra varietà infinite di piante e fiori da lasciare a bocca aperta, sembra di essere in un giardino d’incanto.
Tra l’altro, per chi conosce il parco di Porta Venezia, qualcosa d’incantevole ce l’ha già di per sé, con alberi immensi, il laghetto con il ruscelletto, rocce che incastonano le strade e qualche palazzo d’epoca che fa da ricamo.
Da subito quello che mi ha colpito sono state le varietà particolarissime e stupende di ortensie e rose. Una serie di colori e “merletti” naturali che lasciano a bocca aperta.




Ma non solo fiori e piante, anche arredi da giardino, tessuti naturali o perfetti per un pranzo in veranda. Cesti di vimini, tavoli di legno o di ferro battuto, in style country o per un giardino contemporaneo, tutte le soluzioni possibili per gli spazi all’aperto.






Anche il servizio catering per gli stand è stato pensato con cura: un carrettino in legno, dipinto di verde, country-style, andava in giro per il parco a portare viveri in giro.
Mentre per i visitatori, un carinissimo carrettino-3 ruote, anch’esso verde acqua, e pensato in ogni dettaglio,  serviva torte e cupcakes presentate su deliziose alzatine. Tutto by California Bakery.



Terminato il giro con uno splendido sorriso e qualche pianta (obviously!) portata a casa, ora non rimane che attendere la prossima primavera per rivivere ancora questa kermesse milanese dedicata ai fiori.

E ora, chiuso il week end, torniamo alla realtà e alla ricetta! 
Oggi un fresco e primaverile cous cous. Quasi un taboulè, primaverile e profumato, semplicissimo da fare e che dà tanta soddisfazione a noi donne che amiamo il "becchime"
Per dare un tocco ancora più fresco, ho aggiunto anche tocchetti di mela verde, deliziosa! 




Ingredienti x 2 persone:
120 gr di cous cous
4-5 cucchiai di piselli
6-7 asparagi
1 carota
3 cipollotti
Zafferano
Un cucchiaio di prezzemolo tritato
Mela verde in pezzettini
Olio evo
Sale
Succo di limone

Procedimento: 
Tritare il cipollotto, compresa la parte verde. Far saltare in padella con l'olio evo.  Aggiungere la carota tritata, i piselli  e gli asparagi e far cuocere fino a che le verdure non saranno tenere. 
Io ho usato i piselli in scatola, per cui il tempo di cottura è stato molto rapido. Se li usate freschi, meglio sbollentarli. 
Intanto cuocere il cous cous. Se usate il precotto basta aggiungere un cucchiaio di olio evo e sgranarlo bene con una forchetta e poi aggiungere 100 ml di acqua bollente per ogni 70 gr di cous cous. Lasciar riposare 5 minuti, et voilà, il cous cous è pronto. Ovviamente tutto si allunga se non si usa il cous cous precotto, ma ne vale sicuramente la pena. 
In questo caso, ho aggiunto lo zafferano all'acqua bollente e poi l'ho aggiunta al cous cous prima del riposo. 
Quando pronto, unire il cous cous al condimento, spruzzare con un po' di succo di limone (circa un quarto di limone). Quando sarà completamente freddo, unire la mela verde in pezzetti e il prezzemolo tritato.

La ricetta partecipa al contest di Gianni, tutto sulla Cucina Etnica



Andate a scoprire quante ricette interessanti sono state proposte! :-)

Per finire, oggi sarò al Tutto food allo stand della Fipe per un cooking show.... 
Mi trovate lì dalle 14 alle 15 circa, venite a trovarmi???? J 






venerdì 6 maggio 2011

Quasi un tiramisù di fragole... e cioccolato bianco

Venerdììììì! Finalmente la settimana si chiude e oggi pomeriggio sarò già sperduta nelle campagne pavesi, nella solita valle in cui neanche il cellulare ha un suo spazio. 
Vado a vedere se l'orto sta bene e se le piantine crescono, a cercare di convincere i gatti a farsi fare le coccole e a godermi l'odore dell'erba.
Questo è il week end che mi attende, ma mentre penso a questi 2 giorni di relax completo, la mia testa finisce diretta al lunedì agli eventi di Tutto food, fiera del business agroalimentare.
Tutto partirà domenica, ma come avrete capito, io sarò ancora in aria campagnola!
Questa è l'unica fiera agroalimentare italiana che abbia un respiro internazionale che consente l'incontro tra il mercato alimentare italiano e quello straniero favorendo la possibilità di far conoscere i nostri prodotti all'estero, ma anche di portare innovazione e prodotti di qualità appartenenti ad altre culture.
E' una fiera business-to-business e dicendo questo so che svanirà il sorriso di chi stava già pensando di andare a dare un'occhiata, ma la buona notizia è che i blogger possono fare il preaccredito per l'ingresso stampa. Bello, no?
Io, come altre blogger, ho avuto la fortuna di essere stata invitata a partecipare ad un evento della Fipe (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) che mi vedrà impegnata in una cucina a 4 mani, in cui io però sarò presa a fare domande e fotografare... vi farò sapere, eh!! :-)

