venerdì 29 ottobre 2010

Liquore al caffè

La ricetta viene da un numero di Sale&Pepe, non chiedetemi quale però.... ho letto la ricetta, l'ho fatto immediatamente e il passo successivo è stato copiare il tutto nel mio ricettario! 
Nel tempo ha subito variazioni, soprattutto per quanto riguarda la dose di zucchero! In famiglia non siamo troppo dai gusti "stucchevoli"e spesso si finisce con il diminuire lo zucchero drasticamente!
Ma in questo caso fidatevi.... 450gr per 5 dl di caffè sono davvero troppi!!

E con il liquore al caffè chiudo questa settimana alcolica.... hic! Non siete ancora ubriachi????
Dalla settimana prossima ritorna la normalità, anzi, direi proprio che è il caso di darsi a qualcosa di più salutistico per un po' di tempo!! 



Ingredienti:
5 dl di caffè
150gr di zucchero (nell'originale ben 450gr)
Una bacca di vaniglia
2 dl di alcool

Procedimento:
Preparare il caffè e poi scaldarlo con la bacca di vaniglia aperta per la lunghezza e lo zucchero, in modo da far sciogliere quest'ultimo.
La dose di zucchero originale a mio gusto era troppo elevata. Si scioglieva difficilmente e rendeva tutto troppo dolce. A furia di prove sono scesa a 150 gr.
Lasciar raffreddare e unire l'alcool.
Far riposare un mese prima di servire. Per esperienza però vi dico che se aspettate ancora un paio di settimane il risultato sarà ancora migliore.


giovedì 28 ottobre 2010

Liquore al peperoncino per brindare a me

Tanti auguri a meeeeeee, tanti auguri a meeeee!
Eh sì, oggi è il mio compleanno.... per ora niente torte, niente candeline, solo un accenno di canzoncina per ricordarmi che oggi tocco la soglia dei 26.... Posso dire che ho già la crisi di mezza età????'
E io che sono ancora convinta di averne 18 di anni.........
Visto allora che tra poco inizieranno a servire le creme antirughe, le tinte per coprire i capelli bianchi e non ho altre speranze di diventare più alta, beviamoci un bel bicchiere di pizzicante liquore al peperoncino!!
Il peperoncino, con tutte le sue proprietà benefiche, buono per il cuore e per la circolazione, antibatterico, antiossidante, afrodisiaco, antidolorifico e ricco di vitamina C... è proprio il caso di farsi qualche bella abbuffata di peperoncino (che già da calabrese, non è che si possa dire che ne mangi poco)!
Mi aspetto però che ribattiate sul fatto che l'alcool non sia proprio salutare, non si potrebbe dire il contrario... Ma per il mio compleanno mi concedete un drink? Oggi si beve per dimenticare la "vecchiaia"! 

Ma facciamo così.... invece di pensare agli anni che passano (tutti scherzi, adoro ogni volta il mio compleanno! ;-) ) che ne dite di fare un bel brindisi di auguri con me???? :-)

Compleanno a parte, questo liquore è la prima volta che lo faccio in casa, è ancora in via di sperimentazione, ma me lo vedo bene utilizzato per aromatizzare una cioccolata calda o un gelato e magari anche in cucina, per sfumare qualche pietanza particolare!



Ingredienti:
2 cucchiai di peperoncino in polvere (2/3 dolce e 1/3 piccante, anche se amate il piccante è meglio metterne molto poco.... pizzica!!)
Una decina di peperoncini freschi
300gr di zucchero
300gr di acqua
3dl di alcool

Procedimento:
Preparare lo sciroppo di zucchero sciogliendo lo zucchero in acqua calda. Aggiungere il peperoncino in polvere e lasciar raffreddare. Incidere i peperoncini freschi e porre in una bottiglia dalla bocca ampia (per esempio quelle dei succhi di frutta). Una volta che il liquido si è freddato, aggiungere l'alcool. Filtrare e versare nella bottiglia con i peperoncini. Dopo 10 giorni filtrare nuovamente ed imbottigliare. Lasciar riposare per 20 giorni e servire freddo.

mercoledì 27 ottobre 2010

Il Limoncino

Limoncino, non limoncello. La differenza, per me, sta nel tenore alcolico: il limoncello è molto più forte, mentre il limoncino è più delicato, a confronto "quasi" una bibita! Quasi eh... l'alcool si sente eccome!
Non so se questa distinzione è solo mia o è reale, ma per me, questa ricetta non è quella del limoncello. Potrebbe esserla portando la dose di acqua ad 1 litro o anche qualcosa meno. Magari qualche napoletano  salernitano di passaggio potrà spiegarci meglio... :)
Anche questa ricetta ha subito molte variazioni nel tempo ed è diventata la ricetta di casa dopo diversi tentativi: aggiungi zucchero, leva zucchero, aggiungi acqua o leva acqua, più o meno limoni....
E allora eccola qui, come piace a noi! Perfetto come digestivo, ma anche solo per il piacere di bere qualcosa di buono dopo cena. E' piacevole, non troppo forte, profumato... oserei dire che, come il liquore alla liquirizia o un baileys è un alcolico molto femminile.



Ingredienti:
9-10 limoni non trattati
1,8 l acqua
1 l alcool
650g zucchero

Procedimento:
Sbucciare i limoni facendo attenzione a tenere solo la parte gialla della buccia. Se la parte bianca non viene eliminata, il liquore diventerebbe amaro, per cui fate molta attenzione.  Far macerare le bucce di limone (senza la parte bianca!) nell'alcool per 15-20 giorni. Trascorso questo tempo sciogliere lo zucchero in acqua calda. far raffreddare e unire l'alcool. Filtrare e imbottigliare. Attendere un mese prima di servire.

martedì 26 ottobre 2010

L'Allorino

La ricetta di questo liquore credo che l'abbia data la vicina di casa a mia madre e, dopo tanti anni che ormai la possiede, l'ho adottata io e la ripropongo spesso in famiglia.
E' un ottimo digestivo, di facile realizzazione e molto simile ad un amaro. Quindi per chi non ama i liquori alle erbe e qualcosa di pungente dal punto di vista del tenore alcolico, non fa al caso suo. Però, chi vuole concedersi un sorso di liquore dopo una buona cena e un sapore che "pulisca la bocca", l'allorino è sicuramente il liquore ideale.
In casa piace molto e non c'è cena con amici e parenti che non finisca con questo sul tavolo!
E visto quanto piace, perchè non considerarlo per qualche regalo di Nalate home-made? :-)



Ingredienti:

20 foglie di alloro
300 gr di zucchero
Mezzo litro di acquaAcqua
Mezzo litro di alcool

Procedimento:
Mettere in infusione le foglie di alloro nell'alcool e lasciar riposare per 10 giorni.
Trascorso questo tempo preparare lo sciroppo di acqua e zucchero, scaldando insieme i 2 ingredienti. Una volta freddo unire l'alcool ed eliminare le foglie di alloro.
Imbottigliare e aspettare un mese e mezzo prima di servire. E' un ottimo digestivo.

lunedì 25 ottobre 2010

La settimana alcolica: il liquore alla liquirizia

Si iniziaaaaa!!!
Questa settimana ho deciso di dedicare 5 giorni unicamente ai liquori fatti in casa! Che ne dite? Vi piace l'argomento?
L'idea della settimana tematica era nata già con le ricette orientali: ricordate i ravioli al vapore? Gli involtini primavera? Lo stupendo pollo taiwanese?

