mercoledì 31 marzo 2010

Le lasagne del Sud

Il sugo di ieri??? Come mai non c'erano foto con la pasta?? Beh, perché ci ho fatto le lasagne!


Di varianti di lasagne ce ne sono davvero una infinità, ma se si pensa a quelle tipiche sicuramente si immaginano quelle con il ragù bolognese e la besciamella.
Eh no! Se io penso alle lasagne, immagino quelle calabresi (o forse  del Sud in generale?) e, in Calabria, la besciamella non esiste nella cucina tradizionale.
La tradizione vuole che si usi il ragù, quello con ore infinite di cottura e i pezzi di carne, e mini polpettine precedentemente fritte.

Ingredienti:
Pasta all'uovo per lasagne, possibilmente fresca
abbondante parmigiano e pecorino grattugiati (il pecorino crotonese doc è un prodotto abbastanza diffuso da noi)
Provola
Polpettine fritte (per le polpette: carne trita, un uovo, parmigiano e pecorino grattugiati, pane ammollato, aglio, prezzemolo, sale e pepe)
Ragù (la carne del sugo non serve) 
un uovo sodo

Procedimento:
preparare preventivamente il ragù e le polpettine (più o meno un centimetro e mezzo di diametro) fritte.
Tagliare la provola a pezzetti, preparare l'uovo sodo.
Una volta pronti tutti gli ingredienti, cuocere man mano la pasta e formare gli strati così: 
- bagnare il fondo della teglia con un pò di sugo
- posizionare la pasta
- distribuire un terzo delle polpettine, della provola, dell'uovo sodo e del formaggio grattugiato
- coprire con il sugo e ricominciare con la pasta fino al termine degli ingredienti.
Infine, coprire con uno strato di pasta, spargere un pò di sugo e di parmigiano.
Infornare a 180°-200° per circa 40 minuti, coprendo la teglia con della carta stagnola, da levare dopo metà cottura. 

E le vostre lasagne come sono?  

martedì 30 marzo 2010

Il profumo della domenica




Fino ai 18 anni, cioè fino a quando ho vissuto con la mia famiglia, la domenica mattina era caratterizzata da un profumo ben preciso: il ragù della mamma.
Iniziava a cuocere alle 7 del mattino, 8 al massimo e inebriava l'aria del quartiere tanto che i vicini ogni tanto si affacciavano per dire "Elvì (Elvira), mi fai impazzire!"
Quando ero ancora nel letto sapevo già che cosa si sarebbe mangiato per pranzo. In realtà, praticamente tutte le domeniche invernali , il ragù faceva da padrone.
La pasta era quasi rigorosamente fresca: maccheroni, covatelli (non cavatelli, prima o poi ve li presenterò!) o qualche volta i ravioli di ricotta e spinaci. Se non si riusciva a comperare la pasta fresca (farla in casa era un'abitudine solo di quando ero bambina) si usavano gli "scaffettuni", non altro che i paccheri rigati o le reginette.
In ogni caso il ragù è un rito, la cottura deve essere lunga, luuungaa, sicuramente non meno di 5 ore, ma se avete più tempo....perchè no?!
Parlando di ragù molti penseranno al tipico bolognese, ma in questo caso è proprio tutt'altro: niente soffritto di carote, cipolle e sedano e niente carne di maiale!
Qui a Milano continuo a farlo, sempre alla domenica (anche perchè chi ha il tempo per farlo in settimana??), sempre con ore e ore di cottura e sempre con lo stesso profumo che inebria casa... quando lo faccio mi sembra di aver cura delle persone che amo... e anche per me stessa! :)
Ingredienti:
1 l di passata di pomodoro (meglio se fatta in casa, visto le tradizioni del Sud)
1 confezione di pomodori pelati
1 cipolla
olio evo abbondante
polpa di manzo in pezzi o carne di maiale (con la carne di maiale è più gustoso)
costine di maiale (facoltative)
salsicce calabresi, quelle con il finocchietto per intenderci (facoltative)
1 cucchiaino di zucchero
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro.
Preparazione:
Tritare la cipolla e farla soffriggere in abbondante olio. Aggiungere la carne e farla rosolare finchè non si colorisce. Nel frattempo passare i pelati (meglio con il passatutto manuale perchè riesce ad eliminare i semini e le eventuali bucce dei pomodori) e, una volta rosolata la carne, versarli in pentola. Dopo qualche minuto aggiungere la salsa e un cucchiano di zucchero per eliminare l'eventuale acidità del pomodoro. Mantenere per un'oretta il fuoco medio, in modo che inizi ad evaporare l'acqua di troppo. Dopodichè abbassare la fiamma al minimo, utilizzando il fornello più piccolo che avete. Il sugo deve cuocere molto, molto dolcemente, come direbbero i napoletani "Deve pippiare"!
Salare, aggiungere il concentrato di pomodoro e continuare la cottura. L'olio deve man mano salire in superficie. Se non sale... non è cotto!
Infine, quando il sugo è quasi pronto, aggiungere la salsiccia e far cuocere ancora per mezz'ora/un'ora. La salsiccia dà un'aroma particolare al sugo rilasciando quell'aroma lontano di finocchietto...
A questo punto, saranno trascorse almeno 5 ore! Eh si, ci vuole molta molta pazienza! :)
Cuocere la pasta, impiattare e condire con abbondaaaanteee sugo.
Si può servire con parmigiano, pecorino grattuggiato, ma è ottima anche con la ricotta stagionata affumicata o la ricotta fresca!

