venerdì 30 aprile 2010

I ravioli al vapore


Eccomi qui all'ultima ricetta della settimana orientale!
Ho lasciato per ultimi i ravioli al vapore per chiudere con qualcosa di noto e solitamente molto gradito a noi italiani.
Un'altra motivazione è legata alla gioia di sentir dire al mio ragazzo (a dir poco goloso di ravioli al vapore): "Sono i ravioli più buoni che abbia mai mangiato!".
Vuol dire che sono migliori anche dei ravioli del suo ristorante preferito???? Beh, sarà cosa banale, ma mi ha fatto tanto tanto felice! :)))
Penso che questo basti a rendere già questo post un po' speciale e quindi via con la ricetta!

Ingredienti:

Per la pasta (all'incirca per 30 ravioli)
200 gr di farina 00
100gr di acqua tiepida

Per il ripieno:
400gr di carne di maiale macinata
1 cipollotto
1 carota
4-5 cucchiai di salsa di soia
mezzo cucchiaino di zenzero
2 cucchiaini di sakè
Sale e pepe

Per la cottura: 
Foglie di verza grandi e magari quelle un po' più durette

Preparazione:  
Impastare farina e acqua tiepida e dopo aver formato una palla liscia lasciar riposare per 20 minuti.
Tritare finemente il cipollotto e la carota. In una ciotola unire la carne con le verdure tritate, sale e pepe, 3-4 cucchiai di salsa di soia, il sakè e lo zenzero. Amalgamare il tutto ed il ripieno è pronto.
Stendere la pasta fino ad avere uno spessore di 1-2 mm. Dopo averla stesa, formare dei dischi di 7-8 cm di diametro.
Riempire ogni disco con un cucchiaio di ripieno e chiudere formando una mezza luna. Per chiudere bene bagnare i bordi interni del disco.
Dopo aver formato i ravioli, prendere una pentola con il cestello per la cottura a vapore. Far scaldare l’acqua. Posizionare sul fondo del cestello le foglie di verza e porci sopra i ravioli facendo attenzione a non farli toccare. Se si toccano il rischio è che si rompano perdendo tutto il sughino interno.  Cuocere per 25 minuti. Per accompagnare potete preparare un intingolo facendo saltare in padella un po' di cipollotto nell'olio di semi, aggiungere un cucchiaio di salsa di soia e un goccio di acqua. Porre in una coppetta e servire insieme ai ravioli.

Eccoli da crudi....


E da cotti...



E chiudo con un tipico saluto asiatico.... nello specifico credo giapponese.....
Bansaiiiiiiiiiiiiiiiii!!!

giovedì 29 aprile 2010

Il riso fritto thailandese

Innanzitutto, approfitto di questo mio angolo per fare gli auguri al mio fratellino che oggi fa la promessa di matrimonio... Vi sembrerà strano, ma al Sud si fa una piccola festa anche per questo.
Io sono tristemente a Milano a non godere questo momento di gioia! Per cui penso ai futuri sposini da qui... auguri fratellino e futura mogliettina! :)



E ora passiamo alla ricetta...
Ieri, Paola mi ha fatto da cicerone verso la cucina thailandese, cucina che non avevo mai provato a realizzare in casa prima di adesso. Infatti, partendo dal pollo, ingrediente molto utilizzato dagli orientali, Paola mi ha parlato del riso fritto, piatto tipico e molto buono della Thailandia, realizzato sia con carne che con pesce, indicandomi la procedura per realizzarlo.
Quindi, modificando il mio percorso della settimana orientale, sacrifico gli spaghetti di soia più diffusi e conosciuti da noi europei, a favore del riso fritto thailandese, sicuramente meno conosciuto almeno nella preparazione.

Ingredienti (per 2 persone):

150 gr di riso Jasmine, io però non l'avevo e ho utilizzato il basmati
un pugno abbondante di gamberetti (ma anche pollo o carne di maiale, a seconda delle preferenze)
fecola
un uovo
qualche cucchiaio di olio di semi
2 carote
80-90gr di germogli di soia
spinaci o cicoria (io non li ho usati)
2-3 peperoncini
1 cipollotto
salsa di soia
Procedimento:
Cuocere il riso, se possibile a vapore. Passare nella fecola i gamberetti sgusciati e friggerli. Friggere anche le verdure (tranne il cipollotto) e tenere da parte. Una volta pronto il riso, in una padella ampia soffriggere il cipollotto aggiungere 1-2 cucchiai di salsa di soia, aggiungere il riso, poi l'uovo e stemperare. Fare addensare l'uovo, il riso diventerà giallino, poi aggiungere le altre verdure e far saltare.

Non so se sono riuscita a raggiungere un risultato simile, attendo il responso di Paola! ;)

E visto che questa ricetta è sua, approfitto per mostrarne un'altra creata da lei che ho rifatto 2 sere fa, il giorno stesso in cui l'ho vista sul suo blog...insomma, amore a prima vista!
Eccolo qui, il suo buonissimo e light tiramisù alla ricotta!



La foto è stata scattata ieri sera (prima di cena) per far vedere in quanto poco tempo il mio ragazzo ed io siamo riusciti a divorarne più della metà!


mercoledì 28 aprile 2010

Il pollo saltato (con veldul(r)e cinesi)

E sì, qualche spezia mi ha dato davvero alla testa! :) La settimana delle ricette asiatiche mi piace tanto e mi diverte un sacco scrivere i post su questo argomento. Risultato, però, è che mi terrete un pò scemotta fino a lunedì con le mie oriental-battutine!


La ricetta di oggi si rifà sicuramente ad un ingrediente utilizzatissimo nella cucina cinese (e credo anche negli altri paesi limitrofi), il pollo. Nei ristoranti ce lo propongono in modi molto diversi, ma sempre con un sughino cremoso, dalla consistenza densa e un po' gelatinosa. Quella consistenza che ha anche la salsa agrodolce e che prima mi sembrava qualcosa di mistico, realizzabile solo da un asiatico doc.
E invece no! Basta scoprire qualche trucchetto e il gioco è fatto!
E sapete qual'è? L'utilizzo della fecola di patate al posto della farina. Dite che è la scoperta dell'acqua calda??In ogni caso, prima di conoscere questo, per me c'era davvero un velo di mistero sulle loro realizzazioni.
Anche questa ricetta è merito di Fiona, ragazza di Taiwan che mi ha avvicinato alla cucina del suo paese... da brava appassionata di cucina non mi lascio sfuggire l'occasione per apprendere qualche cosa nuova di una cucina sconosciuta!
Ecco la ricetta, ma prima di iniziare... mettete in conto un paio di ore per realizzarla! Sembra una ricettina rapida a vedersi, invece prende molto tempo e richiede una particolare cura.