Ormai sono diversi anni che faccio alcolici in casa, liquore al cioccolato, limoncello, amari... ed è sempre un piacere sapere di bere qualcosa che hai fatto con le tue mani (e poi sulla bottiglia non c'è scritto il tenore alcolico, chi lo dice che mi sto "ubriacando"?)!
Quest'anno è stato un vero divertimento realizzarli: ho trascorso una settimana praticamente facendo solo liquori e, per questo, ho deciso di partire anche in rete con una full-immersion degli alcolisti...ehmm no, degli alcolici! :P

Parto subito con il liquore alla liquirizia perché come al solito non mi lascio sfuggire l'occasione per non pensare alla mia terra. Sapete vero che la liquirizia migliore italiana si trova in Calabria e che il liquore alla liquirizia è una prelibatezza proprio di questa regione?
In particolar modo, la liquirizia di trova nella provincia di Cosenza: tra Rossano e Sibari ci sono diverse produzioni e, sicuramente la più famosa è la liquirizia Amarelli?
Se non l'avete mai provata....andate a cercarla!!

Per farvi capire la diffusione del prodotto nel nostro territorio vi racconto un pensiero che, proprio qualche sera fa,  un amico  ha raccontato a me: quando da bambino, il papà lo portava spesso a raccogliere la liquirizia.... non per i campi, lontano nella campagna, ma semplicemente ai cigli della strada! La raccoglieva, puliva le radici, e la mangiava fresca, al massimo del suo gusto! 
Nonostante apparteniamo alla stessa città, io purtroppo non l'ho mai fatto e non sapevo neanche di tanta diffusione! Però, ora che lo so, non mi lascerò sfuggire l'occasione!!  



Ingredienti:
200gr di polvere di liquirizia
500 ml di alcool puro 95%
400gr di Zucchero (nell'originale 500gr)
2 litri d'acqua

Procedimento:
In una pentola far bollire l'acqua con lo zucchero. Aggiungere la polvere di liquirizia lentamente e mescolando rapidamente per evitare che si formino grumi. Cuocere il tutto finchè non si addensa. Ci vorrà all'incirca mezz'oretta.
Far riposare per un giorno e aggiungere l'acool. Imbottigliare e far riposare un mesetto prima di servire.
Possibilmente tenerlo in frezeer.

venerdì 22 ottobre 2010

Zuppa di lenticchie con crostini di polenta

La zuppa di lenticchie è una di quelle ricetteche mi ricordano tanto casa, affetto, il focolare...
La faccio quando ho voglia di qualche gusto noto, che però non ti stanca mai, quando ho voglia di farmi una coccola... Di solito le mangio da sole, ma anche con pezzi di pane o, come mi piace tanto, con la pastina.
Ovviamente, però, quando ho detto al mio ragazzo che volevo fare la pastina con le lenticchie mi ha guardato un po' maluccio e mi ha detto "Si va bè, allora con la polenta"... Voleva essere una battuta, non sapendo che, quando si parla di testare abbinamenti, non può rischiare troppo con una foodblogger in casa!!
L'idea di fare i crostini di polenta è nata così in un battibaleno e portata subito in tavola....
Inutile dire, che mi è piaciuto molto e sapete cosa.... penso proprio che l'idea sarà riproposta per Capodanno! Magari presentata in cocottine individuali e i crostini a fare da decoro. Può essere un'idea no? :-)



Ingredienti (x 2 persone):ù
150gr di lenticchie
2-3 pomodori pelati
1 costa di sedano
Mezza cipolla
Olio evo
Sale
Polenta gialla (farina di mais, acqua, sale)

Per le lenticchie:
Lavare le lenticchie e porle in una pentola con sufficiente acqua (dovrà superare le lenticchie di almeno il doppio del volume), iniziare la cottura e far cuocere a lungo (anche un paio d'ore). Io ho utilizzato la pentola a pressione, 35 minuti e lenticchie erano pronte! A parte, in un pentolino far soffriggere in olio evo, la cipolla tritata e la costa di sedano tagliata in 2-3 pezzi. Aggiungere i pelati e spezzettarli grossolanamente. Far cuocere bene il pomodoro (una decina di minuti) e, una volta pronto, aggiungere il tutto alle lenticchie. Far insaporire per bene prima di servire. 

Per la polenta:
Ammetto, io ho usato quella che impiega 5 minuti a cuocere, chiedo venia!
Però, se proprio volete farla con tutti i sacri crismi, va portata ad ebollizione l'acqua salata (più o meno un litro di acqua per ogni mezzo chilo di farina) e poi si aggiunge la farina lentamente, mescolando sempre in modo da non far formare grumi. Mescolare continuamente per almeno 45 minuti. La polenta è pronta quando si staccherà dalle pareti, ma l'ideale sarebbe superare l'ora di cottura. Se non l'avete mai fatta, preparatevi ad un gran lavoro, sembra facile, ma in realtà è una fatica enorme!!

Una volta pronta la polenta, disporla dentro una pentola antiaderente unta d'olio e formare una sorta di frittata. Lasciarla freddare un attimo e tagliarla a quadretti. Grigliare i quadretti su una piastra e servire insieme alla zuppa di lenticchie. 
Trovo che questo abbinamento sia ideale anche per la cena di Capodanno! Un modo alternativo e goloso per servire le lenticchie (è piaciuto anche al mio ragazzo!!) e con lo zampone tipico diventerà ancora più completo.


Con tanta tanta gioia oggi partecipo alla Staffetta dell'amicizia e ringrazio tanto Federica per avermi coinvolto in questo! Ne sono felicissima!!!!


Le regole del gioco sono queste:

a)-creare un post inserendo il logo della staffetta e invitare le 14 bloggine che vorresti conoscere meglio;

b)-postare le 8 domande qui di seguito (togliendo le mie risposte a fianco, ovviamente!):

1- Quando da piccoli vi domandavano cosa volevate fare da grandi cosa rispondevate?
La biologa marina!! Vi sembra un lavoro tipico da bambini???? Eh, niente ballerina o astronauta...andavo sul pratico!!

2- Quali erano i vostri cartoni animati preferiti?
Da piccola..... oddio non so cosa scegliere... Mimì? Jhonny è quasi magia?!
E da grande.... alla tenera età di 15 anni, Piccoli problemi di cuore!

3-Quali erano i vostri giochi preferiti?
Sicuramente mio fratello, la mia vicina di casa e il mio cane!! :)) Certo, giocavo con le Barbie, con le bambole, ma volete mettere stare in giardino a combinar danni con i miei compagni di avventure??? :)

4-Qual'è stato il più bel vostro compleanno e perchè?
Lo scorso... visto che durante il mio compleanno capitano sempre cose brutte, l'anno scorso il mio ragazzo lo ha fatto durare 3 giorni e mi ha coccolato in un modo.... Quando si dice sentirsi una principessa!! Ha anche cucinato con me e per me per farmi divertire, è stato bellissimo!