PS. Provatelo sul pane!!

lunedì 29 marzo 2010

Lo zuccotto panna e fragole

Il numero di Maggio 2009 di Sale&Pepe era pieno pieno di ricette da fare con le fragole. Solo alla vista veniva l'acquolina in bocca...
Ovviamente non ho resistito alla tentazione di provarne almeno una... allora zuccotto panna e fragole! 
Quest'anno, dopo il supersuccesso di questo dolce, a grande richiesta l'ho rifatto (non potete capire che dispiacere! ;) ) appena ho visto le prime fragole. 
Ingredienti: 

Per la torta: 
100gr di farina
150gr di zucchero semolato
un uovo
un dl di latte
mezzo limone
mezzo cucchiaino di bicarbonato
25gr di burro

Per il ripieno e la decorazione: 
400g di fragole
mezzo litro di panna fresca
30gr di zucchero a velo

Preparazione: 

Per la torta: 
Spremere il limone e filtrarlo. Versarlo in una ciotola insieme al latte. 
A parte setacciare la farina con il bicarbonato, aggiungere lo zucchero e l'uovo. Aggiungere gradualmente il latte e il burro fuso. Una volta amalgamato il tutto versare in uno stampo da 20 cm e cuocere in forno a 180° per 40 minuti. 

Quando la torta è pronta, sformarla, lasciarla raffreddare e tagliarla a striscioline di un cm di diametro. Rivestire uno stampo da zuccotto (io uso una semplice ciotola, più o meno di 20 cm di diametro) con della pellicola, facendo in modo di lasciarne un po' fuori per dai bordi per facilitare l'estrazione dello zuccotto dalla ciotola. Dopodiché rivestire con le strisce di torta in modo da non lasciare buchi. 


Dolcificare 3dl di panna con lo zucchero a velo e montarla. Ora è il momento di riempire lo zuccotto: amalgamare la panna con le fragole e versare dentro lo zuccotto. 
Una volta pieno, livellare e chiudere con le striscioline di torta restanti. Porre sopra un peso e far riposare lo zuccotto in frigo per 12 ore. 
Trascorso questo tempo, montare la restante parte di panna, sformare lo zuccotto e decorarlo a piacere. 

Questo è lo zuccotto prima della decorazione. 


