mercoledì 30 marzo 2011

Chocolate Chip Cookies

Da tempo volevo fare i famosi chocolate chips cookies, ma come tante cose ci si ritrova dopo 2 anni a dire "Toh guarda! Volevo proprio provarla questa ricetta! Com'è che me la sono dimenticata fino ad ora??". Poi, come tante cose, la ricetta in questione diventa anche un classico di casa e infatti, in brevissimo tempo mi sono trovata a farli già per la seconda volta. La mia cavietta li ha graditi particolarmente e, dopo una bella scorpacciata, ne ha chiesti ancora..... e dato che bisogna assecondare i suoi attacchi di golosità nella speranza che ingrassi e finalmente non sarei più io la "grassa" della coppia! (ah ah ah, risatina satanica ;-) ).



La ricetta l'ho presa qui, da Jasmine e Manuel, apportando alcune leggere modifiche.
Rispetto alla ricetta originale trovo che sia perfetta l'aggiunta dei fiocchi d'avena che gli dà un tocco di rusticità che li rende perfetti. Credo che il rischio, con l'assenza dei cereali e la presenza del cioccolato bianco, sia quello di ottenere dei biscotti stucchevoli, un po' troppo dolci.

Ingredienti:

210 gr di farina
80 g di zucchero di canna
75 g di zucchero semolato (ho fatto 65gr avendo usato un cioccolato molto dolce)
115 gr di burro fuso
135 gr di gocce di cioccolato (io metà di cioccolato bianco e metà al latte)
2 cucchiaini di lievito
1/2 cucchiaino di bicarbonato
1 uovo
Mezza bacca di vaniglia (nell'originale vanillina)
30 gr di fiocchi d'avena (mia aggiunta ma consiglio di meterli, ci stanno benissimo!)

Procedimento:
In una ciotola mescolare il burro a temperatura ambiente e lo zucchero con le fruste elettriche. Di seguito unire l’uovo e la vaniglia.
Con un cucchiaio, aggiungere la farina, il lievito e il bicarbonato, e infine le gocce di cioccolato.
Formare delle palline di impasto, aiutandosi con un cucchiaio (può essere utile quello per formare le palline di gelato).
Porre le palline nel congelatore per mezz'oretta (questo passaggio rende i biscotti più morbidi e migliora anche la forma che prenderanno in forno) e poi disporre su una teglia ad una buona distanza l'una dall'altra (cuocendo si allargano e appiattiscono) e cuocere in forno a 180° per una decina di minuti. I biscotti dovranno sembrarvi ancora crudini quando li sfornate, altrimenti diventano molto duri e non più friabili come dovrebbero essere.

Da brava donna di marketing ;)), vi ricordo anche il contest mio e di Saretta, abbiamo bisogno di tante ricettine per le nostre pause pranzo!!!!! :))


venerdì 25 marzo 2011

Focaccia quasi pugliese

E' una sofferenza stare lontana dal blog... soprattutto in questi giorni che il mio bimbo ha compiuto un anno
Così ho deciso di prendere una ricetta e pubblicarla nonostante sia presa da mille cose e, quando leggerete questo post, io probabilmente sarò con qualche ipotetico cliente che cerca di saperne di più dei servizi dell'azienda o magari a chiacchierare con qualche visitatore lì solo per prendere le penne omaggio..... le fiere, che strano posto! L'unico luogo in cui è consentito prendere di tutto senza dover pagare! 
La cosa che mi fa più effetto è vedere come molte persone sono lì esclusivamente per una cosa: i gadget!!! 
Chiudo rapidamente questa parentesi, la nanna attende!!! 6 ore alla sveglia e un'altra giornata sui tacchi, ecco le mie prospettive a breve termine. 

Intanto a voi lascio questa focaccia, un altro dei miei esperimenti con i lievitati.... una focaccia che ricorda la classica pugliese friabile e profumata! 



Ingredienti (dose per mezza leccarda da forno):
100 gr di pasta madre
230 gr di acqua
100 gr di farina 00
100 gr di farina Manitoba
100 gr di semola rimacinata
20 gr di fiocchi di patate
1 cucchiaino di malto
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaio di olio

Procedimento per impasto a macchina:
Sciogliere la pasta madre in 300 gr di acqua insieme al malto. Avviate la macchina a velocità lenta in modo che faciliti lo scioglimento della pasta madre.
Unire la farina 00, manitoba e i fiocchi di patate e aggiungerli al lievito.
Di seguito aggiungere la semola rimacinata e, quando amalgamata aggiungere il sale sciolto nel 30 gr di acqua. Infine unire l'olio a filo e impastare fino a che l'impasto non è incordato, capovolgendolo un paio di volte.
Formare una palla e porre in un luogo tiepido a lievitare, in una ciotola unta d'olio per circa 12 ore.
Io l'ho impastata la sera prima per la sera dopo. L'ho lasciata in luogo tiepido tutta la notte.
Al mattino l'ho messa in frigorifero e l'ho ritolta alle 4 del pomeriggio. Alle 18 l'ho stesa e alle 19 cotta.
Dopo la lievitazione quindi stenderla semplicemente allargandola con le mani (verrà da sola, non fate forza) e aiutandovi con le braccia. Porre su una teglia ben oleata e condire a piacere.
Io ho cosparso di origano, olive taggiasche e pomodorini. Completare con un giro d'olio.
Far riposare per un'ora in luogo tiepido e trascorso questo tempo scaldare il forno a 250° e cuocere fino a completa doratura (15 minuti dovrebbero essere sufficienti).

martedì 22 marzo 2011

Se fossi.... se fossi....

