giovedì 23 ottobre 2014

A Eurochocolate con Scavolini

Fino al 26 ottobre le strade di Perugia profumeranno di cioccolato.
L'Eurochocolate è una delle feste più dolci e attese dell'anno. Ha la capacità di farci tornare bambini e far riemergere quel lato fiabesco e giocherellone che si nasconde nel bimbo di ognuno di noi. Poche sono le feste gastronomiche ad avere tale capacità.
Pensavo di trascorrere più tempo nelle cucina di Master Choc quando Scavolini mi ha chiamato per chiedermi di andare in giro per l'evento e raccontarlo, invece ho visto scolpire il cioccolato, ho scoperto musei e conosciuto storie aziendali. Ho incontrato tante persone che hanno reso le mie giornate a Eurochocolate semplicemente perfette.


Una foto pubblicata da Teresa (@tery_pep) in data

Perugia è una città accogliete che quest'anno ho visto per la prima volta con il sole e con un caldo estivo. Se già la pioggia delle scorse esperienze non era riuscita a offuscare le bellezze cittadine,  con il sole ti godi tutto con quel pizzico di positività in più, lasci spazio alle persone e ti accorgi anche di quanto siano gentili.
Da Peppe, il nostro autista, ai ristoratori incontrati, a tutte le persone dello store Scavolini, alle persone che ci hanno accolto alla Perugina. 

Da Scavolini, Monica, Ilaria, Cristina e io abbiamo parlato di cioccolato.
Nessuno avrebbe mai immaginato che quel breve dibattito si sarebbe tramutato in uno scambio di ricette, in risate e battute ironiche, in inviti a prendere il caffè o perché no, anche in una cena a casa.
Quelle persone, che avrebbero dovuto ascoltare le nostre elucubrazioni sul cioccolato, hanno fatto diventare tutto più familiare. Ci hanno aperto il cuore e anche le case, se solo gliene avessimo lasciato l'occasione.
Nelle due ore seduti in cucina come a casa ho ritrovato quell'Italia che amo, fatta di persone semplici che sanno godere anche di incontri estemporanei tra sconosciuti. 
Usciamo dallo store cariche di entusiasmo e ci spostiamo a cena a L'Officina dove mangeremo stra-bene e saremo ancora accolte da gentilezza e coccole. Che ce l'abbiano per vizio sti perugini? ;)

Il secondo giorno inizia in quella che da tanti è considerata la vera fabbrica di Willy Wonka: la Perugina. Io posso dire che è anche meglio. 
Non solo una fabbrica, ma un simbolo per l'Italia, una lunga storia da raccontare, un museo e una scuola. La Perugina è stato e continua a essere un modello d'industria che riesce a guardare avanti fin dai suoi albori. 
Accompagnati da Ilaria, abbiamo scoperto le origini e i fondatori della Perugina.
Avete presente il sig. Buitoni, quello della pasta? E Luisa Spagnoli, proprio lei dei vestiti? 
Apparentemente non c'azzeccano niente e invece sono praticamente tutto. 
E' da loro che all'inizio del 1900 nasce la Perugina e dopo qualche anno anche i Baci, chiamati inizialmente "cazzotti" dalla poco delicata quanto lungimirante Luisa. 
Una storia che appassiona e coinvolge, proprio come un bacio.


Ritorniamo in centro, pranziamo nel moderno e accogliente Mercato Vianova, dove veniamo ancora una volta coccolate e accolte come mai prima, degustiamo un sacco di chicche del locale e poi ritorniamo nelle cucine Scavolini invase dalla gioia dei bimbi prima di entrare nell'idea di risalire in auto e seguire la direzione Milano.


Da fare a Eurochocolate e Perugia: 
- Master Choc: corsi di cucina per adulti e bambini, nel pieno centro di Perugia
- degustazioni di cioccolato
- ... un sacco di cose simpatiche presso gli stand sparsi per il centro! 
- visita alla Perugina con percorso guidato al Museo
- visita alla Rocca Paolina

Dove mangiare?
- L'Officina - Cucina curata realizzata con prodotti di prima qualità. Selezione di prodotti d'eccellenza anche in vendita nel locale.
- Mercato vianova - Dall'aperitivo alla cena, offre un'offerta più "modaiola", ma studiata e di qualità. Troverete, polpette buonissime, hamburger e anche un ottimo sushi.
Entrambi propongono una cucina creativa, ma adatta a tutti i palati. 

sabato 18 ottobre 2014

Tartare di Mandola con uova di quaglia e pomodori verdi fritti

E' tempo di smantellare l'orto e raccogliere gli ultimi pomodori che non hanno fatto in tempo a maturare. Amo quei pomodori perché normalmente - presa dal desiderio di vederli maturare - attendo sempre che diventino rossi e polposi. 
Eppure quegli ultimi pomodori verdi sono un grande regalo. Li friggo e li mangio così, magari ci faccio la frittata e poi anche qualche esperimento. 
Il sapore dei pomodori verdi fritti è buonissimo, semplice. Mi chiedo come sia possibile che io li abbia scoperti solo d'adulta.

Tartare di mandola e pomodori verdi fritti

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