Ed eccolo finito pronto per essere mangiato! 



venerdì 26 marzo 2010

Torta Semi-Pasqualina

Gli ultimi due giorni sono stati pieni di impegni e non ho avuto modo di impegnarmi a scrivere un post serio e impegnativo, per cui anche oggi ricetta easy e un po' improvvisata!
In realtà la giornata è stata bella ricca: sono riuscita a fare tante cose che richiedevano un pomeriggio libero, tra cui andare nel fantastico mondo di Medagliani... ma di questo vi parlerò un'altra volta! 
Per ora ecco la ricetta di una finta torta pasqualina fatta un po' "ad occhio" e senza seguire un vero metodo! 


Ingredienti:
Un rotolo di pasta sfoglia (se avete il tempo di farla in casa perché no)
500gr di spinaci
Abbondante parmigiano grattugiato
2 uova
sale
pepe
Provola (o altro formaggio da fondere tipo mozzarella)

Procedimento:
Lessare gli spinaci, scolarli bene dall'acqua in eccesso e mescolare con il parmigiano e un uovo. Salare e pepare.
In una teglia piccolina stendere una parte della sfoglia e riempire con il composto di spinaci lasciando un buco nel mezzo entro cui aprire l'altro uovo. Coprire l'uovo con un po' degli spinaci. Tagliare a fettine la provola e stenderla uniformemente sopra gli spinaci. Chiudere con la restante sfoglia, sigillare i bordi, bucherellare la superficie e infornare a 180° per 30 minuti.

PS. Io ho fatto una mini torta e le dosi sono quindi ridotte a 2 porzioni. 
PPS. Idea presa da Sale&Pepe di aprile: al posto dell'uovo normale si potrebbero usare le uova di quaglia. Sarebbe simpatico da vedere e ognuno avrebbe il suo uovo intero. 



giovedì 25 marzo 2010

I primi da settimana lavorativa: Porro e topinambur

Durante il week end trascorro giornate intere in cucina... ma in settimana è davvero dura trovare il tempo per mettersi tra i fornelli per fare qualcosa di più impegnativo!
A soli 25 anni mi sento abbastanza in linea con le "desperate housewives"! Casa da pulire, panni da lavare e da stirare, fare la spesa, portare in tavola qualcosa di decente e vario (evitando di ricorrere a surgelati o alle verdure transgeniche di molti supermercati!)...
In realtà ho un ragazzo bravissimo che mi aiuta sempre e "si arrangia" se non ho il tempo (o la voglia) di impegnarmi tra i fornelli, in ogni caso la necessità di trovare piatti rapidi, buoni e salutari è costante.
Per il pranzo alla fine ci si salva facilmente! Una pasta "sciuè sciuè" e il più è fatto!
Allora ecco che ogni tanto apro il frigo, vedo cosa c'è, prendo qualche ingrediente e lo trasformo in un sughetto.
Ed ecco cosa è venuto fuori pochi giorni fa....

Linguine con porri e topinambur

Ingredienti:

180gr di pasta (io ho fatto linguine, ma va bene anche pasta corta. Ci vedrei bene anche i bucatini)
1 porro
2-3 topinambur
olio evo
aglio
qualche mestolo di brodo (o semplicemente un pò di acqua calda)

Preparazione:
Far soffriggere uno spicchio di aglio con l'olio, eliminare l'aglio e aggiungere il porro tagliato a fettine. Lasciar cuocere qualche minuto, poi aggiungere il topinambur tagliato a pezzetti e dopo un paio di minuti aggiungere un mestolo di brodo o acqua calda. Salare, portare il tutto a cottura e passare leggermente con il frullatore a immersione in modo da avere un pò di cremina. Cuocere la pasta, unire il tutto e servire.



Questa ricetta è gemellata:
con Libera di Accanto al camino.


e con Terry di Crumpets&co. : 

mercoledì 24 marzo 2010

La mia crostata preferita



Da quando ero bambina ho sempre adorato la crostata della mia mamma. Quando la faceva riusciva a sparire in un batter d'occhio! L'unico a non amare la crostata era mio fratello, per lui niente frutta e per noi la crostata era solo con la marmellata... niente cioccolata o creme!
Sperimentando ho modificato leggermente la ricetta, ma alla fine rimane sempre lei, la Crostata.