....se fossi un piatto.... Sì, sarei una pizza!
Non potrei essere altro che una pizza.... al massimo potrei generalizzare con lievitati, carboidrati... però la pizza, sicuramente è il mio piatto. Chissà in quanti l'hanno pensata, sarò banale, ma non riesco a pensare ad altro che a lei!
Sapete quanto ci ho ragionato per tirare fuori la ricetta giusta per il contest di Juls???


Oltre al fatto che la pizza è una delle cose che tutti apprezziamo tantissimo e di cui è difficile stancarsi, la pizza per me è qualcosa che sa di tradizione e io, amo la tradizione.
Sono una sperimentatrice, vado sempre alla ricerca di cose nuove, non mangio mai per 2 giorni le stesse cose e molto spesso alcuni piatti passano solo una volta dalla mia cucina. Però, quando ho voglia di una coccola, quando voglio andare sul sicuro, quando mi manca casa, non posso che avere qualcosa di familiare sulla mia tavola. Il ragù della mamma, i peperoni e patate, le polpette al sugo della nonna, un piattone di covatelli.... o una bella pizza.
Sono una sperimentatrice, ma sono soprattutto tradizione, legami con la mia terra, modi di affrontare la vita con i valori del passato, spesso. Amo la tradizione, è magica, è poetica.
Ma questa non è l'unica motivazione per essere pizza: se fosse solo questo forse avrei scelto il ragù della mamma.
C'è anche che la pizza è un piatto semplice, fatto di ingredienti poveri e che con poco dona un bel sorriso.  Non per fare la modesta (e beh!),  ma una cosa che mi piace del mio carattere è proprio che le cose semplici mi rendono felice. Divento una bambina davanti alle margherite spontanee nell'aiuola del condominio, allo sguardo buffo di un bimbo o davanti ad un micropeluche che in meno di 10 secondi avrà un nome e una storia da raccontare....
Il fatto di avere scelto la pasta madre nella composizione dell'impasto è collegato a tutto questo: la pasta madre è legata alle tradizioni , è semplice e naturale, ma che riesce a stupire....e io non posso che rimanere incantata anche al suo cospetto!
Inoltre, pensando a me stessa, aggiungo che lei, la pasta madre (mica io :P ), a volte è anche un po' acidella!!!

Passiamo ora  al condimento.
1. Pomodoro, assolutamente pomodoro! 
Questo per un motivo fondamentale: vive di sole.
Non vuole essere una romanticheria, è solo che io vivrei di raggi di sole, vivrei di calore e mi sostituirei volentieri ad una lucertolina che trascorre le ore baciata dal caldo sole.
Il fatto di vivere di luce e calore, rende il pomodoro unico nel suo genere, saporito, profumato, adatto ad infinite preparazioni ed espressione del nostro sud... motivo per cui mi attacco ancora di più a lui, il Signor Pomodoro.


Arrivano poi la 'nduja e la provola....Non c'è bisogno di spiegarlo, vero? La mia "calabresità" è ormai chiara a tutti... sono una inguaribile calabrese! Ancora di più da quando vivo a Milano. Dovrebbero assumermi come PR per la regione Calabria:  "esportiamo la Calabria e i suoi beni" sarebbe la mia mission! 

A parte questo... la 'nduja è piccante. Senza questa caratteristica, la 'nduja non è più 'nduja. 
La scelta di un piatto piccante è legato ad un altro lato di quel che sono.... Io sono testarda (e permalosa), profondamente testarda, da tener testa ai più cattivi dei peperoncini, uno di quelli per cui non basta l'acqua a far spegnere il fuoco! :)  Quando sono convinta di una cosa, sono più resistente del piccante sulla lingua che non c'è verso di mandare via! 

La pizza di pasta madre l'avevo già realizzata e pubblicata qui, ma merita di essere rivista.... troppo buona e troppo comoda per non provare! E poi, avendo la base, quanti infiniti tipi di pizza potete creare??
Ecco allora di seguito un'altra variante.


Purtroppo questa versione mi è venuta un po' più anemica come colorito finale, ma come potete vedere qui, il risultato solitamente è bello dorato!

Ingredienti per 2 pizze:

200gr di pasta madre
100gr di farina
Acqua qb (non ho misurato, ma l'importante è ottenere una palla soda)
1 cucchiaino di sale

Condimento:
Passata di pomodoro
Provola
1 cucchiaio di 'nduja

Procedimento:

Impastare la pasta madre con la farina e l'acqua, infine aggiungere il sale. Formare una palla e lasciar lievitare per 4 ore.
Trascorso questo tempo scaldare il forno al massimo con pietra refrattaria posta in alto, ad una decina di centimetri dal grill. Una volta ben caldo accendere il grill e iniziare a formare le pizze.
Dividere in 2 l'impasto e stendere le pasta come una normale pizza, premendo con le dita e spingendo la pasta verso l'esterno, in modo da formare man mano un cerchio sottile e con i bordi leggermente più consistenti (insomma... una pizza!).
Condire a piacere e infornare quando il grill è acceso. La pizza si cuocerà in 4-5 minuti. Servire subito.