Domani, invece, inizia la Milano Food Week, una settimana ricchissima di eventi culinari da non perdere!! Per info andate sul loro sito, qui

Intanto ora vi saluto con questa sorta di tiramisù di fragole realizzato con una ganache al cioccolato bianco, invece della crema al mascarpone. Mentre, a sostituire la bagna al caffè per i savoiardi c'è un frullato di fragole e rum.
Questo goloso tiramisù è stata la dolce conclusione per una cena da divano. Potete immaginare qualcosa di meglio? :-) 



Ingredienti (x 2 bicchieri)
1 tazza di fragole
4 savoiardi
Il succo di mezzo limone
2 cucchiai di zucchero

Per la ganache al cioccolato bianco:

100 gr di cioccolato bianco
100 gr di panna

Procedimento: 

Innanzitutto mondare le fragole e tagliarle a pezzi, lasciandone qualcuna da parte. Condirle con zucchero e limone, mescolare e lasciar riposare. 

Per la ganache:
Scaldare la panna portandola quasi a bollore. Spegnere e aggiungere subito il cioccolato bianco. Far raffreddare ponendo la pentola in acqua fredda, o anche un paio di minuti nel congelatore. Quando fredda 
montare leggermente con la frusta elettrica per ottenere una consistenza soffice e voluttuosa. 

Preparare la bagna per i savoiardi frullando le fragole rimaste insieme ad un dito di rum fino ad ottenere una consistenza fluida. Eventualmente aggiungendo un goccio d'acqua. 
Se lo volete analcolico, potete attendere che le fragole tirino fuori tutto il loro succo e usare quest'ultimo come bagna per i savoiardi.

Per montare: 
Dividere i savoiardi in 4 parti, bagnare ogni pezzetto nel succo di fragola e  disporli sul fondo di un bicchiere Coprire con qualche cucchiaio di fragole, poi la ganache, continuando così fino al completamento degli ingredienti.



mercoledì 4 maggio 2011

Carrot cupcakes per sentirsi bambini

Da quando avevo comprato queste deliziose carotine di marzapane a Zurigo, avevo in mente di fare dei deliziosi carrot cupcakes.
Queste carotine le guardavo nella dispensa come una bambina davanti al dolcetto proibito, volevo usarle, ma dovevo aspettare il momento giusto per farlo, o quanto meno avere del tempo a disposizione.
L'idea è rimasta in stand-by fino a quando Tuki ha pubblicato i suoi deliziosi carrot cupcakes. A quel punto non ho saputo resistere, li avrei fatti immediatamente... e infatti, notate la distanza tra il post di Tuki e il mio! Rapida, eh?
Io non ho fatto altro che riproporli, eliminando un paio di ingredienti.
Se non amate il cocco potete sostituirlo con la farina di mandorle, ma vi dico... non è un gusto invasivo e ci sta una delizia! Sono piaciuti anche al mio anti-cocco boy! :-)



Ingredienti (per 12 cupcakes medi o 20 piccoli):
100 g di uova a temperatura ambiente (circa 2)
100 g di zucchero di canna
75 g di olio di semi

100 g di farina "00"
10 g di lievito per dolci
100 g di carote grattugiate
50 g di cocco disidratato
50 g di noci tritate (facoltativo) (Omesse)
un cucchiaino raso di cannella (Omessa)
un pizzico di sale


Per il frosting:
100 g di Philadelphia a temperatura ambiente
50 g di burro morbido
25 g di zucchero a velo

Procedimento:
Mescolare assieme la farina setacciata con il lievito, il cocco e la cannella e tenere da parte. Montare le uova con lo zucchero, l'olio e il sale fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso. Incorporare la farina con l'aiuto di una spatola ed unire le carote e le noci. Versare l'impasto nei pirottini riempiendoli a 3/4 e cuocere in forno preriscaldato a 170°C per circa 20 minuti o fino a quando l’interno risulterà asciutto. Nel frattempo preparare la crema lavorando il burro con lo zucchero, quando il composto risulta cremoso e montato unire il philadelphia, continuando a lavorare. Versare la crema in una sac a poche ed utilizzare per decorare le tortine raffreddate e spolverare con cocco disidratato o noci tritate. Una volta farciti si conservano in frigorifero per due giorni.

lunedì 2 maggio 2011

Scialatielli, dal verbo "scialarsi"?