Ingredienti per una tortiera da 30 cm di diametro:
300 g di farina 00
150 g di burro 
150 g di zucchero
3 tuorli d'uovo
la scorza grattugiata di un limone 
un cucchiaino di lievito per dolci
un vasetto di marmellata a piacere

Preparazione:
Unite tutti gli ingredienti e impastate rapidamente finché otterrete un composto liscio ed elastico.
Imburrate una teglia e stendete la pasta con le dita direttamente nella teglia, lasciando un po' di impasto da parte per formare le striscioline per la decorazione.
Una volta stesa, farcite il guscio di frolla con la marmellata. Stendete la pasta rimanente e formate dei serpentelli larghi circa 8-9 mm con cui decorerete la superficie della crostata. Disponetele sullo strato di marmellata in modo da formare una griglia. 
Fate cuocere in forno caldo a 180 °C per circa 35-40 minuti finché la frolla diventerà dorata. 

martedì 23 marzo 2010

Le Zeppole...del post San Giuseppe!

Mi piace pensare che questo blog possa diventare espressione della mia "calabresità", se mi concedete il termine.
Da quando avevo in mente di realizzare il progetto di Peperoni e patate, ho pensato a cosa avevo io di diverso rispetto agli altri blogger.
Andando avanti mi sono resa conto che ciò che più mi differenzia nel mio modo di affrontare la cucina è proprio il mio essere Calabrese.
Sarà la nostalgia di casa, l'impossibilità di godere ogni giorno dei profumi della mia terra, in ogni caso nella mia cucina non manca mai qualcosa delle mie origini. Provo di tutto, vado alla ricerca di ingredienti e ricette nuove, ma alla fine, quando penso a qualcosa di speciale, tutto ritorna alla mia tradizione.
Sarà anche che l'infanzia trasforma tutto in qualcosa di speciale, in ogni caso il profumo della domenica, il sapore delle feste, il gusto di casa, ogni emozione in cucina è legata alla Calabria.
In questi giorni, a cavallo di San Giuseppe, da buona calabrese non ho potuto resistere alla tentazione delle zeppole.
Anche se la loro origine è napoletana, per me hanno comunque il sapore di casa, soprattutto che qui a Milano le zeppole buone sono una vera rarità!
Qualche hanno fa, però, Milano mi ha fatto scoprire la doppia natura delle zeppole. La prima volta che sono andata a comperarle nella mia nuova città, il signore al bancone della pasticceria mi chiede: "Le vuole fritte o al forno?" e nella mia testa: "Coooosa?" Starete pensando che ho scoperto l'acqua calda, ma a Crotone, la mia città, nessuno mi aveva mai chiesto questo! Quali erano quelle a cui ero abituata?!?! Beh, che domande... Calabria... fritte!!! Come mi dice continuamente "qualcuno": "O è piccante, o c'è il finocchietto, o è fritto!" E come dargli torto??
A parte tutti i racconti di contorno, alla fine ieri mi sono finalmente decisa a fare queste piccole golosità in casa!
Avevo adocchiato già da tempo la ricetta su Anice&Cannella, ma mi sono sempre bloccata perchè la mia pasta choux aveva sempre un sapore orribile di uovo! Ma possibile che i bignè di Anice e Cannella sappiano di uovo??? No, no, impossibile!
Con questa convinzione ho iniziato la preparazione e indovinate un pò? Buonissimi!!!!

Ingredienti:

Per la pasta choux di Paoletta:
125gr farina 00
125gr acqua
100gr burro
4 uova (peso totale con il guscio 225gr)
1 pizzico di sale
1 pizzico di zucchero

Per la crema pasticcera:
150gr di panna
200 ml di latte intero
3 tuorli d'uovo
150gr di zucchero
50gr di maizena
una bacca di vaniglia

Per decorazione:
Amarene sciroppate
Zucchero a velo (facoltativo)

Preparazione

Pasta choux di Paoletta:

Unire l'acqua con il burro, il sale e lo zucchero e portare ad ebollizione, versare la farina tutta insieme e mescolare finché il composto non soffrigge leggermente. Spegnere e aggiungere le uova una alla volta, mescolando con una frusta elettrica a velocità bassa. Una volta ottenuto un composto liscio e denso, mettere nella sac a poche e, servendosi del beccuccio largo un centimetro (con le zigrinature per fare le righette sulla pasta), formare tante ciambelline larghe 4/5 cm e con un piccolo buco al centro. Scaldare il forno a 200° e infornare. Cuocere per 20 minuti a forno chiuso e altri 15 minuti a forno socchiuso portando la temperatura a 180°.