Con questa ricetta partecipo al contest di Juls, realizzato in collaborazione con Macchine Alimentari 


E con questo probabilmente inizio e chiudo la settimana. Da oggi sarò in trasferta per lavoro e non avrò tempo per connettermi, sigh! Ultima settimana di caos per fortuna! Dalla prossima si riprendono i ritmi tranquilli! Aspettatemi!! :)

sabato 19 marzo 2011

WHB # 275 - Tortini di topinambur e aceto balsamico in pentola a pressione

Ci sono alcune persone che, nonostante non si conoscono, si sentono da subito come vicine. Questo è quello che mi è successo con Libera, sensibile e attenta sempre alle altre persone, come si può non volerle bene? 
Grazie a lei, che questa settimana ospita la sua rubrica nel suo Accanto al camino, ho conosciuto il Weekedn Herb Blogging, ovvero una raccolta settimanale di ricette su frutta, verdura, fiori ed erbe. Pensate che questa raccolta va avanti dal 2005 e continua senza soste passando da blog a blog e suscitando sempre interesse in chi la incontra. 
Ammetto che inizialmente avevo rinunciato all'idea di partecipare per questioni di tempo. Tra Zurigo, week end fuori già organizzati, blogcompleanno e anche una trasferta di lavoro per 4 giorni che mi attende questa settimana, mi sentivo un po' con l'acqua alla gola. 
Però, quando Libera mi ha proposto di partecipare e mi ha spiegato in cosa consistesse, mi sono resa conto di quanto l'impegno fosse molto meno oneroso e avevo proprio una ricetta adatta! 
Inoltre, da amica di Petronilla quale sono, non potevo assolutamente perdere questa occasione, ancora di più che il vegetale in questione, è stato già trattato da un mio predecessore. 

Di cosa si tratta? Del topinambur, questo tubero ancora semisconosciuto, che ammalia tutti coloro che lo assaggiano. 
Con il sapore simile al carciofo da cotto, e ad una rapa da crudo, il topinambur risulta gradito al palato di tutti ed è adatto a tantissime preparazioni. 
Al contrario di quanto si possa pensare, questo tubero è prodotto in Italia e spesso si possono osservare campi spontanei pieni dei suoi fiori. Infatti, l'aspetto della pianta è quello di una splendida e alta margherita gialla (molti di voi probabilmente saranno qui a dire "Proprio lei?? Ne ho sempre viste tantissime dietro casa!") e può essere ammirata alla fine dell'estate. 
La raccolta del tubero, invece, avviene tra novembre e dicembre. 

Il topinambur è ricco di sostanze nutritive, prima tra tutti l'inulina, fibra solubile che a contatto con la saliva si trasforma in fruttosio, non in glucosio, e lo rende adatto a coloro che soffrono di diabete. Inoltre, l'inulina riduce il colesterolo nel sangue e i trigliceridi. Non contiene glutine e per questo è consigliato anche ai celiaci, informazione utile perché dal topinambur si può ottenere una farina sostituibile alla classica farina di grano. 

Il topinambur è ricco di fibre e zuccheri che aiuta l'apparato digerente, di vitamina A e B e possiede anche 2 amminoacidi, la colina e l'arginina, che stimolano la rigenerazione del fegato e proteggono l'organismo. 

Inoltre, essendo un alimento poco calorico e un valido supporto contro la ritenzione idrica è consigliato per chi segue una dieta dimagrante e anche per chi ha problemi di circolazione, cellulite e sovrappeso. 





Ingredienti:
3 topinambur di medie dimensioni
3 albumi
3 cucchiai di maizena
1 cucchiaio di aceto balsamico
Parmigiano grattugiato, qualche cucchiaio
Sale e pepe nero
Foglie di radicchio

Procedimento:

Fate bollire i topinambur e, quando morbidi, passarli per renderli una crema. Aggiungere il parmigiano, l'aceto balsamico, sale e pepe nero e la maizena e mescolare.
Montare a neve gli albumi ed aggiungerli delicatamente al composto.
Sbollentare un attimo le foglie di radicchio e usarle per rivestire gli stampini (io ho usato quelli da panna cotta). Dentro le foglie versare il composto di topinambur.
Riempire la pentola a pressione con un dito d'acqua e sistemarvi dentro gli stampini. Chiudere e cuocere per 20 minuti dal fischio.
Quindi svuotare la pentola dal vapore, aprire e sformare i tortini.

E un grazie per questa rubrica va a Kalyn, la fondatrice, e Haalo, l'organizzatrice dell'edizione internazionale e un grazie speciale va a Brii, che ne cura la versione italiana.


venerdì 18 marzo 2011

Un buon blogcompleanno a te, a me!

Il titolo immaginatelo cantato stile Bianconiglio di Alice nel paese delle meraviglie........
E poi....
Tanti auguri a noi, tanti auguri a noi! Tanti auguri ai nostri blog, tanti auguri a noiiiii! Ehmmmm,  forse ho esagerato un po' con le canzoncine! 

Ma avete capito di cosa si tratta??? Oggi e domani, il mio blog e quello di Saretta compiono un anno! Caso vuole che siamo nate proprio negli stessi giorni e che ci siamo incontrate a Zurigo poco prima del nostro blogcompleanno. Entrambe siamo partite con l'idea del "No, contest proprio no! E chi c'ha tempo???".
Per poi trovarci invece a pensare "E se lo festeggiassimo insieme?"
Io lo ammetto, non sono mai stata molto propensa ai contest, anzi, ho sempre pensato che avrei fatto altro per il blogcompleanno. Ma come si suol dire: mai dire mai! L'idea di farlo in due mi è piaciuta subito ed  in un batter d'occhio eccoci qui! 
Oltre alle remore da "faccio altro", in questo periodo siamo sempre di corsa, il tempo per gestire un contest da sole sarebbe stato impossibile, ma in 2 è tutto più facile no? Oltre che divertente... 
Così,  proprio dai nostri tempi ristretti, nasce anche il tema del contest "Schiscetta time".