Ingredienti: 

Per la marinatura:
1 petto di pollo
1 cucchiai di salsa si soya
1 cucchiaio di zucchero
1 cucchiaio di sakè o se l'avete meglio mirin
1 cucchiaio di fecola

Per la prima fase:
fecola di patate
olio di semi per friggere

Per ultimare la ricetta:
4 (ma anche 5) spicchi d'aglio
1 cipollotto
4-5 peperoncini secchi o freschi
4-5 cucchiai di salsa di soia
2 cucchiai di sakè o di mirin
mezzo cucchiaino di brodo granulare vegetale (meglio ancora se fatto in casa da voi)

Preparazione:
Tagliare il pollo a cubetti e marinarlo insieme alla salsa di soia, il sakè o il mirin, e lo zucchero. Far riposare in frigo per 20 minuti. Trascorso il tempo passare ogni pezzetto di pollo con cura nella fecola di patate. 
Trascorsa questa lunga operazione...ne inizia un'altra! Friggere a fuoco medio-basso fino a doratura. 
Una volta fritto tutto siamo quasi alla fine! 
Tagliare a pezzettini piccoli tutto l'aglio, il peperoncino e a fettine il cipollotto.
In un po' di olio far soffriggere l'aglio, il peperoncino e una parte del cipollotto. Aggiungere un cucchiaio di salsa si soia, stemperare e poi aggiungere man mano il pollo, sfumare con il sakè o il mirin e aggiungere il brodo granulare e il resto della salsa di soia. Completare con il resto del cipollotto.  Fare insaporire, se necessario aggiungendo un pò di acqua in modo da avere un sughino denso e cremoso e servire.

Qui invece vedete una versione della stessa ricetta, però "light". Ho saltato la parte della frittura, passando nella fecola i pezzetti di pollo e poi mettendoli direttamente in padella con aglio, cipollotto e peperoncino.
Le verdure accanto sono sedano e carote, tagliate a listarelle e condite con olio, salsa di soia e un goccio di aceto bianco. Mi piace tanto questa insalatina. :)


Con questo post partecipo al contest di Recipies from all over the world di Magic in the kitchen

martedì 27 aprile 2010

Il tofu secondo Teri-yaki (2)

Il tofu è stata una scoperta recente. In realtà lo conosco ormai da qualche tempo e l'ho assaggiato diverse volte, ma il tofu che si acquista nei nostri supermercati è davvero immangiabile rispetto a quello consumato dagli asiatici.
Una sera, una ragazza di Taiwan (la stessa che si è divorata praticamente una torta intera) mi ha fatto assaggiare un piatto, acquistato in una rosticceria della China town milanese, a base di tofu che mi ha colpito molto. Non avrei mai pensato di dire questo parlando di tofu, ma... era davvero goloso!!!!
Così ho provato a rifarlo in casa apportando qualche modifica in base agli ingredienti disponibili e al palato.
La prima volta in cui ho tentato l'impresa avevo comperato del tufo in un supermercato classico e, per quanto il sughino istigasse alla scarpetta, il sapore del tofu non era proprio il massimo. Così avevo abbandonato l'idea di riproporlo fino a chè non fossi capitata in China town per comperare un tofu di qualità superiore.
Infatti, proprio come i nostri formaggi, il tofu esiste in una infinita serie di varietà e qualità.
Sabato mattina il caso vuole che andassi alla ricerca dell'agar agar, ingrediente diventato un "must have" da quando ho letto questo post del Cavoletto. Entrata nel Naturasì, supermercato biologico, è stato come trovarsi in un parco giochi, il paradiso culinario! Ingredienti di tutti i tipi, tutti quelli che non si trovano da altre parti....e tutto biologico!
Avete mai provato a leggere gli ingredienti di un prodotto banalissimo e ritrovarvi di fronte ad una sfilza infinita di ingredienti con tanto di contenuti incomprensibili??
Ebbene, lì gli ingredienti erano davvero pochi e tutti ben chiari! Per esempio, il tonno sott'olio... ingredienti: tonno, olio, sale. Finito!!!
La cosa triste è che mi meraviglio di trovare "solo" ingredienti naturali, quando al contrario dovrei rabbrividire all'idea di vedere E-qualcosa, sigla di qualche conservante strano, colorante o chissà che altro.  
Che dire... siamo così abituati al chimico che ormai è strana la naturalità.
Tornando alla ricetta di oggi, in questo piccolo bio-supermercato, avevano un banco frigo dedicato quasi esclusivamente alle diverse varietà di tofu! Come resistere!?
Aggiunto al carrellino e via a casa a cucinare!


Ingredienti:

500gr di tofu
1 cipollotto
1 spicchio d'aglio
2-3 cucchiai di salsa di soia
2 cucchiai di salsa agrodolce
pepe di Cayenna (o altro peperoncino secco in polvere)
olio di semi
sale

poi il tocco italiano....
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
5-6 cucchiai di salsa di pomodoro

Preparazione:
Tagliare il tofu a cubetti e il cipollotto a rondelline. Far saltare l'aglio in pezzi e il cipollotto con l'olio di semi
Aggiungere il tofu, far saltare un attimo e poi aggiungere la salsa di soia, amalgamare bene e aggiungere la salsa agrodolce e il pepe rosso. Dopo qualche minuto aggiungere la salsa e il concentrato. Salare. Lasciar cuocere per un'oretta a fuoco medio-basso allungando con acqua quando necessario.
A questo punto servire, dopo aver preparato tanto tanto pane per la scarpetta! 

lunedì 26 aprile 2010

Teri-yaki food week: gli involtini primavera

Questa settimana sarà completamente dedicata ai miei esperimenti asiatici!
Nella mia vita culinaria attraverso abbastanza spesso momenti di cinesite o giapponesite acuta che si traduce in diversi piatti ripresi dalla tradizione di questi paesi o in ricette create al momento mischiando qualche ingrediente che più mi aggrada al momento.
La salsa teriyaki (molto molto buona) in realtà non fa parte di nessuna delle prossime ricette, ma non potevo perdermi il gioco di parole con il mio nome! ;) Questa settimana quindi sarò Teriyaki, o Tery-chan per gli amici! Tery-san mi sembra un po' troppo rispettoso per la mia posizione!
Per chi non lo sapesse ( i manga sono una vera fonte di informazioni sulla cultura asiatica) , un nome accompagnato da "chan" viene utilizzato in rapporti confidenziali, nell'amicizia ad esempio, mentre un nome seguito da "san" serve ad indicare rispetto verso la persona. Quindi in tema culinario si potrebbe dire Adriano-san, Paoletta-san, Nanni-san, ecc.ecc... ma per Tery manca ancora tanta strada!