5-Quali sono le cose che volevate assolutamente fare e non avete ancora fatto?
Viaggiare, viaggiare, viaggiare, e vedere tutto il mondo!

6-Quale è stata la vostra prima passione sportiva e non?
Assolutamente il nuoto! L'acqua è il mio elemento, non potevo che vivere per sguazzare, praticamente da quando sono nata!

7-Quale è stato il vostro primo idolo musicale?
Raf! A 6 o 7 anni ho tartassato mio padre finchè non mi ha regalato il cd de "Il battito animale"
Ora.... ho cambiato genere.... dei System of a down che ne pensate?? :P

8- Qual'è stato la cosa più bella chiesta(ed eventualmente ricevuta) a Babbo Natale, Gesù Bambino, Santa Lucia?
Ma sapete che non me ne ricordo neanche uno al momento?
E neanche chiesta, non mi piaceva chiedere i regali, volevo che fossero spontanei... che bimba intellettuale!!
Non so per cosa mi è stato regalato, ma ormai grande mia madre mi ha regalato Ciccio Bello, era una bambola che lei amava particolarmente e mio fratello gliel'ha distrutta quando era piccolino... così io ho sempre pensato in modo dolce a questo bambolotto!

c)- rispondere alle stesso sul vostro post




E ora vediamo a chi passare la palla....... tutte persone che trovo speciali e sarebbe bellissimo poter conoscere di persona....

- Libera di Accanto al camino;
- Terry di Crumpets&co
- Blueberry di Blueberry mood

giovedì 21 ottobre 2010

Mousse di San Daniele e patate in sfoglia di mele

TSTP, Timorasso Spumante Tasting Panel, ecco l'argomento del giorno. Ho ricevuto una bottiglia di questo ottimo spumate, il Chiaror sul masso della azienda agricola I Carpini. Nato da una sperimentazione voluta e portata avanti da Paolo Ghislandi, il Chiaror sul masso (qui le note tecniche sul vino) nasce dalle uve Timorasso, uve tipiche del territorio tortonese, per la prima volta in forma di spumante.



Il Chiaror sul Masso è uno spumante pungente e arguto. Nonostante sia uno spumante brut vivace, ha i toni dolci e carezzevoli con un ricco bouquet di profumi fruttati.
Con i suoi 13 gradi risulta leggermente più "forte" rispetto alla media di uno spumante: proprio per questa caratteristica, unita al gusto leggermente acido, ho preferito abbinarlo ad un antipasto di una certa consistenza piuttosto che ad un dessert come di solito accade comunemente nelle case degli italiani. Inoltre, penso che possa essere adatto più ad essere degustato con una portata principale che non per un delicato dessert.
La mousse vuole essere allo stesso tempo corposa, ma anche delicata in modo da non coprire l'aroma del vino. Le patate consentono di sostenere il tenore alcolico, il prosciutto San Daniele che allo stesso tempo è dolce e salato, lega il sapore con le patate e con il parmigiano rendendo la mousse delicata, ma saporita. Nonostante sia uno spumante, penso che le sue caratteristiche lo rendano adatto ad essere abbinato ad alcune tipologie di formaggi e perchè no, anche salumi: da questo è nata la mia unione di parmigiano e San Daniele.
Le mele vogliono addolcire la sapidità, e abbinarsi in un contrasto dolce/aspro con il vino, supportando anche i profumi dell'uva timorasso.
Infine la besciamella al vino vuole essere non solo un accostamento delicato, ma anche frizzante nel sapore, per non rendere il tutto troppo "mieloso".
Non posso ritenermi una esperta in quanto a vini, ma questo spumante ha suscitato in me diverse riflessioni e diversi spunti di cui non pensavo esser capace.
Amo il vino, non sono una bevitrice di birra o di superalcolici, ma non so dire di no di fronte ad un buon vino, bianco, rosso, spumante, dolce o secco che sia, l'importante è che sia un buon vino. E questo sicuramente lo è, un ottimo vino. Si percepisce la naturalità, l'assenza di chimicità nel gusto e anche negli effetti.  E' stata una grande soddisfazione poter creare una ricetta ad hoc, sperando di esserci riuscita, per un prodotto che porta con se una tale storia alle spalle. Non una storia di anni, di quelli di cui si dice "dal lontano millenovecento e tal anno", ma è data dal desiderio di riuscire in un'impresa in cui qualcuno, Paolo Ghislandi, ha investito tempo e riflessione e si è messo in discussione per riuscire a creare qualcosa non solo di nuovo, ma anche di qualità.
Per questo ho voluto mettere impegno per qualcosa di particolare, non volevo fermarmi ad un semplice tagliere di formaggi magari accompagnato da qualche delicata confettura o ad un primo piatto, ma piuttosto, ho cercato di metterci la testa. :-)



MOUSSE DI SAN DANIELE E PATATE IN SFOGLIA DI MELE SU BESCIAMELLA AL VINO BIANCO:

Ingredienti (x 4 cocottine)
1 patata grande
1 etto e mezzo di San Daniele
1 uovo (separare tuorlo e albume)
2 cucchiai di parmigiano
2-3 cucchiai di latte
1 mela

Per la besciamella al vino:
20gr di burro
20gr di farina
Un dito di vino bianco
Latte qb per avere una besciamella non troppo liquida
Una grattugiata di noce moscata
Sale

Procedimento:
Lessare la patata. Nel bicchiere del frullatore aggiungere il San Daniele, la patata bollita e divisa in pezzi, il tuorlo, il parmigiano. Iniziare a frullare in modo da avere un composto omogeneo. Regolare la densità con il latte in modo da renderlo più cremoso. 
Tagliare a spicchi le mele, eliminando il cuore con i noccioli e, se non sono trattate, potete lasciarle con la buccia. Affettare molto sottilmente ogni spicchio, io ho usato l'affettatrice per un risultato migliore. 
Montare l'albume a neve con un pizzico di sale e aggiungerli delicatamente al composto di San Daniele, a mano e dividendoli in 3 momenti,  mescolando dal basso verso l'alto.
Scaldare il forno a 190°. 
Rivestire le cocottine con carta forno, in modo da farla aderire bene ai bordi. e poi sistemare, sopra la carta forno, le fettine di mela, in modo da formare una "ciotolina di mela" in cui andrete a versare il composto di San Daniele riempendo per i 2/3 della cocottina. 
Porre nel forno caldo per 20 minuti circa. Fare la prova stecchino, il composto dovrà essere umino, ma non bagnato. 
Intanto a parte preparare la besciamella: sciogliere il burro. Spostare dal fuoco e aggiungere la farina, mescolare e riporre sul fuoco fino a che il composto non si scurisce. Sfumare con il vino bianco e aggiungere il latte, a filo, e mescolando continuamente. Aggiungere latte finchè non si ottiene la consistenza desiderata, che sarà di una crema, non troppo liquida. 
Servire, posizionando 2-3 cucchiai di besciamella sul fondo del piatto e ponendoci sopra i tortini.