Regolamento:

- Il contest inizia oggi, 18 marzo e scade esattamente tra un mese, alla mezzanotte del 18 Aprile
- Le ricette proposte dovranno seguire il tema del "Pranzo da ufficio", qualcosa che sia pratico da portare con se e da mangiare, ma per questo non meno gustoso. Aboliti i panini, siamo stanche del triste panino alla scrivania!
- Sono ammesse solamente ricette inedite, pubblicate sul vostro blog o inviateci per email durante questo mese. Non valgono ricette già postate.
- Ogni persona può partecipare con una sola ricetta
- Chi ha un blog dovrà pubblicare la ricetta da oggi al 18 aprile prelevando il banner, presentato di seguito, da apporre nel post della ricetta; inserire un link nel vostro post sia a questa pagina che a quella di Saretta relativa al contest. Inoltre, dovete lasciare sotto questo post o sotto il post di Saretta il link alla pagina della vostra ricetta. Così siamo sicure di leggervi! :-)


- Chi non ha un blog può inviare la ricetta a peperoniepatate@gmail.com o a poffilo@tiscali.it
- I giudici del contest saremo Sara ed io e, nel valutare le ricette, terremo conto dell'attinenza al tema, dell'originalità della ricetta, della praticità di trasporto/consumo. 
- I premi saranno 2 ancora completamente da definire. Un vincitore riceverà i premi da me e l'altro da Sara


Detto questo, mi piacerebbe spendere due parole su questo primo anno. Innanzitutto mi chiedo:  ma cosa facevo prima? Ho passato una vita senza blog e ora, dopo un anno, non riesco più neanche ad immaginare la mia vita senza. Mi ha riempito la vita facendomi incontrare tantissime persone fantastiche e dandomi la possibilità di dare spazio alla mia passione. Con questo non voglio dire che prima la mia vita era noiosa e triste, ma sicuramente il blog ha contribuito ad aumentare le mie soddisfazioni.
Già prima del blog avevo capito che la cucina mi rendesse felice, ma ora, condividendo la mia passione con un mondo di foodies, mi sono accorta di quanto questa ormai sia vitale.
Per questo un grazie immenso va a tutti coloro che mi hanno accolto in questo mondo, che non mi hanno guardato con pregiudizio perché ero ancora una delle tante nuove arrivate e che mi hanno considerato un amica: ho condiviso ricette, parole, ma anche emozioni.

E dopo questo momento di romanticismo, vi lascio una Top Ten delle ricette del primo anno di Peperoni e Patate.  Di seguito troverete tante "prime volte" e la cosa mi lascia un sorriso soddisfatto ed emozionato, come se il mio bambino fosse cresciuto abbastanza da essere in grado di spegnere le candeline da solo!

La scelta è stata ardua, ma ce l'ho fatta... Pronti??

10 - Il Panettone di Zoia: il miglior panettone di sempre, in ultima posizione perché la ricetta l'ho solo ereditata. E poi, è simbolo della scoperta della pasta madre, new entry di casa di cui ormai non posso fare a meno.
9 - I ravioli al vapore: perché la settimana orientale è stato un tema particolare dell'anno che ha attirato, quasi per la prima volta, l'attenzione dei lettori.
8 - Il liquore al cioccolato:
7 - Il gelato alla zuppa inglese: perché è uno dei miei preferiti e a Milano è molto difficile trovarlo...
6 - Sfoglia di cannellini al ragù di pescatrice e guanciale: perché questo piatto aveva un equilibrio di sapori che è difficile riuscire a creare, ho l'acquolina in bocca al pensiero!
5 - Panini alla 'nduja: la prima volta che sono finita su una rivista "L'arte bianca". Potete immaginare la soddisfazione?
4 -  Mousse di San Daniele e patate in sfoglia di mele: perché è la prima ricetta con cui ho vinto un contest e la prima volta che ho pensato una ricetta in abbinamento ad un vino. Una bella sfida con me stessa!
3 - Polpette al baccalà italo-svedesi: non solo perché hanno vinto alla mia prima partecipazione l'MT Challange, ma anche perché il mio ragazzo continua a chiedere di rifargliele! Lo stesso potrei dire anche delle Alici con sorpresa di zucca marinata....
2 - Le aragostine: il mio dolce preferito della piccola pasticceria (però solo ed esclusivamente riempite di crema chantilly) è stata una delle imprese "titaniche" del 2010. Impossibile dimenticarle!
1 - Peperoni e patate: nome del mio blog e ricetta del primissimo post, ci sarà un motivo, no? Per me non esiste piatto migliore di questo.... semplice, che sa di casa, piccante come una calabrese doc desidera. Provatelo, non ho ancora conosciuto nessuno che non li ami!

Mentre per i più golosi ecco alcuni promemoria.... lo faccio per il vostro umore, e non ditemi che volete mettervi a dieta! :-)

- Lo zuccotto: ripieno di panna e fragole è ideale per una di quelle giornate in cui si ha voglia di stare sul divano armati solo di cucchiaio e dolcezza!
- Bavaresini ai 3 cioccolati: perché fanno desiderare che il bicchiere non finisca mai... peccato che funzioni solo con la borsa di Mary Poppins!
- La torta "per non sbagliare", il nome le calza a pennello! Molti l'hanno testata e a quanto pare, sono state sempre contese le briciole... cosa state aspettando????
- Genoise con crema all'arancia e bavarese al cioccolato bianco e liquirizia: la prima volta che ho utilizzato la liquirizia in un dolce.... amore al primo assaggio! Non siate scettici, vale un tentativo (e anche il secondo e il terzo...)!