A parte digressioni varie, la scorsa settimana la mia cucina è stata invasa da profumi e sapori orientali.
Inizio quindi la mia sfilza di ricette asiatiche con gli involtini primavera, uno dei piatti più rappresentativi della cucina cinese nella memoria di noi italiani.
Fino ad un paio di settimane non avevo mai pensato di poterli fare in casa principalmente per la pasta wonton che mi è sembrata sempre molto particolare. Niente di più sbagliato!
Per la realizzazione ho fatto una ricerca nel web e ho composto la ricetta finale prendendo ogni pezzo da una parte diversa. Ed ecco il risultato del composit:


Ingredienti:

Per la pasta Wonton (presa da qui):
250gr di farina
1 uovo
un pizzico di amido di mais
100gr di acqua

Per il ripieno:
2 carote
1 costa di sedano
1 cipollotto
3 foglie di verza
100gr di germogli di soia
sale

Modificherei leggermente il ripieno riducendo leggermente la dose di sedano e aumentando i germogli di soia.

Per la salsa agrodolce (di Anice&Cannella):
125 ml di aceto bianco
1 cucchiaio di maizena
250 ml di acqua
125gr di zucchero
60 ml di passata di pomodoro
1 cucchiaino di brodo granulare di pollo (io vegetale)

Procedimento: 

Per la pasta wonton: 
Setacciare la farina e la maizena e disporle a campana. Al centro porre l'uovo e incorporare l'acqua un po' per volta. Impastare il tutto fino ad ottenere un composto liscio e sodo. Coprire con un telo umido e lasciar riposare per 20 minuti. 
Stendere la pasta più sottile possibile, e ritagliare dei quadrati 15x15 centimetri. 


Per il ripieno: 
Pulire e tagliare striscioline sottili tutte le verdure. In una padella far saltare con  olio di semi il cipollotto, poi unire il sedano e le carote e per ultimo i germogli di soia e la verza. Salare, aggiungere una tazzina di acqua, coprire e lasciar cuocere per una decina di minuti. Trascorso il tempo togliere il coperchio e fare asciugare l'acqua. Spegnere e far raffreddare completamente prima di utilizzare. 

Per la salsa agrodolce: 
In un pentolino amalgamare un cucchiaio di maizena con l'aceto bianco, aggiungere l'acqua, lo zucchero, la passata di pomodoro e il brodo granulare. Portare ad ebollizione e cuocere a fuoco medio fino a quando non raggiunge la giusta consistenza (all'incirca 40 minuti). Rimarrà una salsa abbastanza densa. 
Porre in una scodella e servire in tavola per accompagnare gli involtini. 

Montaggio: 
Una volta tagliati i quadrati di pasta, disporli come un rombo di fronte a sé, porre un cucchiaio di ripieno centrale, ma verso un angolo e poi richiudere. Così:
1.

2.

3. Non ho fotografato gli altri passaggi, quindi cercherò di spiegarmi per bene... Una volta ripiegato il primo lembo di pasta (figura 2), prendere i 2 lembi laterali e ripiegarli sul ripieno. Così:

Lo so, non sono brava con il disegno! Spero che almeno si capisca qualcosa!! 

4. Avvolgere il lato con il ripieno su se stesso fino a formare completamente l'involtino che avrà questa forma: 

  
Una volta formati tutti gli involtini, porli in frigo per 10 minuti. 
Trascorso il tempo scaldare abbondante olio di semi e friggere a fuoco molto dolce fino a che non diventano dorati. Ci vorrà più o meno 10 minuti di cottura. 
Ho provato a friggerli rapidamente, ma una cottura veloce penalizza la consistenza della pasta esterna e il sapore del ripieno. 
Servire caldi e accompagnarli con la salsa agrodolce.



Hao! (Ciao)


venerdì 23 aprile 2010

Filetto di rana pescatrice e cipolline caramellate alla soia

Dopo aver visto il post di Tina con le cipolline in agrodolce fatte con la salsa di soia, mi è venuta voglia di provare a fare del pesce in "oriental style". 
Dopo aver visto realizzare alcune ricette di Taiwan, ho provato a seguire indicativamente il processo che prevede l'uso della fecola al posto della farina che porta ad ottenere un risultato davvero ottimo... tanto aglio e tanto peperoncino, salsa di soia, ecc. ecc... 
Alla fine non sono riuscita a completare l'impresa per come avrei voluto, ma mi sono fermata ad una ricetta priva di orientalismi. Esperimento rimandato a data da destinarsi!  


Ingredienti per la rana pescatrice:
2 fette di rana pescatrice
fecola di patate
2 spicchi di aglio
olio
peperoncino

Per le cipolline in agrodolce di Tina:
500gr di cipolline
Una noce di burro
4 cucchiai di salsa di soia
succo spremuto di un'arancia (nella ricetta originale il succo di 3 arance)
qualche gambero (facoltativi)

Procedimento:

Rana pescatrice:
Passare i due filetti nella fecola di patate. In una padella far soffriggere l'aglio tagliato a pezzetti e il peperoncino nell'olio, aggiungere i filetti di pesce e passarli nell'olio da entrambi i lati. Sfumare con del vino bianco. A questo punto avrei voluto aggiungere della salsa di soia, ma il mio ragazzo ha preferito di no (strano perchè lui la soia la userebbe ovunque!). Portare a cottura allungando eventualmente con un pò di acqua. Verso la fine aggiungere i gamberi. Terminare la cottura e servire.

Cipolline in agrodolce:
Premessa: per accorciare i tempi ho cotto le cipolline in pentola a pressione, mai fatto prima e sono soddisfatta del risultato!
Altra premessa: ho modificato le dosi e la procedura, per l'originale vi rimando al post di Tina su Gennarino
Far sciogliere il burro in una padella ampia (le cipolline devono essere stese in un solo strato), aggiungere la salsa di soia, amalgamare e aggiungere le cipolline. Farle colorire da entrambi i lati e aggiungere il succo d'arancia. Coprire, abbassare la fiamma e lasciar cuocere finchè la salsa non sarà densa e scura. Fare attenzione che non si asciughi troppo, in caso aggiungere altro succo o acqua.
Avendo cotto le cipolline in pentola a pressione il succo di un'arancia è stato più che sufficiente, ma se le fate in padella probabilmente ne servirà di più.

PS. Queste cipolline sono fantastiche, provatele!! :)

giovedì 22 aprile 2010

Le Cresce di Sara






Avevo un altro post già pronto per essere pubblicato oggi, ma ero troppo contenta della riuscita delle mie cresce per resistere fino a dopodomani! 

La crescia è una ricetta tipica marchigiana che io avevo mangiato a casa di Sara. Chi è Sara? No, non la trovate nel web, non fa parte del mondo dei food-blogger.... per ora! Si, perché se continua così sono convinta che prima o poi ci arriverà anche lei in questa bloglandia! 
Tornando alle cresce, non posso altro che dire che mi erano piaciute un sacco, così a distanza di qualche anno, ho chiesto la ricetta a Sara. 
Finalmente ieri sera sono riuscita a prepararle dopo quasi un mese di posticipazioni. 
Avendo bisogno di un tempo di lievitazione di qualche ora, dovevo essere a casa un pomeriggio intero, ma quando mai capita una cosa del genere?  (E' proprio quando ho qualche ricetta interessante che inizio a non andare volentieri a lavoro! ;) 
Allora ieri mi sono ingegnata per sopperire al problema.... bene, allungo i tempi di lievitazione, riduco il lievito, faccio fare un bel riposino in frigo... e così martedì sera ho iniziato la preparazione! 
Ma andiamo per gradi.... 