Conoscete il verbo "scialarsi"? Ovviamente la correlazione si è creata nella mia testa pensando agli scialatielli, protagonisti del piatto di oggi e visto il risultato finale ho pensato "Chissà se c'entra nulla con il verbo scialarsi!"
Ormai scialarsi è un termine che si sta diffondendo un po' in tutta Italia, ma fa parte dei dialetti del Sud. 
Io, che non amo nessun dialetto e non parlo neanche il calabrese, sono sempre stata una sostenitrice di questa parola. In italiano, infatti, non esiste un verbo che riesca a rendere il senso di "scialarsi" neanche lontanamente.
Scialarsi vuol dire stare bene all'ennesima potenza, uhmmm, no, non rende abbastanza.... godersi il momento, essere in un momento di piacere estremo, di benessere completo. Non so se ce l'ho fatta a descrivere bene il suo significato, ma ci si può scialare perché si passa un pomeriggio stesi sull'erba al sole, per una giornata tra amici o anche per un pranzetto con i fiocchi.... come questo qui,  pensato alle 11 del mattino e pronto in tavola per le 13.30. 
Un sabato casalingo e coccoloso che è stato completato da un pranzo goloso e colorato. A volte basta così poco per scialarsi! 

Il piatto, per quanto sia stato creato e completato nella mia testa proprio al mattino stesso, avevo iniziato a pensarlo da quando ho trovato al supermercato lo stracchino al latte di bufala. L'unione di acciuga e peperoni si commentano da soli, ma volevo anche una nota croccante, e quindi le briciole di pane tostate, e infine anche  un tocco vellutato, che addolcisse i sapori forti di peperoni e acciuga. 
La maggiorana, l'ho "tolta" dagli scialatielli, che in alcuni casi la prevedono nell'impasto, per lasciarla a profumare il piatto finito. Mi piaceva che rimanesse un profumo e un tocco di colore e "romanticismo" al piatto. :-) 



Per la pasta:

400 gr di farina di grano duro
400 gr di farina 0
120 ml di latte
1 uovo
40 gr di pecorino
1 cucchiaio di olio
Sale

Per il condimento:
Mezzo peperone giallo e mezzo rosso
Una acciuga
Briciole di pane
Olio evo
Aglio e peperoncino (io amo usare questo, ha un gusto unico!)
Stracchino di bufala
Una manciata di maggiorana fresca

Procedimento:

Per la pasta: 
Formare la fontana con la farina, al centro porvi tutti gli ingredienti, mescolare leggermente con una forchetta e poi impastare a mano fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo. Lasciar riposare l'impasto per un'ora. 
Trascorso questo tempo stendere l'impasto in una sfoglia di 2 mm e lasciarlo asciugare per una decina di minuti. 
Arrotolare la sfoglia su se stessa e formare delle fettuccine di circa 8-10 mm e lunghe 10-15 cm.



Per il condimento: 
Far rosolare l'aglio, il peperoncino e l'acciuga in olio evo. Intanto tagliare a cubetti i peperoni. 
Quando l'olio è caldo disfare completamente l'acciuga rendendola crema nell'olio. Aggiungere i peperoni e far saltare a fuoco vivo per il primo minuto, poi abbassare la fiamma e far cuocere per 2-3 minuti ancora. 
Mettere a cuocere la pasta. 
In un padellino scaldare e far colorire le molliche di pane, aggiungere un filo d'olio evo e far assorbire rendendolo croccante. 
Quando la pasta è cotta farla saltare insieme al sugo di peperoni, aggiungendo 2-3 cucchiai di acqua della pasta. Amalgamare bene e disporre nei piatti. In ogni piatto spargere un po' di molliche croccanti, spargere qualche foglia di maggiorana e finire con una palletta di stracchino di bufala. 
Related Posts with Thumbnails