Infine approfitto di questa ricetta anche per partecipare al contest di Arabafelice.
In principio non volevo unire i due contest, ma visto la felicità per la riuscita ho deciso di partecipare, oltre al TSTP, anche al contest Inventa...mela!

martedì 19 ottobre 2010

Alici con sorpresa di zucca marinata

..... o come dice il mio ragazzo "alici con aceto in zucca"!
Sono nati una domenica che eravamo in casa, lui malaticcio e io alle prese con i libri.
Ma ovviamente, anche se il mio corpo non è in cucina, la mia testa non riesce a smettere di pensare a qualche ricetta da provare o qualche nuova sperimentazione.
Così, tra un libro e un altro, la penna appoggiata alla bocca e gli occhi persi a guardare il nulla, riflettevo su cosa fare con quelle belle alicine che mi attendevano in frigorifero.
La riflessione è terminata in fretta, appena arrivata l'idea sono corsa in cucina a preprare la marinatura!



Che ve ne pare??? Sfiziose vero?
Sono perfette per un aperitivo sfizioso, accompagnate da un buon bicchiere di vino.
Però vi avverto... sono pericolose!
Se volete comunque correre il rischio, ecco la ricetta... :-)

Ingredienti:
Alici
Una fettina di zucca
Aceto
Olio
Farina
Sale
Olio per friggere

Procedimento:
3-4 ore prima della cottura mettere a marinare fettine sottili sottili di zucca e larghe più o meno un centimetro, in un filo d'olio e e un po' di aceto fino a coprirle.
Pulire le alici levando la lisca interna, ma lasciando la coda e la testa. Prima di friggere, mettere una fettina di zucca dentro ogni alice, passarle nella farina mista ad un cucchiaino di sale, chiuderle con uno stuzzicadenti e friggere in abbondante olio caldo a fiamma bassa fino a che non diventano croccanti.
Asciugare su carta assorbente e servire. Si possono mangiare sia da soli che abbinate a qualche salsa. Nella foto vedete la salsa agrodolce, abbinamento perfetto!

PS. Io preferisco salare qualunque frittura prima della cottura. Il sapore diventa più completo e più uniforme a differenza di quando si sala al termine che lascia la pietanza salata in alcuni punti, mentre insipida in altri.

Volevo anche fare una piccola riflessione su quello che è accaduto ieri... i nostri blog sono stati completamente tinti di rosa, tutto il web si è mostrato solidale verso un problema che riguarda tutti e ammetto che, navigando di qua e di la, mi sono davvero emozionata. Riuscire a creare tanto movimento, presentare pensieri ed emozioni così vaste e varie per un tema così importante ha suscitato in me un vero turbine di pensieri ed ha anche sollevato un sorriso. Mi sono sentita parte di qualcosa di importante, e vedere il grande movimento rosa mi ha dato una scarica di adrenalina! Quasi il batticuore per essere riusciti in tutto questo! 
Spero tanto che noi, come tutte le donne che sono passate per i nostri blog, abbiano sentito lo stesso e siano pronte per fare questo grande piccolo passo per sé stesse... prevenire! 

lunedì 18 ottobre 2010

Per non subire, ma combattere

Ottobre, mese della prevenzione contro il tumore al seno. Un mese per ricordarci che questa malattia esiste, non è lontana nonostante pensiamo che possa colpire solo gli altri, che "a noi non tocca". La triste realtà è che, invece, siamo tutte a rischio. 
In questi giorni in cui si parla tanto di questo, si pensa ai pericoli, alle possibilità, ammetto che la mia testa inizia a girare, a guardare avanti e pensare "Cosa accadrà? Toccherà anche a me?". Poi però mi fermo, ragiono e penso che siano proprio queste domande a salvarmi... salvarmi nel senso che, se mai dovesse capitarmi una esperienza del genere, io sarò pronta. Non ci vuole molto per esserlo, basta superare la vergogna e le paure e prendersi  un'ora di tempo all'anno per poter essere salvi.
Per il resto, non possiamo sostituirci alla natura, ma possiamo sicuramente difenderci! 
La Campagna Nastro Rosa ci aiuta proprio in questo: ci ricorda che non dobbiamo trascurarci o far finta che il problema non esista. Dobbiamo prevenire per poter crescere e invecchiare seramente! 
Noi donne siamo un universo colorato, ricco di interessi, di particolari e chicche che rendono il nostro mondo....rosa! 
Un mondo allegro, vivace, solare, romantico.... fatto di tante piccole che cose. 
Oggi, pensando a noi, quelle del "gentil sesso" (se ancora si può dire così!) ho deciso che non sarebbe stata solo una riflessione, ma anche un inno alle piccole cose che ci rappresentano, agli aspetti divertenti dell'esser donna... 
... trucchi e rossetti, gioielli e acconciature, scarpe e vestiti...  


e poi amore e coccole, famiglia e passione, pensieri ed emozioni........ amiche e telefoni, casa e compagno, chiacchiere e golosità..... e noi donne eccome se siamo golose!
Tuffiamo le nostre emozioni, le gioie e i dolori nei creme e pasticcini, pizze e patatine fritte...  abbiamo le voglie come se fossimo sempre incinte, e non riusciamo a resistere davanti ad una ciotola di gelato!  
Per questo, insieme ai nostri strumenti del mestiere (fard, tacchi a spillo, gonne e collant...), aggiungo una ricetta dolce, per poterci trovare virtualmente a bere un thè, scambiare quattro chiacchiere, e affondare i denti dentro una dolce e golosa fetta di torta! 

Ho scelto la torta di mele perché è uno di quei dolci che devo fare almeno una volta l'anno, insomma, è il mio incontro fisso, proprio come Nastro Rosa! 
Inoltre è una ricetta semplice, che si può improvvisare nel caso si voglia fare una coccola al maritino, una merenda golosa per i bimbi, un incontro improvviso con le amiche o più semplicemente si abbia solo un impellente desiderio di dolce!



TORTA DI MELE AL ROSMARINO (per l'occasione tinta di rosa, si nota che non sono un granché con il ritocco dei colori??)

Ingredienti (x una teglia da 26 cm di diametro):

150gr di zucchero (+ 1 cucchiaio per le mele)
250gr di farina
70 gr di burro
1 bicchiere di latte
1 uovo e 1 tuorlo
1 bustina di lievito
3 mele renette
1 limone
3 rametti di rosmarino
Procedimento:
Pelare le mele e tagliarle a spicchi sottili. Bagnarle con il succo del limone e aggiungere lo zucchero. Lasciare macerare e nel frattempo preparare la base del dolce.
Mescolare le uova con lo zucchero, una volta montate aggiungere il burro fuso e poi man mano la farina. Aggiungere man mano anche il latte per ottenere una consistenza cremosa, lasciandone un dito da parte per scioglierci il lievito. Terminata la farina, aggiungere il lievito, appunto sciolto nel latte. Infine, unire qualche cucchiaio del succo di macerazione delle mele.
Imburrare una teglia e versarci il composto. Disporre sopra le fettine di mele inserendole verticalmente nell'impasto. In qualche punto sparso inserire i rametti di rosmarino. Cuocere in forno a 180° per 45-50 minuti.