Faccio molto "televendita", ma mi piacerebbe sapere: c'è qualcosa che vi è rimasto impresso di questo mio anno di blog? Si accettano critiche! :-)


RICETTE SFIDANTI (senza blog)

Eliana - Cous cous con verdure
gr.300 di cous cous, gr.250 di carote, gr.250 di zucchine, 1 peperone, gr. 300 di paptate, qualche foglia di verza, 1 cipolla, gr.200 di ceci lessati,gr.200 di passata di pomodoro, peperoncino, 4 chiodi di garofano, olio e sale .

Rosolate la cipolla senza farla imbiondire troppo con due cucchiai di olio,quindi mettere i ceci e le carote. Fate insaporire per 10 minuti a calore dolce. Aggiungete il passato di pomodoro, il peperoncino, i chiodi di garofano. Proseguite la cottura per altri 15 minuti.
Unite poi tutte le altre verdure , copritele con acqua calda.Condite con sale e lasciate cuocere per altri 20 minuti. Cuocete il cous cous a vapore su una pentola con l'acqua in ebollizione o seguendo le indicazioni della confezione . Quando è pronto , versatelo in una zuppiera di coccio, larga, sgranarlo e aggiungere un po' di olio. Unire le verdure ,mescolando con delicatezza il tutto e servire subito in tavola. A tutto ciò a cottura quasi ultimata ho aggiunto del cumino.



giovedì 17 marzo 2011

Zurich, The Last Part - Foodblogger con le mani in pasta!

Mentre tutto oggi parla italiano, io continuo i miei racconti di Zurigo.... vi dispiace???
Io adoro l'Italia e ammetto di essere molto molto patriottica, però, un giorno, mi piacerebbe potermi considerare "cittadina del mondo".... conoscere, viaggiare, andare alla continua ricerca di culture e sapori nuovi sarebbe per me un sogno. L'Italia già di per sé è un piccolo grande mondo da conoscere con tutta la sua varietà e le sue micro-realtà, un paese speciale. Per questo, Auguri Italia, giovane-vecchia bimba che sei! :-) Noi, ti amiamo e ti vogliamo così, unita, fatta di allegria e di controsensi, di bene e speriamo sempre meno di male.

E fatto questo inno alla nostra bella Italia, superiamo i confini a Nord, per scoprire qualcosa ancora dei nostri vicini svizzeri. Così vicini che non è chiaro neanche come sia possibile che molti di noi italiani non la conoscano affatto!
Per chi vive al Nord Italia è davvero una passeggiata arrivarci e, anche tornandoci più e più volte, c'è sempre qualcosa di meraviglioso da scoprire.

Risvegliarsi a Zurigo, nella curatissima camera del nostro albergo, è stato proprio come uscire da un sogno per entrarne in un altro. Mi sarebbero serviti un paio di schiaffetti per capire che era tutto reale!
Mai stata così rapida a saltare giù dal letto dopo la sveglia, in poco tempo ero a far colazione in una sala piena di soffice pane al burro, brioche rustiche e marmellate fatte in casa. In tavola già pronta una spremuta d'arancia e il cameriere in un attimo è arrivato con il caffè. In tutto questo, continuo ancora a pensare che forse sono in un sogno.
A tavola ci attende Isabella con Matteo Spiller, market manager della Swiss Travel System, di cui vi ho già parlato qui. Una piacevolissima chiacchierata assaporando una fetta di morbido pane al burro con marmellata di mirtilli neri fatta in casa, è stato l'inizio di una giornata perfetta che ci ha portato all'Hiltl, storico ristorante vegetariano di Zurigo, il più vecchio d'Europa considerando che la sua nascita risale al 1898!

Ancora prima di entrare rimaniamo affascinati dalla campagna pubblicitaria del ristorante, semplice e lineare come il moderno design richiede, ma di grande effetto: su sfondo nero,  animali carnivori con denti da coniglio dicono "All'Hilt, anche noi amiamo mangiare vegetariano".



Mentre dall'esterno subito ci attraggono le pubblicità, entrare ci fa scoprire un mondo particolare e aperto a tutti.
Appena entrati ci troviamo nella sala bar: colpiscono subito le poltrone adatte alle donne incinte o con neonati, un piccolo particolare che fa subito intuire la cura con cui questo ristorante è stato pensato.
Di fronte a noi un grande buffet in cui ognuno può scegliere liberamente cosa mangiare e soprattutto, in che quantità. Non è una cosa da poco per chi porta con sé bambini o anche solo per chi desidera assaggiare qualcosa!

La tappa successiva ci ha portati ad incontrare l'affascinante e disponibile chef del ristorante, Marco.
Marco e Anna, una giovane new entry nella cucina dell'Hiltl, ci hanno fatto da cicerone in una visita per le sale del ristorante e le cucine. Avete letto bene, le cucine, non una, o meglio, una enorme cucina che si estende su  ben 4 piani. Un sogno per chi come noi ama cucinare!
E altra chicca: avreste mai immaginato un frullatore ad immersione alto circa 1,20 m????? Da rimanere a bocca aperta!






Dopo il tour e un aperitivo di accoglienza con un centrifugato di barbabietola, succo di mela, limone e carota (buonissimo!), arriva il momento di mettere le mani in pasta...cuciniamo!