Ingredienti (x 6 cresce):

300gr di farina (Metà manitoba e metà 00)
150-180gr di acqua (finché ne assorbe la farina, io ho preferito tenere un impasto piuttosto umido)
3 gr di lievito
2 cucchiaini di sale
1 cucchiaio di fiocchi di patate (mia aggiunta, ma non era compresa nella ricetta originale)

Procedimento: 
Sera del primo giorno: sciogliere il lievito in acqua tiepida. Unire una parte della farina ed impastare finché non si ottiene una "pappetta" omogenea. Aggiungere il resto della farina, i fiocchi di patate e per ultimo il sale. 
Impastare finché non si ottiene un impasto liscio ed uniforme e la pasta non si incorda (almeno spero di esserci riuscita). 
Porre in un contenitore chiuso ermeticamente. Lasciare lievitare per un'ora e mezzo a temperatura ambiente e successivamente porre in frigo fino al pomeriggio dopo. 
Pomeriggio del secondo giorno: verso le 17 riportare a temperatura ambiente (non al di sotto di 21-22°) e lasciar lievitare fino al momento della cottura, (un paio di ore dovrebbero bastare). Dividere l'impasto in panetti facendo attenzione a non manipolare troppo l'impasto. 
Stendere la pasta formando come delle pizzette alte più o meno un centimetro e cuocere su griglia elettrica. 
Io non avendola ho usato il testo (una padella di ghisa va bene), scandandolo bene e poi portando la fiamma bassa in modo da cuocere bene l'interno. 
Servire subito con affettati o verdure grigliate.   

Eccone una sulla padella: 



mercoledì 21 aprile 2010

La torta per non sbagliare

Voi avete una torta da preparare ogni volta si vuole fare bella figura senza il rischio di sbagliare?
Ecco, la mia è proprio questa! Una torta al cioccolato, che assolutamente non va bene per chi pensa alla linea, ma che ha un risultato garantito.
Bella, scenica, per chi non conosce la ricetta sembra essere "da pasticceria" sia per l'aspetto che per il sapore....e invece è semplicissima!
La ricetta mi è arrivata dalla sorella del mio ragazzo (non so quale sia la sua origine).
L'avevo preparata per una cena di Natale, e adesso, in occasione di una grigliata, l'ho rifatta visto il successo della volta scorsa...
Quella sera prenatalizia, una ragazza di Taiwan è riuscita a mangiare tre quarti della torta senza problemi, quando io, la prima volta che l'ho assaggiata, ho fatto pranzo completo con una sola fetta (e non sono una di quelle che non mangia!)!!! Noi altri eravamo lì a guardarla con la bocca aperta e la mascella calata! ihihih

Prima di iniziare con la ricetta, vi mostro il necessario: una teglia da crostata che consenta di cuocere la pasta concava per poi riempirla successivamente. si capisce? 
Insomma, lei: 





E ora la ricetta...

Ingredienti:
Per il fondo:
150gr di zucchero
100gr  di farina 00
3 uova
100gr di burro
100gr di cioccolato fondente

Per la crema:
30gr di burro
100gr di cioccolato fondente
100 gr di cioccolato al latte
200 ml di panna.

Preparazione: 

Iniziare preparando il fondo. Mescolare lo zucchero, la farina e le uova. A parte far sciogliere il burro e il cioccolato e poi unire al composto precedente. 
Imburrare e infarinare una teglia e versarvi il contenuto. Cuocere in forno a 180° per 20/30 minuti.
Ecco il fondo:

Quando il fondo è pronto preparare la crema fondendo a bagno maria tutto il cioccolato con il burro. Una volta sciolto il tutto aggiungere la panna e mescolare.
Versare il composto all'interno della base e riporre in frigo per 3-4 ore prima di servire.



Cosa ne pensate??

Visto che con questa torta non si rischia mai di fare pasticci è perfetta per festeggiare qualche giorno speciale... proprio come un compleanno!
E allora devo proprio partecipare al contest su La Torta della bontà di Genny.


Che emozioneee!! Il primo contest a cui partecipo!!! Beh, allora, incrociate le dita per me??? :))) 

martedì 20 aprile 2010

Il pane senza impasto: minimo sforzo, massimo risultato.

Oggi non parlo di nessuna ricetta nuovissima, ma di un pane che sta "impazzando" nel web e che sta facendo innamorare tutti: il pane senza impasto di Jim Lahey. 
Questo fornaio americano ha fatto tantissimo successo grazie a questa ricetta che consente di avere un ottimo pane con uno sforzo davvero minimo. 
Come dicevo ieri, la domenica mi piace fare qualcosa di particolare, coccolare un po' me e il mio ragazzo con un pranzetto diverso. Così ho rifatto per la seconda volta questo pane fantastico per accompagnare il gulash. 
La prima volta, avevo preso la ricetta da Lo scief scientifico provando la sua versione con salame e caciocavallo (io ho usato il pecorino crotonese). 


Questa volta ho testato la versione senza aggiunte, però, al posto della farina 00, ho utilizzato la semola di grano duro. 
Io amo particolarmente questo tipo di farina per il suo gusto intenso e per la sua consistenza bellissima,  (adoro metterci le mani dentro!) morbida, asciutta...  Sarà forse l'abitudine al pane di grano duro tipico delle mie parti (il pane di Cutro (paese in provincia di Crotone), meriterebbe un post tutto per lui!), in ogni caso adoro questa farina. 
Insomma, vista la semplicità di questo pane ho voluto testare il risultato con la semola di grano duro.


Ingredienti: 
3 tazze di farina (2 tazze di semola di grano duro e 1 tazza di farina 00)
1 tazza e mezzo di acqua
2-3 gr di lievito
sale

Preparazione: 
In una ciotola unire tutti gli ingredienti, dopo aver sciolto il lievito in acqua. Mescolare rapidamente (30 secondi sono più che sufficienti) senza impastare. L'importante è amalgamare appena gli ingredienti. 
Coprire con pellicola e lasciar lievitare per 12-18 ore. L'impasto si gonfierà e si coprirà di bolle. 
A questo punto spolverare con abbondante farina il piano di lavoro e rovesciarci l'impasto. Fare 3 pieghe formando una palla e mettere a lievitare fino al raddoppio dentro un panno ben infarinato. 
Scaldare il forno a 230° con dentro la pentola (che andrà poi chiusa con un coperchio) entro cui andrà cotto il pane e, raggiunta la temperatura, versare l'impasto aiutandosi con il panno. La piega del pane rimarrà in alto. 
Cuocere per 30 minuti con il coperchio e 15-20 minuti senza, finché la crosta non raggiunge il colore desiderato. Far raffreddare prima di servire.
Guardate l'alveolatura interna nella prima foto... sembra quasi una magia, senza fare nulla viene un pane davvero fantastico!!
Ormai credo che sia l'inizio della mia carriera da fornaia... senza impastare! 