PS. La ricetta originale è senza rosmarino, ma avendo a disposizione una montagna di rosmarino che mi guardava, ho deciso di tentare! :-)


Riferimenti utili per la Campagna Nastro Rosa:

Numero verde SOS LILT (per informazioni circa i centri in cui effettuare le visite e  prenotare le visite gratuite):  800-998877
Siti internet: www.nastrorosa.it oppure www.lilt.it 

sabato 16 ottobre 2010

Panini alla 'nduja

World bread day, non potevo mancare, primo anno da blogger, ma non primo in cui, in questo giorno, vado per il web alla scoperta di pani meravigliosi in tutto il web. Guardandole mi sembra quasi di sentire l'odore di pane che inonda la casa...se non fosse che sono solo immagini!  



Questo pane potremmo dire che è un inno alla Calabria, all'inizio infatti pensavo di fare la mia solita pitta calabrese, poi ho pensato di impastarne tanta e di fare dei panini, perchè no, con la 'nduja, altro prodotto tipico della mia terra molto amato anche nel resto d'Italia. Versatile, gustoso, saporito... è perfetto per dare un tocco in più a tantissimi piatti....e anche al pane! Però... quando mai il pane ha bisogno di un tocco in più? Diciamo solo che era una variante, ecco. :-)



Ingredienti:



500gr di farina (io ho usato la Caputo Rossa, altrimenti 400g di farina 0 e 100 di manitoba)
12gr di lievito di birra fresco
1 cucchiaino di sale
30gr di olio
1 cucchiaino di malto
290 ml di acqua

Procedimento: 

Sciogliere il lievito nell'acqua, impastare tutti gli ingredienti, tranne il sale e lavorare fino a che non prenda consistenza.  Aggiungere il sale, far incorporare impastando ancora per qualche minuto. Lasciar lievitare in una ciotola coperta fino al raddoppio. 
Dividere l'impasto in tanti pezzetti da circa 40-50 gr l'uno. Formare delle "pizzette" e al centro porci un cucchiaino scarso di 'nduja. Chiudere i panini come per fare le pieghe del 2° tipo
Porre con la chiusura sotto,  su una placca da forno coperta di carta forno e, se desiderate "sporcate" di 'nduja anche la superficie. Far raddoppiare e poi cuocere in forno caldo fino a che non si colora (più o meno 20 minuti). 
La struttura dei panini è completamente diversa rispetto alla pitta, ma, grazie alle pieghe,  prendono la consistenza di panini da buffet. 

venerdì 15 ottobre 2010

Grissini alle olive con pasta madre

Sono in un momento in cui vorrei riuscire a riprodurre tutto ciò che di più buono si può trovare in giro, soprattutto nei forni di Milano che, per chi non li conosce, sono un vero luogo di perdizione! Pani di tutti i tipi neanche a dirlo, ma anche focacce, torte dolci e salate, piccola pasticceria, grissini, piadine, pasta fresca.... entrate lì e potresti rimanere bloccati nell'indecisione di cosa portare a casa. Quanti soldi avete con voi?? Bene, attenzione, perchè se siete in un momento delicato, con particolari voglie che non vi fanno pensare ad altro (e non donne in quanto a voglia di dolce, ma anche di salato, tutto in formato "golosità acuta", siamo davvero delle professioniste) potreste uscire  con il portafoglio svuotato causa focacce, dolci, dolcetti, tortine e stuzzichini vari. Insomma, i forni di Milano sono una trappola!
Qualche giorno fa, mentre il mio ragazzo era a casa malaticcio, accompagno una collega a comprare il pane...... Così li vedo lì, i grissini alle olive, o meglio, olive con tracce di grissini, e decido di portarli dal mio povero malato.
I grissini alle olive gli piacciono tantissimo, come la maggior parte delle cose che contengono olive in realtà, così, quando voglio fargli una coccolina culinaria gliene prendo qualcuno da sgranocchiare.
Visto però la mia fase del "perchè comprarli quando posso tranquillamente farli io in casa??" la sera stessa ho preso la mia pasta madre e mi sono messa all'opera, complice il mio primo esperimento di crackers di pasta madre di Manuela e un barattolone di olive aperto semplicemente per farci un Martini, insomma, pieno!
Mani in pasta, mescola qui, tira di là.... ecco fatto i miei grissini alle olive!



Ingredienti: 
150gr di pasta madre
250 gr di farina
2 cucchiaini di sale
3 cucchiai di olio
acqua qb per ottenere un impasto morbido
Olive verdi 2 pugni abbondanti

Procedimento: 
Sciogliere il lievito madre in un po' di acqua fino ad ottenere un composto morbido. Aggiungere gradualmente la farina, poi il sale e l'olio. Impastare il tutto fino ad ottenere un composto liscio ed elastico ed aggiungere le olive intere o al massimo divise in 2 parti. Mescolare in modo da far amalgamare bene il tutto senza che le olive si rompano. Ungere una teglia d'olio e formare i grissini, facendo in modo che non ci siano molte parti prive di olive. Spennellare con altro olio e far riposare per un'oretta. Cuocere in forno a 200° fino a doratura.
Si mantengono per 3 giorni coperti da pellicola, dopo diventano gommosi. Non ho provato a congelarli, per cui non posso dirlo con certezza, ma penso che si possa fare senza problemi.

PS. Finalmente febbre passata! Ora vado in giro lanciando grandi starnuti e colpi di tosse, ma è solo per far tremare gli altri all'idea di beccarsi qualche malanno!! :PPP  In questi giorni siete stati tutti dolcissimi, grazie mille per tutte le vostre attenzioni!!! :-)))