3 ricette, noi divise in 3 gruppi e le attenzioni di Marco e Anna che ci hanno seguito passo passo.
Durante i preparativi, abbiamo messo giù le macchine fotografiche e lasciato a Silvia, la nostra fotografa ufficiale, il compito di immortalare ogni attimo. Quindi, per gran parte delle foto di noi foodblogger con il grembiulino e le mani sporche di farina, andate da lei.



Le ricette realizzate nella cucina presente in sala, in mezzo ai clienti, sono state:
- Crispy tofu con Mango e Apple Chutney 
- Green Thai-Curry 
- Hiltl' s Chocolate mousse con chilli






Visto la bontà del menù, non posso che lasciarvi una delle 3 ricette, il Crispy tofu con mango ed Apple Chutney. Questa e non le altre perché, mentre per il green curry potreste avere problemi nel reperire tutti gli ingredienti e la mousse al cioccolato è una prelibatezza che spesso si può assaggiare a Zurigo, il crispy tofu è un piatto molto originale, gradito a tutti, semplice da realizzare e di sicuro effetto...e anche riproponibile con carne o formaggio. Non diciamolo all'Hiltl!:-)



Le ricette sono prese dal libro della Hiltl: "Hiltl.Veggie International. A World of Difference" di Orell Fuessli.

CRISPY TOFU

Ingredienti per 4 persone:

360gr di tofu a fette spesse circa un centimetro

Per la marinatura:
80gr di ketchup
25gr di senape
20gr di salsa di soia
Mezzo cucchiaino di curry piccante
Un pizzico di pepe di Cayenna
2 cucchiaini di sale
10 gr di zucchero di canna

Per l'impanatura:
Farina
Cornflakes al naturale, non dolcificati
4 cucchiai di salsa di soia
2 uova

Procedimento:
Tagliare le fette di tofu a metà (solitamente si trova in fette quadrate), formando un triangolo.
Mescolate insieme tutti gli ingredienti della marinatura, immergete i triangoli di tofu e lasciarli marinare per una notte.

Prima di friggere, sbattere le uova con la salsa di soia. Passare il tofu marinato nella farina, poi nelle uova e infine nei cereali tritati grossolanamente.
Scaldare abbondante olio e friggere fino a che non saranno dorati (circa 2 minuti).
Asciugare il tofu in modo da perdere l'olio in eccesso e servire insieme al chutney.



MANGO E MELA CHUTNEY

Ingredienti per 4 persone:
250gr di mela già pelata (le migliori da usare sono le Golden)
50 ml di aceto di mele
1 stecca di cannella
1cucchiaino di coriandolo
2 pizzichi di curcuma
1 pizzico di pepe di Cayenna
1 cucchiaio di zucchero
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaino di zenzero

180gr di polpa di mango

Procedimento:
Mondare la mele e tagliarle a cubetti di circa un centimetro.
Unire al succo di mela le spezie e l'aceto di mele e portare a ebollizione. A questo punto aggiungere le mele e cuocere finché non diventano tenere.
Aggiungere la polpa di mango frullata (se non la trovate già pronta al supermercato) e lasciare raffreddare.
Questo chutney può essere conservato in frigorifero almeno per una settimana.
In questo caso, una volta pronto, servire come accompagnamento per il crispy tofu.


Finito di cucinare, ci siamo sedute a tavola, servite da Marco e Anna, e abbiamo assaporato tutto accompagnandolo con ottimo vino zurighese. Man mano che ci avvicinavamo al dolce pensavamo già ad un modo per poter tornare in questo ristorante. La cortesia e la particolarità del contesto ci ha dato una carica ed un entusiasmo che ci ha fatto godere ancora di più ogni singolo momento trascorso tra quelle mura.



Ma è arrivato il momento di andare, dopo aver ricevuto in regalo un bellissimo libro con le ricette dell'Hiltl, torniamo alla realtà, pensando se fosse il caso di tornare alla festa serale "Tutti i frutti"!
Difatti, l'Hiltl non è solo un ristorante, ma anche un bar, un club per la sera e per la vita notturna e da poco, si occupa anche di catering e banqueting: un mondo vegetariano a 360°.

Dopo qualche ora, usciti dal centro storico della città, Sandra, la nostra bravissima guida, ci ha accompagnato nella Zurich West, luogo di cui vi ho già mostrato il mercato Im Viadukt qui.
Entrare in Zurich West è come cambiare dimensione: dalle palazzine perfette, con gli scuri colorati alle finestre, strutture classiche ed eleganti della vecchia Zurigo, si passa ad un panorama completamente opposto: ex industrie e birrifici, qualche grattacielo, ponti e container rendono Zurich West un moderno contesto metropolitano.





Dopo un lungo giro arriviamo al Lasalle Restaurant, un cubo di vetro crea la sala del ristorante, mentre intorno il contesto industriale di un vecchio birrificio fa da perfetta cornice. Un incontro perfetto tra moderno e realtà industriale. Entrando in questa struttura si ha la sensazione di entrare in un pezzo di storia e di sapere.
Alle spalle del ristorante, il più famoso locale di jazz di Zurigo, Moods, conosciuto anche nel resto d'Europa, conferma la sensazione di trovarsi in un importante centro culturale.




Sfortuna vuole che io, proprio a Zurigo, proprio in mezzo alle 3 giornate, dovessi beccarmi la febbre.... ovvio no?! Il desiderio di vedere tutto, provare ogni cosa, ha fatto sì che uscissi della mia camera d'albergo per andare nella Zurich West, purtroppo però, non sono riuscita ad assaggiare il dolce!
E mi sono persa l'ananas accompagnata dal gelato al wasabi... un peccato o un privilegio? :-)
Però al polpettone, con quella perfetta salsa di accompagnamento speziata e il purè, non ho rinunciato!