lunedì 19 aprile 2010

Il gulash ungherese

Ieri mattina ero in vena di "spezzatino" con tanto sughino in cui affogare il pane fatto in casa.
Visto che ancora non avevo pensato a cosa preparare di buono per il pranzo della domenica, ho deciso di fare il goulash ungherese. Non so voi, ma per me di domenica è importante cercare di portare in tavola qualcosa di speciale. Non sempre ci riesco, ma quando posso mi sento davvero realizzata.
Il goulash non è un piatto che faccio spesso, al contrario è una scoperta della mia vita "milanese", ma, nonostante questo, è una ricetta che per me sa di casa. Il fatto che abbia una cottura lunga mi dà l'idea di quell'impegno tipico delle cose buone che si preparano per i cari, della tradizione e, di conseguenza, mi sembra di prendermi cura delle persone per cui cucino. Quante emozioni dietro ad un piatto, eh?



Ingredienti:
800gr di polpa di manzo o altro taglio adatto a spezzatino (io ho usato quello che in Liguria chiamano "finto filetto" e credo corrisponda al girello)
1 cipolla grande
300 ml di brodo
2-3 cucchiai di concentrato di pomodoro 
2 cucchiai di paprika dolce
1 cucchiaino di cumino
1 cucchiaino di peperoncino (facoltativo)
4 patate
olio

Preparazione:
Premessa necessaria: non è la ricetta originale, bensì una versione che penso possa avvicinarsi! Non conosco assolutamente la vera ricetta ungherese.

Tritare grossolanamente la cipolla e farla soffriggere con l'olio. Aggiungere la carne e far rosolare mescolando con frequenza in modo da non far annerire la cipolla. Aggiungere la paprika e il cumino (eventualmente anche il peperoncino). Coprire la carne con il brodo, aggiungere il concentrato di pomodoro e le patate tagliate a tocchi abbastanza grossi. Le patate di solito vengono fatte bollire a parte e si usano per accompagnare il piatto, però per me cuocerle insieme alla carne rende il sugo più buono e più cremoso. Se preferite farle bollire a parte, a fine cottura andrà aggiunta un po' di fecola per rendere il sughino più denso.
Abbassare la fiamma a minimo, salare e far cuocere per circa un'ora e mezzo - 2 ore.  
Servire caldo accompagnata da riso in bianco (o da patate bollite, se non le mettete insieme alla carne). Io, avendo appena sfornato il pane, l'ho accompagnato con quest'ultimo.
Via libera alla scarpetta! :)

Con questo post partecipo al contest Recipies from all over the world di Magic in the kitchen.


venerdì 16 aprile 2010

Zabaione al brandy e kumquat caramellati


In famiglia abbiamo uno sfortunato allergico al lattosio, motivo per cui, ogni volta che ci si ritrova insieme bisogna pensare ad un dolce che sia privo di latte. 
Quando si va a cena fuori è quasi impossibile (la pasta frolla è il minore dei mali avendo solo il burro) trovare qualcosa che sia lattosio-free, per cui, almeno a casa, cerchiamo di aggirare il problema. 
Ieri sera, visto che non avevo molto tempo da dedicare alla preparazione di un dolce ho pensato che lo zabaione era la soluzione più rapida e gustosa... Poi, proprio a fagiolo, da ieri sera abbiamo un nuovo arrivato in casa: un albero di kumquat, in parole povere, il mandarino cinese! 
Allora ecco subito l'associazione... zabaione, kumquat... In realtà cercando nel web, mi sono resa conto di non aver inventato niente di nuovo. E' pieno di ricette di zabaione con kumquat caramellato!! 

Va bè, io vi passo la mia versione incrociata con lo zabaione dello Zio Piero

Ingredienti: 

6 tuorli
120gr di zucchero
130gr di brandy (ci sarebbero voluti 150gr di marsala, ma sostituendolo con il brandy che è più forte ho diminuito la dose)
Poi ci sarebbe andato anche un cucchiaio di amido di mais... ma io me lo sono dimenticato da brava piccolo disastro! 

Procedimento: 
Montare le uova con lo zucchero. Ehmmm, aggiungere l'amido e continuare a mescolare. Far bollire il brandy, portare la fiamma a minimo e aggiungere il composto di uova. Dopo poco il marsala tenderà a salire, a questo punto mescolare rapidamente con le fruste. Dopo pochi secondi si sarà già formata la crema. Spegnere e far raffreddare. 
Tagliare a fettine i kumquat. In una padella ampia versare 2 cucchiai di zucchero, 2 cucchiai di acqua e far sciogliere. Spargere le fettine di kumquati in modo da formare un solo strato e lasciar caramellare. Ci vorranno indicativamente una decina di minuti. 
A questo punto potete formare il dolce mettendo lo zabaione in una ciotolina e sopra le fettine di kumquat e un cucchiaino dello sciroppo ottenuto caramellando. 

La tecnica per fare la crema, invece, proviene dalle mani di Luca Montersino. (Vedi anche la crema pasticcera de Le zeppole di San Giuseppe).

Con questo post partecipo alla raccolta "Fresche dolcezze d'estate" di Maria Luisa.


giovedì 15 aprile 2010

Lo strudel mele e cioccolato (e le spezie maldiviane)


Domenica ho avuto le mani in pasta tutto il giorno per fare i croissant e, in queste mattine, io e il mio compagno di pastrocchi, ci concediamo un bel croissant caldo appena sfornato!
Ora che vi ho fatto un po' di invidia mattutina vi dico che in realtà la ricetta dei croissant arriverà un'altra volta! (ihihihih) Ora è il momento di quest'altro dolcetto preparato sabato... una cosa sciuè sciuè (dedicato a Wanda!)
Infatti, tipico dolce da "Non c'ho tempo!", è l'ideale per preparare il dessert dell'ultimo minuto per una cena tra amici o per soddisfare le improvvise voglie di dolce.
Il mio ragazzo ne va veramente ghiotto, riesce a farne fuori metà in un solo colpo e così, ogni tanto, perdo quei 5 minuti per farlo! :)
Ovviamente il tutto cambia se volete fare voi la sfoglia in casa...