giovedì 14 ottobre 2010

La minestra per i bimbi ammalati

Ero indecisa su cosa preparare per il contest di Meggy... le polpette della nonna? La minestrina della mamma? Entrambe le ricette hanno dietro tante emozioni, tanti ricordi, ma sceglierne una era davvero difficile.
Poi però, si è ammalato il mio ragazzo... Le polpettine al sugo, come le faceva la mia nonna, piacciono tanto al mio bimbo e quando si ammala gliele preparo sempre, ma anche la minestra della mamma....
Poi però mi sono beccata raffreddore ed influenza anche io, allora lì ho deciso che sarebbe stata la minestra a parlare.
Non è una ricetta di giorni speciali, di grandi feste, compleanni o altri eventi, è solo la passata della mamma, quella che mi faceva quando ero malata, ma che mi piaceva così tanto che la volevo anche in giorni normali!
Cos'ha di speciale? E' semplice, è dolce, è soffice, è gustosa.... era la coccola per me che ero una bimba tra le coperte e che aveva bisogno di attenzioni.
Si perchè, quando mi ammalavo, volevo sempre qualcosa di speciale, così, perchè volevo coccole e perchè mi annoiavo per la febbre. Dopo le mattinate alla tv a guardare tutti i telefilm che di solito non potevo vedere perchè c'era la scuola, ma poi? Cosa si faceva il resto del giorno? Cartoni animati su cartoni.... che pizza!
Così la mamma mi portava una volta una bambolina, una volta le caramelle, qualcosa di goloso e tutto andava meglio!
E poi c'era il momento del pranzo. Si sa, quando non si sta bene la fame non sempre è delle migliori, in più magari fa male la gola, la febbre asciuga la bocca... brrrrruuutto!!! :-)
Allora c'era lei, la mia minestrina, morbida, calda, saporita, che rendeva più semplice mandare giù il boccone!
Non è momento di quelli importanti, di quelli che racconti a tutti come episodio simpatico di famiglia, anzi, è un ricordo intimo, ma che influenza la mia vita "nuova", che mi fa affrontare in modo dolce e speciale i momenti intimi della mia nuova famiglia, il mio ragazzo. Mi piace pensare, che nel mio modo di essere donna e compagna, mi porto dietro un po' del buono del mio essere bambina.

Per questa volta, trattandosi di ricordi, pensieri sfuocati, ricordi in bianco e nero, mi concedo anche un piccolo ritocchino alla foto.... La crema però è lei, nessun cambiamento! :)



CREMA DI PATATE, CAROTA E SEDANO

Ingredienti:
2 patate
2 carote
1 costa di sedano
Sale

Procedimento:
Mondare le verdure, tagliarle in pezzi e porli in una pentola capiente. Aggiungere acqua sufficiente a coprire le verdure e far cuocere per almeno un'oretta (o in pentola a pressione per 15-20 minuti). Salare e passare le verdure in modo da ottenere una crema.
Si può mangiare così o con la pastina.... Io lo adoro con le farfalline! :-)

E quindi, se ancora non l'avevate capito... partecipo al contest  "Sapore di ricordi" di MeggY! Un contest tutto romantico e un po' nostalgico, tutto sui ricordi! E qual'è la ricetta che accompagna la vostra memoria e il vostro cuore?

mercoledì 13 ottobre 2010

Crostatine con crema di gorgonzola e pere

Ancora stuzzicanti ricette a base di frutta... Non so come è nata questa ricetta, forse semplicemente pensando a "quanto è buono il formaggio con le pere"?? E oltre a non aver memoria di come è nata questa ricetta, in realtà stamattina non ho neanche voglia di scrivere.... Raffreddore, mal di testa, occhi arrossati e lucidi, la fretta di prepararsi per andare a lavoro nonostante tutto... oggi è proprio una di quelle giornate che iniziano con il "no" sulla faccia! Però, visto che non voglio angosciare anche voi, anzi, come dice una mia amica, ogni giorno bisogna farsi una grossa risata di gusto: per cui impegnatevi con questa teoria, io ci provo più tardi, magari dopo il lavoro! :P 
Così, con l'impegno di una risata, vi lascio con la ricettina di oggi che, poveretta, in realtà mi è piaciuta tanto e non vedevo l'ora di farvi vedere, per cui non guardatela male per il mio incipit, no no, lei è allegra: è per una serata in compagnia, per un aperitivo stuzzicante, per una serata romantica o per tutte le cose belle e positive che si possono fare mangiando! :-)



Ingredienti (x 4 crostatine):
1 rotolo di pasta sfoglia
100gr di gorgonzola
Un filo di latte
Un cucchiaio abbondante di ricotta
Sale e pepe nero

Procedimento:
Coprire gli stampini per crostatina di carta forno. Stendere la sfoglia in ogni stampino e farla aderire bene ai bordi degli stampi. 
A parte mescolare il latte con la ricotta e il gorgonzola a temperatura ambiente fino ad ottenere una crema. Altrimenti porre tutto dentro un pentolino e farlo sciogliere sul fuoco. 
Sbucciare una pera e dividerla in 4 spicchi. Versare il composto nei gusci di sfoglia e, una volta terminata, adagiare un quarto di pera al centro di ogni crostatina. Cospargere con un po' di sale e pepe nero e infornare a 180° per circa 15 minuti.

Con questa ricetta partecipo al contest di Elisina  tutto sul formaggio! Siete anche voi dei topolini golosi come me?? Partecipateeeee! :))


martedì 12 ottobre 2010

Couques

I couques sono un dolcettino semplice e gustoso fatto con la sfoglia. Ovviamente non potevano essere i francesi ad averlo inventato e io, visto il mio amore per la pasta sfoglia non potevo che adottarli!
Scoperti su un libricino in allegato di Sale&Pepe dedicato alla sfoglia, li ho ritirati fuori in occasione di una cena e di una bottiglia di Cassis ricevuta in regalo.  Il Cassis, per chi non lo conoscesse, è un liquore ottenuto dai ribes, dolce e simile ad uno sciroppo, ma alcolico. E' l'ingrediente con cui si ottiene il Kir, il cocktail a base di vino bianco e appunto, Cassis.
Voi penserete, ma ora che c'entra il Cassis con i couques???
Premetto che, da quando ho quella bottiglia, il Cassis l'ho messo davvero ovunque.... provate a mangiarlo con la panna cotta!! Che bontà!! :-)
Ovviamente non potevo pensare di non abbinarci anche questi dolcettini......



Ingredienti:
Pasta sfoglia
Zucchero di canna (nell'originale zucchero a velo o semolato, ma a me l'aroma dello zucchero di canna con la sfoglia piace tantissimo)

Procedimento:
Stendere la sfoglia fino ad ottenere un diametro di mezzo centimetro e ritagliare tanti cerchietti del diametro di 3 cm.
In una teglia o piatto ampio fare uno strato di zucchero di un centimetro e adagiarci sopra i cerchietti. Stendere leggermente i cerchietti in un ovale (l'ideale sarebbe avere un mattarellino piccolo, quelli da 10-15cm), premendo sullo zucchero, fino ad ottenere uno spessore di 2-3 mm.
Bagnare una teglia con acqua fredda,  disporre sopra i couques e far riposare in frigorifero per 30 minuti.
Dopodichè cuocere in forno a 180° per i primi 5 minuti, poi portare la temperatura a 150° e finire la cottura (ci vorranno più o meno altri 4-5 minuti).  Far raffreddare su una gratella.