Arriviamo al sabato, controvoglia... Chi vuole tornare a casa?
Ma anche la curiosità di vedere l'Uetilberg, la montagna di Zurigo a  800 metri di altezza e 5 minuti di treno dal centro città.
Da lassù si può godere la vista di tutta la città e delle montagne intorno, uno spettacolo per gli occhi.  Gli abitanti di Zurigo sono soliti andare lì per fare sport, molte sono le persone che arrivano di corsa o in bicicletta (che coraggio!!), o anche per godersi un brunch in mezzo alla natura con la famiglia.



Potete notare la posizione molto naturale dei soggetti della prima foto.......



Quest'ultimo è proprio quello che abbiamo fatto: un brunch all'Hotel Restaurant Uto Kulm, per sentirci un po' zurighesi anche noi! L'Uto kulm è una meta per turisti durante l'inverno, trovandosi a pochi metri da una pista per slittini.



Il ristorante ci accoglie in una splendida sala composta da immense vetrate a sfioro sulla montagna e una vista pazzesca sui boschi sottostanti. Baciati dal sole abbiamo potuto godere ancora una volta degli ottimi prodotti zurighesi: formaggi di qualità, affettati particolari, marmellate buonissime e una varietà di pane ai semi e al burro da lasciarti per qualche minuto indeciso nella scelta.




Finito il brunch, si torna sul percorso tra gli alberi per tornare al treno e, nella passeggiata, ogni tanto compariva un pianeta del sistema solare riprodotto in scala e tutti in proporzione tra di loro.... questo di seguito è il sole:



Sapete quanto erano grandi gli altri pianeti? Il doppio di una capocchia di uno spillo o una biglia....
Sembra banale, ma vedere riprodotte queste proporzioni fa pensare a quanto grande e potente sia il sole!

Torniamo giù, anche con la testa, dopo aver fatto incetta di Luxemburgerli da Spruengli, è il momento di partire. Grazie Zurigo, non credo ti dimenticheremo mai!


E prima di chiudere questo capitolo, che rimarrà comunque aperto nei nostri cuori, un grazie enorme va alla Zurigo Turismo, al "suo inviato italiano" Andrea che è stato nostro complice ed è riuscito a sopportare 6 pazze blogger per tutte e 3 le giornate senza nessun segno di cedimento; Sandra, la nostra dolcissima guida che ha messo anche le mani in pasta per colpa nostra; Isabella solare e disponibile, non ci dimenticheremo mai la tua accoglienza con i luxemburgerli e tutti tutti i ristoratori, hotel, chef che ci hanno ospitato e accolto con tanta disponibilità!

Informazioni di servizio:
Per chi volesse visitare Zurigo di seguito alcuni numeri utili:

Zurigo Turismo, Ufficio informazioni turistiche nella Stazione Centrale, CH-8021 Zurigo

Informazioni generali:
Tel. +41 44 215 40 00; Fax +41 44 215 40 44; information@zuerich.com; www.zurigoturismo.com

Prenotazioni alberghiere:
Tel. +41 44 215 40 40; Fax +41 44 215 40 44; hotel@zuerich.com; www.zurigoturismo.com/hotel

Mentre, per chi vive a Milano, in Stazione Centrale c'è un ufficio delle ferrovie svizzere, tedesche e austriache da cui è possibile prenotare il treno, ma anche hotel o Swiss Card. Chi meglio dell'ente del turismo può aiutarvi a definire al meglio il vostro viaggio?

mercoledì 16 marzo 2011

Triglie al cartoccio al vapore, un piatto che fa bene

Oggi piccolo stop con i racconti di Zurigo per lasciare spazio ad una ricetta che non è un gioco di parole, ma è proprio che le ho cotte così. A dirlo sembra strano, in realtà è facilissimo farlo e buonissimo da mangiare.
Il cartoccio ha l'utilità di trattenere tutti i liquidi del pesce, generando un gustoso sughetto. Il vapore, beh, per me non c'è cottura migliore per esaltare il gusto del pesce!
Salmone, tonno, merluzzo orata, rana pescatrice e ora anche le triglie. Ogni pesce che mi ritrovo per le mani lo farei al vapore, forse esagero un po'?
Se non l'avete mai fatto, provate, perchè è davvero un sistema comodo, pratico e buonissimo!
La ricetta è venuta fuori parlando con un'amica e all'inizio mi aveva lasciato con il punto interrogativo, ma il mio desiderio di cuocere al vapore ha fatto cedere ogni dubbio e così le triglie sono finite nel cartoccio e poi nel cestello sommerse da vapore.



Ingredienti (x 2 persone):
4 Triglie piuttosto grosse
1 spicchio d'aglio
Qualche pomodorino
Origano
1 peperoncino
Un pugno di prezzemolo tritato
Olio evo

Procedimento:
Sistemare le triglie su un foglio abbastanza lungo di carta stagnola. Condire con l'origano, lo spicchio d'aglio, il peperoncino, i pomorodini e dare un giro di olio evo.
Chiudere il cartoccio e porlo nel cestello per la cottura a vapore. Cuocere per circa 20-25 minuti a seconda della dimensione delle triglie.
Et voilà, la cena è pronta! :-)


Visto che la ricetta in questione è appunto facile da realizzare e molto pratica, ma anche leggera, sana, a base di pesce che viene spesso trascurato sulle nostre tavole, questa ricetta va a finire dritta dritta a Sunflower per il contest per Bene.
Questo contest è nato per far conoscere e sensibilizzare le donne sul problema dell'endometriosi, malattia diffusa, ma spesso sconosciuta o trascurata.
Per informazioni sull'endometriosi andate a vedere qui.