La versione adorata dal mio goloso e sicuramente apprezzata da tutti (diversamente dallo strudel classico che rischia di non avere troppi fans) prevede mele o pere, cioccolato e zucchero, nient'altro! Credo che questa versione abbia origine dalla sua mamma, quindi...grazie "Suocera"! 
Questa volta, però, ho fatto qualche aggiuntina... da bambina impaziente, non resistevo più al richiamo delle mie mie spezie maldiviane!!! :D

Ingredienti:
1 rotolo di pasta sfoglia
2 mele
cioccolato fondente (indicativamente 100gr, vado un pò ad occhio)
2 cucchiai di zucchero
pinoli
una punta di cucchiaino di spezie maldiviane (o semplicemente un misto di cannella, zenzero, cumino, finocchietto e cardamomo)

Preparazione:
Aprire il rotolo di sfoglia su una teglia. Sbucciare le mele, tagliarle a pezzetti e spargerle al centro del rotolo formando una striscia (lasciare 3-4cm alle estremità più corte). Spargere il cioccolato a pezzi, i pinoli, lo zucchero e le spezie sopra le mele. Chiudere formando un fagotto stretto e lungo. Se desiderate fate dei taglietti sulla superficie per decorare.
Infornare a 190° per 25-30 minuti.

mercoledì 14 aprile 2010

Riciclare la carne: linguine all'anatra e arancia grattugiata

Vi capita di trovarvi con degli avanzi di arrosti, bolliti, umidi o qualsiasi altro pezzo di carne che non sapete come finire?
Tutti quei pezzi che alla fine nessuno vuole più mangiare? Ecco, in casa mia è ovvio che rimanga sempre qualcosa...Allora per non buttarli, li traduco in qualche sughino... La fortuna di noi italiani è che amiamo la pasta, piatto a cui pochi rinuncerebbero e molto versatile. Facile quindi dare libero sfogo alla nostra fantasia per cercare di variare spesso i suoi condimenti.
Uno dei modi per fare un sugo rapido e gustoso, per me, è proprio riciclare la carne rimasta da qualche altra preparazione.
Le modalità possono essere le più svariate, in base a quello che mi frulla per la testa in quel momento e a quello che trovo in frigo mi lancio nel riciclo!

Questa volta è venuta fuori questa pasta qui!



Ingredienti: 

Carne avanzata (questa volta anatra all'arancia)
trito di carotae cipolla
Pepe nero in grani
Timo fresco 
Olio
la scorza di un'arancia
Linguine

Preparazione:
Pulire la carne avanzata da eventuali ossicini o nervi e tritarla.
Tritare anche la carota e la cipolla (questa volta niente sedano, mi andava così!) e versarli in pentola insieme all'olio. Far soffriggere e aggiungere la carne. Sfumare con del vino bianco. aggiungere qualche grano di pepe nero e un paio di rametti di timo fresco.
Nel frattempo cuocere la pasta. Con questi sughi preferisco la pasta lunga, ci sarebbero stati bene dei tagliolini all'uovo, ma non ne avevo e non avevo neanche il tempo per farli, allora ho fatto le linguine.
Una volta cotta la pasta farla saltare con il sugo e fare una grattugiata di scorza d'arancia. Servire.


martedì 13 aprile 2010

Le Patatine fritte


Starete sicuramente pensando... Ma che ricetta è quella delle patatine fritte?! Tutti sanno fare le patatine!
Avete anche ragione, ma per me le Patatine (quelle vere, quelle con la P maiuscola) sono un rito.
Non è prendere il sacchetto di patatine precotte e congelate e buttarle in padella. Assolutamente no! 
Per me, quelle non sono mai esistite in casa, neanche quando ero una studentessa e vivevo da sola con altra gente. Ero una studentessa abbastanza atipica rispetto alle abitudini alimentari, ammetto, ma alcune cose nascono in un modo e rimangono tali... una di queste cose sono le patatine fritte. Sarà che sono un piatto da bambino e, per questo, mantengono quel velo di "magia" tipico delle cose vissute durante l'infanzia...
Probabilmente ognuno ha il suo metodo per ottenere delle patatine fritte perfette, in ogni caso, per me, c'è una sorta di dedizione nella preparazione di questo piatto. 
Il rito prevede di prendere le patate, pelarle, lavarle accuratamente, asciugarle e tagliarle a spiecchietti, salarle (si si, da crude!).... e solo dopo friggere! 
Ma andiamo per gradi....
Ovviamente io sono una tifosa delle patate della Sila (ho scoperto da poco che esiste anche un consorzio a tutela), se le fate fritta non immaginate che bontà!! Morbide dentro, croccanti fuori, belle dolci e polpose... Però non ovunque ci sono, quindi bisogna cercare di trovare una buona sostituta. Se si scielgono le patate sbagliate il rischio è che rimangano mosciette...
Una volta pelate, lavate, tagliate e asiugate è il momento di salarle.
Tutti di solito salano i fritti dopo, ma se si sala prima il risultato è un sapore più omogeneo, non il fastidioso insipido-salato delle pietanze salate al momento.
Siamo arrivati al momento della cottura... per fare le Patatine fritte non ci vogliono 5 minuti. Alzare la fiamma, scaldare l'olio, buttarci dentro le patate e dopo 3 minuti "Ecco, pronte!". 
Cuocere le Patatine fritte richiede tempo e cura.
La fiamma deve essere medio/bassa, altrimenti la patata si brucia fuori e rimane cruda dentro. Se è troppo bassa, invece, non diventa croccante.
Durante la cottura bisogna girarle meno possibile, altrimenti si rompono tutte (La fiamma non è al massimo, quindi non rischiate di farle bruciare da un lato).
E così, mentre voi apparecchiate la tavola, preparate un secondo, telefonate ad un'amica, loro cuociono pian piano. 
Dopo una quindicina di minuti potete iniziare a vedere se è il caso di girarle un pò. 
Dopo mezz'oretta/40 minuti potrebbe essere che siete vicini a portarli in tavola! 
Non sono ancora belle dorate e croccanti? Beh, allora meglio aspettare ancora un pò! 
Se durante la cottura vi sembrano "molli", non preoccupatevi, è normale, solo quando saranno cotte bene diventeranno croccanti! 
E' arrivato il momento di levarle dalla padella? Beneeee!!! Golosi pronti all'attacco!!! 
Se invece in casa di goloso ce n'è solo uno (IO!) allora potete andare con calma... tanto sono tutte vostre! :)



lunedì 12 aprile 2010

Anatra all'arancia

Non avevo mai cucinato l'anatra prima d'ora e, quando l'ho vista lì sul bancone del supermercato ho pensato che era ora di provare. Per cucinarla mi sono fatta spedire le arance non trattate dalla Calabria. E alla richiesta mia madre mi ha chiesto se dovevo fare una cenetta speciale... Ma è poi vero che l'anatra all'arancia è un piatto così speciale?
Arrivate le arance ho cercato qualche ricetta nel web per avere qualche idea, e, alla fine, ho fatto un pò "come mi veniva".