Alla fine io le ho fatte solo al forno, ma per farli fritti Anice e Cannella consiglia di sostituire il burro con 35gr di strutto. Iniziare la cottura al forno per pochi minuti e poi friggere.

Crema Pasticcera:

Questa volta ho provato a cambiare la modalità di preparazione della crema seguendo le indicazioni di Luca Montersino. Per le dosi ho mescolato la mia ricetta classica e la crema pasticcera alla panna di Anice e Cannella.
Unire in una pentola il latte, la panna e la bacca di vaniglia tagliata per il lungo e portare a ebollizione. A parte montare i tuorli d'uovo con lo zucchero e, infine, aggiungere la farina. Versare il composto nel latte e continuare la cottura senza mescolare. L'impasto di uova, zucchero e farina galleggerà sopra il latte. Quando il latte bucherà il composto di uova iniziare a mescolare con la frusta finché avrà raggiunto la consistenza desiderata (per me un minuto è stato più che sufficiente) e spegnere.
Per decorare, posizionare al centro di ogni ciambellina un cucchiaino abbondante di crema e posizionarvi sopra una amarena... e lasciate pure cadere un po' del loro sciroppo! Spolverare di zucchero a velo ed eccoli pronti da gustare!

lunedì 22 marzo 2010

Mille e un carciofo


In tempo di carciofi, ogni volta che li vedo in giro non posso fare a meno di aggiungerli al resto della spesa. In realtà, lo faccio anche con gli asparagi, le cime di rapa, la barba di frate... insomma, a seconda del periodo, mi lascio ammaliare dai diversi ortaggi che colorano i banconi dei supermercati e dei mercati.
Quest'anno il re carciofo ha fatto da padrone nella mia cucina. Primi, secondi, contorni...
Comunque, una volta acquistati devo inventare qualche ricetta golosa per far mangiare "tutte queste cose verdi" al mio ragazzo...chi dice che le verdure non piacciono solo ai bambini?
La modalità migliore è trasformare il tutto in un primo.
Allora ecco l'ultima ricetta rapida (da settimana lavorativa per intenderci), buona e a prova di bimbo capriccioso!




Ingredienti:
180gr di pasta
3 carciofi
2 cucchiai di panna
olio evo
aglio
prezzemolo
pepe nero
una spruzzata di vino bianco




Procedimento:
In una padella far soffriggere uno spicchio d'aglio con 4-5 cucchiai di olio di oliva, aggiungere i carciofi tagliati a spicchietti e far sfumare con il vino bianco.
Salare, aggiungere un pò di acqua e lasciar cuocere per una decina di minuti. Una volta cotti i carciofi e asciugata l'acqua in eccesso aggiungere 2 cucchiai di panna, pepe nero e un pò di prezzemolo tritato.
Nel frattempo cuocere la pasta, far saltare il tutto e servire.