E ultima cosa.... Auguri amore mio!
Oggi è il compleanno della mia dolce cavietta che mi sopporta e deve subire ogni giorno i miei esperimenti (che non sempre vanno a buon fine!).... quale giorno migliore per dirgli grazie di essere così, di accettare i miei difetti, di sopportare le mie montagne di accessori da cucina che non fanno chiudere i mobili e fanno rimanere i cassetti sempre incastrati, grazie perchè mi lascia il tempo per fare tutti i miei giri tra i blog, scrivere post, sistemare foto, rispondere alle email, seguire i social network, ecc. ecc(all'infinito)..... senza sentirsi troppo solo e abbondato. Grazie perchè dà sempre importanza alla mia passione e non pensa mai che sia solo "cucina". Grazie perchè è il mio genio, perchè mi fa ridere da matti e perchè senza di lui la mia vita sarebbe grigia e monotona. Grazie perchè ha il coraggio addirittura di amarmi! :) Buon compleanno amore mio!

martedì 15 marzo 2011

Foodshopping in Zurich - Altro che Sophaolic

Prima di farvi un sommergervi di un ultimo resoconto dettagliato degli altri 2 giorni trascorsi a Zurigo, ho pensato che sarebbe stato divertente mostrarvi un po' di cose interessanti per noi food addicted.... perchè si sa, i nostri souvenir non sono le solite statuine, magliettine e simili per turisti. Noi vogliamo cibo!
La cosa bella di questo viaggio è che, per la prima volta in una città straniera con altre persone, non ho avuto assolutamente alcun tipo di problema a convincere i miei compagni di viaggio ad entrare nei negozi che mi interessavano...tutte volevamo le stesse cose!
Visto questo, il nostro tempo libero a Zurigo è trascorso andando alla ricerca di ingredienti tipici o introvabili in Italia.... e la sera aggiornando i nostri blog!

Già prima di partire, avevamo mappato il territorio per individuare quali fossero i nostri punti di interesse. Abbiamo costruito un vademecum del "foodshopping" e siamo arrivate a Zurigo preparatissime!
Già durante il primo giorno ci siamo resi conto di quanto poi il nostro vademecum fosse inutile in realtà.... tutto quello che cercavamo era sulla Bahnohfstrasse.

La Bahnohfstrasse è la via principale di Zurigo che parte dalla stazione, cuore della città per arrivare alle rive Limmat. Questa è la via dei negozi, ma soprattutto è la via più cara di tutto il mondo!

Una delle cose che assolutamente non si può perdere di Zurigo sono le cioccolaterie.... rimanere attaccati alla vetrina è d'obbligo, entrare e non assaggiare impossibile! 
Già da subito rimaniamo incantate dalla vetrina di Merkur, all'inizio della Bahnohfstrasse






Nei percorsi a piedi per le strade di Zurigo, le soste causa "richiamo delle vetrine" sono state tantissime... è impossibile trattenersi davanti ad enormi cioccolaterie, splendidi panifici, accessori di cucina o magari fiorai da favola e pecorelle simpaticissime!







Oltre che alle vetrine, sono rimasta spesso incantata anche dietro le finestre dei ristoranti.... ognuno un piccolo angolo di eleganza e di charme.


Mentre qualche volta la sosta serviva solo per godersi il panorama....



Oltre che nelle vie del centro, le possibilità di shopping continuano nella Zurich West, una zona fatta di ex birrifici e industrie risistemate per ospitare ristoranti e locali per la vita nottura. Per chi è alla ricerca di cibo del luogo, esattamente come noi, non c'è che da entrare in Im Viadukt.
Im Viadukt è un mercato chiuso con banchi di ogni tipo. Qui è possibile trovare prodotti zurighesi (sapevate che allevano i lama????), ma anche italiani, inglesi, giapponesi, ecc... Uno spettacolo di colori!




La Zurich West, oltre al cibo, offre anche moltissimi negozi per giovani o per appassionati di arredamento, principalmente moderno con qualche tocco di estroso design, tutto in uno stile e in un contesto molto metropolitano.
Quindi, se arrivando a Zurigo, da un lato vi aspettate la cultura e la classicità, spostandovi dal centro avrete a disposizione l'alternativa moderna: divertimento per i più giovani e tante buone prospettive di musica e cucina per tutte le età. 

Prima di partire, ormai pronte per la partenza, non ci rimaneva altro che fare gli ultimi acquisti.... un passaggio al Migros, una catena di supermercati svizzera e infine tappa obbligata da Sprüngli, la pasticceria più famosa di Zurigo, (di cui vi ho già mostrato i Luxemburgerli) per portare a casa qualche loro prelibatezza. 





Oltre al contenuto, ciò che sorprende ancora di più sono le confezioni esposte in tutto il negozio.... Non solo scatole di cioccolatini, ma dei veri bijoiux!

Inutile dire che al ritorno metà della mia valigia era piena di cibarie di diversa natura.... cioccolato, wurstel, pane, formaggio, luxemburgerli, ecc. ecc... Che ne dite? Facciamo invidia o no a Becky Bloomwood di Sophaolic?

Giusto per ulteriore conferma di ciò, concludo riportando una frase emblematica di Andrea: "Basta un gruppo di foodblogger per risollevare l'economia zurighese!"
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