PS. Attenzione, generano dipendenza!!! 

lunedì 11 ottobre 2010

Arrosto di vitello con mele e Calvados

Frutta, frutta, frutta! Ecco il tema del periodo! Non è che vi siete già stancati??? :)))
Beh, pensando alla frutta in questo momento mi vengono in mente più le pappette preparate nel week end per il mio malaticcio (eh, questi uomini forti!:-) ) che si avvicinano più alla mela grattugiata che non a grandi abbinamenti e pietanze, ma riguardando questa foto un po' di acquolina in bocca torna ancora...
Ricordate la cena per cui ho preparato queste tagliatelle?
Ecco, questo era il secondo... L'accostamento delle mele e calvados lo hanno reso davvero un piatto succulento. Il sugo della carne era perfetto, le mele lo hanno reso denso, corposo, non dolce, ma saporito, la carne tenerissima grazie alla pentola a pressione 
Di solito fare gli arrosti non è proprio la cosa che preferisco, cotture sbagliate, rischio di avere una crosta troppo dura, o troppo asciutta, ma in questo caso la soddisfazione per il risultato ha fatto superare tutto il resto! :))
Bene, con questo arrosto posso dire che le mele e il calvados non stanno bene insieme solo nel sorbetto.... E' che si amano! Mica si possono dividere 2 innamorati, no??? :-)



Ingredienti:
1 arrosto di vitello da 1 kg
2 mele
Mezzo bicchiere di calvados
1 foglia di alloro
Qualche foglia di salvia
Sale e pepe nero
Un po' di farina
1 spicchio d'aglio
Olio evo

Procedimento:
Passare il pezzo di carne nella farina. Pelare le mele e tagliarle a tocchetti. Nella pentola porre 4-5 cucchiai di olio evo e lo spicchio d'aglio. Far rosolare l'aglio e aggiungere la carne facendola colorire per bene dai lati. Aggiungere 3/4 delle mele e sfumare con il calvados. Aggiungere mezzo bicchiedere d'acqua e chiudere la pentola a pressione (altrimenti, se utilizzate una pentola normale, controllare di tanto in tanto la cottura e, quando necessario, aggiungere altra acqua). Da quando fischia far cuocere 7-10 minuti. Spegnere, far sfiatare la pentola e aprire. Aggiungere le mele rimanenti, riporre su fuoco medio e far stringere il sughino per una 5-10 minuti. Se la carne è cotta e il sughino non è ristretto, togliere la carne dalla pentola e far continuare la cottura. Far raffreddare completamente la carne e affettare (io ho usato l'affettatrice). Servire con un po' di sugo nel piatto da portata e, visto che le mele creano un sugo ben denso e consistente, il resto potete metterlo in una sughiera e aggiungerlo direttamente nei piatti.

PS. L'utilizzo della pentola a pressione, oltre ad accorciare i tempi, rende la carne tenerissima, compresi eventuali nervetti della carne.
- L'alloro trovo che dia un aroma ancora più particolare, spezia ideale per accompagnare le mele.

Ho pubblicato per casualità questa ricetta stamattina, proprio insieme ad un evento nazionale, ma che dico, mondiale dei foodblogger dedicato alle mele: il primo contest di Arabafelice!
Sapete come si chiama?? Inventa...Mela! Dal titolo emerge subito la sua fantasia e simpatia, per cui non si può fare altro che... invetargliene una no?!


Su su, cosa ci fate ancora qui??? Andate a comprare le mele!

venerdì 8 ottobre 2010

La ricotta affumicata: suoi utilizzi e una semplice pasta con la zucca

La ricotta affumicata, principalmente ricotta di pecora, è un formaggio tipico calabrese utilizzato in diversi modi a seconda del suo livello di stagionatura. Saporito e con un'affumicatura naturale è amato anche da chi normalmente non ama nè la ricotta fresca, nè i formaggi affumicati.
Molti produttori si servono ancora dei metodi utilizzati dai nonni per l'affumicatura e ponendo una cura costante per girarli di volta in volta, un po' come accade per il vino!
E' uno dei prodotti tipici della mia terra che in casa non manca mai, aggiungendone un po' ad un sugo semplicissimo, riesce a rendere speciale ogni piatto e anche mangiato a fette è davvero una golosità.
Se vi capita di andare in Calabria e comperarla provate ad assaggiarla così: con un po' di miele, magari biologico (di recente l'ho provata anche con un ottimo miele di castagno, buonissima!) e con un po' di miele e peperoncino.




Ieri invece ho preparato questa pasta... Avevo paura che il sapore della ricotta potesse coprire la zucca e invece si accompagnano in modo delicato, senza darsi fastidio. Il dolce della zucca è quasi esaltato dal sapore più ricco e corposo della ricotta. Un binomio che mi ha colpito particolarmente! 



Ingredienti:
180gr di maccheroni calabresi
Una fetta di zucca
1 spicchio d'aglio e un pezzo di cipolla
Olio evo
Mezzo bicchiere di vino bianco
Pepe nero
Ricotta affumicata

Procedimento:
Tagliare a cubetti la zucca. Tritare la cipolla, spezzare l'aglio in 2 pezzi e far soffriggere in olio evo. Aggiungere la zucca tagliata a pezzetti , far rosolare insieme e sfumare con il vino bianco. Salare, aggiungere un po' di acqua e far cuocere la zucca. Una volta cotta schiacchiarla con la forchetta in modo da creare un po' di sughino. Condire con il pepe nero. Nel frattempo cuocere la pasta, una volta pronta farla saltare con il sugo facendola mantecare con la ricotta affumicata grattugiata. Per rendere più unito il tutto potete aggiungere un filo d'olio che aiuta la legatura.


E ora un salutino pre week end! Io me ne vado in campagna, voi cosa farete?? :)

Approfitto di questo post per presentarvi il contest di Ramona per il suo primo bloganno!
Per festeggiare ha creato questo bellissimo contest tutto autunnale sulle castagne... e visto che io sono proprio in periodo di castagne partecipo al contest con le mie tagliatelle e il mio risotto!

giovedì 7 ottobre 2010

Focaccia morbida rapidissima

Qualche tempo fa ho scoperto il blog di Morena e mi è piaciuto così tanto da passare un'intera mattinata a sfogliarlo tutto, ricetta per ricetta, fino ad arrivare al suo primissimo post. Avete presente quando vi imbattete in un blog e subito pensate "Con questo non si sbaglia!". Ecco, questa è stata la sensazione nel vedere già da subito le sue prime ricette.
Nel mio viaggetto mi sono soffermata su questa focaccia, troppo invitante per non farla!
Rapida, golosa, una bella alternativa per cena... Troppo perfetta! Così è finita nel giro di poco nella mia cucina... per non dire il tempo in cui è stata divorata!! :))



Copio direttamente la sua ricetta presa da qui:

Ingredienti per uno stampo da 28 cm:



300 gr di farina
80 gr di olio di girasole oppure 100 gr di burro o margarina sciolti e freddi
2 uova+1 tuorlo (o anche 2 uova solo)
200 ml di latte circa
1/2 cubetto di lievito
6 gr circa di sale
1 pizzico di zucchero
farcitura a piacere io ho messo prosciutto, mortadella, sottilette, funghetti...

Mettere in una ciotola l farina ed il sale, fare un buco nel centro mettere le uova e l'olio..cominciare a mescolare...unire poi il latte dove sarà stato sciolto il lievito con lo zucchero..Lavorare con uno sbattitore elettrico..L'impasto deve essere molle quindi se serve aggiungere latte..

Ora versare metà impasto nello stampo..disporre la farcitura lasciando circa 1 cm dal bordo....coprire con il resto dell'impasto...
Lasciare riposare un'ora prima di infornare...
Cuocere circa 45 minuti a 150°..io ho trovato la cottura perfetta!!