Ingredienti:
1 anatra
3 arance
vino bianco 
aglio
sale
olio

Procedimento:
Pulire l'anatra, e strinarla per bene (io ho usato il mio cannello nuovo!!! Comodissimo per strinare!!!).
Sbucciare un'arancia facendo attenzione a tenere solo la parte arancione della buccia e metterla a bollire per 2 minuti.
Salare l'interno dell'anatra, aggiungere uno spicchio di aglio a pezzetti e poi mettere le bucce fatte precedentemente bollire.
In una pentola far soffriggere l'anatra con olio (non troppo perchè l'anatra rilascia molto grasso) e aglio in modo da farla colorire su tutti i lati. Sfumare con il vino bianco.
Nel frattempo spremere 2 arance e, una volta che l'anatra è ben colorita, aggiungere tutto il succo. Unire due cucchiaini di zucchero. Salare l'esterno dell'anatra e lasciar cuocere a fuoco/medio basso per almeno un'ora. 
Il succo delle arance così si restringera a formare una puccetta densa e marroncina. Servire calda.  

Per quanto il risultato nonostante fosse buono ho scoperto che non è un piatto che mi fa impazzire! Il mio ragazzo invece ha gradito molto ed io sono più che contenta così! :D

venerdì 9 aprile 2010

Carciofi ripieni alla mousse di nasello

Avevo comprato al mercato 4 bei carciofi romaneschi per farci qualcosa... il cosa mi è venuto in mente guardando una confezione di nasello che avevo nel congelatore (ahimè, non sempre si ha il tempo per pulire il pesce), così ho pensato che l'abbinamento carciofi-pesce non era niente male! E in effetti, alla fine non era male davvero! I carciofi mi sembravano belli da riempire, così ho pensato di fare un ripieno con il nasello ed ecco qui il risultato.


Ingredienti:
4 carciofi romaneschi
200gr di nasello
1 patata piccola
1 uovo piccolo
1 goccio di latte
aglio
prezzemolo
sale
pepe
olio evo
pangrattato

Pulire i carciofi e svuotarli delle foglie più interne, tenendo queste ultime da parte.
Sbucciare una patata e tagliarla a tocchetti. Cuocere a vapore i carciofi svuotati, la patata e il nasello.
A parte, far saltare con aglio e olio l'interno dei carciofi e i gambi.
Una volta cotto il pesce e ammorbidite le patate, porre il tutto in un tritatutto insieme all'interno dei carciofi (i gambi e un pò di interno li ho tenuti da parte), un uovo, uno spicchiettino d'aglio, sale, pepe e un goccio di latte. Tritare il tutto finchè non diventa una crema.
Riempire i carciofi con la mousse ottenuta, cospargere di pangrattato e prezzemolo tritato e irrorare con olio evo in modo da far dorare la superficie.
Cuocere in forno per mezz'ora a 200°.
A parte ho cotto altro nasello in pezzi con carciofi in pezzi e le patate. e ho servito tutto insieme. I gambi dei carciofi li ho usati per decorare il piatto.

giovedì 8 aprile 2010

La pasta di zucchero

Qualche mese fa, finalmente sono riuscita a reperire il glucosio liquido, ingrediente fondamentale per la pasta di zucchero e, scoperta successiva, anche per il gelato (ma di questo ne parleremo un'altra volta)!

Ovviamente, la voglia di provare subito a decorare una torta è stata più forte di me ed ho iniziato il giorno stesso con il primo tentativo.
Subito preparo un bel pan di spagna... e mi metto a fare la pasta di zucchero prendendo la ricetta da qui.
Per essere il primo tentativo non potevo non avere qualche problema! Non riuscivo a farlo addensare! Ho dato fondo a tutte le scorte di zucchero a velo per riuscire a dargli la giusta consistenza, ma alla fine sono riuscita ad avere la mia bella palla.
Ed ecco la ricetta ripresa da Cookaround.

Ingredienti:

30ml di acqua
5g di gelatina
50g di glucosio
450g di zucchero a velo

Preparazione:

Mettere a bagno la gelatina nei 30ml di acqua.
Setacciare lo zucchero a velo e metterlo dentro il bicchiere del robot (io ho usato il bicchiere frullatore).
Una volta sciolta la gelatina aggiungere il glucosio e porre il tutto a fuoco bassissimo (meglio bagno maria) finchè non diventa acqua, evitando di portare ad ebollizione (vietato!).
Aggiungere il composto liquido a filo sullo zucchero a velo mentre il robot è acceso a velocità bassa.
Se il composto è troppo liquido aggiungere zucchero a velo, viceversa aggiungere acqua (a cucchiaini).
Continuare a mescolare finchè non si forma una palla. A questo punto passare l'impasto nello zucchero a velo per renderlo malleabile ed evitare che si appiccichi (io l'ho passato nella fecola e mi sembrava comunque perfetto!).
Far riposare il composto qualche ora e poi utilizzare.

Durante il riposo ho preparato una crema fatta di panna montata e cioccolato fondente fuso...bell'accoppiamento con il pan di spagna!!
La seconda volta invece ho provato con una crema al limone senza latte (visto che sorella del mio ragazzo è allergica al lattosio), ma l'abbinamento con il pan di spagna e la pasta di zucchero non è dei migliori.

Questo è il risultato numero 1:



Come potete notare la pasta di zucchero non è uniforme, ma è un pò "screpolata". Questo perchè a furia di tentare di farlo addensare mi sono ritrovata con un composto troppo duro. Inoltre, proprio per la sua consistenza non sono riuscita a stenderlo bene ed è rimasta un pò spessa... così tutti hanno scartato lo strato di zucchero perchè un po' troppo stucchevole!  

Invece questo è il tentativo numero 2:



Risultato nettamente migliore! Ho aggiunto un cucchiaino di acqua, riimpastato e passato la palla di pasta nella fecola, in modo da poterla lavorare meglio... utilissimo questo passaggio!
Sono riuscita a stendere l'impasto in una sfoglia molto più sottile, che, questa volta, era buono anche da mangiare. Poi ho decorato con cioccolato fuso.
Ancora non mi sono lanciata nell'utilizzo di coloranti... ma presto ci proverò!!!!

mercoledì 7 aprile 2010

I muffins... questa volta al cocco

Questa ricetta di muffin davvero perfetta l'avevo trovata su Anice&Cannella, ma l'artefice è Lo scief Scientifico, altro magnifico blog di cucina.
La prima volta avevo provato la stessa versione di Paoletta con le ciliegie.


Ovviamente copiando la sua versione con il picciolo della ciliegia... Carini vero??

Adesso, li ho rifatti al cocco... mica potevo buttare il latte di cocco avanzato per fare il pollo!