venerdì 19 marzo 2010

La famosa Sette Veli




Qualche giorno fa è stato il compleanno del mio ragazzo, evento per cui ho iniziato a prepararmi con un mese di anticipo.
Fino a 3 anni fa ordinavo sempre la torta in pasticceria, ma, dopo un evento abbastanza "particolare", ho iniziato a farle in casa.
Appunto 3 anni fa, infatti, dopo mesi e mesi di adorazione della vetrina di una pasticceria nel cuore di Milano, decido di ordinare lì la torta per il compleanno del mio ragazzo. "Vorrei quella torta con i frutti di bosco. Dosi... per 4 persone. Ci scriva Auguri Ste."
Tutta contenta torno a casa con la mia magnifica torta che avevo trovato già bella impacchettata al momento del ritiro. Decido di non aprirla fino alla sera, quando sarebbe stata presentata agli invitati e al festeggiato stesso. Decisione sbagliata!!!!
Da una confezione curata, grande abbastanza da contenere una torta da 30 cm di diametro esce fuori.... un bignè!!!! La torta aveva un diametro di 15cm al massimo!!!!
Risultato: torta tagliata direttamente in 4 pezzi e mangiata! Ci sarebbe stato un bis, ma ovviamente non c'è stata possibilità.
Alla fine è stato motivo di gioco e presa in giro per giorni. ma che delusione!!
Da allora ogni anno vado alla ricerca di un dolce nuovo da poter realizzare con le mie manine per rendere un pò più speciale il compleanno del mio amore...
Girovagando su Gennarino mi sono imbattuta nel laboratorio della Sette Veli... è stato amore!
E' proprio la torta compleanno 2010!!

Ben consapevole che le mie capacità artistiche non sono delle migliori mi sono comunque lanciata nell'impresa.


Cercando bene tra tutti i post sulla Sette Veli avevo trovato un bel file di Joebetto e Sandra di Coquinaria da cui ho preso la ricetta del pan di spagna al cioccolato.


Lunedì, però, tornata su Gennarino, ho trovato il post dello Zio Piero .
La sua ricetta mi ha attratto subito, così ho continuato seguendo le sue indicazioni.


La torta doveva essere pronta per martedì sera. Domenica ho preparato il pan di spagna, il disco di cereali e la pasta di nocciole. Lunedì pomeriggio ho preparato le creme e composto la torta. A sera è stato il turno della glassa e ho iniziato a ricoprire la torta, processo terminato al mattino dopo. Decori di cioccolato realizzati al lunedì sera e utilizzati al martedì.


Posto la ricetta del Pan di spagna di Joebetto e Sandra e del disco di cereali, per il resto vi rimando al post dello Zio Piero che non poteva essere più esaustivo di così.




Pan di spagna


Ingredienti:
5 uova medie
150gr zucchero
110gr farina
40gr cacao amaro
una punta di cucchiaino di lievito
Bacca di vaniglia

Procedimento:

Montare le uova e lo zucchero finchè, sollevando le fruste, l'impasto non "scrive" (tempo necessario: 15-20 minuti). A questo punto spegnere l'impastatrice e unire, poco alla volta, la farina, il lievito e il cacao setacciati. Versare l'impasto in una teglia precedentemente imburrata e porre in forno a 170° per 35-40 minuti.

Io ho ridotto la dose di lievito alla punta di un cucchiaino e non ho aggiunto tutta la farina poiché l'impasto mi sembrava diventare troppo "duro".


Se avessi trovato prima la ricetta del pan di spagna dello Zio Piero, avrei utilizzato quello (non me ne vogliano Joebbetto e Sandra!).


Disco di cereali


Ingredienti:


Cornflakes e riso soffiato (più o meno un pugno scarso di ognuno)
50gr cioccolato fondente
30gr burro
un cucchiaio di zucchero

Procedimento:


Sciogliere il cioccolato a bagnomaria, aggiungere il burro e lo zucchero. una volta pronto unire i cereali e mescolarli bene. Stendere su un foglio di carta forno e spianarli. Formare un cerchio della dimensione desiderata e riporre in frigo. Utilizzare una volta solidificato.


Ed ecco il risultato finale...





Non è perfetta, ho ricoperto con la glassa (rimasta troppo liquida) presto e la torta non era abbastanza fredda. Il disco di cereali era troppo spesso.