PS. Io l'ho fatta molto alta, consiglio di farla invece molto più sottile. Una teglia del diametro di 26cm dovrebbe andar bene.

mercoledì 6 ottobre 2010

Il ritmo delle stagioni... Risotto alle castagne e taleggio

Un paio di week end fa, mentre dalla macchina guardavo le immense risaie passate dal verde fluorescente al giallo oro, pensavo a quanto è stupendo seguire il ritmo delle stagioni. I cambi dei colori, dei profumi, dei sapori, delle abitudini, tutto cambia insieme a loro. 
In una vita ne vediamo continui, tanti, sembrano essere infiniti, eppure non ci si potrebbe mai stancare di vederli, di viverli. Proprio mentre pensavo questo mi sono fermata un secondo: "Ne viviamo davvero così tanti? Un uomo aspira agli 80-90 anni, magari anche 100. Ma sono solo 80 autunni, 80 estati...80 stagioni in cui la natura dorme e altre 80 in cui tutto si risveglia...."
No, non è tanto, non sono infinite stagioni, sono solo 80, 90. Ed è con questi pensieri per la testa che ho iniziato ad amare ancora di più quelle risaie che già normalmente mi lasciano a bocca aperta. Nella mia vita spero di non dare mai per scontato tutto questo, spero di ritrovarmi sempre a sorprendermi per un fiore in un campo, per il colore degli alberi e per le foglie che cadono e spero tanto di saper rispettare tutto questo e di goderne nel giusto modo.
Così adesso è autunno, e quello che voglio è riempire gli occhi e il cuore dei suoi colori infiniti e caldi, riempire la bocca di sapori di bosco...



E dopo un po' di romanticismo, passiamo alla ricetta, ovviamente autunnale :)

Ingredienti:
10-12 castagne
160gr di riso
100-150gr di taleggio
Olio evo
Mezza cipolla
Vino bianco, mezzo bicchiere
Brodo vegetale

Procedimento:
Bollire le castagne per una decina di minuti e pelarle.
Tritare la cipolla e farla rosolare in olio evo. Aggiungere il riso e farlo tostare, sfumare con il vino bianco e aggiungere un mestolo di brodo. Aggiungere le castagne. Continuare la cottura versando un paio di mestoli di brodo ogni volta che si asciuga il tutto fino a completa cottura del riso. Una volta pronto, aggiungere il taleggio e mantecare. Pepare e servire. In ogni piatto si può aggiungere qualche cubetto di taleggio che si scioglierà sul riso rendendolo ancora più gustoso.

Con questo post partecipo al contest di Ramona di Farina, lievito e fantasia.
Proprio il contest adatto al mio periodo autunnale!




martedì 5 ottobre 2010

Insalata di patate ai profumi d'estate

Dopo le prime odi all'autunno, è il momento di un ultimissimo saluto all'estate con questa insalata presa dal numero di Sale&Pepe di ottobre. 
Per fortuna ancora il basilico resiste ai primi freddi e spero di poterlo gustare ancora fino a fine mese. 
Quest'insalata è profumata, golosissima e molto gustosa. 
Volete sapere di più?? L'ha mangiata quasi tutta il mio ragazzo che di patate, come di tutte le altre forme di verdure, non ne vuole sapere molto! 



Ingredienti:
1 kg di patate
Un pugno di foglie di basilico
20gr di pinoli
Uno spicchio d'aglio
2-3 pomodori secchi
Olio evo
Olive taggiasche snocciolate sott'olio
Peperoncino
Sale

Procedimento:
Pelare le patate, tagliare a tocchetti e cuocerle a vapore (io le ho sbollentate). 
Nel frattempo frullare il basilico con i pinoli, i pomodori secchi e l'aglio. Aggiungere il sale, il peperoncino e l'olio. Una volta pronte le patate, porle in una ciotola e schiacciarle con una forchetta, aggiungere il pesto poco alla volta, poi le olive. Mescolare e servire tiepida o fredda.

lunedì 4 ottobre 2010

Tagliatelle di castagne con porri, zucca e chips di pancetta

L'arrivo dell'autunno mi ha messo in moto un gran desiderio di far tornare in cucina tutti gli ingredienti che questa stagione ci regala. Castagne, zucca, uva, mele, funghi, in questi giorni sono i maggiori compagni dei nostri pranzi. Salutate ormai le verdure estive, almeno quasi tutte, visto che ancora un cesto di stupendi pomodori colora il mio frigorifero e qualche zucchina attende paziente di esser portata in tavola.
Questa "voglia di autunno" si è tradotta già in diversi piatti come questo o questo... e altri che vedrete man mano! 
Sabato sera, in occasione di una cena in compagnia, ho quindi deciso di fare onore alla stagione appena entrata e così, sono nate queste tagliatelle dal sapore rustico, ma delicato, corposi ma non invadenti... Sicuramente saranno aggiunte al mio ricettario, da rifare! 



Ingredienti x 6-8 persone:

375gr di farina di castagne
240gr di farina 00
4 uova
aqua q.b
un cucchiaino di sale

Procedimento:
Impastare le 2 farine con le uova, il sale e aggiungendo acqua man mano fino a raggiungere una consistenza ben soda. Stendere l'impasto. Io ho preferito non stenderlo troppo sottile perché, visto le caratteristiche della farina di castagne, mi piaceva l'idea di mantenere questa "rusticità" (con la mia macchina della pasta mi sono fermata al livello 5).
Una volta stese, formare le tagliatelle. Infarinare bene e stenderle bene (su piani di cartone, legno o panni) in modo che non attacchino.
Cuocere per 4-5 minuti.

Io le ho condite con un sugo di porri, zucca e chips di pancetta. L'abbinamento era ottimo, ma anche un buon sughetto con i funghi non l'avrei visto per niente male!.



Ingredienti per il sugo:
1 porro
Zucca qb
Diverse fettine di pancetta
Mezzo bicchiere di vino bianco
Olio evo
Sale e pepe nero

Procedimento:
Tagliare il porro a pezzetti e porlo a rosolare in abbondante olio evo senza farlo annerire. Aggiungere qualche cubetto di zucca e sfumare con il vino bianco. Una volta evaporato aggiungere qualche mestolo d'acqua e continuare ad aggiungerne fino a completa cottura. Salare. Una volta pronto frullare il tutto fino ad ottenere una crema e, se necessario, aggiungere acqua fino ad ottenere la giusta consistenza.
A parte, in una padella con un filo d'olio, far colorire abbondanti cubetti di zucca, fino a farla cuocere dentro e colorire all'esterno. Una volta pronti aggiungerli al sugo.
Cuocere la pasta e nel frattempo preparare i chips di pancetta, ponendole su una padella calda e girandole una volta pronte da un lato.
Far saltare la pasta con il sugo e servire, ponendo in ogni piatto qualche chips di pancetta.

Aggiungo questa ricetta alla lista dei partecipanti al contest di Ramona sulle castagne. Non è un contest bellissimo????

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