Ingredienti:

Ingredienti secchi:
290 gr di farina (220gr farina 00, 220g farina 0 e 50gr di farina di cocco. Altrimenti metà 00 e metà 0)
150 gr di zucchero (in origine 170 gr, ma essendoci il cocco già dolce ho ridotto la dose)
2 cucchiaini e 1/2 di lievito
1/4 di cucchiaino di bicarbonato
1/4 di cucchiaino di sale
Ingredienti umidi:
65 gr di olio (o di burro)
1 uovo
100 ml di latte
120 ml latte di cocco (nell'originale 220gr di latte)

Preparazione:
In una ciotola unire gli ingredienti secchi e in un'altra gli ingredienti umidi.
Per questi ultimi, sbattere prima leggermente l'uovo, poi aggiungere il latte, il latte di cocco e poi l'olio. Versare gli ingredienti umidi su quelli secchi (se volete aggiungere ingredienti in pezzi, aggiungerli ora) e poi mescolare rapidamente. L'impasto deve rimanere grumoso.
Dividere l'impasto in 14-16 pirottini e porre in forno a 190° in forno statico o 170° in forno ventilato per 20-25 minuti (testati entrambi i sistemi e sono perfetti!).
Spolverare di zucchero a velo, ehmmm, farina di cocco... e pappare! :)

martedì 6 aprile 2010

Il ritorno nel caos

Buongiorno a tutti! 
Volato via il rapido ponte di Pasqua eccoci tornati alla vita quotidiana, ai fornelli e alle vicende dei blog! 
Questi quattro giorni sono stati all'insegna del cibo. Ha piovuto ininterrottamente sabato e domenica e allora, rinchiusi in casa con il mare davanti e in buona compagnia, non abbiamo fatto altro che cucinare e mangiare!
Due note però da ricordare:
1. gli acquisti a due grandi negozi stile Metro
2. il pranzo pasquale. 

Sabato pomeriggio, vista la pioggia,  non si poteva fare altro che cercare qualche posto interessante da visitare al chiuso e, vista l'intenzione di mangiare pesce alla sera, io e il mio ragazzo siamo stati portati in due posti fantastici! 
Il primo, molto simile alla Metro, ma con una varietà alimentare molto molto più elevata  e il secondo pienissimo di accessori da cucina. Insomma, per me, un vero paradiso! 

Volete vedere i miei acquisti??


Vi sembreranno cose abbastanza normali, ma io sono contentissima! e mi sono limitata visto che settimana scorsa avevo già dato il meglio di me da Medagliani

  • La salsa di soia gigante è per il mio ragazzo che la userebbe come un italiano medio usa il parmigiano sulla pasta... 
  • Gli schiaffoni per me sono stati una vera visione! "Gli "scaffettuniiii" finalmenteeeee!!" Il mio ragazzo pensava che me li fossi inventati sti paccheri rigati di cui parlavo sempre... qui a Milano praticamente non esistono. Eppure sono una vera bontà! 
  • Il saccone di farina da 5kg di un molino in provincia di Cuneo. Non l'ho mai sentita, ma ho pensato di provarla! Chi mi accompagnava ha pensato che 5kg sono uno quantità enorme, per me si e no la dose di un mese-un mese e mezzo. Evviva la farina del mulinoooooo!!! 
  • Infine la scodellina con il fornellino per la bagna cauda da mettere in tavola. Finalmente l'ho trovata!! :D 

E ora passiamo al pranzo di Pasqua. 
Dal mare siamo saliti un po' tra le montagne per arrivare a Torre Paponi in provincia di Imperia. 
Sapete perché il paese si chiama così?! Si chiamano tutti Papone!!! 
Comunque in questo paesino c'è un ristorante, La Pignatta d'oro, molto famoso lì in zona e con una lista d'attesa di mesi! 
Arrivati nel paese, non immaginereste mai l'atmosfera che vi attende! 
Il locale, illuminato da una candela per tavolo e da pochi faretti incassati nel pavimento, è completamente creato dentro la roccia. Elegante e curato, arredamento moderno e lineare per un contorno "da montagna". Il tutto risulta davvero molto particolare. 
Se andate a vedere le immagini sul sito internet, vi dico che assolutamente non danno giustizia! 
Per quanto riguarda il pranzo molto buono, alcune cose molto particolari. Però, purtroppo non eccellente, ma sono convinta che dipendeva dalla ressa di Pasqua gestita da soli 2 camerieri.
Se siete dei mangioni, attenzione alle dosi! ;)
Consiglio di provare...alcuni piatti sono davvero ottimi (vedi tortino ai porri con crema al tartufo bianco e il capretto con un misto di verdure)! Gnamm! :)

giovedì 1 aprile 2010

I pasticci di Tery (1): le spezie maldiviane

Inizio con il dire che, in questo mio spazietto (il blog), ho intenzione di pubblicare non solo i miei successi in cucina, ma anche i miei disastri! Questo perchè:
1. Ne faccio davvero tanti!
2. Magari qualcuno mi dà consigli su come migliorare! Vero?????? (Visto che qualcuno qui e là ogni tanto sembra esserci davvero! :) )

Bene, con questa premessa posso iniziare il mio raccontino sul primo appuntamento con un barattolino di spezie nuovo!
Settimana scorsa, la sorella del mio ragazzo, anche lei appassionata di cucina come me, al ritorno dalle Maldive, mi regala un barattolino colorato e profumatissimo di spezie.
Mi dice che va mescolato con un goccio di latte di cocco e può essere usato sia con la carne che con il pesce. Benissimoooooo!!
Toh, guarda te, ho proprio una lattina di latte di cocco in dispensa che aspettava di essere usata!
Reazione del mio ragazzo: "Noooooo, hai anche il latte di cocco??"
Sperava non l'avessi per rimandare anche questo esperimento (povere vittime i familiari dei blogger!), ma ahimè (ihihih)... vuoi che non abbia il latte di cocco (ingrediente abbastanza normale,no?)???
Allora ieri sera prendo un petto di pollo, lo taglio a pezzetti e inizio la mia preparazione...


A vedersi è bella, vero? Non sapete che puccetta magnifica che aveva fatto... Ero proprio soddisfatta!
Purtroppo il sapore.......... la mistura di spezie è dolcissima e sa di cannella! Il chè è perfetto per farci uno strudel, ma con il pollo non è andata molto bene!

La ricetta la posto lo stesso perchè con altre spezie penso proprio che verrebbe benissimo!

Ingredienti:
1 petto di pollo
2 cucchiai di latte di cocco
fecola di patate
olio
Io: curry maldiviano (cannella, anice stellato, cardamomo, cumino, finocchietto...), ma direi meglio curry tipico, o cmq una masala più adatta al salato!
Pepe di Cayenna o semplice peperoncino tritato fine (se la miscela di spezie non è piccante)

Preparazione:

Tagliare il pollo a pezzetti e passarlo nella fecola.
In una padella, scaldare l'olio e aggiungere il pollo. Farlo rosolare leggermente e aggiungere un cucchiaio di latte di cocco. Aggiungere qualche cucchiaio di acqua in modo da non fare asciugare troppo il sughino.
Continuare fino a completa cottura del pollo, aggiungendo man mano l'acqua necessaria. Salare, aggiungere un altro cucchiaio di latte di cocco e infine aggiungere le spezie, fare amalgamare e servire.
La consistenza del sughino era perfetta, senza la cannella (che in casa non amiamo particolarmente nel salato) sarebbe stato perfetto.

Ed ecco il latte di cocco e il curry maldiviano (che presto si vedrà coinvolto nella preparazione di qualche bel dolcetto) !!

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