In ogni caso è stato un successo e il festeggiato ha gradito molto!! :)

giovedì 18 marzo 2010

Ci sono anch'io - La ricetta di Peperoni e patate

Tutto è iniziato con un Cavoletto… poi ho scoperto il magico mondo di Gennarino, le meraviglie di Adriano e la bravura di Paoletta e da lì il mare infinito di blogger di cucina.
In questi anni ho seguito tutti loro silenziosamente. Non mi sono mai lanciata in commenti, “integrata nel mondo dei seguaci dei blog di cucina”, ma sono sempre rimasta in osservazione costante. Proprio il rigore con cui ho seguito questi maestri e la passione nello scoprire ogni giorno una nuova ricetta mi ha permesso di crescere come cuoca (nel mio piccolo) e di imparare a conoscere questo mondo fantastico e senza confini che è la cucina.

Nonostante ciò, ho sempre pensato che non avrei mai scritto un blog.
Questo fino a poco tempo fa, quando, guardandomi intorno, mi sono accorta che volevo qualcosa di più dalla mia vita.
E allora ecco la domanda: cosa fare per uscire da questa fase di stallo?
All’inizio è stato semplicemente prendersi del tempo per sé per evadere dalla routine quotidiana e dai problemi portati dall’ufficio, adesso è diventato voler realizzare qualcosa di davvero mio che coinvolga le mie passioni.

E allora… eccomi qui!
Vi presento il mio blog, il mio diario, il mio ricettario, la mia scuola ed un po’ di me.
All’inizio doveva essere “Profumo di biscotti”… che ovviamente esiste già (ed è anche un bellissimo blog).
Profumo di biscotti perché ho sempre voluto che la mia casa profumasse di biscotti. Perché è profumo di casa, di famiglia, di buono, un profumo che sa di cura. E cos’è la cucina se non tutte queste cose?

Ma Profumo di biscotti è già preso!! Allora via a pensare ad un’alternativa!
I consigli iniziali erano sempre inerenti ai biscotti, ma “Puccia il biscotto” nooo!!!! Sicuramente avrebbe fatto ridere, ma…
Pensa e ripensa… ta dan! Peperoni e patate!
“Amore, amore, cosa ne pensi di “Peperoni e patate”?”
Peperoni e Patate, come Profumo di biscotti è un qualcosa che sa di casa e di buono.
Piatto tipico della mia Calabria, piatto di cui vado ghiotta, è espressione della “semplicità della tradizione e il gusto delle cose di casa” (vedi Informazioni personali).
Sì, sa proprio di buono, di coccola e di cura. Proprio ciò che volevo.

Ed ora ecco la prima ricetta…. Cosa se non Peperoni e patate?!



Ingredienti per 4 persone:
1 kg di patate, meglio se quelle della Sila
300 g di peperoni papaccelle piccanti
mezzo bicchiere di olio extravergine di oliva
sale

Procedimento:
Sbucciate le patate, lavatele e tagliatele a spicchi per il lungo, come fareste per le patatine fritte, poi versatele in una ampia padella.
Tagliate i peperoni a tocchetti (dovranno essere belli carnosi. Avete presente i peperoni tipici del Sud Italia, piccoli, tondi, un po’ schiacciati, verdi o rossi con tante sfumature e un sapore deciso? Come le papaccelle appunto. ) e poneteli sopra alle patate. Irrorate con abbondante olio di oliva e mettete sul fuoco a fiamma media. Le verdure non dovranno navigare nell'olio come per la frittura, ma ci dovrà essere comunque 2-3 mm di fondo nella padella.
Lasciate cuocere mescolando di tanto in tanto. Non mescolate troppo frequentemente altrimenti le patate si spappolano. Durante la cottura sarà necessario girare le patate anche una alla volta per farle colorire bene su tutti i lati. 
Quando le patate saranno dorate regolate di sale e continuate la cottura finché diventeranno croccanti.
Una volta pronte sposta in una terrina e servi subito! 

PS. Nonostante faccia parte della tradizione ognuno ha il suo modo di preparare questo piatto. In casa mia si è sempre mangiato con le verdure molto croccanti, ma a seconda della famiglia di possono trovare versioni più o meno morbide.
In Calabria peperoni e patate viene servito anche come piatto unico e nei ristoranti lo troverete spesso tra gli antipasti. 
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